La Giunta Confederale

La Coldiretti con un milione e mezzo di associati è la principale
Organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale ed europeo.

Ettore Prandini Presidente della Coldiretti Nazionale dal Novembre 2018
Lo ha eletto l’Assemblea nazionale della Coldiretti con 1,6 milioni di iscritti diffusi su tutto il territorio nazionale. Ettore Prandini, 46 anni, lombardo con tre figli, è il nuovo Presidente nazionale di Coldiretti. E’ stato eletto all’unanimità dall’Assemblea dei delegati di tutte le regioni riunita presso Palazzo Rospigliosi a Roma, sede della maggiore organizzazione di imprese agricole d’Italia con 1,6 milioni di associati. Laureato in giurisprudenza, Prandini guida un’azienda zootecnica di bovini da latte e gestisce un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana. Dal 2006 è alla guida della Coldiretti Brescia mentre dal 2012 è al vertice della Coldiretti Lombardia. Dal 2013 è inoltre vice Presidente dell’Associazione Italiana Allevatori e Presidente dell’Istituto Sperimentale Italiano “L. Spallanzani”. E’ stato eletto Presidente nazionale di Coldiretti dopo aver ricoperto per quattro anni la carica di vice Presidente nazionale.
La Giunta Confederale

ETTORE PRANDINI, presidente nazionale

NICOLA BERTINELLI, vice presidente nazionale, presidente della Federazione Regionale dell’Emilia Romagna

DAVID GRANIERI, vice presidente nazionale, presidente della Federazione Regionale del Lazio

GENNARINO MASIELLO, vice presidente nazionale, presidente della Federazione Regionale della Campania

FRANCESCO FERRERI, componente, presidente della Federazione Regionale della Sicilia

MARIA LETIZIA GARDONI, componente, presidente della Federazione Regionale delle Marche

ROBERTO MONCALVO, componente, presidente della Federazione Regionale del Piemonte

SAVINO MURAGLIA, componente, presidente della Federazione Regionale della Puglia

DANIELE SALVAGNO, componente, presidente della Federazione Regionale del Veneto

Vincenzo Gesmundo - Il Segretario Generale

Vincenzo Gesmundo è il Segretario Generale della Coldiretti, la più grande organizzazione agricola italiana ed europea con 1,6 milioni di iscritti.

Nato a Roma il 20 aprile 1954, Gesmundo si laurea in filosofia presso l’Università degli Studi di Roma nel settembre 1977. Dopo alcune esperienze giornalistiche, tra cui la realizzazione di documentari e reportage sul tema dello sviluppo agricolo nei Paesi africani, si specializza nelle problematiche sindacali nell’ambito del lavoro autonomo in agricoltura.

Nel 1981 entra in Coldiretti dove, due anni più tardi, diventa il più giovane direttore di una Federazione, andando ad assumere la guida di quella di Caserta. Nel 1992 torna a Roma, chiamato a ricoprire l’incarico di Vice Capo Dipartimento Organizzazione della Coldiretti e successivamente quello di Dirigente dell’Area Organizzazione e Servizi della Confederazione.

Nel 1998 assume quindi la carica di Segretario Nazionale Organizzativo della Coldiretti. Parte una svolta profonda che influenzerà in maniera decisiva la crescita dell’organizzazione, creando le basi per un nuovo protagonismo agricolo. Nel 2000 Coldiretti dà vita al Patto col consumatore che segna la fine della marginalizzazione delle campagne, saldando gli interessi degli agricoltori a quelli delle famiglie consumatrici.

Un anno dopo  arriva la Legge di Orientamento, la numero 228 del 18 maggio 2001, fortemente ispirata e sostenuta dalla Coldiretti stessa che, di fatto, rivoluziona l’agricoltura allargandone i confini dell’attività, dalla vendita diretta alla trasformazione, fino all’erogazione di veri e propri servizi.

Ma la segreteria Gesmundo si contraddistingue anche per le campagne di mobilitazione che vedono le bandiere gialle della Coldiretti scendere nelle piazze di tutta Italia. Nel 2000 l’emergenza mucca pazza porta gli agricoltori dell’organizzazione alle frontiere per difendere le stalle e i cittadini italiani. 

Una mobilitazione accompagnata  dalla prima raccolta di firme per l’etichetta obbligatoria dell’origine degli alimenti, che diventerà una delle principali battaglie della Coldiretti a tutela di cittadini ed agricoltori.

Nel 2008 nasce la Fondazione Campagna Amica, di cui Gesmundo è attualmente consigliere, dando il via allo straordinario fenomeno dei farmers market, i mercati contadini all’interno delle città. Una rete di vendita diretta che conta oggi oltre diecimila punti, la più grande a livello europeo.

Nel 2015 viene fondato l’Osservatorio sulla Criminalità nell'agricoltura e sul sistema agroalimentare di cui Gesmundo assume la vicepresidenza.

Nel 2017 l’ulteriore evoluzione per la Coldiretti con il nuovo ruolo di sindacato imprenditoriale di filiera e l’ingresso come aziende associate di big del settore agroalimentare. Nasce quindi Filiera Italia, che per la prima volta vede l’agricoltura e l’industria alimentare italiana d’eccellenza insieme per difendere, sostenere e valorizzare il Made in Italy. Vincenzo Gesmundo assume la carica di vicepresidente, con la presidenza affidata a Luigi Cremonini.

Tra gli altri impegni portati avanti in questi anni, Gesmundo è stato membro del consiglio di amministrazione di Creditagri Italia, la prima banca degli agricoltori, oltre che di Consorzi Agrari d’Italia e Simec consulting.

Le origini
Il nome della Coldiretti è legato a Paolo Bonomi che nel 1944 la fondò e ne fu Presidente fino al 1980. Nato a Romentino (Novara) il 6 giugno 1910 da una famiglia di agricoltori e laureato in scienze economiche e commerciali, manifesta sin da giovane interesse e passione per le problematiche sociali.
IL FONDATORE: Paolo Bonomi. Fondò Coldiretti il 30 ottobre 1944 e ne fu Presidente fino al 1980, cinque anni prima della sua prematura scomparsa, il 22 febbraio 1985.
Nato a Romentino (Novara) il 6 giugno 1910 da una famiglia di agricoltori e laureato in scienze economiche e commerciali, manifesta sin da giovane interesse e passione per le problematiche sociali. Si accosta al settore organizzativo dei contadini nel settembre del 1943, quando viene nominato Commissario della Federazione Coltivatori Diretti. Entrato in politica e fondata, il 30 ottobre 1944, la Coldiretti, fa parte, designato dalle Associazioni agricole, della Consulta nazionale durante il Governo provvisorio dello Stato e il 2 giugno 1946 viene eletto deputato della Costituente nelle file della Democrazia Cristiana. Sarà rieletto nella prima legislatura del nuovo Parlamento Repubblicano e riconfermato sempre con larghi consensi del mondo contadino sino al 1980, anno in cui passò il testimone divenendo presidente onorario
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