Quasi una famiglia su due (46%) preparerà quest’anno in casa i dolci di Carnevale, per risparmiare ma anche per garantirsi ingredienti freschi e di qualità, elementi che incidono in modo determinante sul risultato finale, a partire da uova e miele.
Ad affermarlo è un’indagine Coldiretti diffusa in occasione del giovedì grasso, che segna tradizionalmente l’avvio delle festività carnevalesche.
Eventi e laboratori nei mercati di Campagna Amica
Nel week end sono previste iniziative nei mercati contadini di Campagna Amica in tutta Italia. A partire dal mercato del Circo Massimo a Roma (sabato 14 febbraio dalle ore 9.30), lungo tutto lo Stivale si terranno centinaia di eventi con i cuochi contadini che racconteranno i trucchi della preparazione dei dolci regionali, insieme a truccabimbi, degustazioni e laboratori dedicati alla festa in maschera.
Spesa da 230 milioni e prezzi fino a 60 euro al chilo
Complessivamente Coldiretti stima per quest’anno una spesa di circa 230 milioni di euro per i dolci tipici di Carnevale. I prezzi medi per l’acquisto in panetterie, pasticcerie e supermercati si aggirano intorno ai 20-25 euro al chilo, ma le varietà più ricercate e artigianali possono arrivare fino a 50-60 euro al chilo.
Dalle frappe alle specialità regionali
Le specialità più gettonate sono le frappe, insieme a chiacchiere, struffoli, arancini e tortelli, oltre alle numerose varianti regionali. La tradizione dei dolci di Carnevale è tra le più ricche della cucina contadina italiana: si va dagli zuccherini in Toscana alla cicerchiata in Abruzzo, passando per aciuleddi in Sardegna, crema fritta in Veneto, sfrappole in Emilia Romagna, bugie in Liguria, taralli in Basilicata, sanguinaccio in Campania, crostoli in Friuli, frappe e cecamariti nel Lazio, pignolata in bianco e nero in Sicilia, grostoli in Trentino, tortelli in Lombardia e scroccafusi nelle Marche.
Dalle “frictilia” romane alla festa contadina
Le prime frappe risalgono all’antica Roma, dove erano conosciute come “frictilia”. Realizzate con farina e uova, stese, tagliate e fritte nello strutto caldo, venivano consumate durante le festività invernali.
Il Carnevale affonda le sue radici nella tradizione contadina, segnando il passaggio dall’inverno alla primavera e l’inizio della semina, un momento da celebrare con abbondanza.