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PASQUA – A tavola 1,3 miliardi in piatti della tradizione (24-04-2011)

26 Aprile 2011
PASQUA – A tavola 1,3 miliardi in piatti della tradizione (24-04-2011)

E’ stata di 1,3 miliardi la spesa degli italiani per imbandire la tavola della Pasqua dove protagonisti sono i piatti della tradizione in casa propria o di parenti e amici per l’84 per cento degli italiani spinti dal tempo incerto, ma anche nei ristoranti o negli agriturismi dove secondo Terranostra si stimano quattrocentomila presenze per le festività. E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che se per mangiare fuori la spesa media per famiglia è di 98 euro in casa il costo è stato di poco piu’ della metà. Sulla tavola della Pasqua è immancabile l’agnello secondo 6 italiani su dieci (59 per cento) che – sottolinea la Coldiretti – lo considerano l’alimento piu’ rappresentativo davanti alla colomba, alle uova di cioccolato e a quelle vere. Insieme all’agnello i protagonisti della Santa Pasqua sono – sottolinea la Coldiretti – i diversi i piatti tipici regionali che da nord a sud attraverseranno l’intero Paese come per esempio gli gnocchi filanti e il capretto langarolo in Piemonte, la minestra di brodo di gallina e uovo sodo e le pappardelle al ragù di coniglio in Toscana ma anche la corallina, salame tipico accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio e l’immancabile coratella di abbacchio con i carciofi romaneschi per pranzo. Se in Romagna ci sono i passatelli in Molise è di rigore l’insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode e pomodori. In Puglia – rileva la Coldiretti – il principe della tavola pasquale è il Cutturiddu, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, in Veneto onnipresenti su tutte le tavole della festa pasquale sono le tipiche vovi e sparasi, uova sode, decorate con erbe di campo e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello. Nel 40 per cento delle famiglie italiane sono stati preparati in casa i dolci della tradizione di Pasqua che rappresenta il periodo dell’anno in cui maggiormente gli italiani mettono le mani in “pasta” afferma la Coldiretti sulla base dell’indagine Fipe/Axis. Tra le preparazioni casalinghe della Pasqua la pastiera napoletana con il 21 per cento batte la colomba ferma al 20 per cento mentre seguono da vicino la pizza di Pasqua con il 14 per cento e la treccia pasquale con il 10 per cento. La squisita Pastiera napoletana di rigore in Campania è dunque la vera regina dei dolci pasquali fai da te. Un vero e proprio rito con tempi e modalità ben definiti, dalla preparazione, che è stata rigorosamente effettuata il giorno del giovedì santo, alla cottura ma anche la ciaramicola umbra, ciambella di color rosa dovuto al liquore alchermes e confettini colorati. Irrinunciabile per i lucani è – conclude la Coldiretti – la Scarcedda,  tipico dolce ripieno di uova sode che rappresentano la fortuna ma anche la torta pasquale con mandorle e zucchero a velo in Sicilia, le titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo in Trentino e la crescia di Pasqua al formaggio delle Marche.