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Forum Internazionale Agricoltura e Alimentazione: materiale stampa – 20 ottobre 2026

19 Ottobre 2026
Forum Internazionale Agricoltura e Alimentazione: materiale stampa – 20 ottobre 2026

In questa pagina sono disponibili tutti i materiali della prima giornata del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione.
Comunicati stampa, fotografie e video per ripercorrere i principali momenti dell’evento e i temi al centro del dibattito.

 

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Programma

https://forumagricoltura.coldiretti.it/

Comunicati stampa con embargo ore 9,30

  1. SALUTE: COLDIRETTI, NON FERMARE I CIBI ULTRAFORMULATI È UN CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ
  2. SALUTE: COLDIRETTI, AL FORUM LO SCAFFALE DEL VERO MADE IN ITALY E LA “FABBRICA DEI MALATI”
  3. SCUOLA: COLDIRETTI, PORTA L’EDUCAZIONE ALIMENTARE NEL MONDO DI MINECRAFT
  4. CONSUMI: COLDIRETTI, BUSINESS AGROMAFIE VALE 25,2 MLD, ACCELERARE SU CONTROLLI INNOVATIVI
  5. RAPPORTO COLDIRETTI-CENSIS
  6. LANCI STAMPA
  7. Selezione foto e video
  8. Fotogallery

 

SALUTE: COLDIRETTI, NON FERMARE I CIBI ULTRAFORMULATI È UN CRIMINE CONTRO L’UMANITÀ

Dal Forum la notizia che Coldiretti sta verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue a difesa della salute dei cittadini

Per tutelare la salute dei cittadini, a partire dai bambini, si stanno verificando condizioni e tempi per una class action per poi arrivare alla Corte di giustizia Ue per denunciare le folli politiche che favoriscono la diffusione dei cibi ultraformulati nonostante le sempre più numerose evidenze scientifiche ne abbiano dimostrato i gravissimi rischi legati al loro consumo.

È l’attacco lanciato dal segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo nel suo intervento di apertura del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, in corso oggi e domani a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43). L’obiettivo è mettere l’Europa davanti alle proprie responsabilità: il diritto alla salute deve venire prima degli interessi economici delle multinazionali alimentari.

Per questo bisogna anche garantire il giusto reddito agli agricoltori che producono quel cibo sano che garantisce il benessere di tutti a partire dalle giovani generazioni.

L’Unione non può continuare a sottovalutare i rischi per la salute legati al consumo di cibi ultraformulati, soprattutto quando a pagarne le conseguenze sono i bambini.

Le ricerche scientifiche più recenti segnalano un’associazione tra il consumo di questi prodotti e 32 effetti avversi, che interessano soprattutto la salute gastrointestinale, metabolica, respiratoria e cardiovascolare, oltre al rischio di obesità e all’infertilità.

Secondo una ricerca realizzata da Carlos Augusto Monteiro (il medico ed epidemiologo brasiliano presente al Forum che ha rivoluzionato gli studi sulla classificazione degli alimenti con il metodo Nova), pubblicata su The Lancet nel 2025, un maggiore consumo di cibi ultraformulati è associato a un aumento del rischio di diverse patologie: diabete di tipo 2 (+25%), depressione (+23%), sovrappeso e obesità (+21%), mortalità per tutte le cause (+18%) e malattie cardiovascolari o mortalità cardiovascolare (+18%).

Ma la cattiva alimentazione rappresenta anche un costo rilevante per il sistema sanitario nazionale. Secondo uno studio della Fondazione Aletheia, in Italia le spese per curare le malattie croniche legate a scorretti stili alimentari ammontano a circa 13 miliardi di euro all’anno.

Davanti a quella che si configura come una nuova pandemia che colpisce soprattutto i giovani, è inaccettabile che manchi ancora una normativa europea che vieti la somministrazione di questo tipo di prodotti nelle mense scolastiche e negli altri luoghi pubblici di cura e assistenza. Qualche mese fa il Comune di Roma Capitale ha dato l’esempio. Nel nuovo bando per la ristorazione scolastica, ha deciso di escludere i cibi ultraformulati dalle mense che nutrono i bambini, valorizzando i prodotti del territorio, la stagionalità e la qualità delle filiere agricole.

Eppure, l’Ue sembra ostinarsi a tutelare le multinazionali dei prodotti industriali ottenuti attraverso processi di trasformazione e combinazione di ingredienti, spesso lontani dagli alimenti naturali. Nel nuovo regolamento sugli appalti pubblici, infatti, l’Europa dei tecnocrati ha scelto deliberatamente di non inserire alcun divieto per i cibi ultraformulati, a danno della salute dei cittadini e dei redditi degli agricoltori e a vantaggio di multinazionali senza scrupoli. Una deriva pericolosissima quella di sostenere il proliferare degli ultraformulati, contro cui è nata “Campagna Amica per la Salute “, l’iniziativa promossa da Coldiretti, Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, che ha dato vita al primo Patto nazionale tra medici e agricoltori per la salute dei cittadini, a partire dai più piccoli, promuovendo i mercati contadini all’intero degli ospedali.

E quello scelto dall’Europa è un orientamento nettamente contrario alla volontà dei cittadini. Quasi otto italiani su dieci (79%) vorrebbero che l’Ue intervenisse per ridurre il consumo di questi alimenti, secondo il rapporto Coldiretti/Censis realizzato in occasione del Forum.

 

SALUTE: COLDIRETTI, AL FORUM LO SCAFFALE DEL VERO MADE IN ITALY E LA “FABBRICA DEI MALATI”

Leggere le etichette, conoscere l’origine e scegliere consapevolmente cosa mettere nel carrello: è questo il messaggio dell’allestimento che Coldiretti ha portato al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, a Roma, mettendo a confronto alcuni prodotti simbolo della spesa quotidiana, dalla pasta all’olio extravergine di oliva, fino al riso e agli snack.

Da una parte gli alimenti 100% italiani, che garantiscono tracciabilità, qualità e controlli lungo la filiera; dall’altra prodotti d’importazione, realizzati secondo regole che possono essere meno rigorose e con l’impiego di sostanze vietate in Italia, che rischiano di arrivare sulle tavole delle famiglie senza un’adeguata trasparenza, favorita dalle manovre di veri e propri trafficanti che mettono a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori.

È il caso del grano canadese coltivato con l‘utilizzo del glifosate, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena e vietata in Italia in pre raccolta. Ma a mettere a rischio la spesa degli italiani c’è anche l’olio d’oliva straniero di bassa qualità, magari miscelato o addirittura con l’aggiunta di clorofilla con l’obiettivo di far diventare extravergine un prodotto che non lo è. O il riso asiatico, coltivato con l’uso di sostanze proibite in Europa oltre che con lo sfruttamento del lavoro minorile. Un confronto che richiama anche il pericolo di prodotti stranieri presentati in modo da farli apparire italiani quando non lo sono. Pensiamo anche all’inganno del codice doganale che grazie alla “magia” dell’ultima trasformazione sostanziale fa diventare made in Italy un prodotto straniero. Così si mette a rischio la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori visto che se si cancellasse questa folle regola si potrebbero recuperare 20 miliardi di euro per la filiera agricola.

Proprio il legame tra cibo e salute è al centro dell’installazione “La fabbrica dei malati” che campeggia all’ingresso del Forum, una figura di uomo attraversato da snack, merendine, bibite zuccherate e altri prodotti ultraformulati che gli vengono iniettati dentro da una grande provetta, a simboleggiare l’origine “chimica” di quel tipo di alimenti. In questo modo Coldiretti vuole richiamare l’attenzione sui rischi legati a un’alimentazione sbagliata e al consumo abituale di questi cibi, rendendo visibile il legame tra ciò che mangiamo ogni giorno e la salute e invitando i cittadini a interrogarsi sulla qualità di quello che portano in tavola e a leggere con attenzione le etichette.

Un messaggio che punta a promuovere scelte di consumo più consapevoli, valorizzando il cibo fresco, genuino e legato alla tradizione agroalimentare italiana, partendo in primis dalle giovani generazioni.

Un apposito allestimento è stato, infatti, è stato dedicato anche alla presentazione di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti che porta l’educazione alimentare nelle scuole. Attraverso il mondo di Minecraft, uno dei videogiochi più popolare tra i ragazzi, Coldiretti vuole educare i giovani a una corretta alimentazione e attività fisica e accompagnarli nel passaggio dal virtuale al reale per conoscere e toccare con mano la campagna, le fattorie, i mercati, gli agriturismi e tutto quello che si nasconde dietro al piatto che portano in tavola.

 

SCUOLA: COLDIRETTI, PORTA L’EDUCAZIONE ALIMENTARE NEL MONDO DI MINECRAFT

Nasce Farmcraft, il videogioco che insegna a mangiare in modo sano e consapevole. Oltre 9 presidi su 10 sostengono iniziative di educazione alimentare

Coltivare un orto, allevare animali, scoprire la biodiversità, imparare a leggere le etichette e distinguere gli alimenti freschi da quelli ultraformulati. Sono alcune delle missioni di Farmcraft – Coltiva il tuo mondo, il nuovo progetto di Coldiretti, con il supporto tecnico di Maker Camp, che porta l’educazione alimentare nel mondo di Minecraft, il videogioco più venduto della storia, con oltre 400 milioni di copie. Il progetto è stato presentato in occasione della giornata inaugurale del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.

L’obiettivo è utilizzare uno degli strumenti di intrattenimento più popolari tra le nuove generazioni per costruire un ponte tra il mondo digitale e quello reale, trasformando un videogioco in uno strumento per coltivare il futuro dell’alimentazione. Con Farmcraft, Coldiretti non si limita a raccontare l’agricoltura ai ragazzi prima attraverso un contest che partirà nelle scuole, ma sceglie di farla vivere attraverso un linguaggio che già conoscono, rendendoli protagonisti di un’esperienza anziché destinatari passivi di un messaggio. In questo modo l’azione di tutela della salute va oltre i luoghi tradizionali del confronto politico e sindacale, raggiungendo direttamente bambini, famiglie e insegnanti.

Rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni, Farmcraft trasforma il gioco in un’esperienza educativa. In un mondo virtuale dedicato all’agricoltura, i partecipanti potranno gestire una fattoria, seguire il ritmo delle stagioni, conoscere le produzioni agricole e portare i prodotti in un mercato contadino virtuale di Campagna Amica. Le attività comprenderanno missioni sulla Dieta Mediterranea, la sostenibilità e il rapporto tra alimentazione e attività fisica.

Il digitale sarà però solo il punto di partenza per esperienze concrete, con attività nelle fattorie didattiche, incontri con gli agricoltori, laboratori e visite ai mercati di Campagna Amica, per avvicinare i ragazzi al cibo, alla sua origine e al lavoro necessario per produrlo.

La proposta risponde a una domanda che arriva direttamente dal mondo scolastico. Secondo il rapporto Coldiretti-Censis 2026, condotto su 800 dirigenti scolastici, il 91% ritiene che la tecnologia possa affiancare i ragazzi nell’apprendimento della corretta alimentazione, il 79% considera efficaci gli strumenti digitali e il 53% è pronto ad adottare programmi educativi basati su videogiochi, quiz e piattaforme interattive. Il 95% giudica inoltre utile far conoscere agli studenti il mondo agricolo. Ma l’educazione alimentare è una priorità anche per le famiglie: l’82% dei genitori chiede un piano pubblico per proteggere i figli dai rischi legati al consumo di cibi ultraformulati, come snack, merendine ed energy drink, sempre secondo il Censis.

Farmcraft si inserisce in un percorso più ampio avviato da Coldiretti e Campagna Amica, a partire dal Manifesto di Udine per l’Educazione Alimentare nelle Scuole del giugno 2025 e proseguito con gli accordi con la Federazione Italiana Medici Pediatri e l’Anci, fino al lancio del progetto Campagna Amica per la Salute con l’alleanza tra agricoltori e medici.

L’obiettivo è costruire un’alleanza tra scuole, famiglie, agricoltori e professionisti della salute, perché imparare a mangiare bene significa tutelare il futuro delle nuove generazioni e valorizzare il lavoro agricolo italiano.

Da qui il girato del progetto https://we.tl/t-hiCTpcALz0RweVHJ

 

CONSUMI: COLDIRETTI, BUSINESS AGROMAFIE VALE 25,2 MLD, ACCELERARE SU CONTROLLI INNOVATIVI

Con il business delle agromafie che ha raggiunto il valore di 25,2 miliardi occorre accelerare sui controlli innovativi per togliere spazio a truffe e inganni che mettono a rischio la salute dei cittadini e i redditi degli agricoltori. E’ il messaggio lanciato dal Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato dalla Coldiretti a Roma, con un panel dedicato al tema dei reati agroalimentari, promosso assieme all’Osservatorio Agromafie. Le frodi e la mancanza di trasparenza lungo la filiera agroalimentare colpiscono direttamente i cittadini, che rischiano di acquistare prodotti spacciati per italiani o presentati con caratteristiche che non corrispondono alla realtà, magari pericolosi per la loro salute, pagando un prezzo ingiusto e senza poter scegliere consapevolmente cosa portare in tavola. Un danno che riguarda non solo la sicurezza e la fiducia dei consumatori, ma anche la concorrenza leale e il reddito degli agricoltori onesti, che sono la stragrande maggioranza, penalizzati da chi taglia i costi aggirando le regole.

Un fenomeno sempre più avvertito dalla popolazione. Secondo il Rapporto Coldiretti/Censis realizzato per il Forum, tre italiani su quattro (75%) dichiarano di essere stati vittime almeno una volta di inganni a tavola. Una situazione che alimenta la richiesta di maggiore trasparenza e di una linea dura contro chi inganna i consumatori, con comportamenti che non possono essere liquidati come semplici furbizie, ma che rischiano di compromettere la fiducia nel sistema alimentare e mettere in pericolo la salute pubblica. Da qui la richiesta di regole più stringenti: l’89% degli italiani ritiene necessarie leggi severe contro le frodi sulla qualità e sull’origine dei prodotti, mentre per l’88% le etichette ingannevoli sulla provenienza rappresentano una minaccia per la salute pubblica.

Un passo fondamentale in tale direzione è stato fatto con l’approvazione del disegno di legge che introduce, su iniziativa del ministro Lollobrigida, nel codice penale un nuovo titolo dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare, accogliendo le proposte della cosiddetta “Legge Caselli”, fortemente sostenuta dalla Coldiretti grazie alla Fondazione Osservatorio Agromafie.

“Non si tratta soltanto di un aggiornamento tecnico delle norme penali, ma di una scelta culturale, perché riconosce che il patrimonio agroalimentare non è soltanto una merce, ma comprende la qualità del cibo, la salute dei cittadini, il lavoro, l’ambiente, i territori, l’identità stessa del nostro Paese – sottolinea Giancarlo Caselli, presidente del Comitato Scientifico, Fondazione Osservatorio Agromafie – La nuova legge protegge l’agricoltura e l’agroalimentare italiano, garantendo condizioni di concorrenza più giuste e trasparenti ma riguarda tutti: istituzioni, imprese, lavoratori, consumatori e cittadini”.

Il ddl introduce importanti misure per tutelare la filiera agroalimentare e i consumatori, con particolare attenzione alla repressione delle frodi. Tra le principali novità, spicca l’introduzione del reato di frode alimentare, che punisce tutte le condotte ingannevoli nella produzione e commercializzazione di alimenti, soprattutto quando danneggiano il consumatore su qualità, quantità o provenienza dei prodotti. Viene inoltre istituito il reato di commercio di alimenti con segni mendaci, per contrastare false etichettature e indicazioni ingannevoli, e quello di agropirateria, rivolto a chi commette frodi alimentari in modo sistematico e organizzato.

Ora occorre accelerare con l’applicazione delle norme previste nel ColtivaItalia con l’istituzione della banca dati dei controlli innovativi, che impiega strumenti scientifici avanzati come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica per verificare l’origine delle produzioni. Una misura decisiva per la trasparenza e la qualità delle filiere agroalimentari rispetto alle truffe e alle speculazioni messe in atto dai trafficanti che minacciano la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. Controlli che – sottolinea Coldiretti – devono ora valere come prove in giudizio nei procedimenti.

“Con un valore di 707 miliardi di euro e 4 milioni di occupati, la filiera agroalimentare rappresenta una delle principali ricchezze del Paese e un patrimonio economico, sociale e occupazionale che va difeso da ogni forma di illegalità – sottolinea Ettore Prandini, presidente della Coldiretti e della Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare -. Proprio questo enorme valore la rende un obiettivo sempre più appetibile per le agromafie. Non parliamo soltanto di frodi e contraffazioni, ma di fenomeni che alterano la concorrenza, sfruttano il lavoro, mettono a rischio la salute dei cittadini e colpiscono il reddito degli agricoltori. Per questo è fondamentale rafforzare gli strumenti di contrasto e garantire trasparenza e tracciabilità lungo tutta la filiera, tutelando il vero Made in Italy e chi ogni giorno lo produce”.

 

RAPPORTO COLDIRETTI-CENSIS

Il rapporto degli italiani con i cibi ultraformulati e il loro impatto sulla salute, l’ingresso dell’Intelligenza artificiale nelle scelte di consumo, le preferenze nella spesa e i rischi delle truffe a tavola, l’esigenza di un’educazione alimentare che parta dalle scuole per tutelare le nuove generazioni, il ruolo della trasparenza per orientare le scelte. Sono alcuni dei temi al centro del nuovo Rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano” diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, che si aprirà, martedì 20 ottobre, a Roma, a Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi.

Per due giornate l’evento riunirà rappresentanti delle istituzioni, esperti, accademici, opinionisti e protagonisti del mondo medico, economico, finanziario e politico, chiamati a confrontarsi con il Segretario Generale Vincenzo Gesmundo e il Presidente Ettore Prandini sui temi di stretta attualità.

Il Rapporto Coldiretti/Censis si focalizza sul ruolo socialmente strategico del cibo nella vita delle persone e delle comunità, a partire dal rapporto con la salute, vero e proprio filo conduttore dei lavori del Forum. Un percorso che prenderà forma già all’ingresso con “La fabbrica dei malati”, un’installazione che racchiude in una grande provetta cibi ultraformulati e una sagoma umana, per richiamare l’attenzione sui rischi legati al loro consumo e sulle conseguenze delle scelte alimentari. A seguire, lo “scaffale del vero Made in Italy” metterà a confronto i prodotti 100% italiani con quelli d’importazione, dal grano canadese al riso asiatico prodotto, per evidenziare il valore dell’origine e la necessità di garantire trasparenza ai consumatori e regole di produzione comuni. Il percorso proseguirà con “Farmcraft”, il nuovo progetto di Coldiretti in collaborazione con Minecraft che sarà presentato al Forum per portare l’educazione alimentare con un linguaggio tutto nuovo. Un modo per avvicinare i più giovani al lavoro degli agricoltori, alla provenienza degli alimenti e al valore del cibo sano. 

 

SALUTE: COLDIRETTI/CENSIS, 78% CITTADINI CHIEDE ALL’EUROPA LO STOP AI CIBI ULTRAFORMULATI
Cresce la richiesta di vietarli nelle mense di scuole e ospedali, serve dare più spazio alle alternative salutari

Quasi otto italiani su dieci (78%) chiedono all’Unione europea di intervenire per ridurre il consumo di alimenti ultraformulati, mentre cresce la richiesta di regole più incisive per proteggere la salute dei cittadini. Lo afferma il rapporto Coldiretti-Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano” diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43).

La diffusione dei cibi ultraformulati si configura ormai come un vero e proprio allarme sociale, percepito in maniera sempre maggiore dai cittadini.

L’86% degli italiani è convinto, infatti, che limitare merendine, snack ed energy drink aiuterebbe a contrastare l’obesità, mentre l’81% vorrebbe vietare questo tipo di prodotti nella ristorazione collettiva, dalle mense delle scuole a quelle degli ospedali e delle aziende. Il 64% sarebbe inoltre per escluderli totalmente dalle scuole, il 55% dagli ospedali e il 50% dalle palestre e centri sportivi, dove spesso sono presenti all’interno dei distributori automatici.

Il problema rilevato dal rapporto Coldiretti/Censis è però che troppo spesso il consumo degli ultraformulati è spinto dall’impossibilità di accedere a soluzioni alternative più salutari, soprattutto fuori casa. Il 73% segnala che in molti luoghi è difficile trovare prodotti sani e il 76% dichiara che consumerebbe meno cibo spazzatura se avesse più facilmente accesso ad alternative più salubri.

Spesso il ricorso a barrette, snack ed energy drinks avviene, infatti, nel tempo libero, in viaggio tra treni, stazioni, autogrill, aeroporti, sul posto di lavoro, in pausa o durante l’orario lavorativo, in scuole o università, in palestra o nei centri sportivi. Il consumatore – secondo il rapporto – opera in un contesto a sovranità limitata.

Un fenomeno – rileva Coldiretti – che rende sempre più necessario promuovere politiche che rendano il cibo fresco e di qualità più accessibile, soprattutto nei luoghi frequentati dai giovani e nelle strutture dedicate alla formazione e alla cura, unite a una maggiore cultura alimentare.

C’è, infatti, da dire solo il 49% degli italiani verifica gli ingredienti di snack salati industriali, il 46% lo fa per le merendine, il 45% per dolciumi e caramelle e il 41% per le barrette proteiche e solo il 26% per gli energy drink.

 

SALUTE: COLDIRETTI/CENSIS, 5 MLN DI ITALIANI RISCHIANO SEGUENDO LE DIETE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Senza nessuna competenza ci si affida a una macchina per scegliere cosa mangiare

L’intelligenza artificiale entra sempre più nelle scelte alimentari degli italiani, con 5 milioni di cittadini che si affidano all’IA per costruire un piano alimentare o una dieta. E’ uno dei dati significativi che emerge dal rapporto Coldiretti-Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano” diffuso alla vigilia Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43).

La diffusione dei vari strumenti di IA ha portato sempre più cittadini a rivolgersi agli strumenti digitali per ottenere ricette, conoscere ingredienti e costruire piani alimentari, ma non sempre dispongono delle competenze per verificare l’attendibilità delle risposte. Non a caso il 47% dichiara di aver incontrato informazioni rivelatesi false. Gli italiani restano dunque mossi da una sana diffidenza, ma il rischio si replica quando le verifiche avvengono ancora sul web, tra siti, blog e social, anziché affidandosi ad esperti. Ecco perché è una fase in cui – è spiegato nel rapporto Coldiretti/Censis – è in atto una sorta di guerra per le coscienze dei cittadini, in cui diventa vitale il ruolo di soggetti che possono veicolare informazioni certificate, dagli operatori sanitari agli insegnanti agli stessi genitori dei ragazzi laddove sono messi nelle condizioni di accedere a fonti di informazione certificate.

L’IA può essere una risorsa, ma non deve sostituire il sapere scientifico e il confronto con medici e nutrizionisti.

 

SALUTE: COLDIRETTI/CENSIS, 3 ITALIANI SU 4 INGANNATI A TAVOLA, CRESCE TRA I CITTADINI IL RICHIAMO ALLA TOLLERANZA ZERO

Dai prodotti stranieri spacciati per italiani, come l’olio d’oliva tunisino nei supermercati e nei ristoranti, alle etichette ingannevoli fino a vere e proprie truffe. Tre italiani su quattro (75%) sono stati vittime almeno una volta di inganni a tavola. Un fenomeno pericoloso che ha fatto crescere nei cittadini una voglia di “tolleranza zero” dinanzi a quelle che non sono più considerate semplici furbizie tutto sommato poco rilevanti, ma vere e proprie minacce alla salute pubblica a cui applicare sanzioni severe. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano”, presentato in occasione del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43).

Agli inganni tra gli scaffali o ai tavoli dei locali si sommano peraltro le difficoltà ad identificare il vero prodotto italiano. Al 74% è capitato di cercare prodotti 100% italiani senza riuscire a trovarli, mentre il 64% non ha trovato in etichetta l’origine di un prodotto.

Non sorprende dunque che per l’89% degli intervistati servano leggi severe contro le frodi sulla qualità e sulla provenienza, mentre l’88% considera le etichettature ingannevoli sull’origine una minaccia per la salute pubblica. Un passo importante in tale direzione è venuto dall’approvazione della legge sui reati agroalimentari, ispirata alla cosiddetta “Legge Caselli”, fortemente sostenuta da Coldiretti e ottenuta dopo oltre un decennio di impegno e fondamentale per rafforzare la lotta alle agromafie e garantire maggiore chiarezza lungo tutta la filiera. L’altro passo deve essere ora quello di estendere l’obbligo dell’indicazione d’origine su tutti gli alimenti in commercio nell’Unione Europea, assieme all’introduzione dei controlli innovativi basati su risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica con la creazione della prima banca dati varata nell’ambito del Coltivaitalia.

La trasparenza resta, infatti, il “faro” delle richieste dei cittadini come evidenziato dal rapporto Coldiretti/Censis. L’84% vuole conoscere la reale provenienza degli alimenti e dei loro ingredienti e l’80% chiede l’obbligo di indicarla anche nei ristoranti. Difendere l’origine significa tutelare insieme cittadini, qualità e agricoltura italiana.

 

SCUOLA: COLDIRETTI/CENSIS, 85% ITALIANI VUOLE L’EDUCAZIONE ALIMENTARE IN CLASSE

Solo 2 adolescenti su 10 percepiscono il nesso tra cibo e salute

Per tutelare la salute dei propri figli l’85% degli italiani ritiene utile introdurre nelle scuole progetti di educazione alimentare fin dall’infanzia, per aiutare i giovani a riconoscere il valore del cibo sano e il suo ruolo nella prevenzione. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute”, diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43).

I ragazzi italiani sono ancora poco consapevoli dell’importanza del nesso tra cibo e salute: solo il 19% degli italiani (meno di 2 su 10) indica l’adolescenza come la fase in cui lo ha percepito con maggiore chiarezza e appena il 5% l’infanzia, mentre il 52% parla della prima età adulta e il 20% dell’età matura o avanzata.

In altre parole come evidenziato dal rapporto la maggioranza dei ragazzi ha imparato a discernere il buon cibo solo da adulta, mentre è nell’infanzia che si forma l’imprinting di abitudini destinate a durare tutta la vita. Non stupisce dunque che la quasi totalità dei cittadini (95%) riconosca agli istituti scolastici un ruolo importante nella promozione della cultura del buon cibo. E anche medici e personale sanitario possono contribuire a questo percorso, secondo il 94% degli intervistati. La prova evidente della necessità – come sottolineato più volte da Coldiretti – di rafforzare un’alleanza educativa tra famiglie, scuole, medici e agricoltori, affinché le nuove generazioni acquisiscano gli strumenti per scegliere consapevolmente ciò che mangiano.

 

SALUTE: COLDIRETTI/CENSIS, PER QUASI 9 ITALIANI SU 10 SERVE CIBO AGRICOLO IN SCUOLE E OSPEDALI

Salute dei cittadini e reddito agricoltori legati a doppio filo: per la maggioranza dei cittadini gli agricoltori devono poter contare su una adeguata retribuzione

L’86% degli italiani auspica un impegno diretto dei produttori agricoli nel garantire cibo fresco e di qualità in ospedali e scuole, anche con convenzioni dirette. È quanto emerge dal Rapporto Coldiretti/Censis diffuso alla vigilia del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43). Lo studio certifica il “capovolgimento copernicano” della reputazione sociale dell’agricoltura: non più espressione di mondi in via di superamento, ma perno di una nuova civiltà. L’agricoltore diventa presidio sociale e valoriale e, per l’89%, ha un ruolo centrale nel promuovere una cultura del cibo che fa bene. Il cibo sano richiede però imprese sostenibili: l’86% ritiene che gli agricoltori debbano poter contare su un’adeguata retribuzione. Un contributo decisivo viene dai mercati del contadino, importanti per l’82% perché favoriscono le relazioni tra le persone, migliorano la qualità dei territori e fanno conoscere i luoghi d’origine dei prodotti. Sullo sfondo, per il 90% degli italiani la Dieta mediterranea non è solo patrimonio di identità e cultura, ma strumento efficace di prevenzione. Democratizzare la buona alimentazione, garantendone l’accessibilità al maggior numero di persone, nasce dall’incontro tra scelte consapevoli dei consumatori e imprese economicamente sane e sostenibili.

 

MADE IN ITALY: COLDIRETTI/CENSIS, 88% ITALIANI PRETENDE RECIPROCITA’ REGOLE PER GLI ALIMENTI STRANIERI

Dall’olio al grano per pane e pasta, maggioranza cittadini vuole stop a pratiche e prodotti che non rispettano gli standard produttivi italiani

Il cibo non può essere considerato un bene di consumo come gli altri e ha bisogno di regole e tutele specifiche. Ne è convinto l’87% degli italiani, mentre quasi la stessa percentuale (88%) chiede che agli alimenti importati siano applicate le stesse norme sanitarie e di sicurezza previste per quelli prodotti in Italia e nell’Unione europea. È quanto emerge dal rapporto Coldiretti/Censis “La filiera della buona salute: la centralità del cibo italiano”, Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, organizzato da Coldiretti, con la collaborazione di The European House – Ambrosetti, che si terrà domani e mercoledì a Roma (Casino dell’Aurora Pallavicini – Palazzo Rospigliosi, via Ventiquattro Maggio 43).

La difesa del cibo salutare italiano passa anche attraverso politiche adeguate che si fondano sul principio di reciprocità: dall’imposizione ai prodotti provenienti dall’estero degli stessi standard di sicurezza e salubrità richiesti alle imprese italiane ed europee, fino a interventi mirati per filiere strategiche della nostra agricoltura, come quelle dell’olio d’oliva e del grano. La richiesta di reciprocità nasce dall’esigenza di garantire la qualità e la salubrità degli alimenti, tutelando al tempo stesso le produzioni nazionali da una concorrenza che non rispetta le medesime regole.

Il consenso è ampio anche sulle singole misure. Infatti, come si legge nel rapporto Coldiretti/Censis, l’83% degli italiani ritiene necessario contrastare le pratiche che compromettono la qualità e la trasparenza degli alimenti, e la stessa percentuale chiede di bloccare le importazioni di grano destinato alla produzione di pane e pasta da Paesi in cui sono consentite sostanze pericolose non ammesse in Italia, come nel caso del frumento canadese essiccato con il glifosate, molecola considerata da molti studi potenzialmente cancerogena.

Per il 72% dei cittadini, inoltre, occorre vietare l’importazione di prodotti alimentari da Paesi che non rispettano i diritti umani, sindacali e di libertà personale, come avviene spesso con il riso che arriva dai paesi asiatici dove viene sfruttato il lavoro minorile. Una richiesta che lega la qualità del cibo anche al rispetto delle regole sociali e del lavoro.

I dati confermano la domanda di un sistema alimentare fondato su trasparenza, sicurezza e reciprocità, nel quale le imprese agricole italiane possano competere ad armi pari e i cittadini siano tutelati lungo tutta la filiera. Difendere gli stessi standard per i prodotti importati significa proteggere la salute dei cittadini, il reddito degli agricoltori e il valore del vero Made in Italy.

Lanci stampa

FORUM COLDIRETTI, GESMUNDO: LA GUERRA È GIÀ NELLE CASE E NELLE IMPRESE, NON C’È ALTERNATIVA ALLA PACE
“No ai tagli della Pac per finanziare il riarmo. Spesa militare mondiale salita del 40% in dieci anni, democrazia e coesione sociale a rischio”

“La guerra è già entrata nelle case e nelle imprese degli italiani. Negli ultimi dieci anni, la spesa militare sul pianeta è aumentata del 40%, con un balzo particolarmente significativo per i Paesi europei, che hanno più che raddoppiato le risorse destinate agli armamenti”. Lo afferma il segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, nel suo intervento di apertura del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma, aperto dall’interpretazione di Michele Placido del discorso all’umanità di Chaplin nel film “Il grande dittatore”.
Gesmundo denuncia gli effetti della guerra sui costi dei fattori della produzione agricola e sulla vita quotidiana dei cittadini, dalla spesa alle cure fino alla scuola. Una situazione che, avverte, “si traduce nell’erosione delle principali fondamenta delle nostre democrazie, mina la coesione sociale, produce fenomeni sempre più estesi di insofferenza, se non di rivolta”, mentre cresce la distanza dalla partecipazione elettorale.
Da qui il richiamo alla voce di Papa Leone XIV e la richiesta di un ritorno della politica e del pieno utilizzo degli strumenti diplomatici. “Noi scegliamo la strada dei profeti disarmati”, afferma Gesmundo, indicando nella parola, nella testimonianza e nella persuasione gli strumenti per costruire la pace. “La nostra posizione non si basa su un pacifismo astratto, ma sulla certezza che non vi sono alternative alla ricerca della pace, che la guerra, segnatamente per il nostro popolo, per i contadini, rappresenta solo distruzione e morte”.
Il segretario generale richiama gli agricoltori ucraini morti sulle mine nei campi e i contadini russi mandati a combattere. “Il nostro non è esercizio astratto di contabilità, è riaccensione di memoria, in un momento in cui la retorica bellicistica sommerge i popoli europei”, sottolinea. “L’alternativa è la speranza, la ricerca attiva della pace”.
Gesmundo rivendica quindi l’indipendenza dell’organizzazione: “Coldiretti non è in prestito alla politica, sia essa di destra o di sinistra o di centro”. È, ribadisce, una “forza sociale autonoma” che cerca interlocuzioni con chi governa a Bruxelles, a Roma e nelle Regioni.
“Abbiamo riportato sotto l’euro il costo del gasolio agricolo in quasi tutta Italia, grazie a questo modo di fare e alla nostra capacità di mobilitarci e presentare non solo proteste, ma proposte concrete”, afferma. “Noi siamo al servizio dei nostri soci e siamo certi che gli interessi dell’agricoltura italiana coincidano con gli interessi generali del Paese”.

 

FORUM COLDIRETTI, GESMUNDO: CLASS ACTION CONTRO GLI ULTRAFORMULATI, NEL MIRINO LE OMISSIONI DELL’UE
“Salute dei cittadini e reddito degli agricoltori al centro della battaglia. Stabili dal prossimo anno i mercati di Campagna amica negli ospedali”

Una class action sui cibi ultraformulati, con l’obiettivo di arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Unione europea per denunciare le omissioni nella regolamentazione. È il percorso annunciato dal segretario generale della Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, nel suo discorso di apertura del XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione a Roma.
“Partiremo, ne stiamo verificando condizioni e tempi, con una class action per poi arrivare fino alla Corte di giustizia dell’Ue per denunciare le omissioni regolatorie che consentono questo scempio”, afferma Gesmundo. “Non informare, non regolare e non limitare il consumo di questi cibi è un crimine contro l’umanità e come tale vogliamo perseguirlo”.
La denuncia investe chi produce, chi dovrebbe controllare e, nelle parole del segretario generale, “chi a livello istituzionale è colpevole di omissione e negligenza”. Gesmundo contesta alle autorità europee di trascurare il legame fra alimentazione e salute e richiama le conseguenze sulla sostenibilità dei sistemi sanitari. “Serve intervenire. Serve che chi produce, chi cura, chi è responsabile dell’alimentazione collettiva trovino un punto di ripartenza”, sottolinea.
Sul fronte della prevenzione, Gesmundo riconosce il valore della scelta del sindaco di Roma di escludere gli ultraformulati dalle gare per la ristorazione scolastica e annuncia il consolidamento dell’iniziativa di Campagna Amica negli ospedali. “L’abbiamo già fatto il 10 luglio aprendo i nostri mercati in oltre settanta fra i maggiori ospedali del Paese. Nell’anno che viene renderemo queste presenze stabili, nella convinzione che il cibo sano scaccia il cibo malato”.
Nel suo intervento il segretario generale dedica un passaggio ai cibi da laboratorio “su cui abbiamo acceso la luce” e rivendica il ruolo del patto con i consumatori e il sostegno al divieto italiano, riconoscendo l’impegno dei ministri Francesco Lollobrigida e Orazio Schillaci. Ribadisce quindi la richiesta di ulteriori garanzie: “Continueremo a chiedere all’Europa l’effettuazione di test clinici e preclinici a garanzia di produttori e consumatori”.
La tutela della salute e la difesa del reddito agricolo sono i due obiettivi dell’azione annunciata da Coldiretti. “È una battaglia di civiltà che va portata avanti, nell’interesse di chi produce cibo e nell’interesse di tutti i cittadini”, afferma Gesmundo.

 

FORUM COLDIRETTI, CACCIARI: “SENZA UNITÀ POLITICA L’EUROPA RISCHIA DI PERDERE ANCHE QUELLA ECONOMICA”

“O l’Europa si dà una vera dimensione di unità politica o si sfascerà anche l’unità economica. Non ci saranno più politiche unitarie davvero per l’agricoltura”. È l’allarme lanciato dal filosofo Massimo Cacciari al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Coldiretti, nel confronto con il cardinale Matteo Zuppi sul tema “Magnifica humanitas”.

“Se l’Europa non diventa un corpo politico, a guidare la danza saranno sempre le strutture tecniche e tecnocratiche”, ha affermato Cacciari, richiamando gli obiettivi che avevano accompagnato la nascita della moneta unica: “Tutti quelli che hanno affrontato quella grande svolta lo hanno detto e ripetuto: questo è un passo decisivo per l’unità politica”. Un percorso che non può essere rinviato ulteriormente: “Le riforme istituzionali per far funzionare l’Europa sono ormai necessarie”.

Sul piano internazionale, Cacciari ha indicato nella mediazione la funzione dell’Europa: “È scritto nella geografia europea che l’Europa debba svolgere un ruolo di mediazione, che debba avere la funzione di ricostruire un diritto internazionale. O siamo ponte tra mondo atlantico e Asia o non esistiamo”.

“L’Europa può essere grande soltanto se respira con due polmoni”, ha aggiunto. “Da sola l’Europa occidentale non potrà mai diventare, nel mondo contemporaneo, una grande potenza politica: non ha le risorse per esserlo”.

Una riflessione che si lega alla debolezza delle istituzioni di fronte ai grandi poteri globali. “La politica è oggi oggettivamente, strutturalmente debole rispetto alle potenze economiche e finanziarie che hanno dentro di sé la potenza della tecnica”, ha sottolineato Cacciari. “La politica sta schiacciata in mezzo. Non riesce più a rappresentare il sottomondo e non ha nessun potere sul sovramondo, mentre crescono masse proletarizzate, spossessate di uno status sociale, spossessate di ogni potere”.

Da qui il richiamo al ruolo delle organizzazioni sindacali e di rappresentanza: “Il discorso politico si riprende soltanto se esistono corpi intermedi, soltanto se riprendono potere le diverse forme di sindacato, capaci di rappresentare interessi determinati, concreti”.

“Se il sottomondo non viene organizzato secondo i suoi reali e concreti interessi e questi non si rappresentano con forza nei confronti della politica, la politica rimarrà sempre più, rispetto alla potenza della tecnica, una chiacchiera”, ha concluso Cacciari.

 

FORUM COLDIRETTI, ZUPPI: “DIFESA E RIARMO SONO DUE COSE DIVERSE, SERVE INVESTIRE NEL DIALOGO E NELLA PACE”

“La difesa è una cosa, il riarmo è un’altra. La difesa deve essere proporzionata”. Lo ha affermato il cardinale Matteo Zuppi, intervenendo al Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti in corso a Roma, nel confronto con Massimo Cacciari sul tema “Magnifica humanitas”.

“Sulla deterrenza ci sarebbe da discutere, perché funziona, ma deve essere molto calmierata, molto calcolata. Altrimenti la deterrenza ridiventa riarmo, e il riarmo ha un’altra logica: una logica di forza, per cui necessariamente devi essere più forte”, ha sottolineato Zuppi. “Se a questo non si accompagna un investimento nel dialogo, credo che siamo messi male: dobbiamo preoccuparci moltissimo”.

Per il cardinale, “l’unico modo per preparare la pace è lavorare per la pace, lavorare per il dialogo”. Richiamando l’incontro di san Francesco con il lupo di Gubbio, Zuppi ha aggiunto: “Era un grandissimo negoziatore. E poteva esserlo perché era disarmato”. Nelle guerre, ha osservato, manca “la capacità di una comunità internazionale che sappia davvero negoziare, nel senso vero e alto del termine”. Da qui l’appello: “Se vuoi la pace, prepara la pace”.

 

FORUM COLDIRETTI, PROF. MONTEIRO: “ULTRAPROCESSATI PROGETTATI PER ESSERE IRRESISTIBILI, SOSTITUISCONO IL CIBO VERO”
Il padre della classificazione NOVA: ingredienti a basso costo e additivi per aumentare i profitti

Gli alimenti ultraprocessati sono formulazioni industriali progettate e commercializzate per sostituire il cibo vero e i pasti cucinati, attraverso ingredienti a basso costo resi particolarmente appetibili dall’impiego di additivi. È il modello produttivo descritto da Carlos Augusto Monteiro, ideatore della classificazione NOVA, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”.

Al centro dell’intervento il rapporto tra profitti industriali, trasformazione delle abitudini alimentari e salute. Monteiro ha spiegato che l’utilizzo di sostanze ricavate da colture ad alta resa, come mais, soia, grano e canna da zucchero, consente di abbattere i costi degli ingredienti e aumentare i margini. Coloranti, aromi e altri additivi permettono poi di trasformare queste basi in prodotti capaci di imitare sapore, aspetto e consistenza degli alimenti.

“Sono progettati per essere iperappetibili, per essere irresistibili”, ha sottolineato Monteiro, richiamando le tecniche utilizzate per raggiungere il cosiddetto bliss point, il punto di massimo piacere che spinge a continuare il consumo.

Una sostituzione che, secondo il ricercatore, ha conseguenze culturali, economiche e sanitarie. Monteiro ha richiamato gli studi che associano un maggiore consumo di ultraprocessati a un aumento del rischio di obesità, diabete e altre patologie croniche, evidenziando la necessità di considerare anche i meccanismi biologici alla base di queste associazioni.

Sul piano delle regole, il ricercatore ha posto il tema della valutazione degli additivi, anche alla luce della presenza di numerose sostanze nello stesso prodotto, chiedendo di rivedere i criteri con cui ne viene esaminata la sicurezza. Un richiamo che porta al centro del confronto la capacità delle politiche alimentari di tutelare la salute di fronte alla crescente sostituzione degli alimenti e dei pasti tradizionali con formulazioni industriali.

 

FORUM COLDIRETTI, GASBARRINI (OSPEDALE GEMELLI): “IL CIBO CHE AMMALA È UN PROBLEMA SOCIALE, BISOGNA AGIRE ORA”
“Non basta la sicurezza alimentare, serve parlare di salute alimentare. La prevenzione parte dalla tavola”

“Noi medici non possiamo che dire: bisogna fare qualcosa ora”. È il richiamo di Antonio Gasbarrini, dell’ospedale Gemelli, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”. Al centro dell’intervento, la necessità di rafforzare la prevenzione attraverso una corretta alimentazione e una maggiore consapevolezza dei consumatori, affrontando un problema che riguarda il singolo e l’intera collettività. Alla presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, Gasbarrini ha ribadito la distinzione tra sicurezza alimentare e salute alimentare, sottolineando quanto sia importante intervenire fin dall’infanzia. “Un’alimentazione ricca di prodotti processati non può diventare la base dell’alimentazione di un bambino italiano”, ha affermato. “La longevità parte da quando siamo bambini”.
Un impegno per la prevenzione che trova una concreta applicazione in Campagna Amica per la Salute, l’iniziativa che porta i mercati degli agricoltori negli ospedali, costruendo un’alleanza tra mondo agricolo e sanitario per promuovere il cibo sano e l’educazione alimentare anche nei luoghi di cura.
Gasbarrini ha richiamato il valore degli alimenti prodotti dagli agricoltori e il ruolo della corretta alimentazione anche nei percorsi terapeutici, insieme al movimento. “L’attività fisica è cruciale, ma va combinata con una sana alimentazione”, ha precisato. Dobbiamo parlare di salute alimentare, che passa dalla tavola. Il cibo può essere malattia oppure può essere una terapia straordinaria”.

 

FORUM COLDIRETTI, VILLANI (OSP. BAMBINO GESÙ): “MALATTIE GIÀ NELL’INFANZIA, PREVENIRE PER EVITARE SOFFERENZE E COSTI SANITARI”
“La scuola è l’investimento migliore per la salute dei bambini, gli adulti di domani”

“Stiamo crescendo tantissimi soggetti che avranno problemi di salute e che impegneranno immense risorse. Questo è dolorosissimo, perché è evitabile”. È l’allarme lanciato dal prof. Alberto Villani dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il cibo sano vs il cibo che ammala”.

“Parlare di malattie croniche nell’età evolutiva sembrava qualcosa di inverosimile fino a vent’anni fa”, ha ricordato Villani. Oggi un’alimentazione scorretta produce conseguenze già nei bambini e pone le basi per patologie future. “Prevenire significa risparmiare risorse che possono essere utilizzate per situazioni che realmente non hanno altro rimedio”.

“Numerosi studi attestano e testimoniano che un’alimentazione scorretta produce danni”, ha sottolineato, richiamando anche le ricerche sul fegato grasso nei bambini condotte al Bambino Gesù. “È molto importante alimentarsi correttamente, non soltanto per la salute del momento, ma soprattutto per quella futura”. Un principio rafforzato dall’epigenetica, che, ha spiegato, mostra come i comportamenti possano influire sulla salute.
Villani ha richiamato il valore degli stili di vita e dell’alimentazione nelle cosiddette “zone blu”, caratterizzate dalla presenza di ultracentenari in buona salute: “La dieta mediterranea non è la dieta occidentale: è la dieta mediterranea che conosciamo nei nostri Paesi e quindi in Italia”.

La prevenzione comincia dalle abitudini quotidiane, dal sonno alla colazione, anche di fronte a pubblicità “sempre più avvincenti e seduttive”. Il ruolo delle famiglie resta decisivo: “Si mangia ciò di cui si dispone e a cui si è abituati. Sta quindi a noi genitori promuovere abitudini virtuose”.
Centrale il ruolo della scuola, “dove vanno tutti i bambini e dove l’educazione può cominciare fin da subito”. Educazione alimentare e al benessere, ma anche sport, musica e occasioni di aggregazione possono contribuire alla salute generale e avere ricadute positive sul comportamento. “Questo sarebbe l’investimento migliore che si potrebbe fare per la salute dei bambini che saranno gli adulti di domani”, ha concluso Villani.

 

FORUM COLDIRETTI, GUALTIERI: “VIA GLI ULTRAPROCESSATI DALLE MENSE DI ROMA, GARA DA QUASI 800 MILIONI”
“Qualità, convenienza e gusto possono stare insieme. Per il 10% dei bambini il pranzo a scuola è il pasto più sano della giornata”

“Nelle mense di Roma Capitale non ci potrà più essere cibo ultraprocessato”. Lo ha annunciato il sindaco di Roma Roberto Gualtieri al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti in corso a Roma, illustrando la scelta di introdurre nel nuovo appalto per la ristorazione scolastica criteri che escludano questi prodotti e valorizzino la qualità dell’alimentazione.
Una gara pluriennale da quasi 800 milioni di euro, per un servizio che eroga 150mila pasti al giorno. Una scelta condivisa con Coldiretti, ha spiegato Gualtieri, che lega la tutela della salute dei bambini al rapporto con le produzioni agricole del territorio e al contrasto alle disuguaglianze.

“Per il 10% dei bambini romani quello della mensa è il pasto più sano della giornata”, ha sottolineato il sindaco, richiamando il rapporto tra difficoltà socioeconomiche e consumo di alimenti di scarsa qualità. “Se si costruisce in modo intelligente il rapporto con il territorio, il cibo fresco prodotto vicino può costare meno di quello che troviamo in molti supermercati”.
La ristorazione scolastica diventa così anche uno strumento di educazione alimentare: “I bambini scopriranno che qualità, convenienza e gusto stanno insieme”. Un intervento inserito nella politica del cibo di Roma Capitale, attraverso il Consiglio del cibo, i mercati degli agricoltori, i mercati di prossimità e la valorizzazione dell’agricoltura cittadina.
Gualtieri ha inoltre criticato i sistemi di valutazione degli alimenti basati sui “semafori”, che, ha osservato, rischiano di premiare prodotti artificiali sulla base di “un calcolo puramente matematico, astratto, non legato alla realtà”.
“Coldiretti non si limita alla tutela diretta degli interessi economici dei propri iscritti, ma assume un grande tema generale che riguarda tutti”, ha concluso il sindaco. Una battaglia che tiene insieme “qualità, economia, futuro e salute” e che “meriterebbe che anche qualcun altro se ne occupasse con un po’ più di vigore e determinazione”.

 

Intervento del ministro della Salute Orazio Schillaci – Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione Coldiretti

Ringrazio per questo invito a un Forum che rappresenta un’importante occasione di confronto su temi che incidono sul nostro presente e, soprattutto, sul nostro futuro. La qualità dell’agricoltura, la sicurezza alimentare e il modo in cui l’alimentazione incide sulla salute delle persone e delle collettività sono tematiche sempre più centrali.

Il contributo di Coldiretti su questo fronte è da sempre solido e riconosciuto. Siete una realtà rilevante per l’Italia, che si spende da tempo portando ai più alti livelli istituzionali la voce del settore, non solo evidenziando giustamente le problematiche, ma sostenendo le eccellenze e coltivando costantemente il rapporto con i cittadini attraverso i numerosi eventi territoriali che ogni anno organizzate.

Guardando con gli occhi di chi si occupa della sanità italiana, mi preme sottolineare che valorizzare le produzioni agricole italiane, tutelare le filiere, promuovere la qualità e rafforzare il legame tra agricoltura e territorio non significa soltanto intervenire su aspetti importanti per l’economia italiana. Significa anche favorire un rapporto più consapevole con il cibo, parlare di benessere e di salute.

Come ministro, so bene che il mondo agricolo svolge un ruolo essenziale sul piano economico e produttivo, ma è fondamentale anche nella diffusione di una cultura alimentare che metta al centro la salute, la qualità e la sostenibilità. È un lavoro che portate avanti da anni: operate in sintonia con le istituzioni e vi rivolgete a tutta la cittadinanza, ma anche e soprattutto alle nuove generazioni. Un impegno, quello verso i giovani, che vi contraddistingue e per il quale vi ringrazio sentitamente.

Su questo terreno il Ministero della Salute è attivo su più fronti. Parlare di alimentazione significa, come dicevo, parlare di salute, ma soprattutto di prevenzione. La prevenzione è un tema che mi sta particolarmente a cuore. Ripeto da tempo che il Ministero della Salute, che oggi si occupa di curare gli italiani, dovrebbe occuparsi di evitare che gli italiani si ammalino. Su questo fronte sono aumentati gli investimenti dedicati alla prevenzione nella scorsa legge di bilancio.

Le evidenze scientifiche, come avete sentito dai colleghi intervenuti prima di me, ci dicono ormai da tempo che le abitudini alimentari incidono sul rischio di sviluppare diverse patologie croniche, dalle malattie cardiovascolari al diabete, fino ad alcune forme tumorali. Rafforzare la cultura della prevenzione significa aiutare le persone a compiere scelte consapevoli ogni giorno, soprattutto sin dall’infanzia.

Mangiare bene è una responsabilità che va condivisa e che deve coinvolgere le famiglie, le scuole, le istituzioni, i professionisti sanitari e il mondo produttivo. Su questo il Ministero è impegnato sia a livello nazionale sia nell’ambito di tanti progetti europei e internazionali.

È un’attività che rientra nella promozione dei corretti stili di vita, una priorità della nostra azione. Non a caso, nella riorganizzazione del Ministero abbiamo previsto una direzione generale dedicata proprio ai corretti stili di vita.

Promuovere la salute significa anche intervenire nei contesti nei quali le persone vivono, studiano e lavorano. Vanno coinvolte le comunità e va favorita, come sempre, la collaborazione tra le istituzioni. Alimentazione corretta, movimento e contrasto alla sedentarietà sono componenti integrate di una strategia di prevenzione continuativa, per proteggere la salute e migliorare la qualità della vita.

Dopo il Covid siamo tornati a essere la seconda nazione più longeva al mondo. Questo risultato è dovuto, da una parte, al nostro straordinario Servizio sanitario nazionale, che credo sia, senza tema di smentita, l’infrastruttura più importante che abbiamo in Italia; dall’altra, agli incredibili progressi compiuti dalla ricerca scientifica negli ultimi anni. Ma non possiamo accontentarci: vogliamo che gli italiani vivano meglio, soprattutto negli anni più avanzati della vita.

Un’attenzione particolare l’abbiamo rivolta alla promozione della Dieta mediterranea, che io definisco italiana. Questo impegno sta dando i suoi frutti. È un riscontro il dato che emerge dall’ultimo rapporto Censis, diffuso in queste ore, secondo il quale il 90% degli italiani ritiene che la Dieta mediterranea sia uno strumento efficace di prevenzione. È un modello alimentare riconosciuto per i suoi benefici sulla salute, ma anche un’espressione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.

Anche la grande attenzione che gli italiani sembrano mostrare, sempre secondo il Censis, al tema degli alimenti ultraprocessati dimostra una maggiore consapevolezza. Credo sia sempre più importante favorire un consumo consapevole e incoraggiare la presenza nella dieta di alimenti freschi o minimamente trasformati, offrendo ai cittadini informazioni chiare, corrette e basate soprattutto sulle evidenze scientifiche.

Come Ministero continueremo a fare la nostra parte. Sono convinto che un’alimentazione equilibrata e sana debba essere un’opportunità concreta per tutti, non un privilegio. In questo senso, partire dall’educazione e dall’informazione è fondamentale, soprattutto con i più piccoli, già a scuola, collaborando con le famiglie.

Accanto alla promozione di un’alimentazione sana, il Ministero è impegnato a garantire la sicurezza degli alimenti che arrivano sulle nostre tavole. La tutela della salute richiede controlli, prevenzione dei rischi e vigilanza lungo tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione alimentare.

In questo campo sono fondamentali l’integrazione tra competenze sanitarie e controlli veterinari e la collaborazione con tutte le autorità competenti, con un approccio che riconosca il legame tra salute umana, salute animale e ambiente. Non posso non ricordare, a questo riguardo, il contributo silenzioso e preziosissimo dei Carabinieri dei NAS, che ringrazio.

La sicurezza alimentare e la qualità delle produzioni sono elementi complementari: entrambe contribuiscono alla fiducia dei consumatori e alla tutela della salute pubblica. Anche per questo il dialogo con Coldiretti e con l’intero comparto agroalimentare è strategico.

In questa sede lasciatemi ricordare anche un altro elemento del quale possiamo andare fieri: l’Italia è stata la prima nazione ad adottare una legge specificamente dedicata alla prevenzione e alla cura dell’obesità, riconosciuta come malattia cronica. Questo è avvenuto nell’attuale legislatura.

La legge riconosce l’obesità come malattia progressiva e recidivante e pone al centro la prevenzione, ma anche la tutela delle persone che ne sono affette, come ricordava prima il professor Gasbarrini.

Questo si inserisce nel nuovo Piano nazionale della prevenzione 2026-2031, strumento centrale della nostra strategia, con l’approccio One Health, che considera in maniera integrata la salute umana, animale e ambientale e riconosce l’importanza della collaborazione tra diversi settori.

La prevenzione non può però rimanere un principio generale: deve tradursi in azioni concrete, misurabili e continuative, capaci di rispondere ai bisogni dei cittadini e soprattutto di ridurre le diseguaglianze territoriali.

Come ripeto sempre, e come ci ricorda l’articolo 32 della nostra Costituzione, questo è un Paese nel quale il diritto alla salute, e anche alla prevenzione, non può dipendere da dove si ha la fortuna o la sfortuna di abitare, cioè dal CAP di residenza, né tantomeno da quanto si guadagna. La salute deve essere per tutti.

I risultati più importanti, lo ribadisco in chiusura, si ottengono con un’azione condivisa e continuativa. L’impegno del Ministero è costante e continuerà a esserlo. Investire in un’alimentazione sana significa anche investire sul futuro e sulla sostenibilità del nostro Servizio sanitario nazionale, in un’epoca nella quale viviamo più a lungo. Sono convinto che il confronto con Coldiretti e con tutte le altre realtà agroalimentari possa offrire un contributo importante a questo percorso. Vi ringrazio e vi auguro buon lavoro.

 

FORUM COLDIRETTI, CANFORA: “CHI CONTROLLA ARMI E TECNOLOGIE HA L’EGEMONIA MONDIALE, EUROPA VASO DI COCCIO”

“Chi ha in pugno la produzione di armi o gli strumenti sofisticati in mano, per esempio, al signor Musk, ha di fatto l’egemonia mondiale”. Lo ha affermato il filologo Luciano Canfora al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, intervenendo al panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Massimo D’Alema e Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Città del Vaticano.

Al centro dell’intervento la concentrazione del potere militare e tecnologico. Richiamando la categoria della “classe armata”, Canfora ha descritto un sistema legato alla produzione bellica che “cresce su se stesso, produce in vista di altre armi, di altre guerre” e “non ha neanche un obiettivo politico e strategico”. Una trasformazione che impone di riflettere “sui rapporti sociali che si sono determinati a seguito di questo radicale stravolgimento”.

Canfora ha quindi ricondotto le radici dell’attuale instabilità agli esiti della Guerra fredda: “I vincitori hanno pensato di poter stravincere, creando un disequilibrio mondiale spaventoso, che è all’origine di tutti i conflitti che abbiamo sotto gli occhi”. In questo scenario, le grandi potenze “ora si avvicinano, ora si scontrano” alla ricerca di un equilibrio, mentre “il vaso di coccio è questo continente europeo”.

Da qui il richiamo alla necessità di una direzione politica e al ruolo della Santa Sede: “L’unica voce politica lungimirante è quella del Vaticano”, capace “di farsi ascoltare e di indicare delle vie d’uscita”. Una “potenza spirituale, ma anche politica, profondamente politica”, con “una capacità di guardare lontano”.

 

FORUM COLDIRETTI, SPADARO: “CON L’IA DECIDERE STA DIVENTANDO RATIFICARE. IL PRIMO FRONTE DELLA GUERRA È COGNITIVO”

“Decidere sta diventando ratificare”. È l’allarme di Antonio Spadaro, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, intervenuto al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti nel panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Massimo D’Alema e Luciano Canfora.

Al centro dell’intervento, il rapporto tra tecnologia, concentrazione del potere e responsabilità delle scelte politiche e militari. “Questi strumenti costituiscono politica, fanno politica e sono degli Stati dentro gli Stati”, ha affermato Spadaro. “La tecnologia genera potere. La questione è come viene distribuito il potere che la tecnologia genera e chi risponde delle decisioni che vengono prese”.

Un interrogativo che investe direttamente la guerra e il controllo umano sull’impiego dell’intelligenza artificiale. Di fronte a elaborazioni sempre più sofisticate, ha osservato, il rischio è che l’uomo si limiti a convalidare le indicazioni della macchina. “Questa evaporazione della responsabilità, che è anche evaporazione del tempo decisionale, è già una trasformazione del potere”.

Per Spadaro, la velocità dei sistemi tecnologici rischia di sottrarre spazio al discernimento: “Non perdendo tempo perdiamo la decisione: una decisione morale, una decisione anche politica”. Da qui il richiamo a preservare l’autonomia del giudizio umano: “Con l’algoritmo stiamo perdendo la differenza tra il calcolo e il giudizio”.

Una trasformazione che riguarda anche la formazione dell’opinione pubblica e la costruzione del conflitto. “La guerra di cui stiamo parlando, prima ancora di essere combattuta, viene preparata culturalmente. Il primo fronte della guerra oggi è il fronte cognitivo”, ha sottolineato Spadaro. “Quella che stiamo combattendo non è una guerra solo di armi, ma innanzitutto una guerra di attenzione e di immaginazione”.

A preoccupare è anche la perdita di riferimenti comuni, con la possibilità di produrre contenuti artificiali sempre più distanti dai fatti. “Se non abbiamo più una realtà condivisa, come possiamo incontrarci?”, ha domandato Spadaro, denunciando una polarizzazione nella quale il confronto lascia spazio allo scontro. Un rischio che investe la capacità stessa di immaginare il futuro: “Stiamo perdendo la speranza perché viviamo nell’orizzonte del prevedibile”.

 

FORUM COLDIRETTI, D’ALEMA: “UN BUCO NERO NELLA DEMOCRAZIA, RESTITUIRE IL PRIMATO ALLA POLITICA”
“Ricchezza e potere tecnologico concentrati in una ristretta élite. L’Europa deve alzare la voce”

“Si è determinato un buco nero impressionante, che mette in discussione un sistema di valori”. È l’allarme lanciato da Massimo D’Alema al XXIV Forum internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione della Coldiretti, intervenendo nel panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”, con Luciano Canfora e Antonio Spadaro.

Al centro dell’intervento, la perdita di capacità della politica di governare i processi economici, sociali e tecnologici. “In Occidente abbiamo visto un declino della politica e l’insorgere di un potere tecnocapitalistico: un’accumulazione progressiva, come mai si era avuta nella storia umana, di ricchezza e potere tecnico nelle mani di una ristretta élite, che ha sostanzialmente soggiogato i sistemi politici”, ha affermato D’Alema.

Una crisi che, nella sua analisi, nasce dalla rottura del compromesso tra capitalismo e democrazia. “La forza dell’esperienza democratica occidentale è stata nella capacità della politica democratica di tenere insieme lo sviluppo capitalistico, un certo grado di inclusione sociale e le libertà individuali”. Un equilibrio garantito in Europa dal welfare e negli Stati Uniti dall’ascensore sociale, venuto meno con la globalizzazione.

D’Alema ha richiamato le conseguenze di questa trasformazione anche sulla partecipazione: “Gran parte della gente non vota più: ha la percezione che non serva a nulla”. Da qui la necessità che la democrazia si mostri “in grado di restituire un primato alla politica”, anche per governare l’innovazione e garantire che “la tecnologia resti un mezzo nel rapporto tra il soggetto e la realtà e non diventi un elemento costitutivo del soggetto”.

Il richiamo riguarda anche gli equilibri internazionali: “La politica come capacità di dominare i conflitti, come capacità di uscire dall’anarchia di un mondo multipolare e macerato dalle guerre. Ma questa politica non si vede”.

 

FORUM COLDIRETTI: ARRIVA FARMCRAFT, CON MINECRAFT L’EDUCAZIONE AL CIBO SANO ENTRA NEL MONDO DEI RAGAZZI DAL VIRTUALE AL REALE

Portare l’educazione alimentare nel mondo dei videogiochi per insegnare ai più giovani a riconoscere il cibo sano, conoscere l’origine degli alimenti e scoprire il valore dell’agricoltura. È l’obiettivo di “Farmcraft – Coltiva il tuo mondo”, il progetto di Coldiretti insieme a Fondazione Campagna Amica e Fondazione Aletheia, realizzato con il supporto tecnico di Maker Camp, presentato al Forum Coldirettibin corso Roma.

L’iniziativa, rivolta ai ragazzi delle scuole di tutta Italia principalmente tra gli 8 ai 14 anni ma anche più grandi, utilizza il linguaggio di Minecraft per avvicinare le nuove generazioni ai temi dell’alimentazione, della sostenibilità e della biodiversità. Attraverso un contest nazionale, le scuole saranno chiamate a realizzare i propri mondi virtuali, nei quali coltivare orti, allevare animali e gestire mercati di Campagna Amica. Un’esperienza digitale destinata a proseguire nella realtà, attraverso incontri nei mercati, nelle aziende agricole o nelle fattorie didattiche per far toccare con mano ai ragazzi l’importanza del cibo buono e tutto quello che ci sta dietro.

“Il cibo sano e di qualità non può essere un privilegio di pochi, ma deve essere un diritto di tutti”, ha dichiarato Dominga Cotarella, presidente di Fondazione Campagna Amica, durante la presentazione. “In un Paese con circa due milioni di bambini obesi o in sovrappeso, abbiamo la responsabilità di educare le nuove generazioni a scegliere consapevolmente ciò che mangiano. Con Farmcraft entriamo nel loro mondo, utilizzando il loro linguaggio, ma lo schermo è soltanto il punto di partenza. Vogliamo accompagnare i ragazzi dal virtuale alla terra, perché conoscere l’origine del cibo significa avere gli strumenti per scegliere in modo consapevole e dire no quando si è di fronte a un cibo ultraformulato”.

“Con Minecraft possiamo raggiungere i giovani nei luoghi digitali che frequentano ogni giorno, trasformando il gioco in uno straordinario strumento educativo”, ha spiegato Marco Vigelini, ceo di Maker Camp, partner tecnico del progetto e Minecraft Official Partner e Minecraft Education Partner. “È la prima volta che lavoriamo con un prgetto di educazione alimentare così virtuoso. La vera innovazione è ribaltare la logica tradizionale. Non siamo noi a costruire un mondo da mostrare ai ragazzi, ma saranno gli studenti, insieme agli insegnanti, a creare i propri scenari, approfondendo alimentazione, agricoltura, stagionalità e sostenibilità. L’obiettivo finale è portarli fuori dallo schermo, nei mercati e nelle aziende agricole, per trasformare quanto imparato giocando in un’esperienza concreta”.

 

FORUM COLDIRETTI, CATTANEO (ENEL): TENSIONI GEOPOLITICHE E CAMBIAMENTO CLIMATICO INCIDONO SU ENERGIA

L’Italia resta particolarmente esposta alle tensioni sui mercati energetici internazionali a causa della forte dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento di combustibili. “Noi abbiamo un’importazione di idrocarburi, di olio e gas, pari al 90% del fabbisogno. Quindi la tensione geopolitica e il prezzo del gas incidono inevitabilmente anche sul prezzo dell’energia”, ha affermato l’amministratore delegato di Enel, Flavio Cattaneo, intervenendo al XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, all’interno del panel “Sovranità energetica e scenari internazionali”.
Secondo Cattaneo, alle tensioni geopolitiche si aggiungono gli effetti del cambiamento climatico e l’aumento dei consumi legati anche all’elettrificazione dell’economia. “Queste cose ci saranno a prescindere e noi dobbiamo produrre di più, dobbiamo produrre se possibile con le rinnovabili perché non utilizzano fonti fossili e dobbiamo guardare anche a scenari come il nucleare di ultima generazione”.
Sul piano invasi promosso da Coldiretti, il numero uno di Enel ha espresso una posizione netta: “Io sono assolutamente d’accordo. Abbiamo firmato il protocollo d’intesa con Coldiretti. L’uso dell’acqua piovana, per usi non solo energetici ma anche irrigui, è una delle strade da percorrere”.
“Su questi interventi sono necessarie alcune modifiche normative che io spero Coldiretti, insieme a noi, potrà sottoporre al Governo”, ha aggiunto Cattaneo, soffermandosi in particolare sulle regole legate al deflusso delle acque.
“Pensate alle piene, per esempio, in cui si perde una montagna di acqua. Modifiche sul deflusso ecologico sono fondamentali per i bacini: consentiranno di avere nuova energia e di avere maggiore acqua rispetto a oggi, anche in vista di stagioni sempre più secche”.
“Da questo punto di vista gli invasi sono fondamentali. C’è da lavorare insieme, individuarli, costruirli. C’è anche una disponibilità economica pubblica proveniente dalla comunità europea” ha concluso Cattaneo.

 

FORUM COLDIRETTI, DESCALZI: ENERGIA IN EMERGENZA, L’UE CAMBI ROTTA SUGLI INVESTIMENTI

“Tra le crisi più profonde in 40 anni. Price cap e sussidi non curano le cause”
“Siamo certamente in un’emergenza, una delle più profonde che abbiamo vissuto negli ultimi quarant’anni”. Lo afferma l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi, in un videomessaggio trasmesso al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, in corso a Roma, chiedendo un cambio di rotta nelle politiche energetiche europee per rilanciare gli investimenti e rafforzare la capacità di raffinazione.
“La nostra Tachipirina sono i price cap, la riduzione delle accise, i sussidi. Sono misure necessarie per curare gli effetti della malattia, ma non ne curano le cause”, sottolinea Descalzi. Per affrontare le fragilità del sistema servono “più capacità di raffinazione, regole che incentivino gli investimenti e politiche industriali”. L’Europa, osserva l’ad di Eni, presenta “una doppia debolezza”: la mancanza di risorse naturali e la carenza di prodotti raffinati. Nel continente, ricorda, sono state chiuse più di trenta raffinerie, di cui sei in Italia. Una scelta che riconduce alle condizioni normative, alle tasse sulle emissioni e a “una visione troppo ottimistica della globalizzazione”, fondata sull’idea di poter acquistare altrove ciò che non si produce in casa.
Descalzi richiama quindi le contraddizioni di Bruxelles: “da un lato la richiesta di rafforzare il sistema di raffinazione, dall’altro la mancata revisione dell’ETS e il mancato riconoscimento dei biocarburanti nella tassonomia europea. Allora perché si dovrebbe investire? E quali sono le alternative? I sussidi, i price cap: per quanto si può andare avanti?”, domanda. Per l’ad di Eni, la trasformazione energetica deve essere “additiva e complementare, non sostitutiva”, anche perché la domanda mondiale di energia continua a crescere, sostenuta anche da data center e intelligenza artificiale. Da qui gli investimenti del gruppo nei biocarburanti, nella cattura della CO?, nella fusione nucleare e nel quantum computing. Ma la tecnologia, conclude, deve essere accompagnata da “una politica capace di muoversi velocemente, in modo oggettivo e non ideologico”.

 

FORUM COLDIRETTI: TREMONTI, “IL NOSTRO FUTURO NON È LA GUERRA, MA L’EQUILIBRIO TRA AMERICA, EUROPA E ASIA”

“Io non credo che il nostro futuro sia così drammatico come immaginiamo”. Lo ha detto Giulio Tremonti intervenendo al XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Coldiretti, all’interno del panel “il destino dell’Europa e degli europei, indicando nell’equilibrio tra le grandi aree del mondo lo scenario verso cui si potrebbe andare. “Nel manifesto di Ventotene c’è scritto che il mondo sarà costituito da America, Europa e Asia. Io non credo che il nostro futuro sia quello della guerra. Credo che il nostro futuro in prospettiva sarà l’equilibrio tra queste tre grandi aree”, ha affermato.

Quanto alla Russia, Tremonti ha detto di non credere che “il futuro sia la guerra di Putin”, aggiungendo: “Avendolo visto in due o tre versioni umane diverse, associo l’idea che non mi sembra molto normale”. Secondo l’ex ministro, “il futuro della Russia è di diventare la Bielorussia della Cina, perché tutte le grandi rotte saranno sull’area”.

“In Europa abbiamo grandi problemi, ma sono problemi nostri che dobbiamo risolvere noi e sono problemi che vengono da lontano, generati dalla globalizzazione”, ha concluso.

 

FORUM COLDIRETTI, PRODI: “EUROPA PARALIZZATA DAI VETI, NON FA PIÙ POLITICA E SENZA GRANDI DECISIONI È FINITA”

“Questa è la tragedia dell’Europa che non fa più politica e non può più prendere le grandi decisioni. Se non prende le grandi decisioni è finita”. È l’allarme lanciato dall’ex presidente del Consiglio Romano Prodi al XXIV Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione della Coldiretti, nel panel “Il destino dell’Europa e degli europei”.

“Il problema dell’Europa è quello di non fare l’Europa. È un problema di governo”, ha affermato Prodi, indicando nello spostamento del potere dalla Commissione al Consiglio e nei veti nazionali il nodo della paralisi europea. “Quando il potere passa tutto ai singoli Paesi con diritto di veto, allora cosa fa la Commissione? Comincia a burocratizzare, perché quando uno non ha il potere politico usa il potere burocratico”.

Un problema che, secondo Prodi, va affrontato prima di nuovi ingressi nell’Unione. “Non si può allargare l’Europa senza cambiarla, pur essendo io a favore dell’allargamento. Sono 27 Paesi e non si riesce a decidere. Se ne mettiamo altri sette, cosa facciamo?”. Da qui il richiamo agli impegni assunti in occasione dei precedenti allargamenti: “Tutti i Paesi avevano promesso che avrebbero cambiato la struttura istituzionale”.

Sul fronte economico, Prodi ha sollecitato la costruzione di grandi banche e strutture finanziarie europee, capaci di trattenere e investire il risparmio nel continente e di competere con gli istituti americani. Una prospettiva nella quale ha richiamato i progetti di Mario Draghi ed Enrico Letta e la necessità di mettere insieme il peso economico dei Paesi europei.

“L’Europa è il più buon pane politico mai fatto, ma è mezzo crudo e mezzo cotto. Lo vogliamo cuocere del tutto? Forse invece qualcuno lo vuole ricrudire”.

 

Selezione foto e video

Foto allestimenti https://we.tl/t-QpDe9MfkSN3YO3np

Foto Segretario Generale Coldiretti Vincenzo Gesmundo e Michele Placido https://we.tl/t-v7kXVyWYqJKk4AAS

Video dell’intervento dal palco di Michele Placido https://we.tl/t-GHm5C9P5cKKWxw4K

Selezione foto sala e volti di alcuni partecipanti https://we.tl/t-D28GcwzyV3resvcP

Panel Magnifica Humanitas: Massimo Cacciari e Matteo Maria Zuppi https://we.tl/t-jYUakZnGThFCAEnJ

Panel “Il cibo sano vs cibo che ammala”: Antonio Gasbarrini, Carlos Augusto Monteiro, Alberto Villani https://we.tl/t-xmNZ6RE05NDujEv4

Sindaco di Roma Gualtieri e Ministro alla Salute Orazio Schillaci https://we.tl/t-RQprWLYjVKzQmfhr

Panel “Custodire l’umano”: Giuseppe De Rita e Baldassare Reina https://we.tl/t-H9AEn9VqH9PWWwBK

Panel “Tra guerra e tecnocrazia, il destino dell’umanità”: Luciano Canfora, Massimo D’Alema, Antonio Spadaro https://we.tl/t-3AJyCij2mVestWFh

Panel “Come difendere una delle principali ricchezze del Paese: il risparmio?”: Carlo Messina https://we.tl/t-T4Zyy6VRgUYfbT11

Panel “Presentazione del progetto Farmcraft. Imparare l’educazione alimentare giocando”: Dominga Cotarella e Marco Vigelini https://we.tl/t-5zTu7eRSk8JrJd8O

Panel “Sovranità energetica e scenari internazionali”: Flavio Cattaneo https://we.tl/t-58FSJuGH4GnY9ZB4

Panel “Energia e innovazione, il futuro in arrivo”: Claudio Descalzi https://we.tl/t-j1gcVfb6kOnWDh3h

Panel “Infrastrutture e mobilità sostenibile per l’Italia”: Gianpiero Strisciuglio https://we.tl/t-ph3swVPek8MfLnTd

Panel “Domande per il futuro per il Paese”: Giuseppe Conte https://we.tl/t-760qX7CZ4eoVL2pV

Panel “Il destino dell’Europa e degli europei”: Giulio Tremonti e Romano Prodi https://we.tl/t-CqAy0Bhwu5keEwq8

Panel “Cittadinanza economica: il futuro del Paese”: Simone Gamberini, Alfonso Pecoraro Scanio, Antonio Buonfiglio https://we.tl/t-fOMU3BYtOzvfw16o

Panel “Reati agroalimentari: la “Legge” Caselli a difesa del vero made in Italy”: Gian Carlo Caselli, Fabrizio di Marzio, Raffaele Cantone, Carlo Villani https://we.tl/t-P8bfpSSAkS8v3SLY

Panel “Export agroalimentare da record: l’Italia che vince nel mondo e le nuove sfide”: Luigi Scordamaglia, Pasquale Frega, Maurizio Zanella https://we.tl/t-TShmEeWzLEHtc2LJ

Ministro agricoltura Lollobrigida https://we.tl/t-EzH8cX1Et75MYqHp

Matteo Zoppas https://we.tl/t-fPundLq6ZveECggX

Presidente Coldiretti Ettore Prandini https://we.tl/t-DJBTeybL4KtDc3xy

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