COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 18 marzo 2020

19 Marzo 2020
News La Forza del Territorio del 18 marzo 2020

Primo piano

 

LIGURIA

CORONAVIRUS:  SETTORE VITIVINICOLO ALLE CORDE

Coldiretti La Spezia: “Servono misure urgenti, a rischio 4 MLN di bottiglie spezzine fra bianchi e rossi, Vermentino e Sciacchetrà”.

Varca i confini dell’Unione Europea più di 1/3 dell’export agroalimentare Made in Liguria in aumento del 13% nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti La Spezia in occasione della chiusura delle frontiere esterne dell’Unione Europea che non deve ostacolare però la circolazioni delle merci. Il principale cliente del Made in Liguria fuori dai confini comunitari – sottolinea la Coldiretti – sono di gran lunga gli Stati Uniti nonostante l’applicazione dei dazi.

Il prodotto più esportato – precisa Coldiretti La Spezia – è il vino, un settore che ha bisogno di misure urgenti per dare liquidità alle aziende, con finanziamenti a tasso zero ed una sospensione delle scadenze dei mutui, dei prestiti e delle bollette. È cominciata la campagna viticola (potatura, legatura, concimazione, ecc.) e, nonostante una fortissima contrazione degli ordini che comporta mancato incasso e mancato guadagno, le imprese devono far fronte a tutte le spese necessarie per continuare a produrre. #LaCampagnaNonSiFerma non è soltanto un hashtag; è il grido d’allarme di molte decine di imprese viticole della provincia spezzina che non sanno ancora per quanto tempo riusciranno ad andare avanti.

La tenuta delle esportazioni è importante dopo la campagna di disinformazione, gli attacchi strumentali e la concorrenza sleale che ha portato alcuni Paesi – denuncia la Coldiretti – a richiedere addirittura insensate certificazioni sanitarie “virus free” su merci alimentari provenienti dall’Italia che ha portato addirittura il Ministero degli Esteri ad aprire un indirizzo di posta elettronica (coronavirus.merci@esteri.it) dove segnalare restrizioni e discriminazioni verso i prodotti italiani. In questo contesto – sottolinea la Coldiretti – è stato positivamente accolto il nostro appello a garantire la libera circolazione delle merci all’interno dell’Unione Europea con il blocco alle frontiere a causa dei limiti posti da un numero crescente di Paesi europei.

A pagare le conseguenze economiche del Coronavirus non può essere certo l’agricoltura. Alla Spezia, c’è in gioco il futuro di un settore, quello vitivinicolo, che – rileva la Coldiretti – produce ogni anno oltre 4 milioni di bottiglie di vino di cui due terzi a denominazione DOC e IGT. Senza considerare il ruolo dell’agricoltore quale manutentore del paesaggio, basti pensare a chi opera nello straordinario contesto delle Cinque Terre e che proprio in questi giorni sta recuperando paesaggio agrario, a cominciare dalla ricostruzione dei muretti a secco, patrimonio Unesco.

È necessario, poi, un intervento urgente presso la Commissione Europea per ottenere una proroga della scadenza per le domande di pagamento e collaudo delle misure dell’OCM vino (proroga che non deve impedire a coloro che hanno la possibilità di stare nella tempistica attuale di poter rendicontare e ricevere il pagamento senza ritardi).

Abbiamo chiesto inoltre – sottolinea la Coldiretti – un intervento urgente dell’Assessore all’Agricoltura Stefano Mai di Regione Liguria, e contiamo sulla sua disponibilità, per:

  • prorogare i termini di scadenza dei nullaosta a valere sul PSR strutturale e allo stesso tempo accelerare l’iter istruttorio delle domande per garantire una boccata d’ossigeno al comparto.
  • snellire, in deroga, la misura di ristrutturazione dei vigneti a quelle imprese che fossero pronte a iniziare i lavori ma per motivi contingenti impossibilitate a presentare domanda.
  • prorogare la scadenza per le domande di autorizzazioni dei nuovi impianti vitati.
  • prorogare la validità dei patentini fitosanitari scaduti o in scadenza.

Il comparto deve inoltre ottenere una via preferenziale per la acquisto dei DPI (dispositivi di prevenzione individuale) fra cui mascherine e guanti.

Bene invece, senza però discriminare le aziende in base al fatturato, la sospensione dei termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e il differimento dei termini relativi ai versamenti fiscali previsti al 16 marzo.

Serve inoltre una forte azione di responsabilità, al termine di questa emergenza, per favorire maggiormente la sintesi fra il comparto produttivo vitivinicolo e il comparto della ristorazione regionale, entrambi orientati a garantire ai consumatori locali e ai turisti, un’eccellenza dell’agroalimentare Made in Liguria.

Più in generale – conclude la Coldiretti – bisogna ricostruire un clima di fiducia nei confronti del marchio Made in Italy e, per il comparto vitivinicolo, le grandi manifestazioni di promozione internazionale potranno segnare il momento della riscossa nel mondo, una volta superata l’emergenza Coronavirus.

 

Dal territorio

 

UMBRIA, CORONAVIRUS: AL VIA LA SPESA A DOMICILIO E “RITIRO VELOCE”

Continua l’impegno degli agricoltori umbri per assicurare cibo locale ai consumatori anche grazie ai servizi di ritiro e di domicilio organizzati per andare incontro agli spostamenti limitati dei cittadini dovuti all’emergenza Coronavirus. È quanto sottolinea Coldiretti Umbria, nel ricordare che sono già oltre una trentina le aziende agricole della rete Campagna Amica che si sono attrezzate con un servizio di consegna a domicilio di prodotti di qualità, sicuri e garantiti: dai formaggi ai salumi, dai legumi al miele, ma anche pasta, vino, prodotti da forno, farine, carni, uova, confetture, olio e naturalmente frutta e verdura di stagione. Un’iniziativa che intende raggiungere l’intero territorio regionale, con l’obiettivo concreto, a breve, di ampliare il numero di adesioni da parte degli imprenditori agricoli. Specie in questo difficile momento – sottolinea il direttore Coldiretti Umbria Mario Rossi – il ruolo degli agricoltori assume grande rilevanza, non solo perché continuano a garantire gli approvvigionamenti alimentari, ma anche perché mantengono vivo il tessuto produttivo locale con l’offerta dei prodotti del territorio a chilometri zero.

Oltre alla consegna dei prodotti a domicilio da parte degli agricoltori, c’è anche la possibilità, come presso il Mercato coperto contadino Campagna Amica di Perugia, dove tra l’altro sono state adottate le varie precauzioni per garantire la sicurezza ai consumatori, di ritirare tempestivamente la spesa ordinata telefonicamente, limitando così i tempi di attesa.

Le attività in campagna – aggiunge il direttore Rossi – a cominciare dalle stalle con gli animali, non si possono fermare e il sistema agroalimentare regionale continua a mettersi a disposizione, valorizzando il proprio lavoro, anche con iniziative utili ai cittadini in questo momento di difficoltà.

Questa situazione – aggiunge Coldiretti – potrebbe rappresentare anche l’occasione per riscoprire ulteriormente valori e cibi del territorio, magari realizzando le ricette tradizionali che da sempre si fondano sui prodotti dell’agricoltura umbra. In quest’ottica, anche per sostenere l’economia del nostro Paese messa a dura prova dall’emergenza attuale, Coldiretti è impegnata con la mobilitazione #MangiaItaliano a promuovere il cibo e le bevande Made in Italy anche attraverso una campagna social alla quale stanno aderendo imprese e numerosi personaggi della televisione, del cinema, dello spettacolo, della musica, del giornalismo, della ricerca e della cultura, insieme a tanta gente comune.

I consumatori – conclude Coldiretti – possono scoprire come contattare le aziende agricole che recapitano la spesa a domicilio, consultando la pagina social facebook Coldiretti Umbria.

 

SICILIA, SAN GIUSEPPE: IL  CORONAVIRUS NON FERMA LA TRADIZIONE    

È la farina la regina delle cucine siciliane in cui si prepara il cibo della tradizione del 19 marzo,  San Giuseppe. Il picco di acquisto vede un aumento di oltre l’80  per cento per produrre il pane, i dolci e le altre prelibatezze  tradizionali che rappresentano la storia della Regione. Lo afferma Coldiretti Sicilia che sottolinea come in questo periodo  si preferiscono gli ingredienti tipici della pasticceria casalinga come lo zucchero che fa segnare un aumento del 28% degli acquisti ed il latte Uht con cresce del 20%. Sulle tavole dei siciliani non manca  la “sfince” (o “sfincia”) il cui nome significa “spugna”. Per realizzarla si impasta la farina con le uova (anche solo i tuorli)  latte e zucchero e il lievito e dopo si frigge  con lo strutto e si ricopre di crema di ricotta e cioccolato ma ogni zona dell’Isola ha le sue aggiunte e i suoi segreti.

Tra le tradizioni più antiche spicca quella del pane votivo di Salemi (Tp) dove la maestria della lavorazione dell’impasto,  si lega all’arte e alla religione. I magnifici altari  ma anche le composizioni a forma di fiori, frutta, animali, rappresentano i simboli dell’offerta e della preghiera. 

In molte zone dell’Isola resiste il rito dei “Virginelli” in cui  dei bambini vengono invitati nelle case per mangiare insieme legumi, pane, pasta accanto ad un altare, rito questo oggi limitato agli stessi componenti della famiglia.

Per festeggiare i papà anche i piccoli si adoperano in cucina – sottolinea ancora Coldiretti Sicilia –  un modo nuovo e decisamente meno consumistico per essere tranquilli  e rispettare le regole in questo momento, in cui proprio rimanere in casa rappresenta il regalo più bello per tutti.

La scelta  di cucinare insieme  – conclude Coldiretti Sicilia –  è motivata   dalla necessità di ridurre al minimo le uscite giornaliere da casa evitando i rischi del contagio e le lunghe file davanti a fornai e supermercati. La cucina è tornata ad essere il centro della vita quotidiana a partire dalla prima mattina con la colazione e la decisione sul menu per poi proseguire durante il giorno. Uno stile di vita più salutare anche per la dieta con l’addio – precisa la Coldiretti – ai cibi spazzatura.

 

TOSCANA, CORONAVIRUS: SERVE PROROGA SCADENZE PER TUTTE LE AZIENDE

Di fronte ad una situazione drammatica dovuta all’emergenza Coronavirus serve subito l’estensione della proroga delle scadenze fiscali e contributive a tutte le aziende, senza discriminarle sulla base del fatturato e interventi diretti della regione Toscana per dare un respiro di sollievo agli agricoltori. E’ l’appello di Coldiretti Toscana che chiede un intervento su base nazionale integrato da eventuali misure regionali, in riferimento alle misure adottate con l’approvazione del Decreto ”Cura Italia”, che esclude le aziende con più di 2 milioni di fatturato dalla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31  marzo.

“L’aumento del fondo per l’aiuto agli indigenti è importante per aiutare i più bisognosi e per un primo sostegno all’allevamento italiano ma occorre intervenire per salvare importanti settori dell’economia agricola in difficoltà, dal vino all’ortofrutta, dal florovivaismo alla pesca, dagli agriturismi alla vendita diretta, senza discriminare le aziende sulla base del fatturato”, insiste il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi.

L’intervento a favore degli indigenti sul latte sarà positivamente esteso come richiesto anche alla carne bovina, ovina e suina ma servono anche risorse per indennizzare le aziende florovivaistiche dalla perdita in questa fase della produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante – aggiunge Coldiretti Toscana – nel chiedere una forte campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini #MangiaItaliano.

“Al contempo sono sempre più forti gli appelli alla GDO perché in questo momento tutti gli anelli della filiera e tutte le istituzioni devono fare la propria parte, convivendo i percorsi di promozione e sostegno al tessuto imprenditoriale agricolo, rinsaldando la filiera agroalimentare che porta dal campo alla tavola i prodotti agricoli e agroalimentari made in Toscana con un’attenzione dei supermercati agli approvvigionamenti di cibo made in Italy che va preferito ai prodotti stranieri e con eventuali misure che possono essere messe in campo dalla Regione”, aggiunge il direttore di Coldiretti Toscana, Angelo Corsetti.

La situazione che si è creata – sottolinea la Coldiretti – colpisce duramente le aziende agricole, i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende, vista a strategicità della fornitura alimentare. Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus – spiega Coldiretti – l’attività secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’ è crollata nel 41% delle aziende agricole e non è accettabile dunque limitare solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio.  Non manca l’esigenza di misure specifiche per salvaguardare dall’emergenza le produzioni deperibili di qualità, mentre per la pesca bene il fermo volontario e l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori mentre il fondo per l’intero comparto dell’agroalimentare di 100 milioni di euro potrebbe essere sufficiente per affrontare la prima fase, ma forse non adeguato in caso di prolungamento del blocco dei mercati.

Ad essere escluse – denuncia Coldiretti – sono le imprese che più hanno subito l’impatto delle misure di prevenzione adottate a livello nazionale come quelle florovivaistiche che hanno visto andare in fumo completamente, nel momento più importante dell’anno, la produzione di fiori recisi e in vaso per effetto del divieto alle cerimonie e della chiusura dei negozi ma anche quelle vitivinicole colpite duramente dallo stop imposto a bar e ristoranti in Italia e all’estero. Una situazione straordinaria che – conclude Coldiretti – non consente di rispettare la scadenza di venerdì prossimo entro la quale è necessario o adottare un provvedimento urgente di sospensione dei termini.

 

MARCHE, APPELLO AI COMUNI PER VIVAI: IL SETTORE PUÒ LAVORARE PER VERDE URBANO

I Comuni possono fare tanto per sostenere le aziende agricole in questo momento di difficoltà, soprattutto quelle impegnate nel florovivaismo messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus con fiori e piante appassiti e distrutti per il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali ma anche per il blocco della mobilità. Come? Affidando loro, con assegnazioni dirette e senza gara (nei limiti di quanto previsto dalla legge), lavori per la piantumazione di aree pubbliche, la sistemazione di giardini e parchi comunali, l’implementazione delle aree verdi e la manutenzione del verde urbano. Un appello destinato a tutti i sindaci delle Marche per sostenere un settore che, nella nostra regione, conta 105 aziende. I vivai, secondo un’analisi di Coldiretti Marche su dati della Camera di Commercio unica regionale, vedono un 20% di imprenditoria femminile, mentre un’azienda su cinque ha un under 35 al comando. Tutte al momento ferme in quello che di solito è un periodo di punta. “Il settore – scrive la presidente regionale di Coldiretti, Maria Letizia Gardoni – vede bloccate le partenze dei prodotti per le destinazioni abituali, con il rischio anche di dover mandare a casa molti lavoratori. Come Coldiretti riteniamo che solo tutti insieme potremo uscire da questo momento difficilissimo e solo collaborando potremo darci forza nel recuperare quelle parti di economia che andranno sicuramente perse”. L’impiego di aziende agricole del territorio per la manutenzione del verde era stato anche uno dei punti dell’Agenda Programmatica, un documento nato dall’ascolto degli agricoltori marchigiani e destinato alle amministrazioni locali per allacciare una collaborazione concreta e proficua per tutta la comunità. “L’utilizzo prioritario di aziende florovivaistiche locali – conclude la presidente Gardoni – è finalizzata a garantire una ripresa veloce delle realtà del territorio. Questa battaglia si vince insieme, ripartendo anche dalle micro economie locali”.

 

BRESCIA, CORONAVIRUS: SPESA A DOMICILIO CON PRODOTTI DI AGRICOLTORI BRESCIANI

Spesa a domicilio con i prodotti degli agricoltori di Campagna Amica. È l’iniziativa messa in campo anche da Coldiretti Brescia per continuare a garantire il cibo di qualità anche a chi è costretto a restare a casa.

In tutti i comuni bresciani – precisa la Coldiretti – gli imprenditori agricoli si stanno rendendo disponibili a consegnare i loro prodotti direttamente a casa, nel rispetto delle norme igienico sanitarie in vigore per garantire la sicurezza delle persone. L’elenco completo e aggiornato delle aziende partecipanti è allegato alla presente mail ed è visibile sul sito https://brescia.coldiretti.it . Si tratta – spiega la Coldiretti Brescia – di un’operazione per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, di fronte all’emergenza Coronovirus che ha profondamente modificato le abitudini di acquisto.

L’obiettivo – afferma la Coldiretti regionale – è quello di garantire, soprattutto alle fasce piu’ deboli della popolazione a partire dagli anziani, il fabbisogno alimentare settimanale con i prodotti di prima necessità a chilometri zero, elevata freschezza e qualità. Una iniziativa anche per sostenere la campagna #MangiaItaliano per salvare il Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè sulla “Spesa degli italiani al tempo del coronavirus” ben il 43% dei consumatori ha tagliato le uscite per andare a fare la spesa, che rimane peraltro tra i comportamenti consentiti. La grande maggioranza della popolazione (61%) in questo periodo va a fare compere circa una volta alla settimana preoccupandosi di mettere nel carrello – precisa la Coldiretti – pasta, riso e cereali (26%), latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%).

 

PIACENZA, CORONAVIRUS: BENE DL SU INDIGENTI MA BISOGNA SALVARE FIORI E VINO

L’aumento del fondo per l’aiuto agli indigenti è importante per i più bisognosi e per un primo sostegno all’allevamento italiano ma occorre intervenire per salvare importanti settori dell’economia agricola in difficoltà, dal vino all’ortofrutta, dagli agriturismi alla vendita diretta, senza discriminare le aziende sulla base del fatturato. E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha incontrato il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova dopo l’approvazione nel Consiglio dei Ministri del Decreto “Cura Italia”. L’intervento a favore degli indigenti sul latte sarà positivamente esteso come richiesto anche alla carne bovina, ovina e suina ma servono anche risorse per indennizzare le aziende florovivaistiche dalla perdita in questa fase della produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante – ha precisato al riguardo il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti – nel chiedere una forte campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini #MangiaItaliano.

La situazione che si è creata – sottolinea la Coldiretti – colpisce duramente le aziende agricole, i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende, vista a strategicità della fornitura alimentare. Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus – spiega Coldiretti – l’attività secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’ è crollata nel 41% delle aziende agricole e non è accettabile dunque limitare solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio. 

Il fondo per l’intero comparto dell’agroalimentare di 100 milioni di euro – prosegue Coldiretti – potrebbe essere sufficiente per affrontare la prima fase, ma forse non adeguato in caso di prolungamento del blocco dei mercati.

L’approvvigionamento alimentare – sottolinea la Coldiretti – adesso è assicurato in Italia grazie al lavoro di 750mila aziende agricole, stalle e pescherecci, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma. Per questo – continua la Coldiretti – è importante l’intervento della Commissione Europea per garantire la libera circolazione dei prodotti alimentari ma occorre subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti stranieri anche per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus. È necessario peraltro – conclude la Coldiretti – prorogare gli attuali permessi per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare ai lavoratori stranieri di dover rientrare nel proprio Paese di origine.

 

VENETO, CORONAVIRUS: TOLLERANZA ZERO ALLE SPECULAZIONI SUL LATTE

“Nessuno spazio per le speculazioni sui generi alimentari e nessuna tolleranza per chi le fa”. E’ il monito di Coldiretti Veneto che nella casella di posta attivata ad hoc sos.speculatoricoronavirus@coldiretti.it ha rintracciato le prime segnalazioni documentate in particolare sul settore lattiero caseario. Lettere alle aziende con mittenti e generalità chiare e riconoscibili sono state inviate alla mail dedicata – commenta Coldiretti Veneto – comunicazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario se non verranno fornite adeguate motivazioni. Triste arrivare fino a questo punto – insiste l’associazione – ma l’emergenza sanitaria non può certo giustificare comportamenti al limite della legalità, con insostenibili richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori proprio mentre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produzioni e i rifornimenti nelle dispense dei cittadini”.

La posizione di Coldiretti Veneto è ferma: “ Chiunque violi il principio base della solidarietà nazionale nei momenti di crisi e tenta di riempirsi le tasche approfittando delle difficoltà del Paese, è alto tradimento nei confronti delle famiglie e delle imprese agricole”.

“A pochi giorni dalla convocazione del Tavolo Bianco, proprio mentre le prime ipotesi di lavoro concordate tra gli operatori della filiera stanno per concretizzarsi – continua Coldiretti – gli episodi come questi impongono una riflessione generale. Lo sforzo economico del Governo e della Regione deve essere concentrato su regole trasparenti”. 

Da il saldo del pregresso Psr 2019 e l’anticipo Pac per dare liquidità alle aziende,  al confronto diretto con la GDO per privilegiare la produzione veneta e italiana sugli scaffali dei supermercati fino al coinvolgimento degli enti no profit a livello regionale,  sono alcuni dei punti strategici  da mettere in campo per uscire da una situazione straordinaria.  “Per dare risposte ulteriori va considerata l’introduzione di nuovi modelli risolutivi – ribadisce Coldiretti – ad esempio la produzione che era destinata al canale Horeca  deve essere collocata negli impianti predisposti  alla trasformazione in UHT  e formaggi a media e lunga conservazione. Con l’aiuto pubblico si incentiverebbe l’impegno già capillare delle associazioni senza scopo di lucro che si prendono cura degli indigenti” 

Dal ragionamento non possono essere esclusi i Consorzi di Tutela – spiega Coldiretti  – permettendo loro, per quanto possibile,  lo splafonamento dei limiti produttivi, senza ovviamente appesantire il mercato

L’appello è mettere da parte comportamenti ed interessi particolari – conclude Coldiretti Veneto – per costruire insieme soluzioni che conducano a garantire un futuro alle imprese agricole e la possibilità ai cittadini di approvvigionarsi sempre e comunque di cibo sano e giusto”.

 

LOMBARDIA, LATTE: OK DEROGA SIERO IN BIOGAS

Un segnale concreto, arrivato in tempi rapidi, che aiuta la filiera del latte in un momento delicato. Così Coldiretti Lombardia accoglie positivamente l’approvazione del decreto regionale che consente, con una semplice comunicazione all’Ats competente, di destinare il siero tale e quale o concentrato presso gli impianti di biogas.

“Il nostro ringraziamento va all’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi – commenta Paolo Voltini, Presidente di Coldiretti Lombardia – che si è subito fatto carico della situazione di difficoltà che sta attraversando il comparto lattiero – caseario, strategico soprattutto in una regione come la nostra che produce oltre il 40% dell’oro bianco nazionale”.

“E’ importante – conclude Voltini – che tutti gli attori della filiera facciano la propria parte con responsabilità, mettendo in campo tutte le misure necessarie per evitare tensioni e speculazioni che possono mettere a repentaglio la continuità produttiva e la tenuta del sistema”.

 

UMBRIA, CORONAVIRUS: OK DL SU INDIGENTI MA SALVARE FIORI, PESCA E VINO

L’aumento del fondo per l’aiuto agli indigenti è importante per aiutare i più bisognosi e per un primo sostegno all’allevamento italiano ma occorre intervenire per salvare importanti settori dell’economia agricola in difficoltà, dal vino all’ortofrutta, dal florovivaismo alla pesca, dagli agriturismi alla vendita diretta, senza discriminare le aziende sulla base del fatturato. È quanto afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini che ha incontrato il ministro delle Politiche Agricole Teresa Bellanova dopo l’approvazione nel Consiglio dei Ministri del Decreto ”Cura Italia”. L’intervento a favore degli indigenti sul latte sarà positivamente esteso come richiesto anche alla carne bovina, ovina e suina ma servono anche risorse per indennizzare le aziende florovivaistiche dalla perdita in questa fase della produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante – ha precisato Prandini – nel chiedere una forte campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini #MangiaItaliano. La situazione che si è creata – sottolinea Coldiretti – colpisce duramente le aziende agricole, i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende, vista la strategicità della fornitura alimentare. Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus – spiega Coldiretti – l’attività secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’ è crollata nel 41% delle aziende agricole e non è accettabile dunque limitare solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio. Non manca l’esigenza di misure specifiche per salvaguardare dall’emergenza le produzioni deperibili di qualità come la mozzarella di bufala con la possibilità di consentire solo per un breve e limitato periodo, in via straordinaria, il congelamento del latte. Per la pesca bene il fermo volontario e l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori mentre il fondo per l’intero comparto dell’agroalimentare di 100 milioni di euro potrebbe essere sufficiente per affrontare la prima fase, ma forse non adeguato in caso di prolungamento del blocco dei mercati.

L’approvvigionamento alimentare – sottolinea Coldiretti – adesso è assicurato in Italia grazie al lavoro di 750mila aziende agricole, stalle e pescherecci, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma. Per questo – continua Coldiretti – è importante l’intervento della Commissione Europea per garantire la libera circolazione dei prodotti alimentari ma occorre subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne dove mancano i braccianti stranieri anche per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus. È necessario peraltro – conclude Coldiretti – prorogare gli attuali permessi per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare ai lavoratori stranieri di dover rientrare nel proprio Paese di origine.

 

VENEZIA, CORONAVIRUS: CAMPAGNA AMICA A CASA TUA

Nostalgia di un pranzo o della cena in agriturismo? Nessun problema i pasti dei cuochi contadini possono essere consegnati direttamente a casa. Dopo l’operazione “prenota e ritira al mercato di Campagna Amica e la consegna della spesa a domicilio con i produttori agricoli Coldiretti annuncia che da oggi nel sito https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/ e’ on line l’elenco delle attività agrituristiche che possono preparare un menù a km zero pronto per essere servito a tavola. L’iniziativa è degli agriturismi di Campagna Amica promossi da Terranostra propongono ogni giorno dei pasti diversi secondo fantasia e i frutti della terra. “Un primo, un secondo, contorno e dolce il minimo per ricreare l’atmosfera di una serata prima dell’emergenza sanitaria – spiega Diego Scaramuzza Presidente regionale e titolare de “La Cascina” di Mestre tra le realtà veneziane che propongono l’iniziativa alle famiglie interessate. Coldiretti sottolinea l’importanza di dare attenzione alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dalle persone impossibilitate a muoversi. Le ordinazioni avvengono via mail o telefonicamente e poi recapitate nell’assoluto rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie previste dalla normativa in vigore per garantire la sicurezza sia degli operatori che dei consumatori. Secondo l’indagine Ixe’/Coldiretti quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount. La grande maggioranza degli italiani (61%) in questo periodo va a fare la spesa circa una volta alla settimana preoccupandosi di mettere nel carrello prima di tutto nell’ordine – precisa la Coldiretti – pasta, riso e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%). Infatti nelle ultime tre settimane dell’emergenza Coronavirus gli acquisti di pasta sono cresciuti del 61% e quelli di farina addirittura dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo un’analisi di Coldiretti su dati Nielsen che segnala anche un raddoppio per cibo in scatola e conserve e un balzo di oltre il 24% dei surgelati, quasi si temesse una lunga durata della pandemia.

 

VALLE D’AOSTA, CORONAVIRUS: AZIENDE DI CAMPAGNA AMICA CONSEGNANO A DOMICILIO

Dalla carne al vino, dai salumi ai formaggi freschi e stagionati tra cui spicca senz’altro la Fontina e ancora marmellate, conserve, miele, yogurt e latte. Sono numerosi i prodotti che le imprese agricole valdostane di Coldiretti, aderenti ai mercati di Campagna Amica, consegnano a domicilio ai valdostani per fronteggiare l’emergenza Coronavirus che impone alle persone di stare a casa cambiandone profondamente le le abitudini di acquisto.

“Nel pieno rispetto delle norme sanitarie in atto, i nostri imprenditori si stanno attivando per attivare il servizio a domicilio che offre la possibilità di prenotare e farsi recapitare direttamente a casa la spesa” spiegano Alessio Nicoletta e Elio Gasco, presidente e direttore di Coldiretti Valle d’Aosta. “Sulla scia di #MangiaItaliano, il servizio è utile soprattutto per chi ha maggiore difficoltà ad uscire e garantisce il fabbisogno alimentare settimanale con prodotti locali, in un’ottica di sostegno alla cittadinanza che arriva direttamente dalla campagna, perché, nonostante tutto, la natura non si ferma e il lavoro dei nostri imprenditori continua a fornire tutte le grandi eccellenze per le quali siamo conosciuti nel mondo” continuano Nicoletta e Gasco.

Sul sito di Coldiretti Valle d’Aosta – www.valledaosta.coldiretti.it –  è possibile trovare la locandina con le aziende che aderiscono ed i loro riferimenti per poterle contattare.

E’ importante – continuano Alessio Nicoletta e Elio Gasco – che anche supermercati, ipermercati e discount aderiscano alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano con atti concreti, privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali i prodotti i prodotti lattiero-caseari e i vini del nostro territorio”.

Inoltre, per essere in linea con i nuovi modi di stare insieme al tempo del Coronavirus gli chef contadini di Campagna Amica hanno creato una serie di tutorial on line a disposizione di tutti sul sito www.campagnamica.it dove spiegano trucchi e segreti della pasta e dei dolci fatti in casa e molte altre ricette golose “Sono la concreta testimonianza della necessità, più volte sottolineata da noi di Coldiretti di come sia fondamentale investire sull’agricoltura perché un settore strategico per lo sviluppo sostenibile” ha spiegato Elio Gasco.

 

RAVENNA, CORONAVIRUS: SERVE PROROGA SCADENZE PER TUTTE LE AZIENDE

“Di fronte a una situazione drammatica serve subito l’estensione della proroga delle scadenze fiscali e contributive a tutte le aziende, senza discriminarle sulla base del fatturato”. È l’appello del presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Premier Giuseppe Conte, ai rappresentanti del Governo e alle forze politiche di maggioranza ed opposizione in riferimento alle misure adottate con l’approvazione del Decreto “Cura Italia”, che esclude le aziende con più di 2 milioni di fatturato dalla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 marzo. Ad essere escluse – denuncia Coldiretti – sono le imprese che più hanno subito l’impatto delle misure di prevenzione adottate a livello nazionale come quelle florovivaistiche che hanno visto andare in fumo completamente, nel momento più importante dell’anno, la produzione di fiori recisi e in vaso per effetto del divieto alle cerimonie e della chiusura dei negozi ma anche quelle vitivinicole colpite duramente dallo stop imposto a bar e ristoranti in Italia e all’estero. Una situazione straordinaria che – conclude il direttore di Coldiretti Ravenna, Assuero Zampini – non consente di rispettare la scadenza di venerdì prossimo entro la quale è necessario o adottare un provvedimento urgente di sospensione dei termini”.

 

LOMBARDIA, CORONAVIRUS: SPESA A DOMICILIO CON PRODOTTI AGRICOLTORI LOMBARDI

Spesa a domicilio con i prodotti degli agricoltori di Campagna Amica. È l’iniziativa messa in campo dalla Coldiretti in Lombardia per continuare a garantire il cibo di qualità anche a chi è costretto a restare a casa.

In tutte le province – precisa la Coldiretti – gli imprenditori agricoli si stanno rendendo disponibili a consegnare i loro prodotti direttamente a casa, nel rispetto delle norme igienico sanitarie in vigore per garantire la sicurezza delle persone. L’elenco completo e aggiornato delle aziende partecipanti è visibile sul sito www.campagnamica.it. Si tratta – spiega la Coldiretti regionale – di un’operazione per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori, di fronte all’emergenza Coronovirus che ha profondamente modificato le abitudini di acquisto.

A Milano al mercato agricolo coperto di Porta Romana, regolarmente aperto al pubblico ogni mercoledì e sabato dalle 8 alle 14 e ogni venerdì dalle 16 alle 21, è invece possibile ordinare i pacchi “salva dispense”: telefonando nei giorni e orari di apertura del farmers’ market al numero 02.54102735 – spiega la Coldiretti Lombardia – è possibile prenotare la consegna gratuita a domicilio di uno dei 3 pacchi disponibili, visibili sul sito www.mercatoportaromana.it o sull’account Facebook Mercato di Porta Romana, per un costo compreso tra i 30 e i 40 euro. Ogni pacco propone una selezione tra tutte le eccellenze agroalimentari delle aziende presenti in via Friuli 10/A, per offrire un’ampia scelta tra formaggi, salumi, carni, pesce, pane e ortofrutta. I pacchi – precisa la Coldiretti – verranno consegnati in città all’interno del perimetro delle linee ATM di superficie 90/91.

L’obiettivo – afferma la Coldiretti regionale – è quello di garantire, soprattutto alle fasce piu’ deboli della popolazione a partire dagli anziani, il fabbisogno alimentare settimanale con i prodotti di prima necessità a chilometri zero, elevata freschezza e qualità. Una iniziativa anche per sostenere la campagna #MangiaItaliano per salvare il Made in Italy, difendere il territorio, l’economia e il lavoro.

Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè sulla “Spesa degli italiani al tempo del coronavirus” ben il 43% dei consumatori ha tagliato le uscite per andare a fare la spesa, che rimane peraltro tra i comportamenti consentiti. La grande maggioranza della popolazione (61%) in questo periodo va a fare compere circa una volta alla settimana preoccupandosi di mettere nel carrello – precisa la Coldiretti – pasta, riso e cereali (26%), latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%).

 

PUGLIA, CORONAVIRUS: TRATTORI MOBILITATI PER SANIFICARE STRADE

I trattori degli agricoltori della Coldiretti si mobilitano in tutta la Puglia per sanificare strade e piazze con la distribuzione di acqua disinfettante contenente un presidio medico chirurgico registrato dal Ministero della Salute, grazie all’uso di irroratori, nebulizzatori e atomizzatori. Ne dà notizia Coldiretti Puglia in occasione dell’opera di sanificazione avvenuta a Giovinazzo in provincia di Bari, con gli agricoltori di Coldiretti che hanno prestato la loro opera con trattori e atomizzatori rispondendo alla chiamata alle armi contro il Coronavirus arrivata dall’Assessore alle Attività Produttive, Salvatore Stallone, che ha tempestivamente attivato il servizio di sanificazione.

“Abbiamo lanciato un appello a tutti gli associati a rendersi disponibili alle eventuali necessità delle autorità locali per contribuire alla più ampia opera di bonifica mai realizzata prima. I nostri agricoltori, che stanno dimostrando di essere la forza viva del Paese, non hanno perso tempo e con la generosità che li contraddistingue si sono messi a disposizione di tutte le amministrazioni locali del tacco d’Italia, da Foggia a Lecce”, spiega il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

Tanti i giovani agricoltori che hanno risposto all’appello di Coldiretti in tutta la regione per rendere un servizio utile alla collettività, con l’opera di sanificazione che nei prossimi giorni interesserà tutte le province pugliesi, ove le amministrazioni locali vorranno utilizzare al meglio la disponibilità espressa del mondo agricolo.

I trattori posso operare nelle città e nei paesi riuscendo a raggiungere – sottolinea la Coldiretti – anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali. Si tratta di una mobilitazione che rafforza l’impegno degli agricoltori e contoterzisti in questo difficile momento di emergenza dove le aziende agricole sono impegnate al lavoro per garantire continuità delle forniture alimentari alla popolazione nonostante le evidenti difficoltà.

 

TORINO, CORONAVIRUS: ARRIVA LA SPESA A DOMICILIO CON CAMPAGNA AMICA

Sono diversi i prodotti della provincia di Torino che le imprese di Campagna Amica mettono a disposizione a domicilio per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori di fronte all’emergenza Coronovirus che sta profondamente cambiando le abitudini di acquisto.

“Nel pieno rispetto delle norme sanitarie in atto, i nostri imprenditori si stanno attivando su tutto il territorio provinciale per il servizio a domicilio che offre la possibilità di prenotare e farsi recapitare direttamente a casa la spesa – spiegano Fabrizio Galliati presidente di Coldiretti Torino e Michele Mellano direttore Coldiretti Torino -. Sulla scia di #MangiaItaliano, il servizio è utile soprattutto per chi ha maggiore difficoltà ad uscire e garantisce il fabbisogno alimentare settimanale con prodotti locali, in un’ottica di sostegno alla cittadinanza che arriva direttamente dalla campagna, perché, nonostante tutto, la natura non si ferma e il lavoro dei nostri imprenditori continua a fornire tutte le grandi eccellenze per le quali siamo conosciuti nel mondo. E’ importante – continuano Moncalvo e Rivarossa – che anche supermercati, ipermercati e discount aderiscano alla campagna di mobilitazione #MangiaItaliano con atti concreti, privilegiando negli approvvigionamenti sugli scaffali i prodotti del nostro territorio per fermare le speculazioni in atto sulla domanda di prodotti agricoli e alimentari”.

Sul sito di Coldiretti Torino, https://torino.coldiretti.it/, è possibile trovare tutte le informazioni e le locandine, suddivise per province, per la spesa a domicilio con le aziende che aderiscono ed i loro riferimenti per poterle contattare. Inoltre, per essere in linea con i nuovi modi di stare insieme al tempo del Coronavirus gli chef contadini di Campagna Amica hanno creato una serie di tutorial on line a disposizione di tutti sul sito www.campagnamica.it dove spiegano trucchi e segreti della pasta e dei dolci fatti in casa e molte altre ricette golose. Non mancano le videoricette dei cuochi contadini piemontesi che tra plin, torta di nocciola ed altri piatti tipici fanno venire l’acquolina in bocca, oltre alla voglia di mettersi in cucina.

 

ROVIGO, FLOROVAISMO ALLA DERIVA: NON SI PUÒ VENDERE, LE PIANTE MUOIONO

Completamente bloccato dal coronavirus è il florovivaismo, uno dei settori più belli e amati del made in Italy. Coldiretti ha stimato che si parla ormai di un miliardo di fiori e piante che nell’ultimo mese sono appassiti e andati distrutti con il divieto di cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree e funerali, ma anche per il blocco della mobilità.

Da una analisi della Coldiretti sugli effetti economici delle misure di prevenzione adottate per arginare il contagio del virus è emerso che è totalmente in ginocchio il settore del florovivaismo.  Questo, infatti, sarebbe il periodo dell’anno in cui le aziende dedite al florovivaismo fanno la percentuale più alta di fatturato: oltre a fiori recisi, fiori in vaso e piante ornamentali, non si vendono più piante da orto e nemmeno alberature. La primavera è il periodo dell’anno in cui, di solito, si fanno gli acquisti per ripopolare giardini e balconi, ma è anche il periodo della trapianto in campo di piccole piantine per ottenere i frutti nei prossimi mesi.

Anche le nostre aziende agricole soffrono di questo problema. “Noi non possiamo fermare la natura” afferma con rabbia e rassegnazione Matteo Bovo, uno dei tanti soci di Coldiretti Rovigo che stanno assistendo al repentino decesso di numerose piante che sarebbero state pronte per lasciare serre e garden per raggiungere i grossisti o i clienti della vendita diretta.

Un messaggio di speranza e incoraggiamento arriva dal nostro presidente provinciale Carlo Salvan. “Da parte di Coldiretti Rovigo esprimiamo vicinanza a queste aziende che sono completamente ferme e stanno assistendo alla morte di milioni di piante – denuncia il presidente Salvan -. Nessuno vorrebbe mai vedere il proprio lavoro andare in fumo dopo mesi di fatiche. Il settore aveva sofferto già lo scorso anno per i problemi climatici, infatti con il lungo maggio piovoso la vendita di piantine si era fermata perché non si riusciva ad andare nei campi o portare avanti la propria passione per il verde. Chiediamo che la giusta attenzione sia data anche a questo settore che in questo momento non ha sbocco: le piante non escono dai confini della serra, per varie limitazioni sia nazionali che estere, ma bollette e mutui non si sono fermati. La sofferenza di veder morire le piante non la possiamo combattere, ma non possiamo lasciare sole queste attività. Per questo chiediamo un urgente intervento da parte del Governo, anche queste sono le nostre aziende agricole e anche a loro dobbiamo la nostra attenzione”.

 

BRESCIA, LATTE: OK DEROGA SIERO IN BIOGAS

Un segnale concreto, arrivato in tempi rapidi, che aiuta la filiera del latte in un momento delicato. Così Coldiretti Brescia accoglie positivamente l’approvazione del decreto regionale che consente, con una semplice comunicazione all’Ats competente, di destinare il siero tale e quale o concentrato presso gli impianti di biogas.

“Il nostro ringraziamento va all’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi Fabio Rolfi – commenta Valter Giacomelli Dirigente Coldiretti Brescia – che si è subito fatto carico della situazione di difficoltà che sta attraversando il comparto lattiero – caseario, strategico soprattutto in una regione come la nostra che produce oltre il 40% dell’oro bianco nazionale”.

“E’ importante – conclude Valter Giacomelli – che tutti gli attori della filiera facciano la propria parte con responsabilità, mettendo in campo tutte le misure necessarie per evitare tensioni e speculazioni che possono mettere a repentaglio la continuità produttiva e la tenuta del sistema”.

 

PAVIA, COLDIRETTI PAVIA PIANGE L’EX CONSIGLIERE ALBERTO ASIANI

“Una persona sempre gentile, di una correttezza intellettuale esemplare e un grande produttore di riso: mancherà moltissimo a tutti noi”. Così Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia, ricorda Alberto Asiani, agricoltore 64enne di Albuzzano deceduto nella notte. “Alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze e quelle di tutta la Federazione provinciale –  aggiunge Rodolfo Mazzucotelli, Direttore di Coldiretti Pavia – unita nel dolore ai parenti tutti”. In passato Alberto Asiani era stato per diversi anni Consigliere della Federazione Provinciale di Coldiretti Pavia. “E anche recentemente era sempre presente agli appuntamenti dell’Organizzazione – dice ancora il Presidente Greppi – a partire dal suo impegno in Camera di Commercio per la commissione rilevazione prezzi del riso”.

 

VERONA, PARTITA DA SAN BONIFACIO LA SANIFICAZIONE STRADE CON MEZZI AGRICOLI

E’ iniziata da San Bonifacio la sanificazione delle strade a cura dei giovani agricoltori di Coldiretti Verona. Martedì 17 marzo dalle 20 alle 22, 10 imprenditori agricoli hanno utilizzato i loro mezzi agricoli attrezzati di atomizzatori per disinfettare le strade del paese con un prodotto specifico fornito dall’Amministrazione comunale.

Si tratta di una iniziativa concordata con la Protezione Civile e resa immediatamente operativa dopo l’annuncio del governatore del Veneto Luca Zaia.

“I trattori possono operare nelle città e nei paesi riuscendo a raggiungere – sottolinea Alex Vantini delegato regionale e provinciale di Giovani Impresa Coldiretti – anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali”.

“E’ un intervento, a titolo gratuito, spinto dal senso di responsabilità dei giovani agricoltori nei confronti della popolazione per offrire, in questo difficile momento di emergenza, il loro impegno, così come stanno operando le migliaia di imprenditori agricoli del territorio scaligero che garantiscono continuità di forniture alimentari nonostante le difficoltà”, aggiunge Vantini.

Altre Amministrazioni comunali hanno espresso interesse per l’intervento di sanificazione delle strade da parte dei mezzi agricoli.

 

LUCCA, CORONAVIRUS: TRATTORI COLDIRETTI MOBILITATI PER SANIFICARE STRADE

I trattori degli agricoltori della Coldiretti sono disponibili anche in provincia di Lucca per sanificare strade e piazze con la distribuzione di acqua disinfettante grazie all’uso di irroratori, nebulizzatori e atomizzatori. Lo rende noto il presidente della Coldiretti, Andrea Elmi che per combattere l’emergenza sanitaria del Coronavirus ha lanciato un appello a tutti gli associati a rendersi disponibili alle autorità locali per contribuire alla più ampia opera di bonifica mai realizzata prima. I trattori sono impiegati da diversi anni anche per spargere sale lungo le strade durante i mesi freddi ma anche sulle spiagge dei litorali per “pettinare” la sabbia o per le opere di ripascimento. “Abbiamo comunicato la disponibilità della nostra organizzazione a Prefettura e Protezione Civile – anticipa Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – a reperire, in caso di necessità, i trattori per la sanificazione delle strade. Così come fatto in altre occasioni siamo pronti a fare la nostra parte e a mettere a disposizione della comunità i nostri mezzi”.

I trattori posso operare nelle città riuscendo a raggiunger anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali. Si tratta di una mobilitazione che rafforza l’impegno degli agricoltori e contoterzisti in questo difficile momento di emergenza dove migliaia di aziende agricole sono impegnate al lavoro per garantire continuità delle forniture alimentari alla popolazione nonostante le evidenti difficoltà.

 

PIACENZA, COLDIRETTI ADERISCE AL PROGETTO “IO SOSTENGO IL MIO OSPEDALE”:

“L’agricoltura ci insegna l’amore per la vita. E ora più che mai dobbiamo tutti tendere la mano a chi sta lottando giorno e notte per salvare le nostre vite”. Così il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti interviene per annunciare l’adesione dell’associazione alla raccolta fondi a favore dell’Azienda USL di Piacenza per gli ospedali piacentini con l’invito a tutti i suoi associati e ai suoi collaboratori ad aderire. L’iniziativa vuole essere una testimonianza concreta del nostro sostegno nei confronti di tutti i medici, infermieri e volontari, che da più di tre settimane sono in prima linea, tra rischi e responsabilità, per curare i malati.

“E’ un momento drammatico che ci spinge tutti a riflettere sul valore della vicinanza e della solidarietà” afferma Crotti nel ribadire che “il coraggio dei nostri sanitari dia forza a tutti noi, anche ai nostri agricoltori che continuano a garantire, nel rispetto delle regole, il nostro approvvigionamento alimentare. Quest’emergenza – conclude – ci farà riscoprire tutti più uniti e determinati”.

A questo link sono disponibili le indicazioni per sostenere la campagna della Rete del Dono:  https://www.retedeldono.it/it/progetti/azienda-usl-di-piacenza/io-sostengo-il-mio-ospedale

I fondi raccolti verranno utilizzati per acquistare gli strumenti utili già oggi, ma che arricchiranno e completeranno la dotazione dei reparti anche per il prossimo futuro

L’azienda Ausl, nella homepage del suo sito internet ha indicato tutte le modalità di sostegno, quali il bonifico bancario a favore della stessa Azienda USL di Piacenza

CODICE IBAN – IT76S 03069 12765 100000046019

 

ALESSANDRIA, DECRETO “CURA ITALIA”, INTERVENIRE SUBITO PER L’ECONOMIA AGRICOLA

L’aumento del fondo per l’aiuto agli indigenti del Decreto ”Cura Italia” è importante per aiutare i più bisognosi ma occorre intervenire per salvare importanti settori dell’economia agricola in difficoltà: dal vino all’ortofrutta, dal florovivaismo agli agriturismi fino alla vendita diretta, senza discriminare le aziende sulla base del fatturato.

Da quando è iniziata l’emergenza Coronavirus, l’attività è crollata nel 41% delle aziende agricole, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’, e non è accettabile dunque limitare solo alle imprese con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio.

“La situazione che si è creata colpisce duramente le aziende agricole, i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva, vista la strategicità della fornitura alimentare – afferma il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Ricordiamo che proprio questo approvvigionamento adesso è assicurato sul territorio grazie al lavoro delle nostre imprese agricole che, in linea con la campagna #MangiaItaliano, garantiscono prodotti freschi, genuini e sani, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma”.

Un impegno quotidiano senza sosta che deve fare i conti con un balzo degli acquisti delle famiglie in una situazione in cui con l’emergenza Coronavirus quasi 4 italiani su 10 hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali. “Un impegno sostenuto dalla grande maggioranza dei consumatori che è d’accordo sul fatto che in questa fase è importante acquistare prodotti italiani per tutelare una filiera agroalimentare che dal campo alla tavola garantisce all’Italia il primato nella qualità e nella sicurezza alimentare – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Per questo è importante l’intervento della Commissione Europea per garantire la libera circolazione dei prodotti alimentari, ma occorre subito una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti e pensionati italiani lo svolgimento dei lavori nelle nostre campagne, la raccolta dell’uva in particolare per quanto riguarda la provincia di Alessandria”.

 

BENEVENTO, CORONAVIRUS: CIBO CONTADINO CON CONSEGNE A DOMICILIO

Con l’emergenza coronavirus parte su Benevento e provincia il servizio di consegna a domicilio di cibo sano e genuino direttamente dagli agricoltori della rete Campagna Amica. L’iniziativa di Coldiretti Benevento ha l’obiettivo di servire la città capoluogo e la provincia, compatibilmente con gli spostamenti. I cittadini possono contattare le aziende agricole e prenotare la spesa che sarà consegnata presso l’abitazione. Le consegne vengono effettuate nel rispetto dell’ordinanza della Regione Campania, attraverso il confezionamento degli alimenti. Inoltre gli operatori addetti alle consegne utilizzano la profilassi per la prevenzione, con l’utilizzo di guanti e mascherine. Gli elenchi delle aziende agricole che hanno attivato la consegna a domicilio – ad oggi 13 – sono in costante aggiornamento e consultabili sulla pagina facebook agli indirizzi http://fb.me/CampagnAmicaCampania e http://fb.me/ColdirettiBenevento.

L’iniziativa – sottolinea Coldiretti Benevento – ha l’obiettivo di continuare a fornire cibo sano ai cittadini, che con la loro scelta di consumo possono sostenere l’agricoltura italiana in un momento di grave difficoltà, a causa delle speculazioni in corso sui prezzi. È un atto vile quello di chi approfitta di una disgrazia per strozzare le imprese agricole, che continuano a lavorare per garantire le forniture di alimenti. Il messaggio ai cittadini è scegliere e pretendere prodotti italiani, una campagna lanciata da Coldiretti con lo slogan #MangiaItaliano.

Gli inviti a stare in casa da parte dell’autorità sanitarie e del Governo sono stati raccolti dalla popolazione con ben il 43% degli italiani che ha tagliato le uscite anche per andare a fare la spesa, che – sottolinea la Coldiretti – rimane peraltro tra i comportamenti consentiti. La grande maggioranza degli italiani (61%) in questo periodo va a fare la spesa circa una volta alla settimana preoccupandosi di mettere nel carrello prima di tutto nell’ordine – precisa la Coldiretti – pasta e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%).

Infatti nelle ultime tre settimane dell’emergenza Coronavirus gli acquisti di pasta sono cresciuti del 61% e quelli di farina addirittura dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo un’analisi di Coldiretti su dati Nielsen che segnala anche un raddoppio per cibo in scatola e conserve e un balzo di oltre il 24% dei surgelati, quasi si temesse una lunga durata della pandemia.

Quasi 1 italiano su 3 (30%) – spiega Coldiretti – si aspetta che l’emergenza duri almeno fino a Pasqua mentre il 46% pensa che dovremo fare i conti con il virus almeno fino all’estate, un 7% fino al prossimo autunno e infine i più pessimisti (5%) pensano che durerà per tutto l’anno mentre non si pronuncia il 12% della popolazione. Una situazione che – continua la Coldiretti – ha cambiato in parte anche le modalità della spesa con l’11% che ha aumentato l’on line mentre il 7% si è rivolto con maggiore frequenza ai servizi di consegna a casa.

 

VENETO, CORONAVIRUS: CAMPAGNA AMICA A CASA TUA

Nostalgia di un pranzo o della cena in agriturismo ? Nessun problema i pasti dei cuochi contadini possono essere consegnati direttamente a casa. Dopo l’operazione “prenota e ritira al mercato di Campagna Amica e la consegna della spesa a domicilio con i produttori agricoli Coldiretti annuncia che da oggi nel sito https://veneto.coldiretti.it/news/campagna-amica-a-casa-tua/ e’ on line l’elenco delle attività agrituristiche che possono preparare un menù a km zero pronto per essere servito a tavola. L’iniziativa è degli agriturismi di Campagna Amica promossi da Terranostra propongono ogni giorno dei pasti diversi secondo fantasia e i frutti della terra. “Un primo, un secondo, contorno e dolce il minimo per ricreare l’atmosfera di una serata prima dell’emergenza sanitaria – spiega Diego Scaramuzza Presidente regionale e titolare de “La Cascina” di Mestre tra le realtà veneziane che propongono l’iniziativa alle famiglie interessate. Coldiretti sottolinea l’importanza di dare attenzione alle fasce più deboli della popolazione, a partire dagli anziani e dalle persone impossibilitate a muoversi. Le ordinazioni avvengono via mail o telefonicamente e poi recapitate nell’assoluto rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie previste dalla normativa in vigore per garantire la sicurezza sia degli operatori che dei consumatori. Secondo l’indagine Ixe’/Coldiretti quasi 4 italiani su 10 (38%) hanno fatto scorte di prodotti alimentari e bevande per il timore ingiustificato di non trovali più disponibili sugli scaffali di negozi, supermercati e discount. La grande maggioranza degli italiani (61%) in questo periodo va a fare la spesa circa una volta alla settimana preoccupandosi di mettere nel carrello prima di tutto nell’ordine – precisa la Coldiretti – pasta, riso e cereali (26%), poi latte, formaggi, frutta e verdura (17%), quindi prodotti in scatola (15%), carne e pesce (14%), salumi e insaccati (7%) e vino e birra (5%). Infatti nelle ultime tre settimane dell’emergenza Coronavirus gli acquisti di pasta sono cresciuti del 61% e quelli di farina addirittura dell’82% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo un’analisi di Coldiretti su dati Nielsen che segnala anche un raddoppio per cibo in scatola e conserve e un balzo di oltre il 24% dei surgelati, quasi si temesse una lunga durata della pandemia.

 

LIGURIA, CORONAVIRUS: CRISI PER IL MERCATO DI FIORI E PIANTE MADE IN LIGURIA

Ritardi, disdette e blocchi dei commerci con Francia, Olanda e Stati Uniti, ai quali si sommano le incertezze del mercato nazionale a causa dell’emergenza Coronavirus: ad oggi risulta a rischio la gran parte della produzione floricola ligure, dove è stata addirittura stoppata del 100%, la vendita di ranuncoli e di altri fiori recisi mentre sono fortemente rallentate le vendite di aromatiche e piante in vaso. Il settore florovivaistico locale, e tutta la filiera ad esso collegata, rischia così di andare in crisi se non si interviene urgentemente con misure a sostegno del settore, che vede l’80% della produzione Made in Liguria concentrata appunto in questo periodo.

È quanto afferma Coldiretti Liguria a seguito del monitoraggio effettuato per stimare i danni subiti dal comparto, attraverso l’invito rivolto alle imprese locali di dichiarare tutte le problematiche riscontrate a causa dei blocchi di mercato,  rallentamento e azzeramento dell’export, invenduto, ecc…Se da un lato i blocchi sui maggiori mercati nazionali ed europei (ad esclusione della Germania che risulta ancora ricevere le piante provenienti dall’Italia) e la conseguente riduzioni degli ordinativi minato l’export, a livello di mercato nazionale la situazione non è migliore, con il crollo della richiesta di piante e fiori.

“Il mercato dei fiori – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa – sta subendo i contraccolpi dell’emergenza sanitaria in atto, e le conseguenze rischiano, nel tempo, di andare a compromettere la sopravvivenza di uno dei settori di punta dell’economia regionale ligure, che genera un fatturato annuo complessivo di circa 350 milioni di euro. Purtroppo questa situazione di attesa nella fine emergenza, rischia di vanificare il costante lavoro e impegno dei nostri imprenditori che hanno permesso di avere a disposizione, come sempre in questo periodo, una fioritura completa e di qualità eccellente che purtroppo rischia di rovinarsi nell’arco dei prossimi dieci giorni. Se entro il mese le piante in vaso non verranno vendute, dovranno essere buttate come già avvenuto per la maggior parte dei fiori recisi del periodo. Il Decreto Cura Italia ad ora non consente di fornire una concreta risposta al comparto, per tale motivazione riteniamo doveroso un intervento regionale di immediato supporto, vista la straordinarietà della problematica È per questo che, che come Coldiretti Liguria abbiamo richiesto formalmente alla Regione di prevedere interventi diretti e concreti per il comparto, ivi compreso lo stato di calamità naturale: alle imprese servono sicuramente misure urgenti ed immediate in termini di liquidità, possibilità di accedere a specifici finanziamenti oltre quanto previsto dal Decreto, e con la necessità di estendere i provvedimenti per un periodo superiore in termini temporali rispetto a quanto previsto dal decreto.

Il florovivaismo ligure – concludono Boeri e Rivarossa –  è uno dei settori più conosciuti e amati a livello nazionale ed internazionale, e serve l’impegno di tutti per cercare di farlo uscire da questa crisi senza precedenti: anche in una situazione come quella che stiamo vivendo, è un settore che potrebbe fare la differenza, grazie alla forza degli imprenditori che producono fiori unici al mondo, di altissima qualità, richiesti ed apprezzati in tutti i Paesi”.

 

SALERNO, CORONAVIRUS: MOBILITATI I TRATTORI COLDIRETTI PER SANIFICARE STRADE

Coronavirus, in provincia di Salerno mobilitati i trattori della Coldiretti per sanificare strade e piazze con la distribuzione di prodotti disinfettanti  grazie all’uso di irroratori e nebulizzatori. A Giffoni Valle Piana i trattori sono già in azione da alcuni giorni. A Pontecagnano Faiano da giovedì 19 marzo saranno venti i trattori lungo le strade cittadine che bonificheranno l’intero territorio. Le prestazioni degli agricoltori sono a titolo gratuito. I Comuni forniranno tute, mascherine e prodotti disinfettanti, gli agricoltori garantiranno trattori e presenza lungo le strade.  “Abbiamo messo a disposizione delle autorità locali i trattori e le competenze dei nostri soci per contribuire alla sanificazione dei territori – spiega il direttore di Coldiretti Salerno, Enzo Tropiano – un’iniziativa concordata con i sindaci dei Comuni di Giffoni Valle Piana e Pontecagnano e immediatamente operativa. I nostri trattori possono raggiungere tutte le aree anche più difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali. In questa fase di emergenza Coldiretti ribadisce e rafforza il suo ruolo sociale e di appartenenza territoriale con un contributo in termini operativi in un periodo di grande emergenza per i Comuni”.  Coldiretti  si è già resa disponibile a tutte le autorità locali per contribuire alla più ampia opera di bonifica mai realizzata prima in provincia di Salerno. Si tratta di una mobilitazione che rafforza l’impegno degli agricoltori e contoterzisti in questo difficile momento di emergenza dove migliaia di aziende agricole sono impegnate per garantire continuità delle forniture alimentari alla popolazione.

 

LIGURIA, CORONAVIRUS: SERVE INTERVENIRE PER SALVARE LE PRODUZIONI E LA PESCA

È quanto afferma Coldiretti Liguria a seguito dell’approvazione nel Consiglio dei Ministri del Decreto ”Cura Italia”, intervento a favore degli indigenti sul latte, che sarà esteso anche alla carne bovina, ovina e suina, ma che deve far riflettere sull’esigenza che vengano stanziate anche risorse per indennizzare dalle perdite subite le aziende florovivaistiche, vitivinicole e di tutte le attività agricole in generale, oltre a quelle ittiche locali, che al momento si trovano in grosse difficoltà nel commercializzare i propri prodotti per effetto all’emergenza sanitaria in corso. 

Ad oggi le marinerie liguri hanno registrato un crollo della domanda di pesce fresco causato principalmente dal cambio delle abitudini dei cittadini e dalla chiusura di mense scolastiche e ristoranti, che hanno portato i pescatori a non avere, una volta a terra, il canale di vendita assicurato; allo stesso modo la riduzione della domanda da parte di ristoranti, alberghi, agriturismi e bar chiusi per l’emergenza, sta colpendo, di riflesso, altri settori agricoli vitali dell’economia regionale quali il vitivinicolo. Ma il settore che sta subendo la peggiore sorte è il florovivaismo ligure dove ritardi, disdette e blocchi dei commerci con Francia, Olanda e Stati Uniti, ai quali si sommano le incertezze del mercato nazionale a causa dell’emergenza, hanno addirittura stoppato del 100%l’esportazione di ranuncoli e di altri fiori recisi mentre sono fortemente rallentate le vendite di aromatiche e piante in vaso, nel momento dell’anno dove si concentra l’80% della produzione aziendale. Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus l’attività delle aziende agricole, in generale, secondo l’Indagine Coldiretti/Ixe’ è crollata nel 41% e non è accettabile dunque limitare solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio.

“Il blocco del mercato interno e i rallentamenti su quello estero – affermano il Presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –   stanno colpendo duramente le nostre imprese agricole, in special modo quelle floricole, vitivinicole nonché le ittiche, da sempre impegnate nella produzione e vendita delle grandi eccellenze Made in Liguria apprezzate a livello nazionale ed internazionale. Viste le difficoltà che accomunano i settori a nostro avviso i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende. Per la pesca bene il fermo volontario e l’attivazione della Cassa integrazione in deroga per tutti i lavoratori, ma, soprattutto per il settore florovivaistico locale è necessario pensare a degli aiuti che compensino le perdite di produzione di fiori recisi ed in vaso e successivamente delle piante stesse, oltre ad interventi straordinari come la cassa integrazione per i dipendenti ed interventi diretti in conto capitale per sostenere le imprese che hanno perso la produzione per l’impossibilità di commercializzarla sia nel mercato interno sia estero. Per quanto riguarda l’agroalimentare non bisogna infine dimenticare che l’approvvigionamento adesso è assicurato in Italia grazie al lavoro costante delle aziende agricole, stalle e pescherecci, nonostante le preoccupazioni per la sicurezza, i vincoli, le difficoltà economiche e gli ostacoli oggettivi all’operatività, dalla ridotta disponibilità di manodopera ai blocchi alle frontiere per i trasporti con l’88% delle merci che in Italia viaggia su gomma. Per questo, è importante ora anche un decisivo intervento della Commissione Europea per garantire la libera circolazione dei prodotti.”

 

PIEMONTE, CORONAVIRUS: SEGNALARE SPECULAZIONI SUL RIBASSO DEL LATTE

“Con la situazione d’emergenza sanitaria in atto è necessario che tutta la filiera lattiero casearia faccia fronte comune e si evitino ingiustificate riduzioni del prezzo del latte pagato agli allevatori”, affermano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale.  

“Sarebbero insostenibili ed inaccettabili le richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori mentre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produzioni e i rifornimenti alle dispense degli italiani. Proprio in questi giorni alcune realtà industriali del Piemonte hanno confermato, anche pubblicamente, aumenti delle vendite”, continuano Moncalvo e Rivarossa. 

Il Piemonte è tra le prime regioni, a livello nazionale, per la produzione di latte con 10 milioni di quintali annui, circa 2000 aziende produttrici tra le più professionali al mondo e 51 specialità di formaggi.

“Invitiamo la parte industriale, in un momento così difficile a generare interazioni e sinergie per sopperire a eventuali necessità e non esclusivamente a ragionare sulla riduzione del prezzo, come, purtroppo, temiamo stia accadendo. Chiediamo, inoltre, un atto coraggioso di solidarietà a quelle industrie piemontesi che continuano ad importare latte dall’estero per sostenere l’economia del nostro Piemonte, sospendendo tali importazioni in un momento così difficile per il Paese e per l’economia”, concludono Moncalvo e Rivarossa.

 

CUNEO, LATTE: CONTRO RIBASSO DEI PREZZI ALLA STALLA E IMPORTAZIONI DALL’ESTERO

Con la situazione d’emergenza sanitaria in atto, Coldiretti chiede che tutta la filiera lattiero-casearia faccia fronte comune e si evitino ingiustificate riduzioni del prezzo del latte pagato agli allevatori.

“Sarebbero insostenibili ed inaccettabili le richieste di riduzione del prezzo pagato agli allevatori mentre i supermercati vengono presi d’assalto e nelle stalle si continua a mungere per garantire le produzioni e i rifornimenti alle dispense degli italiani. Proprio in questi giorni alcune realtà industriali del nostro territorio hanno confermato, anche pubblicamente, aumenti delle vendite” dichiara il Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo Roberto Moncalvo.“Invitiamo la parte industriale, in un momento così difficile, a generare interazioni e sinergie per sopperire a eventuali necessità e non esclusivamente a ragionare sulla riduzione del prezzo, come, purtroppo, temiamo stia accadendo. Chiediamo, inoltre, un atto coraggioso di solidarietà a quelle industrie piemontesi che continuano ad importare latte dall’estero per sostenere l’economia del nostro Piemonte, sospendendo tali importazioni in un momento così difficile per il Paese e per l’economia”, conclude Moncalvo.

La Granda – rimarca Coldiretti Cuneo – è una realtà importante a livello nazionale per la produzione di latte di alta qualità con circa 1.200 aziende produttrici, tra le più professionali al mondo, 6 milioni di quintali annui di latte e quasi 30 formaggi di cui 5 a denominazione di origine protetta.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

PADOVA, CORONAVIRUS. PRIMA TASK FORCE COLDIRETTI PER A SANIFICAZIONE STRADE

Allo stadio di San Giorgio delle Pertiche c’erano il Sindaco Daniele Canella, la Protezione civile, la polizia municipale che scorta ogni singolo operatore, c’era l’idrante per il caricamento dell’acqua, la candeggina da miscelare, il punto di partenza e di ritorno per il rifornimento. E c’erano i giovani imprenditori agricoli Morgan, Enrico, Lorenzo e Mirco: ecco la prima task force di Coldiretti per la sanificazione di vie e piazze dell’Alta Padovana, partita questa mattina. Sono tutti imprenditori under 30, scesi in strada coi trattori, irroratori, barre e nebulizzatori per procedere alla disinfezione delle aree pubbliche. Li ha messi insieme, dopo un giro di telefonate, il Sindaco di San Giorgio delle Pertiche, Daniele Canella che ha allertato i vigili urbani e recuperato pure il disinfettante da distribuire lungo la rete viaria e che ha trovato negli agricoltori e nei contoterzisti di Coldiretti Padova la piena disponibilità ad intervenire con i propri mezzi e strumenti per procedere con tempestività nell’operazione a San Giorgio delle Pertiche.

“Ringraziamo il sindaco Canella per il supporto e la tempestività – afferma Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova – nel cogliere la disponibilità dei nostri giovani imprenditori che vogliono dare un contributo concreto in questi giorni di emergenza, in cui c’è la necessità di dare subito delle risposte concrete ai cittadini. Noi siamo pronti a fare la nostra parte e abbiamo già programmato altre uscite nel corso della settimana”. Domani la task force degli agricoltori di Coldiretti Padova interviene a Villanova di Camposampiero, parco Mussolini, con la partecipazione dei giovani Mirco, Denis, Paolo e Vasco. Venerdì 20 marzo l’appuntamento e a Campodarsego e sabato mattina a Borgoricco.

“Si tratta di una iniziativa concordata con la Protezione Civile e resa immediatamente operativa dopo l’annuncio del governatore Luca Zaia. I trattori posso operare nelle città e nei paesi riuscendo a raggiungere – aggiunge Bressan – anche le aree più interne e difficili dove i mezzi industriali sono in difficoltà per le ridotte dimensioni delle carreggiate e per le pendenze dei tracciati stradali”. Una mobilitazione che rafforza l’impegno degli agricoltori e contoterzisti in questo difficile momento di emergenza dove oltre 60mila aziende agricole venete sono impegnate per garantire continuità delle forniture alimentari alla popolazione nonostante le evidenti difficoltà.

 

ROVIGO, CAMPAGNA AMICA A DOMICILIO: TANTE AZIENDE SONO OPERATIVE

Tu resta a casa, al resto ci pensiamo noi! I produttori di Campagna Amica Rovigo stanno cercando di rendersi utili in questo momento per far fronte alle nuove esigenze dei consumatori che, a causa dell’emergenza sanitaria, hanno deciso di aderire all’iniziativa #iorestoacasa. Come in altre province venete e italiane, nell’assoluto rispetto delle prescrizioni igienico sanitarie previste dalla normativa in vigore per garantire la sicurezza sia degli operatori che dei consumatori, sarà possibile ordinare con una telefonata o una email la spesa direttamente alle aziende per riceverla a casa. Forza, prendi la cornetta, Campagna Amica Rovigo ti aspetta: ecco le aziende che si sono rese disponibili con i loro contatti.

  • Pagliarini avicola di Canaro con carne avicola e uova; 349/6889809 – azienda@pagliariniavicola.it ;
  • azienda agricola Al botteghino di Lidia Bagatella di Ariano Nel Polesine con ortofrutta; 348/2320105 – lidiabagatella@gmail.com ;
  • azienda agricola Succi Giovanni di Occhiobello con il vino; 340/6649608 – succigiovanni@gmail.com ;
  • azienda agricola La bocalina di Silvia Bertazzo con pane, brioche, biscotti, farine e miele; 349/7308260 – aziendalabocalina@gmail.com ;
  • azienda agricola Zullato Paola di Rovigo con ortaggi; 335/1624394.
  • azienda agricola Giacomin Franco con vino di Galzignano (Pd), miele e confetture; 333/8487191 – lacengolina.giacomin@libero.it ;
  • azienda agricola Boccato Diego di Ceregnano con salami, cotechini, salsicce e uova; 348/9109673 – 348/9109671 salumi.boccato@gmail.com;
  • azienda agricola Corte Samoro di Ceregnano con salami, cotechini, salsicce e uova; 340/8107361 – 329/3163461 cortesamoro@gmail.com ;
  • azienda agricola F.lli Billo di Copparo (Fe) con carne bovina, suina, avicola e uova; 342/7613700 – billoa15@gmail.com ;
  • società agricola Hortus Novus di Capato Emanuele di Lusia con ortaggi; 348/2894564 – capato.emanuele79@gmail.com
  • azienda agricola Marangon Valentino con riso del Delta del Po, biscotti e farina di riso; 348/2520045 – info@risomarangon.com.

 

FERRARA, CORONAVIRUS: SERVE PROROGA SCADENZA PER TUTTE LE AZIENDE

“Di fronte a una situazione drammatica serve subito l’estensione della proroga delle scadenze fiscali e contributive a tutte le aziende, senza discriminarle sulla base del fatturato”. È l’appello del presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Premier Giuseppe Conte, ai rappresentanti del Governo e alle forze politiche di maggioranza ed opposizione in riferimento alle misure adottate con l’approvazione del Decreto “Cura Italia”, che esclude le aziende con più di 2 milioni di fatturato dalla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 marzo. Ad essere escluse – denuncia Prandini – sono le imprese che più hanno subito l’impatto delle misure di prevenzione adottate a livello nazionale come quelle florovivaistiche che hanno visto andare in fumo completamente, nel momento più importante dell’anno, la produzione di fiori recisi e in vaso per effetto del divieto alle cerimonie e della chiusura dei negozi ma anche quelle vitivinicole colpite duramente dallo stop imposto a bar e ristoranti in Italia e all’estero. Una situazione straordinaria che – conclude Prandini – non consente di rispettare la scadenza di venerdì prossimo entro la quale è necessario o adottare un provvedimento urgente di sospensione dei termini.

 

CALABRIA, ACETO: AUGURI DI BUON LAVORO AL NEOASSESSORE AGRICOLTURA GALLO

“I  migliori auguri di buon lavoro all’intero Esecutivo Regionale guidato da Jole Santelli ed in particolare al neo assessore all’agricoltura Gianluca Gallo con il  quale siamo certi riusciremo a costruire un rapporto di collaborazione e intesa nell’interesse dell’agricoltura e quindi della Calabria”.  E’ quanto afferma il presidente della Coldiretti Calabria Franco Aceto nel sottolineare che adesso bisogna partire subito  affrontando tutte le questioni che riguardano la vita delle persone e delle imprese agricole e agroalimentari. Va nella giusta direzione  – continua – anche l’Istituzione da parte della Presidente Jole Santelli,  della  “task-force regionale a sostegno del Settore economico produttivo calabrese – emergenza COVID-19”, che chiediamo si riunisca subito, anche in videoconferenza, per affrontare le problematiche che stiamo riscontrando per le imprese agricole ed agroalimentari calabresi per dare continuità, con misure regionali  integrative e complementari, a quelle nazionali.  Infatti – chiarisce –  ci sono comparti , che sono poi tra i più dinamici dell’economia regionale, quali florovivaismo con i fiori recisi che possono essere solo buttati, vino, ortofrutta, agriturismo e pesca che stanno soffrendo terribilmente con un sostanzioso calo di competitività e ridimensionamento drastico delle esportazioni e un calo significativo degli ordinativi.   L’intervento nazionale a favore degli indigenti sul latte, deve fare da apripista ma  dovrà essere esteso ad esempio – aggiunge Aceto – positivamente anche in altri comparti, prevedendo  anche  una efficace campagna di comunicazione per sostenere il consumo di prodotti alimentari italiani da parte dei cittadini #MangiaItaliano con il coinvolgimento della distribuzione organizzata”. La situazione che si è creata – sottolinea Coldiretti – colpisce duramente le aziende agricole, i primi interventi dovrebbero andare nella direzione di consentire la continuazione dell’attività produttiva a tutte le aziende, vista a strategicità della fornitura alimentare perché il rischio è che la filiera alimentare venga “spolpata dal corona virus.  Da quando è iniziata l’emergenza coronavirus – spiega Coldiretti – l’attività è crollata di circa il 41% delle aziende agricole e non è opportuno limitare, ad esempio, solo alle aziende con meno di 2 milioni di fatturato la sospensione dei versamenti e adempimenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 di marzo, che vanno pagati entro il 31 maggio. Mai come in questo momento – conclude Aceto – la rapidità delle decisioni è fondamentale.

 

PIACENZA, SERVE PROROGA SCADENZE PER TUTTE LE AZIENDE

“Di fronte a una situazione drammatica serve subito l’estensione della proroga delle scadenze fiscali e contributive a tutte le aziende, senza discriminarle sulla base del fatturato”. È l’appello del presidente della Coldiretti Ettore Prandini al Premier Giuseppe Conte, ai rappresentanti del Governo e alle forze politiche di maggioranza ed opposizione in riferimento alle misure adottate con l’approvazione del Decreto “Cura Italia”, che esclude le aziende con più di 2 milioni di fatturato dalla sospensione dei versamenti fiscali e contributivi in scadenza tra l’8 ed il 31 marzo. Ad essere escluse – denuncia Prandini – sono le imprese che più hanno subito l’impatto delle misure di prevenzione adottate a livello nazionale come quelle florovivaistiche che hanno visto andare in fumo completamente, nel momento più importante dell’anno, la produzione di fiori recisi e in vaso per effetto del divieto alle cerimonie e della chiusura dei negozi ma anche quelle vitivinicole colpite duramente dallo stop imposto a bar e ristoranti in Italia e all’estero. Una situazione straordinaria che – conclude Prandini – non consente di rispettare la scadenza di venerdì prossimo entro la quale è necessario o adottare un provvedimento urgente di sospensione dei termini.

 

Appuntamenti

 

FERRARA: MERCATI CONTADINI APPLICANDO LE  NORME DI PREVENZIONE SANITARIA

Giovedì 19, sabato 21, martedì 24 e mercoledì 25 marzo

Nel rispetto dei decreti ministeriali e delle norme sanitarie, Coldiretti informa che le attività dei Mercati di Campagna Amica Ferrara (mercato coperto di Via Montebello 43, il martedì, giovedì e sabato mattina dalle 8.30 alle 13.30 e Agrimercato Grisù, il mercoledì mattina dalle 8.30 alle 13.00), così come i punti vendita aziendali ed i distributori automatici di latte fresco crudo (in via Bologna, via Comacchio e via Modena) sono aperti ed in funzione, con regolamentazione dell’accesso e rispetto della distanza minima di 1 metro.

Prodotti freschi e trasformati, direttamente dai campi dei nostri produttori che possono essere acquistati ai mercati o prenotati per il ritiro presso il mercato o ancora fatti recapitare direttamente al domicilio, nel rispetto delle norme di prevenzione alla diffusione del coronavirus.

Per informazioni seguite la pagina Facebook di Campagna Amica Ferrara.

 

MODENA: MERCATI CONTADINI E PUNTI VENDITA AZIENDALI APERTI

Giovedì 19, domenica 22 e mercoledì 25 marzo

Nel pieno rispetto dei decreti ministeriali e delle norme sanitarie, Coldiretti Modena informa che le attività dei Mercati di Campagna Amica di Modena (giovedì pomeriggio al Parco della Resistenza-via Morane; domenica mattina in Largo San Francesco e il mercoledì pomeriggio ai Torrazzi), così come i punti vendita aziendali sono aperti ed in funzione con regolamentazione dell’accesso e rispetto della distanza minima di 1 metro per assicurare ai cittadini prodotti freschi e trasformati, direttamente dai campi dei produttori.

Per conoscere l’elenco dei punti vendita di Campagna Amica visita il sito www.campagnamica.it

 

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