COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 28 febbraio 2020

28 Febbraio 2020
News La Forza del Territorio del 28 febbraio 2020

Primo piano

 

PUGLIA

SICCITÀ: SI SVUOTANO INVASI: -138 MILIONI METRI CUBI ACQUA

Muraglia: “Rete colabrodo disperde 1 litro su 2”

Si svuotano progressivamente gli invasi in Puglia, con un pericoloso effetto in prospettiva nel periodo estivo, dove la disponibilità di acqua negli invasi risulta addirittura dimezzata in 12 mesi con circa 140 milioni di metri cubi, contro i 280 di un anno fa, secondo un’analisi di Coldiretti Puglia sulla base degli ultimi dati dell’Osservatorio Anbi. Mancano ad oggi 138 milioni di metri cubi d’acqua solo nei 4 invasi della provincia di Foggia relativi ai 2 comprensori del Fortore e dell’Osento, rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. La diminuzione è stata costante, mitigata solo parzialmente dalla sporadiche piogge torrenziali che hanno un effetto disastroso sui campi, insiste Coldiretti Puglia.

“La sostanziale assenza di piogge è aggravata – denuncia il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia – dalle reti colabrodo che fanno perdere 1 litro di acqua su 2. Servono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque, campagne di informazione ed educazione sull’uso corretto dell’acqua e un piano infrastrutturale per la creazione di invasi che raccolgano tutta l’acqua piovana che va perduta e la distribuiscano quando ce n’è poca. Gli agricoltori stanno facendo la loro parte con un impegno per la diffusione di sistemi di irrigazione a basso consumo, ma anche ricerca e innovazione per lo sviluppo di coltivazioni a basso fabbisogno idrico”, insiste il presidente Muraglia.

“Le aree pugliesi esposte al rischio desertificazione sono pari al 57% – aggiunge Muraglia – e il conto pagato dall’agricoltura, soggetta ai cambiamenti climatici e alla siccità è salato. Il moltiplicarsi di eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense e il repentino passaggio dal sereno al maltempo, con bruschi crolli o innalzamenti delle temperature, sono all’ordine del giorno e arrecano danni gravi alle colture nelle aree più colpite dal clima pazzo”.

L’agricoltura – conclude la Coldiretti – è l’attività economica che più di tutte le altre vive quotidianamente le conseguenze dei cambiamenti climatici con una perdita in Puglia di oltre 3 miliardi di euro nel corso del decennio tra produzione agricola, strutture e infrastrutture rurali.

 

Dal territorio

 

SICILIA, SICCITÀ: EMERGENZA IN TUTTA L’ISOLA, IL GRANO NON CRESCE

La siccità sta provocando danni gravissimi in tutta la Sicilia. Il grano non cresce, per gli ortaggi e nuovi impianti di vigneto si procede con irrigazioni di soccorso che fanno lievitare i costi aziendali. Non si può concimare e anche i pozzi si stanno asciugando lasciando intravedere un futuro davvero tragico. E’ l’allarme di Coldiretti Sicilia che rileva quanto siano in crisi tutti i comparti a causa della mancanza di pioggia che dura da mesi.  Il paesaggio delle zone seminate, che in questo periodo dovrebbe essere verde, oggi appare inconsueto a causa dalla mancanza di acqua, con chiazze gialle. Ovunque i terreni secchi, seminati a cereali, rischiano di non far germogliare ed irrobustire le piantine che in caso di pioggia violenta saranno spazzate via.  Il clima pazzo – aggiunge Coldiretti Sicilia – non aiuta certamente la programmazione colturale in campagna. La natura è in tilt e a macchia di leopardo in tutta l’Isola si sono verificate fioriture anticipate dei mandorli e molti alberi da frutto hanno le gemme già da tempo.

La situazione è simile in tutta la Sicilia e le isole – commenta Francesco Ferreri, presidente regionale Coldiretti -. Per poter irrigare si sostengono spese aggiuntive, e questo incide sulla vita aziendale. Siamo di fronte a cambiamenti epocali che devono essere fronteggiati immediatamente con una programmazione adeguata che riguardi tutti le figure preposte. Occorre una verifica continua delle strutture dei Consorzi di Bonifica e una strategia che permetta di dare soluzioni certe e garanzie.

 

ALESSANDRIA, CLIMA: CALDO ANOMALO E NIENTE PIOGGIA, COLTIVAZIONI IN DIFFICOLTA’

Caldo anomalo e mancanza di pioggia. Le previsioni dei prossimi giorni indicano qualche rovescio temporalesco ma, se la situazione non dovesse cambiare in modo significativo, ci ritroveremo, a breve, anche in provincia di Alessandria, a fare i conti con il problema siccità nelle campagne e difficoltà per le coltivazioni.

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’andamento climatico anomalo del 2020 che si classifica fino ad ora come l’anno più caldo di sempre sul pianeta facendo registrare una temperatura sulla superficie della terra e degli oceani, addirittura superiore di 1,14 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo (dati di gennaio del National Climatic Data Centre – Noaa, che rileva i parametri dal 1880).

Sul territorio provinciale, infatti, le persistenti condizioni di tempo secco, con temperature nettamente superiori alla media spesso accompagnate da vento forte, hanno indotto a deliberare l’attivazione della fase di “attenzione” per il rischio incendi mentre, sui banchi degli Agrimercati, sono arrivate con oltre un mese di anticipo le primizie.

“Nonostante il momento di forte criticità causato dalla diffusione del Coronavirus non possiamo ignorare le ripercussioni causate dal caldo anomalo e dalla mancanza di pioggia. E’ allarme, infatti, per i terreni secchi seminati a cereali che rischiano di non far germogliare ed irrobustire a dovere le piantine che, in caso di repentino abbassamento delle temperature potrebbero gelare o essere spazzate via in caso di piogge violente. – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco – Problemi per cereali e ortaggi: il clima pazzo non aiuta la programmazione colturale esponendo le piante a rischi che porterebbero alla conseguente perdita delle produzioni e del lavoro di un intero anno”.

A causa dell’andamento climatico avverso la produzione agricola si è ridotta dell’1,3% ma il calo sale al 2,4% per i prodotti vegetali con punte del -12% per il vino, particolarmente sensibile alle condizioni meteo.

“Percentuali che in provincia di Alessandria si sono tradotte con il 40% di semine non effettuate e raccolti tagliati a causa del maltempo prolungato dei mesi scorsi che ha compromesso le tradizionali semine autunnali come quelle del frumento tenero, loietto, triticale, grano duro e colza. – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo – E, al danno delle mancate semine autunno vernine, si aggiunge quello di un esponenziale incremento delle varietà primaverili-estive, come mais, sorgo e girasole. Risultato: mercato saturo e dal punto di vista dell’azienda possibili problemi a livello organizzativo per mancata possibilità di rotazione colturale”. Fioritura anticipata in tutte le zone del territorio provinciale per albicocco, susino e, prossimamente, pesco: conseguenza degli sbalzi di temperatura che nella notte scende a 0 ma di giorno arriva anche a 18 gradi.

Infine, le ripetute giornate di sole hanno risvegliato in anticipo di almeno un mese anche i 24.981 alveari presenti sul territorio alessandrino: il rischio è che ritorni di freddo possano far gelare i fiori e far morire parte delle api dopo una delle peggiori annate per la produzione di miele in provincia.

 

EMILIA ROMAGNA, CARBURANTE AGRICOLO: EVITATA BUROCRAZIA ALLE IMPRESE

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna a seguito di un interessamento della stessa associazione presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. “Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti” comunica Coldiretti regionale “abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute a una serie di adempimenti come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia”.

“Gli adempimenti burocratici” fa sapere Coldiretti Emilia Romagna “costano ancora agli imprenditori oltre 100 giornate lavorative all’anno”.

La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali.

 

VENETO, CORONAVIRUS. “NEI CAMPI SERVONO 65MILA STAGIONALI”

Coldiretti Veneto è intervenuta in commissione lavoro e parti sociali convocato dall’assessore di riferimento Elena Donazzan per porre all’attenzione l’impatto negativo sull’occupazione causato dall’emergenza del Coronavirus.

“Le aziende agricole sono già pronte alla fase di raccolta stagionale per la quale viene impiegata soprattutto manodopera straniera” – commenta Coldiretti Veneto allarmata per il richiamo in patria di molti lavoratori obbligati al rientro nei Paesi di origine. La forza lavoro richiesta, sulla base dei dati 2019 di Veneto Lavoro, è di circa 65mila stagionali di cui rumeni 14mila, 7mila nordafricani, 4mila indiani, 2mila polacchi. “Si tratta di unità lavorative necessarie per i campi di ortaggi e frutta e per la cura degli animali in particolar modo” – precisa Coldiretti Veneto- Da sottolineare che il blocco delle attività non crea i presupposti per garantire lavoro agli operai agricoli. Il crollo delle prenotazioni negli agriturismi con soggiorni, vacanze e occasioni di convivialità annullate non garantiscono alcuna prospettiva positiva per l’immediata ripresa delle attività”.

Per superare l’impasse le parti sociali con la Regione del Veneto hanno predisposto un documento da sottoporre al Governo con il quale si chiede la presa d’atto delle problematiche inerenti anche il comparto agricolo oltre che all’intero sistema economico.

Intanto nei social imprenditori e consumatori hanno avviato video e post per sostenere il Made in Italy invitando tutti a condividere il messaggio #lacampagnanonsiferma.

 

UMBRIA, STOP CINGHIALI: SEGNALI IMPORTANTI, PER UNA SITUAZIONE FUORI CONTROLLO

Forte e pieno sostegno giunge dalla Coldiretti Umbria alle iniziative che l’Assessore regionale all’agricoltura Roberto Morroni, sta mettendo in campo per contrastare la “piaga cinghiali”, un problema sempre più grave sia per il mondo agricolo che per la sicurezza dei cittadini, su cui l’Organizzazione agricola si batte da anni.

La delibera dello scorso 19 febbraio adottata dalla Giunta Regionale – spiega Coldiretti – volta tra l’altro a ridurre i tempi di intervento per le attività di contenimento dei danni della specie cinghiale, rappresenta un primo segnale importante che recepisce il disagio e le preoccupazioni degli agricoltori ormai esasperati da una situazione fuori controllo, che merita di essere gestita con decisione, senza nessun indugio.Avevamo bisogno – afferma il presidente regionale Coldiretti Albano Agabiti – di questi primi segnali concreti per invertire la situazione; da parte nostra proseguiremo senza sosta con azioni propositive a sostenere il lavoro della Giunta Regionale per gestire ulteriormente il fenomeno e mettere in sicurezza le coltivazioni, scongiurando chiusura di aziende e abbandono delle campagne. La proliferazione senza freni dei cinghiali infatti – ribadisce Agabiti – mette a rischio oltre l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali, la stessa presenza degli agricoltori soprattutto nelle zone interne, e con essa quella costante opera di manutenzione che garantisce la tutela dal dissesto idrogeologico. Il nostro obiettivo – aggiunge Agabiti – è quello di fare impresa producendo per i cittadini e non per gli animali selvatici nocivi. È ora di mettere in campo quindi, tutte quelle misure utili a porre un argine al fenomeno, considerando che il loro numero è continuato ad aumentare negli anni.

Il problema cinghiali – ricorda Coldiretti – oltre a compromettere l’attività di tantissime imprese agricole in tutta la regione, si sta rivelando sempre più pure una minaccia per la sicurezza pubblica, con incidenti che si susseguono sulle varie vie di comunicazione e presenza di ungulati nei centri abitati, anche con il rischio di diffusione di malattie come la peste suina africana.

Coldiretti Umbria, in un’ottica di costante difesa del mondo agricolo, ha presentato all’Assessore Morroni una serie di proposte. Da quella riguardo un maggior coinvolgimento e intervento degli agricoltori negli abbattimenti, a una estensione del periodo di caccia con modifica del calendario venatorio da uniformare a quello delle regioni limitrofe. Ma anche la necessità di una gestione più efficace delle aree naturali protette e un’uniformità di procedure più semplificate degli Atc in ordine agli interventi d’urgenza, fino al riconoscimento dell’indennizzo del danno integrale. Infine, la creazione di una filiera tracciata e controllata delle carni di cinghiale con valorizzazione diretta dell’attività agricola, come occasione di crescita e lavoro.

 

PIACENZA, CARBURANTE AGRICOLO: EVITATA BUROCRAZIA ALLE IMPRESE

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna a seguito di un interessamento della stessa associazione presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. “Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti” comunica Coldiretti regionale “abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute a una serie di adempimenti come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia”.

“Gli adempimenti burocratici” fa sapere Coldiretti Piacenza “costano ancora agli imprenditori oltre 100 giornate lavorative all’anno”.

La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali.

 

LOMBARDIA, CORONAVIRUS: MENO PRESENZE IN AGRITURISMO MA LUOGHI PIU’ SICURI

Gli agriturismi sono situati in campagna, anche in zone isolate, in strutture familiari e lontano dagli affollamenti, con spazi adeguati per i posti letto e a tavola: per questo sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche, scoprendo al tempo stesso le bellezze e le tradizioni enogastronomiche del territorio.  È quanto afferma la Coldiretti regionale, in base a un monitoraggio di Terranostra, nel sottolineare che la paura irrazionale sul coronavirus sta provocando nelle strutture lombarde un calo delle presenze per pranzi, cene e pernottamenti.

Nelle oltre 1600 aziende agrituristiche attive in Lombardia, l’allarme generato dalla diffusione del Coronavirus sta colpendo le prenotazioni di italiani e stranieri, con le disdette che arrivano anche da parte di chi aveva già deciso di recarsi in una delle strutture. I timori legati al coronavirus stanno coinvolgendo un settore che a livello regionale conta oltre mezzo milione di presenze all’anno, con una rete di più di 14 mila posti letto e 40 mila coperti per il ristoro, e una capacità di rispondere alla nuova domanda green degli ospiti, dal trekking ai percorsi culturali a quelli benessere, dagli spostamenti in bicicletta all’accoglienza dei camperisti fino ai matrimoni, con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo, che è fra le qualità più apprezzate, con piatti della tradizione preparati dai cuochi contadini. 

“Con grande senso di responsabilità, le imprese agrituristiche sono impegnate nell’osservanza delle ordinanze regionali e comunali – commenta Massimo Grignani, Presidente regionale di Terranostra – garantendo l’apertura delle strutture laddove consentito. I comportamenti di precauzione sono necessari, soprattutto al fine di garantire la continuità dei servizi: la nostra forza è avere strutture in campagna, con spazi tali da evitare assembramenti. Chi offre servizio di pernottamento, ad esempio, spesso ha camere in alloggi indipendenti o con ingressi che non costringono ad attraversare spazi comuni”. “Come Terranostra Lombardia – conclude Massimo Grignani – ci stiamo confrontando con l’assessorato regionale all’Agricoltura per affrontare questa situazione che rischia di provocare gravi ripercussioni sulle nostre attività. Abbiamo, infine, invitato tutte le imprese agrituristiche a informare correttamente i propri ospiti secondo le disposizioni di igiene divulgate dal Ministero della Salute”.

 

PUGLIA, CONSUMI: CON GRUPPI SOLIDALI CRESCONO ACQUISTI DI COMUNITA’

Cresce in Puglia la rete delle aziende agricole a disposizione dei Gruppi di Acquisto Solidale, con un aumento del 25% degli acquisti di comunità, dove viene apprezzato il giusto rapporto qualità/prezzo dei prodotti agroalimentari con un sistema di vendita ‘salva clima’. A darne notizia è Coldiretti Puglia, nel corso dell’incontro al Mercato di Campagna Amica di Via della Repubblica a Foggia nell’ambito della VI edizione della Settimana del Consumatore, progetto di educazione alimentare e informazione sull’acquisto ed il consumo consapevole che vede Campagna Amica della Puglia impegnata a collaborare nella realizzazione del progetto Usi e Consumi di Puglia della Sezione Attività Economiche della Regione Puglia che vede coinvolte le associazioni Casa del Consumatore, ACU, ASSOCONSUM, MC, MDC, UNC, realizzata nell’ambito del Programma generale di intervento PugliaInFormAlimentazione2 con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico.

Gli studenti dell’ENAC di Foggia del corso di formazione per panettieri e pasticcieri hanno partecipato all’approfondimento su ‘Consumatori consapevoli e sviluppo dei rapporti associativi’, a cui ha preso parte Giulia De Marco della Sezione Attività Economiche della Regione, Andrea Cardinale dell’Unione Nazionale Consumatori Puglia e Bruno Maizzi del Movimento Consumatori della Puglia.

“Un crescente numero di gruppi di acquisto nasce in realtà con l’obiettivo di approvvigionarsi direttamente nei mercati, nelle botteghe o nei punti vendita degli agricoltori di Campagna Amica per assicurarsi l’origine, la genuinità dei prodotti che si portano in tavola. In generale si tratta di relazioni che nascono da esigenze di acquisto, dalla voglia di ritrovare un diverso, migliore equilibrio tra qualità e prezzo, ma che finiscono per andare molto oltre, perché esprimono valori più alti rispetto alla pur importante dimensione commerciale, valori che hanno un forte contenuto di comunità, di socialità, di rivisitazione del modello di organizzazione della produzione e della società”, spiega Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

“Si tratta di una tendenza che avvicina il produttore al consumatore che, soprattutto nelle città, sta contagiando i cittadini che – ha spiegato Leonardo Fiore di Campagna Amica Foggia – intendono così garantirsi un volume di acquisto sufficiente ad ottimizzare i costi di trasporto e ad accedere a più vantaggiosi canali distributivi, dai mercati degli agricoltori di Campagna Amica fino direttamente nelle aziende.

Ogni Gas ha propri criteri per selezionare i fornitori – aggiunge Coldiretti Puglia – individuare i modi di consegna, stabilire con il produttore un prezzo equo e scegliere cosa acquistare privilegiando la stagionalità, il biologico, il sostegno alle cooperative sociali, la riduzione degli imballaggi, le dimensioni del produttore o infine la vicinanza territoriale con il KM0. Le modalità di acquisto variano notevolmente e vanno dalla consegna a domicilio, alla prenotazione via internet fino “all’adozione” in gruppo di interi animali o piante da frutto.“L’attenzione a come si alimentano i consumatori è al centro della nostra attività – ha spiegato Giulia De Marco della Sezione Attività Economiche della Regione Puglia – per formare consumatori consapevoli è un progetto ambizioso di natura culturale che aiuta certamente ad acquistare consapevolmente leggendo correttamente le etichette e mangiando cibo a Km0 per cui la sicurezza alimentare è la parola d’ordine”.

In Puglia i numeri dei Mercati di Campagna Amica sia all’aperto con gli ormai noti gazebo gialli sia nei due Mercati coperti di Via Appia a Brindisi e di Via San Lazzaro a Foggia, delle Fattorie e delle Botteghe contano 9.000 giornate di apertura, 750 produttori coinvolti, 22mila giornate lavorative (tra lavoro autonomo e dipendente), 6.500 tonnellate di prodotto commercializzato. I Mercati di Campagna Amica sono divenuti punti di incontro e di prossimità dove, oltre alla vendita diretta, trova spazio la comunicazione, l’informazione, il racconto attorno al cibo, spesso salvato dall’estinzione grazie al lavoro dei custodi della biodiversità, i nostri agricoltori che quotidianamente si impegnano nella produzione e al contempo nella salvaguardia del territorio e dell’ambiente.

Anche gli accordi del gruppo di acquisto con l’azienda sono differenti e possono prevedere – conclude Coldiretti – la consegna settimanale del prodotto (ad esempio una cassetta di frutta e verdura di stagione) oppure la formulazione di specifici ordini per telefono o attraverso internet, ma anche tramite abbonamento con l’offerta di prodotti a scadenze fisse e pagamento anticipato. Le modalità maggiormente diffuse sono la distribuzione di cassette di ortofrutta a cadenza settimanale o bisettimanale e la vendita di pacchi di carne.

 

RAVENNA, CARBURANTE AGRICOLO: EVITATA BUROCRAZIA ALLE IMPRESE

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Lo comunica Coldiretti Ravenna a seguito di un interessamento della stessa associazione presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. “Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti – afferma Coldiretti – abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute a una serie di adempimenti come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia”. Gli adempimenti burocratici costano ancora agli imprenditori oltre 100 giornate lavorative all’anno, quindi ogni semplificazione è preziosa. La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali.

 

SARDEGNA, BENE LE NUOVE NORME SUI REATI ALIMENTARI

“Finalmente si rafforzano gli strumenti normativi contro gli illeciti agroalimentari: frodi, contraffazioni e agropiraterie”. A dirlo è Coldiretti Sardegna attraverso il suo presidente Battista Cualbu, dopo l’approvazione da parte del Consiglio dei ministri del disegno di legge sugli illeciti agroalimentari su proposta del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e della ministra delle Politiche agricole Teresa Bellanova.  Una norma che fa diretto riferimento al testo di riforma predisposto da Giancarlo Caselli nell’ambito dell’Osservatorio Agromafie promosso dalla Coldiretti.

“Una legge che aspettavamo e che sollecitavamo da tempo che tutela consumatore e produttore – dice Battista Cualbu –. Le norme in vigore ferme al 1900 sono, infatti, sono inadeguate e non rispondono ai nuovi reati. Serviva rivedere le sanzioni e ampliare le tutele per il patrimonio agroalimentare made in Italy come del resto abbiamo sperimentato direttamente due anni fa, dopo la scoperta della truffa degli agnelli romeni spacciati per sardi”.

Il testo, che interviene sul codice penale e sulla legislazione speciale del settore agro-alimentare, mira ad assicurare massima protezione alla filiera alimentare sin dal momento della produzione: sia a tutela del consumatore sia a tutela delle eccellenze nazionali Made in Italy.”Il falso made in Italy”, come ha ricordato la Ministra Bellanova, “costa al nostro Paese 100 miliardi di euro l’anno, contro i circa 42 di export dei prodotti autentici”. Il volume d’affari annuale del business delle agromafie – come ha evidenziato Coldiretti – è salito a 24,5 miliardi”.

“Gli illeciti agroalimentari sono tra i peggiori perché ingannano i consumatori e mettono a repentaglio la loro salute e quella dell’ambiente mettendo sul mercato prodotti di dubbia provenienza – ricorda il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – oltre che rappresentare un danno incalcolabile anche per chi il cibo lo produce con passione, fatica ed onestà. Ma sono anche una beffa per il territorio e la sua tradizione e reputazione visto che si spacciano per prodotti nostrani altri di dubbia provenienza”.

 

VENEZIA, SPECIALIZZANDI IN RESTAURO DI VERDE STORICO

Non è così semplice curare il giardino di una villa storica senza snaturarlo e cogliendone l’essenza culturale e paesaggistica che rappresenta. Non solo esistono delle normative sulla salvaguardia dei giardini storici a cui bisogna attenersi (D.Lgs 42 del 2004 art. 10 c. 4 – art. 5 Decreto Ministeriale 22/08/2017, n. 154) ma gli agricoltori che vorranno offrire questo servizio dovranno saper leggere le carte del restauro, intendersi di botanica e piante ornamentali ed essere in grado di sostituire degli esemplari morti o senescenti con specie e cultivar originarie non più reperibili in commercio. Ecco perché Coldiretti Venezia ha pensato ad un corso di 140 ore per creare un gruppo di florovivaisti specializzati per questo servizio. Naturalmente i titolari delle aziende che partecipano, una ventina nella nostra provincia, sono già appassionati conoscitori delle pratiche della manutenzione del verde, ma questa opportunità gli consentirà di approfondire la tematica sotto molti aspetti, anche pratici.

Il nostro territorio, pensiamo a Venezia piuttosto che la Riviera del Brenta ma non solo, è ricco di ville storiche con annessi parchi o giardini che meritano di essere curati con attenzione da imprenditori specializzati che abbiano gli strumenti necessari per conoscere la geologia e lo studio del progetto di restauro conservativo” afferma il direttore di Coldiretti Giovanni Pasquali.

Durante il corso gli operatori affronteranno anche delle lezioni di fitopatologia con descrizione dei principali parassiti animali e vegetali che colpiscono le piante ornamentali, e la cura grazie all’utilizzo di “antagonisti” naturali, non è tutto si spingeranno all’utilizzo corretto di attrezzature e dei mezzi d’opera compresa la tecnica tree-climbing.

Le lezioni pratiche avverranno in luoghi conosciuti e di grande interesse come la Villa Pisani, l’Orto Botanico di Padova, I giardini storici di Venezia piuttosto che alla visita della quercia più antica della nostra provincia che si trova a Fossalta di Portogruaro che conta ben 700 primavere.

Tra i relatori del corso vi saranno docenti universitari come Paolo Semenzato specializzato nella progettazione di spazi verdi, Sergio Mutto Accordi professore ordinario di patologia delle piante, Lucia Bortolini docente di arboricoltura e tutela del paesaggio nonché l’architetto Giovanni Rallo responsabile della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso.

 

FRIULI VENEZIA GIULIA, SCATTA LA CORSA ALL’OSCAR GREEN 2020, ISCRIZIONI APERTE

Scatta la corsa all’Oscar per i giovani italiani che hanno investito in agricoltura. Al premio Oscar Green promosso da Coldiretti Giovani Impresa – quattordicesima edizione, il titolo scelto è “Innovatori di Natura” –, sarà possibile iscriversi anche in Friuli Venezia Giulia fino al prossimo 15 aprile attraverso il sito giovanimpresa.coldiretti.it in una delle sei categorie di concorso. Per informazioni: segreteria regionale Coldiretti Giovani Impresa Fvg elisabetta.tavano@coldiretti.it – tel. 0432.595811.

«Anche quest’anno l’obiettivo è di fare emergere le buone pratiche in agricoltura – commenta il presidente della Coldiretti Fvg Michele Pavan –. Puntiamo con orgoglio a ripetere lo straordinario successo dell’anno scorso che ci ha visto portare a Roma due finalisti e centrare la vittoria nella categoria Sostenibilità».

Con l’intenzione di premiare progetti di giovani che, coniugando tradizione e innovazione, collaborano alla realizzazione di un modello agricolo sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, Coldiretti apre la gara a Impresa 5.terra (aziende che riescono a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana attraverso, tra l’altro, l’applicazione di nuove tecnologie), Fare Rete (partenariati che coniugano agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica), Sostenibilità ambientale (imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile nel rispetto dei principi di economia circolare riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali), Campagna Amica (progetti che valorizzano i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale), Noi per il sociale (capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, sociale) e Creatività (innovazione di prodotto e/o di processo in grado di aiutare l’azienda a produrre in modo più efficiente).

 

COMO-LECCO, CORONAVIRUS: MENO PRESENZE IN AGRITURISMO MA LUOGHI PIU’ SICURI     

Gli agriturismi sono situati in campagna, anche in zone isolate, in strutture familiari e lontano dagli affollamenti, con spazi adeguati per i posti letto e a tavola: per questo sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche, scoprendo al tempo stesso le bellezze e le tradizioni enogastronomiche del territorio.  È quanto afferma Coldiretti Como Lecco, in base a un monitoraggio di Terranostra, nel sottolineare che la paura irrazionale sul coronavirus sta provocando anche nelle strutture agrituristiche lariane un calo delle presenze per pranzi, cene e pernottamenti.

Nelle oltre 1600 aziende agrituristiche attive in Lombardia, l’allarme generato dalla diffusione del Coronavirus sta colpendo le prenotazioni di italiani e stranieri, con le disdette che arrivano anche da parte di chi aveva già deciso di recarsi in una delle strutture: il calo di presenze è più contenuto nelle realtà agrituristiche lariane, ma c’è. I timori legati al coronavirus stanno quindi coinvolgendo, a più ampio raggio, un settore che a livello lombardo conta oltre mezzo milione di presenze all’anno, con una rete di più di 14 mila posti letto e 40 mila coperti per il ristoro, e una capacità di rispondere alla nuova domanda green degli ospiti, dal trekking ai percorsi culturali a quelli benessere, dagli spostamenti in bicicletta all’accoglienza dei camperisti fino ai matrimoni, con la capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo, che è fra le qualità più apprezzate, con piatti della tradizione preparati dai cuochi contadini.

“Con grande senso di responsabilità, le imprese agrituristiche sono impegnate nell’osservanza delle ordinanze regionali e comunali – commenta Emanuele Bonfiglio, Presidente di Terranostra Como Lecco – garantendo l’apertura delle strutture agrituristiche lariane. I comportamenti di precauzione sono necessari, soprattutto al fine di garantire la continuità dei servizi: la nostra forza è avere strutture in campagna, con spazi tali da evitare assembramenti”.

Terranostra Como Lecco sottolinea l’importanza “di reagire intensificando, anzi, la promozione del nostro lago e delle nostre strutture, come già faremo a breve partecipando a eventi importanti di respiro internazionale. Le nostre magiche terre sono luoghi sicuri che non possono chiudersi al mondo ma, anzi, trovare nella loro unicità, nella bellezza dei loro luoghi e nella bontà dei loro prodotti la giusta forza per tornare a crescere. Fin da subito”.

“Come Terranostra – conclude il presidente regionale dell’associazione agrituristica Massimo Grignani – ci stiamo confrontando con l’assessorato regionale all’Agricoltura per affrontare questa situazione che rischia di provocare gravi ripercussioni sulle nostre attività. Abbiamo, infine, invitato tutte le imprese agrituristiche a informare correttamente i propri ospiti secondo le disposizioni di igiene divulgate dal Ministero della Salute”.

 

MODENA, CARBURANTE AGRICOLO: COLDIRETTI, EVITATA BUROCRAZIA ALLE IMPRESE

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna a seguito di un interessamento della stessa associazione presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. “Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti” comunica Coldiretti regionale “abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute a una serie di adempimenti come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia”.

“Gli adempimenti burocratici” fa sapere Coldiretti Emilia Romagna “costano ancora agli imprenditori oltre 100 giornate lavorative all’anno”.

La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali.

 

LIGURIA, “INNOVATORI DI NATURA”: IL FUTURO DI AGRICOLTURA E PESCA E’ NEI GIOVANI

Grande l’interesse delle nuove generazioni liguri per il settore agricolo e la pesca, dove, con quasi mille imprese a livello regionale (il 10% del totale), sempre di più sono i giovani che scelgono di dedicarsi a questi antichi, ma dinamici, mestieri, strategici per la ripresa economica, l’occupazione e la sostenibilità ambientale regionale, e che possono realmente rappresentare una risposta per dare un taglio ai tassi di fuga dei giovani all’estero.

È quanto afferma Coldiretti Liguria, su base dati Unioncamere 2019, per sottolineare un importante ritorno ai mestieri legati alla terra e al mare, scelta che allinea la regione al fenomeno nazionale, dove si conta la presenza di oltre 56 mila imprese agricole condotte da under 35, un primato a livello comunitario con uno straordinario aumento del 12% negli ultimi cinque anni. Dati importanti che permettono di annunciare la partenza degli OscarGreen 2020, il concorso di Coldiretti giunto alla XIV edizione che premia i progetti di giovani che, con spiccate doti imprenditoriali, coniugando tradizione e innovazione, collaborano alla realizzazione di un modello agricolo sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale.

“Anche attraverso i nostri giovani – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – l’agricoltura italiana è diventata la più green d’Europa e, a livello territoriale, questo genere di scelta permette, alle nuove generazioni, di contribuire al recupero e alla valorizzazione del nostro territorio e del nostro mare. L’interesse dei giovani verso il mondo agricolo si articola in attività che vanno dalla trasformazione aziendale dei prodotti alla vendita diretta, dalle fattorie didattiche agli agriasilo fino agriturismi e ittiturismi, ma anche cura dell’orto, corsi di cucina e agricoltura sociale, in un’ottica di diversificazione a 360° dell’attività. Per i prossimi Oscargreen ci aspettiamo grandi idee che seguano i principi di rinnovamento, tradizione, tecnologia e sostenibilità, e che mostrino il potenziale del nostro settore primario che rappresenta una risorsa indispensabile per l’economia regionale”.

Le iscrizioni OSCARGREEN sono aperte sino al 15 aprile 2020 tramite il portale dedicato, ulteriori informazioni sulle regole di partecipazione al sito giovanimpresa.coldiretti.it

Sei le categorie in gara:

Impresa 5.terra: premia i progetti di quelle giovani aziende agroalimentari che creano una cultura d’impresa esemplare, riuscendo a incanalare creatività, originalità e grande abilità progettuale per lo sviluppo e la crescita dell’agricoltura italiana attraverso, tra l’altro, l’applicazione di nuove tecnologie.

Fare rete: categoria rivolta a progetti promossi nell’ambito di partenariati variegati, che coniugano agricoltura e tecnologia così come artigianato tradizionale e mondo digitale, arrivando fino agli ambiti del turismo, del design e di ricerca accademica.

Sostenibilità ambientale: possono partecipare a questa categoria le imprese che lavorano e producono in modo ecosostenibile nel rispetto dei principi di economia circolare riducendo al minimo la produzione di rifiuti, risparmiando energia e materiali attraverso processi che tutelano l’ambiente.

Campagna amica: rivolta ai progetti che valorizzano i prodotti tipici italiani su scala locale, nazionale e mondiale rispondendo alle esigenze dei consumatori in termini di sicurezza alimentare, qualità e tutela ambientale.

Noi per il sociale: categoria rivolta ai progetti che si distinguono per la capacità di trasformare idee innovative in servizi e prodotti destinati a soddisfare esigenze generali e al tempo stesso creare valore economico e, soprattutto, sociale. Oltre alle imprese agricole, possono partecipare Enti Pubblici, Cooperative e Consorzi capaci di creare sinergia con realtà agricole a fini sociali.

Creatività: intende premiare la creatività di idea, che apporti un’innovazione di prodotto e/o di processo in grado di aiutare l’azienda a produrre in modo più efficiente, andando incontro a una domanda di mercato sempre più variegata ed eterogenea.

 

PIEMONTE, CORONAVIRUS: SERVONO MISURE DI SOSTEGNO AD IMPRESE E ALL’ECONOMIA 

Dopo un trend positivo nel 2019 dell’export verso la Cina delle produzioni Made in Italy, si registra ora un crollo dell’11,9% nel mese di gennaio con l’inizio dell’emergenza Coronavirus che ha frenato i consumi nel gigante asiatico.

Dal vino all’ortofrutta, dalla carne al lattiero caseario fino al comparto agrituristico: l’agricoltura e l’agroalimentare Made in Piemonte rischiano di subire le conseguenze di questa situazione.

“Alla luce di tangibili segnali dovuti a tale emergenza sanitaria, abbiamo chiesto alla Regione di attivare interventi di sostegno, oltre a convocare, con urgenza, un tavolo di crisi attraverso il quale monitorare l’evolversi della situazione e contrastare le speculazioni che, inevitabilmente, si vengono a creare in momenti come questi – evidenziano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale –. Per quanto riguarda le oltre 300 strutture agrituristiche piemontesi, le disdette si attestano già intorno al 60% ed, avvicinandosi il periodo pasquale, il dato potrà che crescere. E’ urgente, quindi, tutelare il nostro patrimonio agroalimentare che traina l’economia regionale tanto che, proprio, il comparto alimentare piemontese, nel 2019 aveva fatto registrare un + 3,5%, rispondendo, quindi, positivamente al calo produttivo industriale”.

 

PAVIA, CORONAVIRUS: “ATTENZIONE, MA NIENTE PANICO”, MERCATI AGRICOLI APERTI

“Niente panico. È importante rispettare le norme e i comportamenti di precauzione necessari in questo momento, ma non possiamo permettere che una paura sproporzionata ci paralizzi, mettendo a rischio anche il lavoro nelle campagne e le nostre produzioni agroalimentari”. È l’appello lanciato da Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia, in merito all’emergenza Coronavirus.

“Gli agricoltori – continua il Presidente Greppi – sono impegnati a fare la loro parte: nel rispetto delle ordinanze regionali e comunali, continuano il lavoro nelle aziende, stanno garantendo l’apertura degli agriturismi e la vendita diretta dei loro prodotti, in azienda e nei mercati di Campagna Amica. Alcuni si stanno anche attrezzando per le consegne a domicilio, ma è indubbio che la situazione richiede grande senso di responsabilità e attenzione per non mettere in ginocchio l’economia dei nostri territori”.

I mercati alimentari di Campagna Amica sono regolarmente aperti, precisa Coldiretti Pavia. Nella mattinata di sabato sono attivi i mercati di piazza del Carmine e di via Pastrengo a Pavia, mentre la domenica mattina sono aperti i mercati di Vigevano (piazza Martiri della Liberazione) e di Voghera (piazza del Duomo). In settimana, invece, sono attivi regolarmente anche i mercato del mercoledì mattina in piazza del Carmine a Pavia e del giovedì mattina in via Tibaldi, sempre a Pavia. “Serve buon senso da parte di tutti – precisa Giacomo Cavanna, Presidente di Agrimercato Pavia – oltre a tutelare la salute, lo sforzo deve essere quello di salvaguardare le attività quotidiane, a cominciare da quelle agricole. La qualità dei prodotti resta intatta e sicura, è fondamentale superare questi momenti di paura e continuare a dare sostegno alle attività economiche della nostra provincia”.

 

REGGIO EMILIA, CARBURANTE AGRICOLO: EVITATA ULTERIORE BUROCRAZIA A IMPRESE

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli. Lo comunica Coldiretti Reggio Emilia, a seguito di un interessamento di Coldiretti regionale presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche.

«Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti – commenta il direttore della Coldiretti di Reggio Emilia Maria Cerabona – abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute ad una serie di adempimenti, come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia».

Gli adempimenti burocratici – fa sapere Coldiretti Emilia Romagna – pesano sugli imprenditori agricoli oltre 100 giornate lavorative all’anno.

La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha già inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali, compreso la sede reggiana.

 

FERRARA, EVITATA BUROCRAZIA ALLE IMPRESECHE UTILIZZANO CARBURANTE AGRICOLO

I depositi e i distributori di carburante agricolo denaturato a fini non commerciali non sono soggetti all’obbligo di denuncia all’Agenzia delle Dogane e Monopoli.

Lo comunica Coldiretti Emilia Romagna a seguito di un interessamento della stessa associazione presso l’Agenzia delle Dogane e Monopoli – Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche. “Grazie alla nostra richiesta di chiarimenti” comunica Coldiretti regionale “abbiamo avuto la conferma che le imprese agricole non sono tenute a una serie di adempimenti come la richiesta di licenza fiscale e la compilazione del registro di carico e scarico del carburante denaturato, che avrebbero ulteriormente gravato su un comparto che già soffre il peso di tanta burocrazia”.

“Gli adempimenti burocratici” fa sapere Coldiretti Emilia Romagna “costano ancora agli imprenditori oltre 100 giornate lavorative all’anno”.

La Direzione Interregionale per l’Emilia Romagna e le Marche dell’Agenzia delle Dogane ha inoltrato la comunicazione di questa esclusione a tutti i suoi undici uffici provinciali.

 

GROSSETO, CORONAVIRUS: AGRITURISMO: GRAVE CRISI PER DISDETTE PRENOTAZIONI

Gli effetti del Coronavirus si stanno facendo sentire in tutta la Toscana anche a livello di ricezione turistica, con un 70 % di cancellazione di prenotazioni dei turisti nelle strutture agrituristiche toscane, secondo un’analisi condotta da Coldiretti Toscana negli agriturismi di Campagna Amica associati a Terranostra.  Questo sta avvenendo anche in provincia di Grosseto, al secondo posto in Toscana per quantità di strutture ricettive agrituristiche, dove il settore è capace di esaltare le potenzialità agricole ed enogastronomiche del territorio a favore dei consumatori e dell’intero comparto agricolo.

“La situazione è grave e preoccupante – afferma Pietro Greco, direttore di Coldiretti Grosseto – con il 70% delle disdette delle prenotazioni nel breve periodo e del 30% fino all’estate. A forte rischio a questo punto l’andamento delle ricettività per il periodo di Pasqua, storicamente uno dei più indicati per la vacanza in agriturismo. In realtà, gli agriturismi, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, con un numero contenuto di posti letto e a tavola, sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche”.

In Italia sono 23.000 gli agriturismi che offrono la possibilità di stare all’aria aperta lontano dalle preoccupazioni e di questi ben 4.500 si trovano in Toscana – aggiunge Coldiretti Toscana – dove leader dell’ospitalità agrituristica regionale è Siena con 1150 aziende seguita da Grosseto con 960 e Firenze con 600. I posti letto dell’agriturismo toscano contano 31mila camere e 700 piazzole che accolgono oltre 60mila persone.

“I nostri operatori agrituristici stanno segnalando numerose disdette per il servizio di ristorazione, collegato alla ricettività negli alberghi dove le cancellazioni si stanno moltiplicando. Lo stop di importanti fiere sta facendo il resto. Le disdette stanno arrivando da Paesi quali Canada e USA, ma anche Belgio, Olanda, Germania e Paesi Scandinavi, a cui i nostri agriturismi rispondono offrendo la possibilità di slittare il periodo di vacanza in periodi successivi, in modo da conservare la fiducia dei clienti”, racconta Luca Serafini, presidente di Terranostra Grosseto e Toscana.

“Come Coldiretti Grosseto – conclude Greco – chiediamo a tutte le autorità locali di lavorare insieme mettendo a fattor comune gli sforzi e agendo in maniera coordinata per consentire al nostro territorio di superare questa fase in maniera rapida ed efficace. Dopo i primi giorni di emergenza, è ora importante valutare con equilibrio la situazione per procedere a una rapida normalizzazione, consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese della nostra Provincia di lavorare, evitando di diffondere sui mezzi di informazione una immagine e una percezione che rischia di danneggiare durevolmente il nostro Made in Italy e il turismo locale. E’ importante individuare da parte delle Istituzioni misure di sostegno alle attività più duramente colpite attraverso sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse e attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori nonché la proroga delle scadenze dei piani di sviluppo rurale regionali e nazionale”.

 

PESARO URBINO, ARIANNA BOTTIN È LA NUOVA DELEGATA PROVINCIALE

Passaggio del testimone al timone dei giovani agricoltori della provincia di Pesaro Urbino. L’assemblea di provinciale di Coldiretti Giovani Impresa che si è riunita ieri a Fossombrone ha scelto Arianna Bottin, 22enne di San Lorenzo in Campo, come propria delegata al posto del concittadino Luca Tenti che lascia per impegni lavorativi. “Sono entusiasta di questo incarico perché lo ritengo un’opportunità di confronto con altri giovani imprenditori – commenta la neoeletta –. È proprio grazie al confronto che ci si può migliorare dal punto di vista lavorativo e umano”. Cotitolare, insieme ad altri tre soci, dell’azienda agricola Poggioverde, Arianna coltiva ortaggi, frutta, olivi dai quali si produce olio extravergine di oliva ed erba medica. Quella di Arianna Bottin è un’altra bella storia, l’ennesima, avvincente, di donne in agricoltura. Di giovani donne, protagoniste di un’agricoltura moderna. “All’inizio non avevamo terreni – aggiunge – e li abbiamo presi in affitto. Abbiamo iniziato, e siamo a buon punto, il percorso di conversione all’agricoltura biologica perché crediamo nella tutela del territorio, del suo ambiente e nel cibo salutare: vogliamo che anche i nostri clienti abbiano il meglio sulle loro tavole”. La Bottin resterà in carica fino al 2023. Quindi saranno indette nuove elezioni per il quinquennio successivo. Le misure del Psr dedicate ai giovani, le iniziative di Coldiretti, gli Oscar Green 2020, tra gli argomenti trattati nel corso dell’assemblea alla quale hanno preso parte anche il presidente di Coldiretti Pesaro Urbino, Tommaso Di Sante, e il direttore Paolo De Cesare. “Come Coldiretti Pesaro Urbino – dicono presidente e direttore – vogliamo sottolineare l’assoluta rilevanza che i giovani hanno in agricoltura. Nuovi imprenditori che vedono nell’agricoltura un settore che offre prospettive di sviluppo e che, con la vitalità, la forza di cambiare e di innovare e la curiosità di sperimentare che li contraddistingue, rappresentano il futuro dell’agricoltura in Italia”.

                                                   

 

Appuntamenti

 

BRESCIA; CORONAVIRUS, ALBANO: “ATTENZIONE, MA NIENTE PANICO” – MERCATI APERTI

Sabato 29 febbraio, lunedì 3, mercoledì 5, giovedì 6, venerdì 7 e domenica 15 marzo

“Niente panico. È importante rispettare le norme e i comportamenti di precauzione necessari in questo momento, ma non possiamo permettere che una paura sproporzionata paralizzi Brescia, traino dell’economia regionale, mettendo a rischio anche il lavoro nelle campagne e le nostre produzioni agroalimentari”. È l’appello lanciato da Massimo Albano, Direttore di Coldiretti Brescia in merito all’emergenza Coronavirus.

“Gli agricoltori – continua il direttore Albano – sono impegnati a fare la loro parte: nel rispetto delle ordinanze regionali e comunali, continuano il lavoro nelle aziende, stanno garantendo l’apertura degli agriturismi e la vendita diretta dei loro prodotti, in azienda e nei mercati di Campagna Amica. Alcuni si stanno anche attrezzando per le consegne a domicilio, ma è indubbio che la situazione richiede grande senso di responsabilità e attenzione per non mettere in ginocchio l’economia dei nostri territori”. 

I mercati alimentari di Campagna Amica sono regolarmente aperti – precisa Coldiretti Brescia – nella giornata di sabato sono attivi i mercati di via San Zeno a Brescia, Lonato del Garda, nella piazza del Comune, e Sale Marasino, sul lungo lago; mentre durante la settimana si confermano gli appuntamenti come da consuetudine: lunedì a Mompiano, martedì a Passirano ed Erbusco, mercoledì a Rovato, giovedì a Pilzone e Gussago e venerdì a Palazzolo. Ricordiamo l’appuntamento mensile nel mercato di Iseo, con la prossima data nel cuore della città prevista per domenica 15 marzo. “Serve buon senso da parte di tutti – precisa Elvira Lazzari, referente di Agrimercato Brescia – oltre a tutelare la salute, lo sforzo deve essere quello di salvaguardare le attività quotidiane, a cominciare da quelle agricole. La qualità dei prodotti resta intatta e sicura, è fondamentale superare questi momenti di paura e continuare a dare sostegno alle attività economiche della nostra provincia”.

“Voglio ringraziare le istituzioni – conclude il direttore Albano – in particolare quelle con cui Coldiretti collabora quotidianamente: il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessorato regionale all’Agricoltura, le Prefetture e le ATS sul territorio. Grazie al reciproco confronto e al lavoro dei tecnici di Coldiretti sul territorio, stiamo cercando di garantire alle aziende tutti i servizi sulle criticità che ci troviamo purtroppo ad affrontare in queste ore. È ancora prematuro quantificare i danni nelle campagne, ma le ripercussioni dell’emergenza Coronavirus rischiano di offuscare la reputazione del nostro agroalimentare e di mettere in dubbio la qualità delle produzioni locali, che invece sono sicure e controllate”.

 

LUCCA: LA PAURA CORONAVIRUS FERMA VENDITA FIORI, INIZIATIVA A VIAREGGIO

Martedì 3 marzo

In Versilia migliaia di esemplari di tulipani, ranuncoli, piante rischiano di essere invenduti. L’allarme di Coldiretti. Prima iniziativa a Viareggio il 3 marzo. 

L’effetto paura coronavirus ferma anche la vendita dei fiori. Coldiretti confida nell’8 marzo per recuperare il terreno perso e rivolge un invito ai consumatori ad acquistare fiori e piante prodotti dalle aziende agricole locali. L’emergenza sanitaria rappresentata dal nuovo Covid-19, che in queste ore si sta profondamente ridimensionando, ha bloccato intere commesse di fiori destinati al Nord nelle serre e nelle aziende. L’andamento meteo anomalo e le temperature miti di queste settimana hanno fatto “sbocciare” prima molte fioriture che sono già pronte per la vendita. Parliamo di migliaia di esemplari, tra tulipani, ranuncoli, violaciocca, piante in vaso ed altre tipologie le cui coltivazioni sono concentrate in Versilia, che rischiano di essere invendute con un danno incalcolabile, fino a qui, per un settore che vale 200 aziende specializzate e 2 mila addetti tra diretti ed indiretti per un fatturato complessivo di circa 150 milioni di fatturato tra produzione e trasformazione.

“Dopo i primi giorni di emergenza che ci hanno messo di fronte ad un quadro molto diverso da quello catastrofico rappresentato inizialmente – analizza Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – è importante far ripartire subito la locomotiva paese consentendo di riavviare tutte le attività ora bloccate e mettere in condizione le imprese e i lavoratori di tutti i territori di lavorare in modo proficuo e sicuro. Uno dei settori cardine della nostra provincia che ha subito, dall’indomani dello scoppio della psicosi, una brusca frenata è stato quello della floricoltura. Il risultato è che il blocco del Nord Italia, che rappresenta un mercato di riferimento per il florovivaismo versiliese, ha paralizzato tutta la filiera. Questo significa che di questo passo, con un altro mese folle come quello che stiamo vivendo, le aziende non saranno in grado di mantenere gli impegni con il fisco, con i comuni, con i lavoratori. Altro che recessione…”.

Oltre alle misure urgenti che il Governo si appresta ad adottare, sarà necessario un sostegno alle imprese e al reddito dei lavoratori. Coldiretti chiede che alle istituzioni, dal Governo ai Comuni, di sostenere le imprese con misure speciali ed iniziative per promuovere il negozio di vicinato ed i mercati degli agricoltori. La prima si terrà al mercato di Campagna Amica di Viareggio che si tiene ogni settimana il martedì in via Fratti. “Un fiore vince la paura e porta felicità nelle case e nelle nostre vite. – spiega Elmi – Iniziamo già da oggi ad acquistare i fiori della Versilia. Adorniamo i nostri balconi, le nostre finestre e diamo un segnale positivo al mondo. Il fiore è il simbolo della resilienza e della nostra voglia di non farci sopraffare dalla paura e dalla psicosi. Ci vediamo a Viareggio, martedì 3 marzo, per la prima iniziativa insieme ai produttori di Campagna Amica”.

 

CREMONA: CONFERMATO APPUNTAMENTO MERCATO CAMPAGNA AMICA A CREMA

Domenica 1 marzo

E’ confermato l’appuntamento di domenica 1 marzo con il mercato di Campagna Amica a Crema. Dalle ore 8 alle 12, presso la quarta pensilina di via Verdi, torna la vendita dei prodotti del territorio portati nel cuore della città direttamente dagli agricoltori che li producono. 

Nel rispetto delle disposizioni regionali e comunali previste per il contenimento del coronavirus, il mercato degli agricoltori è autorizzato a svolgersi, proponendo esclusivamente generi alimentari.  Si punta come sempre su prodotti del territorio e di stagione, ricchi di vitamine e proteine nobili per rafforzare le difese immunitarie. Cibi dall’origine certa, garantita dai produttori.

Presso gli stand di Campagna Amica ci saranno tutti i cibi che nascono dall’agricoltura cremasca e cremonese. Si aggiungerà, come sempre, la presenza di alcune aziende che giungono da fuori provincia.

Portati direttamente dagli agricoltori non mancheranno ortofrutta di stagione, pane e prodotti da forno, formaggi, salumi, prodotti di bufala, miele, dolci e carne, il tutto in arrivo dalla provincia di Cremona. Da aziende di altre province lombarde giungeranno, come sempre, vino, riso, prodotti a base di lumaca.

“Siamo felici di poter proporre il nostro mercato, che da sempre i cittadini cremaschi accolgono con apprezzamento e fiducia” sottolineano gli agricoltori di Campagna Amica, dando appuntamento a domenica.

 

TORINO: EMERGENZA CORONAVIRUS: A MERCATI DI CAMPAGNA AMICA SONO APERTI

Martedì 3,10,17,24 e 31 marzo, Mercoledì 4, 11,18 e 25 marzo, Giovedì 5,12,19 e 26 marzo, Venerdì 6,13, 20 e 27 marzo, Domenica 1,8,15 e 22 marzo

Nei giorni di emergenza dovuta al coronovirus i rifornimenti di frutta e verdura sono garantiti dagli agricoltori in tutte le aree del Paese con i mercati generali all’ingrosso che hanno aperto e funzionano regolarmente su tutto il territorio. A Torino e provincia gli agricoltori del circuito Campagna Amica, assicurano la continuità della produzione e, là dove richiesto, la fornitura dei prodotti agroalimentari stagionali e del territorio. A garantire la commercializzazione delle produzioni agricole, tutta la filiera corta di Campagna Amica e gli accordi di filiera per i trasformati, dalla carne al comparto lattiero caseario, fino all’ortofrutta.

RETE CAMPAGNA AMICA I punti vendita della rete di Campagna Amica in provincia di Torino sono 300, di cui 50 agriturismi. I mercati dei produttori domenicali sono allestiti in centralissime piazze della città di Torino: la prima domenica, in piazza Palazzo di Città; la seconda, in piazza e giardini Cavour; la terza domenica, in piazza Vittorio Veneto; la quarta in piazza Bodoni. Poi ci sono i mercati pomeridiani settimanali: il martedì e giovedì, in via Mittone, angolo via Fratelli Passoni; il mercoledì, in corso Umbria; oltre a un’eccellenza riservata alle imprese certificate biologiche, il venerdì, ai giardini La Marmora, in via Cernaia. Nei comuni del torinese i consumatori hanno a disposizione 17 mercati di produttori in vendita diretta.

AGENDA MERCATI CAMPAGNA AMICA MARZO 2020 A TORINO E PROVINCIA

MERCATI DOMENICALI A TORINO Questi i mercati domenicali di Campagna Amica, a Torino, aperti dalle ore 9 alle 18: domenica 1° marzo, in piazza Palazzo di Città; domenica 8 marzo, in piazza Cavour; domenica 15 marzo, in piazza Vittorio Veneto; domenica 22 marzo 2020, in piazza Bodoni.

MERCATO SETTIMANALE VIA MITTONE Mercato di Campagna Amica Via Mittone, angolo via Fratelli Passoni, dalle ore 15 alle 19: martedì 3 marzo, giovedì 5; martedì 10; giovedì 12; martedì 17; giovedì 19; martedì 24; giovedì 26; martedì 31 marzo 2020.

MERCATO SETTIMANALE CORSO UMBRIA Mercato di Campagna Amica, aperto dalle ore 14 alle 19: mercoledì 4 marzo; mercoledì 11; mercoledì 18; mercoledì 25 marzo 2020.

MERCATO BIOLOGICO GIARDINI LA MARMORA Mercato biologico di Giardini La Marmora e via Cernaia, dalle ore 14 alle 19: venerdì 6 marzo; venerdì 13, venerdì 20; venerdì 27 marzo 2020.

MERCATI DI CAMPAGNA AMICA IN PROVINCIA DI TORINO Questi i mercati settimanali allestiti da Coldiretti Torino nei Comuni torinesi, con orario dalle ore 15 alle 19. Nel torinese ogni lunedì è allestito il mercato pomeridiano a Cuorgnè, in piazza Martiri della Libertà. Il martedì i mercati sono presenti ad Avigliana, in piazza del Popolo; a Castiglione Torinese, in piazzetta Il Centro, in via Torino 233; a Leinì, in piazza 1° Maggio. Il mercoledì i mercati di Campagna Amica sono allestiti: a Chieri, in piazza Dante; a Ciriè, in piazza San Giovanni; a Grugliasco, in piazza Matteotti Alta. Il giovedì l’appuntamento con i mercati di Campagna Amica è: ad Alpignano, in piazza 8 Marzo; a Carmagnola, in piazza Martiri della Libertà. Il venerdì i produttori in vendita diretta sono a: Collegno, in piazza XXV aprile; a Nichelino, in piazza Giuseppe Di Vittorio; a Rivarolo, in corso Indipendenza; a Villarbasse, in via San Martino, al Centro sportivo. Il sabato: a Rivoli, in via Nuova Collegiata, angolo via Fratelli Piol; a Rosta, in piazza Stazione (dalle ore 9 alle 13); a San Giorio di Susa, in piazza Micellone (dalle ore 9 alle 13); a Rivalta Torinese, in piazza Bionda.