Conflitto di interessi o no? Efsa ha nuovo capo comunicazione dall’industria

2 Febbraio 2016
Conflitto di interessi o no? Efsa ha nuovo capo comunicazione dall’industria

Efsa ha un nuovo capo dello staff comunicazione: è Barbara Gallani, fisico nucleare considerata tra i primi 100 scienziati UK. Lodigiana, con un passato ai consumatori europei di BEUC (che ha lungamente rappresentato nella piattaforma degli Stakeholder di Efsa), poi nel Regno Unito alla Food Standard Agency (dal 2001 al 2005), e infine a Food and Drink Europe (dal 2009 ad oggi), la rappresentativa dell’industria alimentare europea.

Ed è proprio qui il punto… industria..

E c’è già chi grida al conflitto di interessi e alle “revolving doors”. Il passaggio dall’industria ad una authority indipendente in effetti non è una mossa abituale –né aiuta la percezione di indipendenza di Efsa.
Coldiretti, insieme ad alcuni stakeholder aveva chiesto dei periodi di transito tra un impiego per l’industria e l’Authority, proprio entro la Public Consultation on Independence and Scientific Decision Making del 2011.

Al fine di evitare le “porte girevoli”, sarebbe infatti utile un periodo di “raffreddamento” sia in uscita che in entrata dall’Authority, evitando di minare la percezione di indipendenza e autorevolezza- e di tutela degli interessi dell’industria.

 

Barbara Gallani è certamente un profilo di alto livello: e chi ha avuto modo di conoscerla e apprezzarla sa che si tratta di una persona che ha fatto della serietà professionale un asset non barattabile.
E tuttavia le regole sono regole. L’ex direttrice di Efsa, Catherine Geslain Lanellee, si era espressa contro le porte girevoli tra industria e autorità, proprio per non perdere la credibilità faticosamente ottenuta grazie ad una policy interna stringente sul Conflitto di interessi, revisionata più volte negli anni.

Efsa ha risposto che già le proprie procedure interne sono sufficienti ad assicurare l’indipendenza. E che la molteplicità di datori di lavoro della Gallani è indicativa della assenza di una affiliazione esclusiva nell’interesse dell’industria. Proprio la militanza nel BEUC (consumatori)-spesso in contrasto con l’industria- è considerata da Efsa un fattore chiave per smontare le critiche.

In passato, Anne Laure Gassin- sempre a capo della Comunicazione Efsa- era stata accusata di aver militato nelle fila di Kellog’s – quindi sempre industria alimentare- nonostante il passato in Commissione europea. E il caso sembra…ripresentarsi in modo del tutto analogo.

Basterà?

Quel che è certo è che Efsa prevede norme sul conflitto di interessi non solo per i ricercatori – che devono fornire un parere appunto “indipendente”- ma anche per lo staff tecnico e amministrativo- soprattutto quando rivesta ruoli manageriali.

Si legge infatti: “Ruolo del personale dell’EFSA

Il personale dell’EFSA agisce nell’interesse pubblico ed è soggetto a vari obblighi derivanti dallo statuto del personale dell’UE, fra cui quello di agire in piena indipendenza e integrità ed evitare conflitti di interessi. (…) Per assicurare un uniforme adempimento dell’obbligo di indipendenza, l’EFSA richiede a tutto il suo personale con funzioni manageriali di compilare una dichiarazione di interessi su base annuale. Le dichiarazioni vengono vagliate e quelle dei quadri direttivi vengono pubblicate sul sito Internet dell’EFSA. L’EFSA garantisce che i membri del personale non siano assegnati a progetti per i quali può sussistere un potenziale conflitto di interessi.”

E ancora:

“Il personale che lascia l’EFSA è tenuto a informare l’Autorità in merito alla propria occupazione futura entro un termine di due anni dalle dimissioni, in modo che l’EFSA possa valutare se ne derivi un eventuale conflitto di interessi.”

Insomma: Efsa valuta in modo in qualche modo discrezionale la presenza di conflitto di interessi per lo staff direttivo; con solo obbligo di pubblicità sul sito delle Dichiarazioni di Interesse (DoI).  E ancora: la policy di Efsa prevede controlli all’uscita ma non all’entrata (solo dopo che si lascia Efsa… nel giro di due anni) e quindi, in base al proprio regolamento, non sussisterebbero cause ostative per la Gallani. Ma – e qui il punto interrogativo rimane- “Efsa garantisce che i membri del personale non siano assegnati a progetti per i quali può sussistere un potenziale conflitto di interessi”.  

“Efsa ha fatto bene a mettere un ex portavoce dell’industria a capo della Comunicazione? “

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