Per esprimere una valutazione definitiva sull’accordo di libero scambio tra Unione europea e India sarà necessario attendere la pubblicazione dei testi giuridici. Non si può tuttavia non evidenziare che molte delle richieste avanzate da mesi da Coldiretti e Filiera Italia siano state recepite nel corso dei negoziati. È questo il primo commento delle due organizzazioni alla stipula dell’intesa commerciale.
Opportunità per l’export dei prodotti della Dieta Mediterranea
L’accordo prevede una significativa riduzione dei dazi all’export verso un mercato strategico come quello indiano per alcuni simboli della Dieta Mediterranea, tra cui vino, olio d’oliva e prodotti ortofrutticoli. Si tratta di un intervento atteso da tempo, che apre opportunità concrete per le imprese agroalimentari italiane.
Bilancia commerciale agroalimentare oggi sfavorevole all’Italia
Secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2025, la bilancia commerciale agroalimentare con l’India è attualmente nettamente negativa per il nostro Paese. A fronte di esportazioni pari a 140 milioni di euro (+7%), costituite soprattutto da prodotti dolciari, spezie e mele, si registrano importazioni per quasi 600 milioni di euro, in crescita del 14%, principalmente rappresentate da caffè, prodotti ittici e riso.
Bene la prudenza sui comparti agricoli più sensibili
Allo stesso tempo, sottolineano Coldiretti e Filiera Italia, è positivo l’approccio prudente che sembrerebbe essere stato adottato sul capitolo agricolo più sensibile. In particolare, il mantenimento di adeguate barriere su settori che avrebbero potuto subire impatti destabilizzanti, considerata l’elevata capacità produttiva dell’India: dal latte, con una produzione che supera i 250 milioni di tonnellate annue, alla carne bovina e bufalina, con oltre 300 milioni di capi oggi destinati prevalentemente ai mercati africani.
Richieste non negoziabili prima dell’entrata in vigore
Resta però evidente che, prima dell’entrata in vigore dell’accordo, è indispensabile chiudere positivamente alcune richieste che Coldiretti considera non negoziabili per qualsiasi intesa commerciale. Tali richieste saranno ribadite anche domani, mercoledì 28 gennaio, a Milano, dove 6.500 soci agricoltori si raduneranno al Superstudio Maxi (ore 9.30) nell’ambito delle mobilitazioni a difesa dell’agricoltura organizzate da Coldiretti in tutta Italia.
Stop a prodotti con sostanze vietate e più controlli alle frontiere
La prima richiesta riguarda il divieto di importazione di prodotti ottenuti con sostanze vietate nell’Unione Europea, misura rilanciata anche dal Consiglio dei Ministri agricoli e sulla quale si aprirà il trilogo. A questa si affianca la necessità di un incremento significativo dei controlli alle frontiere, per fermare l’ingresso di prodotti non conformi agli standard europei.
Etichettatura di origine e reciprocità sociale e ambientale
È inoltre necessario arrivare a una forma di etichettatura obbligatoria di origine, con l’indicazione chiara del Paese di provenienza, per garantire piena trasparenza ai cittadini consumatori e una reale tutela del Made in Italy. Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono infine la necessità che il principio di reciprocità valga anche per gli impegni sociali e ambientali.
Verifica finale solo con i testi definitivi
Solo la lettura dei testi finali dell’accordo, concludono le due organizzazioni, permetterà di verificare in che misura tali standard saranno effettivamente vincolanti e applicabili.