ARTICOLO | Economia

UE: Coldiretti, contraddittoria su etichette, Italia sia apripista

23 agosto 2017
UE: Coldiretti, contraddittoria su etichette, Italia sia apripista

?Di fronte all’atteggiamento incerto e contradditorio dell’Unione Europea che obbliga ad indicare l’origine in etichetta per le uova ma non per gli ovoprodotti, per la carne fresca ma non per quella trasformata in salumi, per la frutta fresca ma non per i succhi, per il miele ma non per il riso, per il pesce ma non per il grano nella pasta, l’Italia che è leader europeo nella trasparenza e nella qualità ha il dovere di fare da apripista nelle politiche alimentari comunitarie anche con una profonda revisione delle norme sul codice doganale. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla giusta pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dei due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda, senza attendere il via libera UE. L’etichetta di origine obbligatoria – sottolinea la Coldiretti – mette fine all’inganno dei prodotti importati spacciati per Made in Italy e risponde alle esigenze di oltre il 96% degli italiani che chiedono venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione on line del Ministero delle Politiche Agricole”. L’obbligo di indicare in etichetta l’origine è una battaglia storica della Coldiretti che con la raccolta di un milione di firme alla legge di iniziativa popolare ha portato all’approvazione della legge n.204 del 3 agosto 2004. Da allora molti risultati sono stati ottenuti anche in Europa ma – continua la Coldiretti – l’etichetta non indica la provenienza degli alimenti, dai salumi al concentrato di pomodoro ai sughi pronti, dai succhi di frutta fino alla carne di coniglio. L’Italia sotto il pressing della Coldiretti ha fatto scattare il 19 aprile 2017 l’obbligo di indicare il Paese di mungitura per latte e derivati dopo che il 7 giugno 2005 era entrato già in vigore per il latte fresco e il 17 ottobre 2005 l’obbligo di etichetta per il pollo Made in Italy mentre a partire dal 1° gennaio 2008 l’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro. A livello comunitario – continua la Coldiretti – il percorso di trasparenza è iniziato dalla carne bovina dopo l’emergenza mucca pazza nel 2002, mentre dal 2003 è d’obbligo indicare varietà, qualità e provenienza nell’ortofrutta fresca. Dal primo gennaio 2004 c’è il codice di identificazione per le uova e, a partire dal primo agosto 2004, l’obbligo di indicare in etichetta il Paese di origine in cui il miele è stato raccolto. In un momento difficile per l’economia dobbiamo portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza pe rispondere alle domande che vengono dai consumatori europei ed internazionali” ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che l’etichettatura di origine si è dimostrata un importante elemento di garanzia di fronte agli allarmi sanitari che si rincorrono nel tempo della globalizzazione dei mercati

 
L’ETICHETTA DI ORIGINE SULLA SPESA DEGLI ITALIANI
Cibi con l’indicazione origine                      E quelli senza
Carne di pollo e derivati                             Salumi
Carne bovina                                            Carne di coniglio
Frutta e verdura fresche                             Carne trasformata
Uova                                                         Frutta e verdura trasformata
Miele                                                         Derivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoro                                   Sughi pronti
Pesce                                                         Pane
Extravergine di oliva          
Latte/Formaggi        
Pasta in itinere       
Riso in itinere
FONTE ELABORAZIONI COLDIRETTI          

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