ARTICOLO | Economia

Made in Italy: da scarpe a occhiali, vince Italia della qualità

2 Marzo 2016
Made in Italy: da scarpe a occhiali, vince Italia della qualità

A trent’anni da quel drammatico 1986 la coraggiosa rinascita del vino italiano è un’indicazione preziosa per capire le radici e il presente del made in Italy, per affrontare i problemi che ne sacrificano le potenzialità, per tracciare nuove ambiziose rotte verso il futuro. E’ quanto affermano la Fondazione Symbola e Coldiretti sulla base del Dossier ‘Accadde domani. A 30 anni dal metanolo il vino e il made in Italy verso la qualità’.  Una strada, quella della qualità, seguita con successo da molte delle nostre imprese nei settori più diversi della nostra economia. Nella filiera agroalimentare, ad esempio, siamo il Paese più forte al mondo per prodotti distintivi, con 282 prodotti Dop, Igp, Stg.  L’export di scarpe è diminuito da 218 mila a 165 mila tonnellate in 30 anni, ma il valore è passato da 5 a 11 miliardi di dollari. Nell’abbigliamento in pelle l’esportazione è passata da 1.910 tonnellate a 2.254 tonnellate, mentre il valore è triplicato: 787 milioni di dollari a fronte di 233. Nella produzione di macchine per l’industria alimentare siamo passati da un export di 68 mila tonnellate (952 milioni di dollari) a 157 mila tonnellate, per un valore complessivo a 4,1 miliardi: +333%.

Ecco nel dettaglio lo sviluppo qualitativo dei settori analizzati nel report:

Calzature made in Italy seconde per quote di mercato mondiale
Rispetto a circa trent’anni fa (1989) il numero di scarpe esportato è diminuito (da 218 mila a 165 mila tonnellate) ma queste scarpe che valevano 5 miliardi di dollari oggi ne valgono 11 (2014, valori nominali). Un ‘prodigio’ possibile grazie alla crescita del valore medio delle nostre scarpe: nel’89 era di poco inferiore alla media mondiale (-14%) oggi è straordinariamente superiore: +137%. È anche grazie a questo che in questo settore abbiamo mantenuto il secondo posto per quote di mercato mondiale, corrispondente oggi all’8,6%.
 
L’abbigliamento in pelle made in Italy non ha rivali
Nell’abbigliamento in pelle l’esportazione è passata da 1.910 tonnellate a 2.254 tonnellate, mentre il valore è praticamente triplicato: 787 milioni di dollari a fronte di 233. E mentre ancora nel 1996 eravamo solo al quinto posto nelle quote di mercato mondiale (6,7%) oggi siamo al primo (19,0%).
 
Occhiali, esportazioni d’oro
Passando dagli abiti agli occhiali possiamo vantare altri primati. Oggi vendiamo all’estero 6 volte le paia di occhiali che vendevamo nell’89, ma il loro valore è aumentato di quasi 10 volte, da 413 milioni a circa 4 miliardi di dollari.
 
Campioni di meccanica
Anche la meccanica è uno dei fiori all’occhiello del nuovo made in Italy: nella fabbricazione di macchine per l’industria alimentare nel 1989 esportavamo per 68 mila tonnellate e un valore di 952 milioni di dollari, oggi le tonnellate, e presumibilmente il numero di macchine, sono arrivate a 157 mila (+130%), il loro valore complessivo a 4,1 miliardi: +333%. Anche in questo caso più qualità e innovazione hanno fatto crescere valore e desiderabilità del made in Italy e così siamo passati dal secondo posto nelle quote di mercato del 1989 (16%) al primo di oggi (16,6%). Ma la meccanica italiana è prima per quote di mercato anche nella fabbricazione di macchine per la metallurgia (18,9%), seconda per quelle per l’industria della carta e del cartone (15,3%), terza nelle macchine per l’agricoltura (8,5%), per le industrie tessili (9,9%) e nell’industria delle materie plastiche e della gomma (9,2%).
 
Dalle cucine italiane un export di 872 milioni
Tra i settori tradizionali del made in Italy non possiamo non citare l’industria del mobile. Guardando al caso dei mobili da cucina, da esempio, le imprese italiane sono passate da 24 mila tonnellate esportate a 122 mila, circa 5 volte tanto (+408%) per un valore nominale dell’export cresciuto invece di oltre dieci volte, da 86 fino a 872 milioni. E manteniamo nel settore il 13,8% del mercato mondiale.