ARTICOLO | Economia, Unione Europea

UE, da Europarlamento stop alla carne sintetica e più garanzie per il reddito agricolo

16 Giugno 2026
UE, da Europarlamento stop alla carne sintetica e più garanzie per il reddito agricolo

Via libera dell’Europa a una maggiore trasparenza per i consumatori e a nuove garanzie per il reddito degli agricoltori. Il voto del Parlamento europeo riunito in plenaria sulla riforma dell’Organizzazione Comune dei Mercati (Ocm) recepisce infatti alcune delle principali richieste avanzate da Coldiretti e Filiera Italia.

Tra le novità più significative figura il divieto di utilizzare denominazioni come “carne”, “bistecca” o altri termini tradizionalmente associati ai prodotti zootecnici per gli alimenti ottenuti da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali, piante, microrganismi, funghi o alghe.


Stop ai nomi della carne per i prodotti da colture cellulari

Si tratta di un risultato importante nella battaglia portata avanti da Coldiretti e Filiera Italia per garantire maggiore chiarezza nelle etichette e consentire ai cittadini di effettuare scelte di acquisto pienamente consapevoli.

L’intesa prevede inoltre una lista di denominazioni riservate che non potranno essere utilizzate nemmeno per alcuni prodotti alternativi di origine vegetale, evitando il rischio di pratiche commerciali fuorvianti.

Tra i termini tutelati figurano, a titolo di esempio, “filetto”, “costata”, “fiorentina” e “bacon”, tradizionalmente associati ai prodotti della zootecnia.


Contratti scritti obbligatori e prezzi più equi nelle filiere

Tra le richieste accolte dal Parlamento europeo figurano anche i contratti scritti obbligatori lungo le filiere agroalimentari e il riconoscimento dei costi di produzione come elemento da considerare nella determinazione dei prezzi.

Una misura che punta a contrastare le pratiche commerciali sleali e a rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori, favorendo una distribuzione più equa del valore lungo la catena alimentare.

Per Coldiretti e Filiera Italia si tratta di un passo importante verso una maggiore tutela del lavoro agricolo e della sostenibilità economica delle imprese del settore.


Soddisfazione di Coldiretti e Filiera Italia

Le due organizzazioni esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto e ringraziano gli europarlamentari che hanno sostenuto queste proposte insieme alle organizzazioni agricole di Francia, Spagna e Portogallo.

Un riconoscimento particolare viene rivolto alla relatrice Céline Imart per il lavoro svolto durante il percorso di riforma.


Le prossime sfide per l’agricoltura europea

Secondo Coldiretti e Filiera Italia, il risultato ottenuto rappresenta una base di partenza in vista della prossima revisione dell’Ocm dopo il 2027.

Tra le priorità future rientra la costruzione di un sistema più efficace di prevenzione e gestione delle crisi, inclusa l’ipotesi di scorte strategiche per affrontare shock di mercato e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti alimentari.

Un tema già al centro dell’attività del relatore del Parlamento europeo sull’Ocm, l’eurodeputato Stefano Sargiacomo.


FAQ

Cosa ha deciso il Parlamento europeo sulla carne sintetica?

Ha approvato il divieto di utilizzare denominazioni come “carne” e “bistecca” per prodotti ottenuti da colture cellulari o da tessuti derivanti da animali, piante, microrganismi, funghi o alghe.

Quali termini saranno tutelati?

Tra le denominazioni riservate figurano termini come filetto, costata, fiorentina e bacon, che non potranno essere utilizzati in modo fuorviante per alcuni prodotti alternativi.

Cosa cambia per gli agricoltori?

La riforma introduce contratti scritti obbligatori nelle filiere agroalimentari e riconosce i costi di produzione come elemento da considerare nella formazione dei prezzi.

Perché Coldiretti e Filiera Italia sostengono questa riforma?

Perché aumenta la trasparenza per i consumatori, contrasta le pratiche sleali e rafforza le tutele economiche per gli agricoltori.

Quali sono le prossime sfide per l’Unione Europea?

Tra gli obiettivi futuri vi sono il rafforzamento degli strumenti di gestione delle crisi e la creazione di scorte strategiche per garantire la sicurezza alimentare.