ARTICOLO | Economia

Manovra: lo stop alla sugar tax salva 5mila posti di lavoro

20 Ottobre 2021
Manovra: lo stop alla sugar tax salva 5mila posti di lavoro

Il rinvio della sugar tax al 2023 salva oltre 5mila posti di lavoro e 180 milioni di euro di fatturato con un pesante effetto valanga sull’intera filiera. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel commentare positivamente la misura contenuta nella manovra di bilancio approvata dal Consiglio dei ministri che prevede “il rinvio al 2023 della plastic tax e della sugar tax”. Siamo stati i primi – sottolinea Prandini – a chiedere pubblicamente un intervento del Governo per rivedere una tassa che rischia di fermare la difficile ripresa dell’economia dopo la pandemia.

La plastic e la sugar tax – sottolinea Prandini -. rischiano di avere un effetto sui costi delle imprese che sono costrette ad affrontare già pesanti rincari, dai trasporti agli imballaggi. L’obiettivo di riduzione della plastica – precisa Prandini – va perseguito nell’ottica di una visione strategica di ampio respiro con incentivi premianti per lo sviluppo e la ricerca piuttosto che con misure punitive soprattutto perché per alcune categorie di prodotto non ci sono al momento alternative. In tale ottica, sarebbe strategico – continua il presidente della Coldiretti – sostenere le filiere bioplastiche e biochemicals anche attraverso l’integrazione della ricerca pubblica e la promozione di network tecnico scientifico sui territori che porti a una filiera italiana della biochimica verde.

Il sistema alimentare sta già affrontando il balzo dei costi e energetici e dei carburanti in un paese come l’Italia dove l’’85% delle merci viaggia su strada. Al rincaro dei costi energetici – sottolinea la Coldiretti – si aggiunge quello per gli imballaggi, dalla plastica all’acciaio, dal vetro fino al legno e alla carta che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi. L’emergenza Covid ha innescato un cortocircuito anche sul fronte dei costi di trasporto con il rincaro di noli marittimi e costi dei container che sono schizzati ai massimi. Su questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza o la totale assenza di infrastrutture per il trasporto merci che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro con un gap che penalizza il sistema economico nazionale rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea, secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga (www.divulgastudi.it).

 

 

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