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PASQUA – In una tavola su tre carne d’agnello (02-04-2010)

6 Aprile 2010
PASQUA – In una tavola su tre carne d’agnello (02-04-2010)

Nelle case, nei ristoranti e negli agriturismi viene servita su quasi una tavola su tre carne di agnello in occasione delle festività di Pasqua che 6 italiani su dieci trascorrono con pranzi in famiglia per una spesa media stimata in circa 25 euro a persona. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che proprio in occasione di questa festività si acquista la maggior parte dei 1,5 chili di carne di agnello che sono in media consumati in un anno da ogni italiano. Per quanto riguarda i prezzi, quelli riconosciuti agli allevatori italiani si sono mantenuti sugli stessi livelli dello scorso anno, in media sui 4 euro al chilo e non ci sono dunque,- sottolinea Coldiretti – motivi per eventuali rincari dei prezzi al consumo, che si aggirano, invece, tra i 10 ed i 15 euro al chilo. La carne di agnello viene servita a tavola nelle classiche ricette al forno, arrosto con le patate, al sugo o brodettato, ma le festività pasquali rappresentano anche l’occasione per recuperare i piatti storici della transumanza (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo, nel Lazio l’abbacchio alla scottadito) con l’effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione e vantaggio della biodiversità del territorio, anche di zone duramente colpite dal terremoto come l’Abruzzo. Se tra parenti e amici non c’è più che custodisce e prepara i sapori dell’antica tradizione, una alternativa coerente – suggerisce la Coldiretti – è rappresentata dagli oltre diciottomila agriturismi della campagna italiana dove si stimano oltre 400mila presenze. Non  a caso una delle tendenze del mercato per la Pasqua 2010 è proprio quella di preferire agnello allevato sul territorio, da quello a denominazione di origine (come l’Agnello di Sardegna Igp o l’Abbacchio Romano Igp) a quello garantito da marchi di provenienza territoriale (come l’Agnello della Marca). Da qui il consiglio della Coldiretti di rivolgersi quando possibile direttamente al pastore, anche nei mercati degli agricoltori di campagna amica, o di acquistare carne certificata. Tuttavia la metà della carne di agnello in vendita durante il periodo pasquale rischia di essere importata, soprattutto dai paesi dell’est, all’insaputa dei consumatori e spacciata come Made in Italy perché non è stato ancora introdotto l’obbligo di indicare l’origine in etichetta richiesto dalla Coldiretti che sta anche lavorando per riconoscere una denominazione Igp (Indicazione geografica protetta) per l’agnello del Centro Italia del quale è stata appena pubblicata la proposta del Ministero che verrà inviata a Bruxelles.