ARTICOLO | Economia, Unione Europea

Pesca: 7,3 miliardi per garantire il futuro del settore

24 Giugno 2026
Pesca: 7,3 miliardi per garantire il futuro del settore

Per garantire il futuro della pesca europea, il reddito delle marinerie e il diritto dei cittadini al cibo sano e sicuro, serve un cambio di passo da parte della Commissione Europea, riservando almeno 7,3 miliardi di euro al bilancio della prossima Politica Comune della Pesca (PCP) ed evitando il rischio di un accorpamento in un fondo unico.

È l’appello lanciato da Coldiretti nel corso dell’evento svoltosi a Bruxelles con la presenza di europarlamentari, tecnici e operatori del settore. Un momento di confronto sul futuro della pesca in vista della definizione del Quadro Finanziario Pluriennale 2028-2034 e della riforma della PCP.

Una dotazione finanziaria adeguata è ritenuta essenziale per consentire alle imprese ittiche di affrontare la transizione ecologica, favorire il ricambio generazionale — oggi ai minimi storici — e mantenere la competitività sui mercati globali.


Scordamaglia: piccola pesca e approccio basato sui dati

La piccola pesca rappresenta circa il 70% della flotta e le nuove regole dovrebbero basarsi su dati concreti e valutazioni d’impatto, non su approcci ideologici”, ha evidenziato Luigi Scordamaglia, Ad Filiera Italia, Capo Area Mercati, Internazionalizzazione e Politiche Europee di Coldiretti.

Negli ultimi dieci anni la flotta italiana si è ridotta del 40%, passando da oltre 11.000 a poco più di 9.000 imbarcazioni. Un’ulteriore contrazione rischierebbe di compromettere l’autonomia alimentare del Paese e di aumentare le disuguaglianze sociali, limitando l’accesso ai prodotti ittici di alto valore nutrizionale provenienti dalla pesca e dall’acquacoltura europea.


Borriello: revisione norme e impatto sociale delle misure

La tutela del settore passa anche dalla revisione delle norme di gestione della pesca — Pacchetto Omnibus — dove serve un approccio diverso rispetto a politiche basate su tagli e restrizioni spesso prive di motivazioni scientifiche”, ha sottolineato Daniela Borriello, responsabile nazionale di Coldiretti Pesca.

Negli ultimi due anni, le giornate di pesca nel Mediterraneo sono calate di oltre il 15%, con effetti su migliaia di pescherecci e famiglie. Ogni scelta, secondo Coldiretti, deve considerare i costi sociali in termini di occupazione, fatturato e tenuta dei territori costieri.

Per ogni euro generato direttamente dalle imbarcazioni, se ne attivano fino a 2,5 nell’indotto economico locale.


Pianificazione, semplificazione e lavoro

Ogni misura va adottata in modo graduale, per consentire una pianificazione industriale di medio-lungo periodo, e accompagnata da una semplificazione burocratica radicale.

Coldiretti sottolinea inoltre la necessità di misure assicurative e mutualistiche specifiche per il settore ittico e l’introduzione dei “Corridoi Azzurri” per il lavoro regolare e qualificato anche da Paesi extra UE.


Acquacoltura e sovranità alimentare

Un altro pilastro della futura PCP è il sostegno all’acquacoltura, settore che in Italia vale circa mezzo miliardo di euro e rappresenta una componente strategica della sovranità alimentare.

Coltivare l’acqua significa garantire cibo sicuro, ridurre la dipendenza dalle importazioni e rispondere alla crisi energetica e ai rincari che colpiscono gli impianti produttivi.

Le risorse dovranno essere destinate alla modernizzazione degli allevamenti e alla definizione di norme specifiche per le attività in acque interne e marittime.


I partecipanti all’evento

Oltre a Scordamaglia e Borriello, all’evento hanno preso parte Romano Magrini, Capo Area Lavoro di Coldiretti, Giuseppe Lupo, deputato e promotore dell’iniziativa, l’ambasciatore Marco Canaparo della Rappresentanza permanente d’Italia presso l’UE, Iván López Van der Veen, rappresentante dell’European Bottom Fishing Alliance (EBFA), Elena Ghezzi, rappresentante del Copa-Cogeca, Fulvio Giugliano, responsabile di Coldiretti Pesca, Dovile Vaigauskaite, Capo Unità D3 della Direzione generale per gli Affari marittimi e la pesca della Commissione europea (DG Mare), Roberto Co’, maricoltore fondatore e amministratore delegato di Aqua S.r.l., Doriano Camplone, operatore del settore della pesca Adriatica, oltre agli europarlamentari Stefano Bonaccini (Pd), Salvatore De Meo (Fi), Silvia Sardone (Lega), Michele Picaro (Fdi), Paolo Inselvini (Fdi) e Raffaele Topo (Pd), Flavio Tosi (Ppe). Kostas Kadis, Commissario europeo per la Pesca e gli Oceani, Francesco Lollobrigida, Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Carmen Crespo, presidente della Commissione Pesca del Parlamento europeo, e Carlo Ciccioli (Fdi) hanno inviato un videomessaggio.

Arianna Giuliodori, Direttrice ufficio Bruxelles di Coldiretti, ha moderato i lavori.


FAQ

Perché Coldiretti chiede 7,3 miliardi per la pesca?

Per garantire il futuro del settore, sostenere la transizione ecologica e mantenere la competitività delle marinerie europee.

Qual è il rischio segnalato da Coldiretti?

L’accorpamento dei fondi in un unico strumento europeo, che ridurrebbe le risorse dedicate alla pesca.

Quali sono le priorità indicate?

Ricambio generazionale, sostegno all’acquacoltura, semplificazione burocratica e misure assicurative dedicate.

Che ruolo ha l’acquacoltura?

È considerata un pilastro della sovranità alimentare e vale circa mezzo miliardo di euro in Italia.