Siamo profondamente europeisti, la nostra agricoltura deve molto all’Europa se oggi occupa un ruolo di leadership a livello mondiale. Ma proprio per questo, perché ci riconosciamo nell’Europa dei suoi padri fondatori, in vista delle celebrazioni per i 70 anni dei Trattati di Roma, abbiamo in programma un’iniziativa per ribadire una posizione chiara: siamo per l’Europa, ma per un’Europa diversa. Un’Europa distante da quella che troppo spesso abbiamo visto in questi anni guidata dalla Von der Leyen e della sua ristrettissima cerchia degli alti tecnocrati che stanno affondando le imprese, danneggiando la salute delle famiglie in totale sfregio a tutti i processi democratici. Un’Europa che non ascolta quel Parlamento dove siedono i reali rappresentanti del popolo. Si ha la sensazione che gli stessi commissari abbiano un raggio d’azione molto limitato ed asservito al cerchio magico della stessa Von der Leyen.
L’annuncio dell’iniziativa è stato dato durante una riunione sull’agenda programmatica dei prossimi anni dell’Organizzazione che si è tenuta a Roma.
Come abbiamo già ribadito in più occasioni, questa Europa ha progressivamente sottratto spazio alla sovranità politica degli Stati e dei cittadini, imponendo scelte decise dall’alto e spesso lontane dagli interessi reali delle comunità. Il risultato è un continente con meno protezione sociale, più spesa militare, più burocrazia e vincoli tecnocratici, mentre le sanzioni internazionali finiscono per colpire anche le economie europee, aggravando costi energetici e perdita di competitività.
In questo quadro, l’Europa si è sempre più appiattita e i governi nazionali appaiono così sempre meno capaci di esercitare una vera funzione politica e sempre più ridotti a esecutori di decisioni maturate dentro apparati tecnocratici. Un’Europa asservita agli interessi delle multinazionali del cibo che opera al di sopra della volontà popolare.
Di fronte a questa Europa che non tutela la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori e si allontana dai territori aumentando la burocrazia, indebolendo l’agricoltura e non garantendo le stesse regole a chi produce dentro e fuori i confini dell’Unione, dobbiamo mettere in campo tutte le nostre forze per contrastarla, da qui l’iniziativa che Coldiretti sta organizzando prossimamente.