ARTICOLO | Economia

Ue, stop raddoppio olio tunisino a dazio zero

9 Marzo 2026
Ue, stop raddoppio olio tunisino a dazio zero

Come richiesto da Coldiretti e Filiera Italia, la Commissione europea dice no al raddoppio delle importazioni di olio tunisino a dazio zero, una misura che avrebbe favorito i trafficanti di olio penalizzando gli olivicoltori italiani ed europei.

Dopo la lettera inviata dalle due organizzazioni, nella quale venivano denunciati i rischi legati all’aumento del contingente tariffario per il prodotto nordafricano, il commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen ha risposto con una missiva in cui annuncia che l’esecutivo “non prevede concessioni commerciali aggiuntive per l’olio d’oliva”.

Tutela dei consumatori e regole uguali per tutti

Hansen ha inoltre condiviso con Coldiretti e Filiera Italia la necessità di proteggere la salute dei cittadini consumatori, assicurando che i prodotti importati rispettino le stesse regole applicate a quelli europei, a partire dagli standard di sicurezza alimentare e sostenibilità.

Il rischio di aumentare le importazioni a basso costo

La denuncia delle due organizzazioni era arrivata dopo la proposta del governo della Tunisia di rafforzare il quadro giuridico bilaterale e portare a 100.000 tonnellate annue il contingente di esportazione agevolato.

Secondo Coldiretti e Filiera Italia si sarebbe trattato di un pericolo mortale per i produttori italiani ed europei, perché nuove concessioni tariffarie avrebbero aumentato ulteriormente le importazioni di olio a basso costo, con il rischio di far crollare i prezzi dell’olio extravergine nazionale.

Nel 2025 600 milioni di chili di olio straniero in Italia

Nel 2025 sono stati 600 milioni i chili di olio d’oliva straniero che hanno attraversato le frontiere italiane, contribuendo a deprimere le quotazioni dell’extravergine nazionale.

Un fenomeno che, secondo Coldiretti, alimenta inganni ai danni dei cittadini consumatori e favorisce un mercato opaco nel quale prosperano trafficanti di olio e pratiche illegali.

Boom dell’olio tunisino e rischio dumping

Emblematico proprio il caso dell’olio proveniente dalla Tunisia, i cui arrivi sono aumentati del 40%, con un prezzo medio di circa 3,5 euro al chilo.

Un vero e proprio dumping che scarica sull’anello più debole della filiera il peso della concorrenza sleale, costringendo spesso gli olivicoltori a vendere al di sotto dei costi di produzione.

A questo si aggiungono anche i dubbi legati all’utilizzo di pesticidi vietati in Europa, che rendono ancora più urgente garantire regole uguali per tutti nel commercio internazionale dell’olio d’oliva.