ARTICOLO | Economia

Risò: riso asiatico a dazio zero minaccia redditi agricoli e salute dei cittadini

11 Settembre 2026
Risò: riso asiatico a dazio zero minaccia redditi agricoli e salute dei cittadini

L’Europa non può continuare a spalancare le porte al riso asiatico a dazio zero, prodotto con pesticidi vietati, standard sanitari e ambientali inferiori ai nostri e, in alcuni casi, sfruttando persino il lavoro minorile, mentre agli agricoltori italiani impone regole e costi sempre più pesanti. È una concorrenza sleale che mette a rischio insieme il reddito delle imprese e la salute dei cittadini, alimentando attraverso le agevolazioni commerciali un sistema nel quale a guadagnare sono i trafficanti di prodotto straniero mentre viene impoverita la Risaia Italia. È la denuncia di Coldiretti in occasione di Risò, il Festival internazionale del riso di Vercelli, inaugurato dalla premier Giorgia Meloni.

Per questo servono scelte immediate e non più rinviabili: stop alle importazioni selvagge e reciprocità negli accordi commerciali, controlli serrati sull’origine del prodotto, sostegno al reddito delle imprese e contratti di filiera che garantiscano prezzi equi agli agricoltori. Coldiretti ribadisce inoltre la necessita di attivare il bando da 12 milioni di euro per destinare riso 100% italiano alle famiglie in difficoltà e di utilizzare senza esitazioni i nuovi strumenti di controllo come risonanza magnetica, mappa genomica e mappatura isotopica, per smascherare frodi e triangolazioni. E va fermato qualsiasi accordo, a partire da quello in discussione con la Thailandia, che aumenti ulteriormente l’ingresso in Europa di produzioni che non rispettano le stesse regole imposte ai nostri agricoltori.

Una battaglia resa ancora più urgente dai numeri. Nella campagna commerciale 2025-2026 gli arrivi di riso straniero sono aumentati del 19%, con circa quattro confezioni su cinque provenienti dall’Asia, contribuendo a far crollare di oltre il 50% i prezzi riconosciuti ai produttori italiani. Una pressione insostenibile proprio mentre, a pochi giorni dall’avvio della raccolta, nelle risaie italiane si prospetta un pesante calo della produzione a causa di siccità, caldo e maltempo.

Le prime stime indicano infatti una perdita media che può arrivare fino al 25% della produzione nazionale, con punte del 70-80% nelle realtà più colpite delle aree non irrigue, in particolare nella Baraggia vercellese. Il caldo e la carenza d’acqua durante le delicate fasi di formazione e fioritura della pianta possono aver compromesso la fecondazione, riducendo il numero dei chicchi, mentre vento, piogge violente e grandinate hanno causato ulteriori danni nelle settimane finali.

Una situazione aggravata anche dall’aumento dei costi di produzione, sul quale pesano le tensioni internazionali e le ripercussioni della guerra in Iran sullo stretto di Hormuz. Un combinato disposto di importazioni selvagge, speculazioni, costi e clima che rischia di mettere fuori mercato le imprese risicole italiane e contro il quale Coldiretti continuerà a mobilitarsi in Italia e in Europa.

Temi che saranno al centro dell’incontro in programma domani, sabato 12 settembre, alle ore 9.30 organizzato da Coldiretti Piemonte presso il Teatro Civico di Vercelli, in via Monte Pietà. Vi prenderanno parte il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, il presidente di Coldiretti Piemonte Cristina Brizzolari, il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, il presidente dell’Agenzia Ice Matteo Zoppas, l’amministratore delegato di Filiera Italia Luigi Scordamaglia, il presidente di Coldiretti Vercelli e Biella Roberto Guerrini, il Direttore Coldiretti Bruxelles Arianna Giuliodori, il sindaco di Vercelli Roberto Scheda e il presidente della Provincia di Vercelli Davide Gilardino.