ARTICOLO | Economia

Maltempo, la prima mappa delle regioni colpite

7 Novembre 2018
Maltempo, la prima mappa delle regioni colpite

Raffiche di vento, nubifragi, esondazioni, trombe d’aria e grandinate hanno colpito pesantemente l’agricoltura e le foreste con danni che potrebbero arrivare al miliardo di euro tra ulivi secolari sradicati, boschi decimati, coltivazioni distrutte, semine perdute, campi allagati, muri crollati, serre abbattute, stalle ed edifici rurali scoperchiati e animali morti o dispersi, ma anche problemi alla viabilità provocati da frane e smottamenti. E’ quanto emerge dal primo bilancio della Coldiretti che ha convocato la task force sull’emergenza maltempo in occasione dell’Assemblea elettiva della maggiore organizzazione degli agricoltori in Europa.  Il maltempo – sottolinea la Coldiretti – ha colpito le campagne lungo tutta la Penisola dalla Sardegna alla Puglia, dalla Liguria al Veneto, dalla Toscana alla Lombardia, dal Friuli alla Calabria alla Sicilia, dal Lazio all’Emilia, dal Piemonte alla Campania, dopo un autunno asciutto in cui a settembre sono cadute addirittura il 61% in meno di precipitazioni rispetto alla media storica, con i terreni secchi che hanno amplificato il rischio idrogeologico con danni strutturali ad edifici e alla viabilità.

 

PIEMONTE

In tutta la regione, dal Verbano al Cuneese, si sono registrate forti piogge e vento con alberi sradicati e allagamenti. Preoccupazione per il Po che, a valle della confluenza con il Sesia, ha raggiunto il livello di guardia e il lago Maggiore che nei giorni scorsi era prossimo anch’esso al livello di guardia. Una forte tromba d’aria, nella serata del 29 ottobre scorso, ha colpito, in provincia di Torino, l’area del canavese. Danneggiati, al momento, soprattutto i capannoni e le serre i cui danni non sono ancora quantificabili, ma non si sono registrati grossi danni alle colture. Si teme per eventuali ristagni idrici nei terreni dove vengono coltivati i cereali autunno-vernini.

 

LOMBARDIA

Secondo le prime stime dei tecnici Coldiretti, l’ultima ondata di maltempo che sta investendo la Lombardia ha già provocato nelle campagne circa 7 milioni di euro di danni, tra diretti e indiretti. Le province più colpite sono quelle di Bergamo, Brescia, Cremona, Como e Lecco. Disagi, sebbene più contenuti, si segnalano anche tra Mantova, Milano, Lodi e Pavia. In tutta la regione si segnalano alberi sradicati dalla forza del vento e semine di cereali in ritardo o da rifare a causa dell’allagamento dei campi con perdite stimate fino al 30% rispetto al normale andamento stagionale. Nei territori maggiormente coinvolti, i danni principali si registrano alle strutture aziendali con tetti scoperchiati, cascinali crollati, serre e tunnel distrutti, ricoveri per attrezzi rovinati. Nella Bergamasca, inoltre, un agricoltore è stato colpito da un albero riportando lesioni alle vertebre, e per questo ha subito un intervento chirurgico.

 

VENETO

Se il conto totale presentato dal Veneto parla di un miliardo di euro, la metà fa riferimento al settore primario visto che più di 25mila ettari di foresta ad alto fusto è stata abbattuta con un danno diretto legato alla perdita di legname e futuro del patrimonio forestale compromesso con conseguenti problemi idrogeologici. Le province maggiormente interessate sono Belluno e Vicenza. E’ qui che si concentrano agriturismi e malghe per giorni isolati dalle connessioni e dall’energia elettrica. Recinzioni saltate e produzioni divorate dai selvatici, mungiture rallentate, strade bloccate, magazzini allagati caratterizzano il lungo elenco delle perdite subite dagli agricoltori preoccupati anche per la prossima stagione dell’alpeggio. Da segnalare la campagna sociale lanciata dagli operatori  #comprabellunese per riprendere le attività regolarmente con la solidarietà dei consumatori.  Sull’Altopiano dei Sette Comuni Coldiretti presume che un milione di metri cubi di legno sia stato danneggiato. Lo scenario spettrale è lo stesso in entrambi i casi ma subito dopo il black out latte, formaggi e yogurt erano pronti per le consegne anche se le vie per raggiungere le città non erano del tutto percorribili. A Rovigo per  le forti mareggiate e per la rottura di argini hanno sofferto anche gli impianti di cozze nel Delta del Po).

 

TRENTINO ALTO ADIGE

In Trentino si sono verificati diversi smottamenti che hanno bloccato varie strade, mentre le forti raffiche di vento hanno devastato ettari di bosco. Dalla Val di Sole, al Vanoi e alla Val Canali, alla Val di Fiemme e Fassa, alla Valsugana, a Lavarone fino a zone della bassa Val d’Adige e bassa Vallagarina. Le dighe si sono riempite di massi, di detriti e di tronchi mentre difficoltà si registrano per la viabilità, dai ponti alle strade e a tutto il resto. Tre giorni, di isolamento in molte zone, senza luce e collegamenti telefonici. Le campagne – sottolinea la Coldiretti – hanno subito danni nelle zone più colpite da allagamenti e smottamenti e danni ingenti si contano per le serre. Si stimano 100 milioni di euro di danni all’agricoltura e alle foreste.

 

FRIULI-VENEZIA GIULIA

IN sofferenza i boschi. In Carnia, a Tolmezzo, Lauco, Ampezzo, Arta Terme e Ligosullo, il vento ha abbattuto alberi e scoperchiato tettoie e infissi. In difficoltà soprattutto gli allevamenti di cavalli e bovini. A Verzegnis sono state distrutte due serre, a Lauco un deposito di fieno, a Raveo scoperchiato un deposito di mais. Anche nel Pordenonese le conseguenze più gravi sono quelle prodotte dal vento. A Barcis un’azienda ha visto spianato un intero frutteto, a Tramonti si rilevano stalle e recinti scoperchiati. Altri danni da caduta d’alberi in Val d’Arzino.

 

LIGURIA

Perdita delle olive ormai in fase di raccolta, gravi danni alle coltivazione floricole e orticole sia in serra che a pieno campo: queste le gravi conseguenze delle bombe d’acqua e del forte vento anche a 120 Km/h, che si sono abbattuti a più riprese su tutto il territorio regionale la scorsa settimana. Il settore agricolo più colpito – riferisce la Coldiretti – è l’olivicolo, dove solo coloro che hanno iniziato la raccolta precocemente non hanno subito danni. Nella provincia di Imperia dove si concentra la massima produzione di olio regionale (40%PLV), sono stati colpiti circa il 70% degli olivicoltori presenti, che hanno subito una perdita del 50% di prodotto, mentre nel savonese in alcune realtà si sfiora l’80% di perdite. Non è andata meglio nel levante dove tra le province di Genova e La Spezia sono andate perdute il 50% delle olive presenti. Complessivamente il danno al settore è stimato di circa 15 milioni di euro. A questi si aggiungono quelli avuti al settore orticolo (principalmente Levante) e florovivaistico (Ponente) dove i danni alle strutture quali serre, muretti a secco e ombrari  e la perdita delle colture a pieno campo hanno fatto stimare un danno di circa 4 milioni di euro.

 

EMILIA-ROMAGNA

Per l’Emilia-Romagna segnalazioni di danni soprattutto dal piacentino, dove, specialmente in area montana, hanno subito danni fra le 60 e le 80 aziende, crolli di mura, capannoni, tettoie, tunnel. Danni fra i 3 e i 4 milioni. Gli allagamenti delle aziende in pianura stanno determinano una situazione che inizia a potersi definire grave.

 

TOSCANA

L’ultima ondata di maltempo si è abbattuta sulla Toscana con trombe d’aria lungo tutta la costa. Capannoni crollati, tetti scoperchiati, annessi agricoli inagibili, stalle distrutte, alberi caduti su auto e mezzi e terreni sommersi da centimetri di acqua tra Massa Carrara, Pisa, Livorno e Grosseto. Le aree più colpite – riferisce la Coldiretti – si trovano tra Rosignano, Santa Luce, Orciano Pisano, Castelnuovo di Val di Cecina e Donoratico. Nel grossetano grossi problemi ai caseifici a causa della caduta delle linee elettriche. Il vento impetuoso non ha risparmiato le zone interne in particolare, si riscontrano danni in Valdorcia, Valdichiana e Amiata. La stima dei danni all’agroalimentare è, ad oggi, di circa 10 milioni di euro.

 

MARCHE

Nelle Marche ad avere la parte maggiore nei disagi da maltempo è stato il vento con raffiche fino a 70 chilometri orari e mareggiate che hanno sferzato ed eroso la costa. Alberi caduti registrati in tutte le province delle Marche con punte nel Fermano e nell’Ascolano e viabilità nelle aree interne interrotta in attesa della loro rimozione. Si sono registrati blackout elettrici e disagi.

 

UMBRIA

Pioggia e vento hanno sferzato, con intensità diversa da zona a zona, anche l’Umbria, con richieste di intervento soprattutto per rami pericolanti e alberi caduti. Non si segnalano comunque danni gravi e particolari all’agricoltura, al di là di qualche rallentamento alle attività del periodo nelle campagne.

 

LAZIO

Il maltempo dell’ultima settimana ha causato nel Lazio gravissimi danni all’agricoltura, stimati intorno ai 30 milioni di euro. Colpita in particolare la provincia di Latina, con serre divelte, capannoni abbattuti, ortaggi e colture ortofrutticole sommerse dall’acqua. Dai primi monitoraggi – riferisce la Coldiretti – risultano danneggiate 118 aziende (danni per 8 milioni di euro). Nella zona di Viterbo in difficoltà in particolare il settore zootecnico (danni superiori al milione di euro), mentre a Frosinone sono stati numerosi i crolli di alberi. Il maltempo ha creato enormi criticità anche a Roma, il comune agricolo più grande d’Europa (58mila ettari di superficie agricola), e in tutta l’area metropolitana dove sono presenti circa 21.600 aziende del settore.

 

ABRUZZO

Attenzione alta ma situazione sotto controllo in Abruzzo dove l’ondata di maltempo si è concretizzata con piogge abbondanti che stanno determinando nelle diverse province un certo ritardo nelle operazioni di semina dei cereali a causa del terreno bagnato. Nel Fucino l’abbondanza di piogge non ha avuto conseguenze sulla raccolta di patate, mentre a subire qualche rallentamento è attualmente la raccolta di carote ma anche in questo caso la situazione risponde all’andamento stagionale. Lievi ritardi – precisa la Coldiretti – si registrano anche nelle ultime fasi di raccolta delle olive.

 

MOLISE

L’ondata di maltempo che ha colpito la Penisola nei giorni scorsi ha interessato solo marginalmente il Molise. Da una prima ricognizione sul territorio, si sono registrati degli allagamenti ma non situazioni di emergenza o particolari criticità a danno di aziende agricole.

 

CAMPANIA

L’ondata di maltempo ha colpito tutto il territorio regionale della Campania. I danni sono stati causati soprattutto dalle forti raffiche di vento. La pioggia è caduta copiosa, ma i terreni hanno retto finora e non si segnalano esondazioni e fenomeni franosi rilevanti. Il vento – sottolinea la Coldiretti – ha causato danni diffusi alle coperture serricole, in particolar modo nella piana del Sele in provincia di Salerno, dove risultano colpiti con diversa intensità circa tremila ettari di serre. Le raffiche di Scirocco hanno causato in molti casi la caduta prematura di frutti di stagione, soprattutto cachi, kiwi e mele. Anche le olive ancora non raccolte sono state scrollate giù dagli alberi. La furia del vento in alcuni casi ha sradicato alberi da frutto. L’ampia diffusione del fenomeno e i diversi gradi di intensità non consentono al momento una quantificazione dei danni.

 

PUGLIA

Trombe d’aria e bombe d’acqua dell’ultima settimana hanno colpito prioritariamente le province di Brindisi, Taranto e Lecce, pur senza risparmiare anche le province di Bari e BAT. Sono quasi 7mila gli ulivi anche secolari strappati dal vento, sradicati o spaccati in 2, strutture e muretti ridotti in pezzi, canali esondati e distrutti dalla violenza dell’acqua e del vento, serre e impianti fotovoltaici abbattuti, tendoni di uva da tavola e da vino demoliti, ortaggi in asfissia e marciti, animali nella migliore delle ipotesi scappati per le recinzioni divelte o morti a causa del crollo delle strutture e degli allagamenti. Il danno stimato ammonta a circa 25 milioni di euro per la perdita del patrimonio olivicolo, il raccolto di olive raso al suolo, ortaggi marciti, strutture distrutte.

 

BASILICATA

Le abbondanti piogge degli ultimi giorni hanno acuito i danni alle colture e alle infrastrutture in Basilicata.  Nel Materano, ed in particolare nel Metapontino, si sono registrati allagamenti di campi e strade. Stessa situazione anche nell’area dell’Alto Bradano, nel Potentino, tra Venosa e Palazzo San Gervasio dove il forte vento ha provocato danni alle strutture di proprietà degli imprenditori agricoli e zootecnici dell’area. Per Coldiretti Basilicata è necessario un piano organico di manutenzione del territorio e di riqualificazione fluviale, anche attraverso gli strumenti legislativi, come i contratti di fiume, che il nostro sistema giuridico ci mette a disposizione.

 

CALABRIA

Il maltempo dell’ultima settimana ha colpito la fascia ionica delle province di Catanzaro e Crotone, la fascia tirrenica delle province di Reggio Calabria e Vibo Valentia provocando allagamenti di uliveti e agrumeti con riflessi molto negativi per la caduta del frutto pronto ad essere raccolto. Numerosi i comuni isolati con danni che si sono verificati soprattutto in prossimità e a causa dei torrenti/fiumare esondati per mancanza di pulizia e manutenzione ormai da diversi anni. Di rilievo l’azione sia quotidiana che emergenziale dei Consorzi di Bonifica che nonostante i trasferimenti regionali quasi azzerati, hanno svolto una puntualmente una essenziale opera di manutenzione dei fossi di scolo di loro competenza e quindi del reticolo idrografico minore.

 

SICILIA

Nelle province di Palermo e Agrigento sono circa 100 mila gli ettari dove ancora non si è seminato e se i terreni non si asciugano, le perdite potrebbe ammontare a centinaia di milioni euro se si considerano anche i danni ai frutteti, agli ortaggi, ai vigneti, alle strutture.  Molte aziende sono difficilmente raggiungibili a causa delle frane e degli smottamenti e gli agricoltori sono costretti a percorrere chilometri in più. Nelle aree interne le strade sono tutte distrutte: una vera e propria ecatombe.

 

SARDEGNA

Salgono a oltre 30milioni i danni del maltempo all’agricoltura in Sardegna. A gennaio, 10 mesi fa, c’erano i bacini vuoti e le imprese agricole erano nella fase finale di una siccità senza precedenti e oggi il problema è inverso. Dopo la primavera e agosto (che passerà alla storia come il più piovoso di sempre da quando si registrano i dati: 1922) il 10 ottobre c’è stata un’alluvione che ha colpito il sud Sardegna, in particolare il Basso Campidano (Capoterra, Uta e Assemini) e il Sarrabus per danni all’agricoltura stimati in oltre 5 milioni di euro. Trombe d’aria e grandine hanno coinvolto tutta l’isola con migliaia di alberi sradicati, stalle e fienili scoperchiati o bucati dalla grandine che hanno causato la perdita di migliaia di balloni di foraggio e lasciato all’aperto centinaia di pecore pronte a figliare. Danni ingenti alle strutture, decine di animali morti, centinaia di ettari di colture da campo distrutte (in particolare carciofi), oliveti ripuliti delle olive in piena raccolta. Inoltre le mareggiate hanno causato grossi danni alle lagune, in particolare dell’Oristanese, con esondazione del pesce.