Favorire il dialogo diretto tra produttori, condividere esperienze e costruire strategie comuni per rafforzare il settore del fiore reciso europeo nello scenario globale. Con questo obiettivo, nell’ambito di Myplant & Garden, i produttori florovivaistici italiani di Coldiretti e Assofloro e quelli olandesi hanno promosso un incontro informale dedicato al confronto sulle principali sfide del comparto: commercio internazionale, normative europee, sostenibilità, qualità e prospettive future.
L’iniziativa, promossa da Coldiretti e Filiera Italia, si inserisce nel percorso di collaborazione tra Italia e Paesi Bassi, leader della filiera europea, e accompagna la condivisione di riflessioni su un manifesto comune per la tutela e la competitività della floricoltura continentale.
Verso aggregazioni europee della filiera
Si tratta di un primo passo verso la costruzione di aggregazioni di produttori a livello continentale, per rafforzare la rappresentanza del settore rispetto alle politiche europee che incidono sul comparto.
Fondamentale, secondo Coldiretti e Filiera Italia, garantire reciprocità negli standard produttivi negli scambi internazionali, difendendo le imprese europee dalla concorrenza sleale di prodotti provenienti da Paesi terzi che utilizzano sostanze vietate nell’Unione e assicurando piena trasparenza sull’origine.
Un settore da 24,5 miliardi sotto pressione
Il settore florovivaistico europeo rappresenta un pilastro economico di primo piano, con un valore complessivo di 24,5 miliardi di euro. Oltre un terzo della superficie è destinato alla produzione di fiori e piante ornamentali. Negli ultimi dieci anni le esportazioni sono cresciute del 75,3% e le importazioni del 54,6%, con una bilancia commerciale positiva per circa 4,7 miliardi.
Nonostante la crescita in valore, la produzione europea registra però una contrazione di volumi e superfici, segnale di una filiera esposta a pressioni competitive, aumento dei costi e vincoli normativi.
Reciprocità e controlli contro la concorrenza sleale
“Il florovivaismo rappresenta una filiera agricola e industriale strategica con un grande valore economico e un impatto sociale e ambientale ancora maggiore – ha sottolineato Luigi Scordamaglia, capo Area internazionalizzazione e mercati di Coldiretti e amministratore delegato di Filiera Italia –. Un patrimonio che va sostenuto e difeso dalla concorrenza sleale dei fiori e delle piante provenienti dai Paesi extra Ue, coltivati con sostanze vietate in Europa e senza il rispetto dei diritti dei lavoratori”.
Secondo Scordamaglia, affermare il principio di reciprocità delle regole e attuare controlli rigorosi sulle merci in arrivo nei porti è il modo migliore per tutelare il lavoro delle imprese europee, rimuovendo al contempo le barriere fitosanitarie che ostacolano l’export.
Reddito, packaging e nuove opportunità
Tra le priorità indicate dai produttori italiani e olandesi vi è la tutela del reddito dei coltivatori, oggi messo sotto pressione dall’aumento dei costi produttivi ed energetici.
Nel mirino anche l’interpretazione della normativa europea sul packaging, che rischia di equiparare i vasi agli imballaggi: per il settore devono invece restare riconosciuti come fattori indispensabili di produzione.
La collaborazione tra Italia e Paesi Bassi punta inoltre a valorizzare nuove opportunità di mercato, in particolare nei settori del turismo, degli eventi e delle professioni emergenti, con attenzione all’imprenditorialità giovanile. Centrale anche la promozione del fiore europeo attraverso programmi educativi e campagne di sensibilizzazione, riconoscendone il ruolo nel raggiungimento degli obiettivi ambientali e nel miglioramento della qualità della vita.