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PASQUA – A tavola 1,3 miliardi di euro con i piatti della tradizione (04-04-2010)

4 Aprile 2010
PASQUA – A tavola 1,3 miliardi di euro con i piatti della tradizione (04-04-2010)

E’ di 1,3 miliardi la spesa degli italiani per imbandire la tavola della Pasqua dove protagonisti sono i piatti della tradizione a casa o in vacanza, nei ristoranti, negli agriturismi o, dove non ha colpito il maltempo, seduti per i picnic in spiaggia o sul prato. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che quasi il 20 per cento del tempo nella giornata di Pasqua è trascorso proprio a tavola dove la permanenza media a pranzo è di poco inferiore alle tre ore per gustare in completo relax i sapori unici della cucina tradizionale che si tramanda ogni anno di generazione in generazione. Un ?must? della tavola è – sottolinea la Coldiretti – la carne di agnello che è  servita su quasi una tavola su tre nelle classiche ricette al forno, arrosto con le patate, al sugo o brodettato, con le festività pasquali che rappresentano anche l’occasione per recuperare i piatti storici della transumanza (in Abruzzo agnello cacio e ova, il molisano agnello sotto il coppo, nel Lazio l’abbacchio alla scottadito) con l’effetto di consentire la sopravvivenza di un mestiere antico ricco di tradizione che consente la salvaguardia di razze in via di estinzione e vantaggio della biodiversità del territorio, anche di zone duramente colpite dal terremoto come l’Abruzzo. Se, anche per effetto della pioggia, sei italiani su dieci hanno preferito trascorrere la Pasqua in famiglia non manca chi ha scelto il ristorante soprattutto in vacanza mentre si registrano circa 400mila presenze durante le festività nei diciottomila agriturismi sparsi su tutto il territorio che – continua la Coldiretti – sapientemente conservano le tradizioni culinarie e sanno felicemente coniugare l’arte del mangiar bene alla piacevole sensazione di relax che solo la natura con i suoi profumi e colori unici può regalare. I protagonisti della Santa Pasqua sono infatti i diversi i piatti tipici regionali che da nord a sud attraverseranno l’intero Paese come per esempio gli gnocchi filanti e il capretto langarolo in Piemonte, la minestra di brodo di gallina e uovo sodo e le pappardelle al ragù di coniglio in Toscana ma anche la corallina, salame tipico accompagnata dalla pizza al formaggio mangiata a colazione in tutto il Lazio e l’immancabile coratella di abbacchio con i carciofi romaneschi per pranzo. Nelle Marche invece si gusterà la Crescia di Pasqua insieme alle uova sode, in Molise è di rigore l’insalata buona Pasqua con fagiolini, uova sode e pomodori mentre in Abruzzo la protagonista è la capra alla neretese. In Puglia – rileva la Coldiretti – il principe della tavola pasquale è il Cutturiddu, agnello cotto nel brodo con le erbe tipiche delle Murge, in Veneto onnipresenti su tutte le tavole della festa pasquale sono le tipiche vovi e sparasi, uova sode, decorate con erbe di campo e in Trentino le polpettine pasquali con macinato di agnello. Come dolce, in Campania la squisita Pastiera napoletana è la vera regina dei dolci pasquali. Un vero e proprio rito con tempi e modalità ben definiti, dalla preparazione, che è stata rigorosamente effettuata il giorno del giovedì santo, alla cottura ma anche la ciaramicola umbra, ciambella di color rosa dovuto al liquore alchermes e confettini colorati. Irrinunciabile per i lucani è – conclude la Coldiretti – la Scarcedda ,  tipico dolce ripieno di uova sode che rappresentano la fortuna ma anche la torta pasquale con mandorle e zucchero a velo in Sicilia e le titole, piccole treccine dolci che avvolgono un uovo in Trentino.