COMUNICATO STAMPA | Notizie dalle Federazioni

News La Forza del Territorio del 14 giugno 2021

15 Giugno 2021
News La Forza del Territorio del 14 giugno 2021

Primo piano

 

 

MOLISE

CINGHIALI: URGE MODIFICA LEGGE NAZIONALE SULLA CACCIA

A rischio la sopravvivenza delle aziende agricole, la biodiversità e la salute

Cresce l’emergenza cinghiali in Molise. Dopo l’ultimo incidente automobilistico verificatosi lo scorso 8 giugno lungo la statale 17, nei pressi del bivio di San Polo Matese, si riaccendono i riflettori, per la verità mai spenti, su una problematica irrisolta da anni: l’aumento incontrollato e ormai inarrestabile di cinghiali sull’intero territorio regionale. Parliamo di interi branchi che ormai circolano incontrastati su terreni, strade e centri abitati, spesso seminando il panico fra la popolazione sempre più allarmata verso un problema che non interessa più solo gli agricoltori, i cui campi vengono sistematicamente e quotidianamente distrutti ma anche la pubblica incolumità.

Dunque agricoltori messi sul lastrico dalle quotidiano scorribande di cinghiali, automobilisti sempre più a rischio di pericolosissimi incidenti stradali, anche lungo le strade statali e non più solo le vie secondarie della regione, come anche cittadini che si imbattono con sempre maggiore frequenza in cinghiali che si appropriano di parchi e giardini senza alcun timore dell’uomo.

“E’ un quadro a tinte fosche – spiega Giuseppe Spinelli, Delegato Confederale di Coldiretti Molise – quello dipinto dalla realtà degli ultimi mesi che urge soluzioni efficaci e immediate. Grazie alla nostra azione sindacale continua e pressante siamo riusciti ad ottenere dalla Regione Molise una serie di misure, la maggiore della quale è certamente l’intervento di selecontrollo, che consente agli imprenditori agricoli muniti di licenza di porto di fucile per l’esercizio venatorio e opportunamente formati con uno specifico corso, la possibilità di difendere i propri campi dalla forza distruttiva dei cinghiali; ma – aggiunge Spinelli – questo purtroppo non basta. Adesso la palla passa al Parlamento nazionale che dovrà modificare la Legge sulla caccia (n. 157 del 1992), prevedendo opportune norme che consentano di ridurre il numero di questi animali, estremamente prolifici, per risolvere realmente il problema. Ne va della sopravvivenza delle nostre aziende – conclude il Direttore regionale di Coldiretti Molise, Aniello Ascolese –  linfa vitale dell’economia regionale e nazionale, già duramente provate dalla crisi della pandemia, ma anche la tutela della biodiversità e ovviamente l’incolumità dei cittadini”.

Dal Territorio

 

PUGLIA, INCENDI: FAVORITI DA ABBANDONO E CROLLO PRECIPITAZIONI

A favorire la diffusione degli incendi spesso di matrice dolosa sono le precipitazioni che risultano crollate con 26 giorni consecutivi senza pioggia nel 2020, un fenomeno che aggrava contesti di abbandono in Salento colpito dalla Xylella o estese aree cerealicole del foggiano dove indisturbati agiscono i piromani. E’ quanto afferma Coldiretti Puglia, in occasione della presentazione della Campagna Antincendio Boschivo 2021 della Regione Puglia e della inaugurazione della nuova sala operativa della Protezione Civile.

Caldo e siccità sono un mix esplosivo sommato al vento che rendono difficile la lotta alla fiamme, spesso di origine dolosa, con i giorni consecutivi senza pioggia superiori alla mediana climatologica (1981-2010), secondo i dati ISTAT del report BES 2020.

“E’ rilevante il problema sicurezza, considerato il numero di richieste di intervento ai Vigili del Fuoco di Lecce, oltre alle chiamate alla protezione civile per spegnere gli incendi divampati nei campi abbandonati con gli alberi ormai secchi per la Xylella. Altrettanto grave è l’incendio che ha interessato 120 ettari di grano della ASP Zaccagnino di San Nicandro Garganico, un danno enorme proprio alla vigilia del raccolto”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

La Coldiretti ha elaborato un decalogo per combattere gli incendi. La prima regola per non causare l’insorgenza di un incendio è quella – afferma la Coldiretti Puglia – di evitare di accendere fuochi non solo nelle aree boscate, ma anche in quelle coltivate o nelle vicinanze di esse, mentre nelle aree attrezzate, dove è consentito, occorre controllare costantemente la fiamma e verificare prima di andare via che il fuoco sia spento. Soprattutto nelle campagne – precisa la Coldiretti – non gettare mai mozziconi o fiammiferi accesi dall’automobile e nel momento in cui si è scelto il posto dove fermarsi verificare che la marmitta della vettura non sia a contatto con erba secca che potrebbe incendiarsi. Inoltre – continua la Coldiretti Puglia – non abbandonare mai rifiuti o immondizie nelle zone di campagna o boscate o in loro prossimità e in particolare, evitare la dispersione nell’ambiente di contenitori sotto pressione (bombolette di gas, deodoranti, vernici, ecc.) che con le elevate temperature potrebbero esplodere o incendiarsi facilmente. Nel caso in cui venga avvistato un incendio – consiglia la Coldiretti regionale – non prendere iniziative autonome, ma occorre mantenersi sempre a favore di vento evitando di farsi accerchiare dalle fiamme per informare tempestivamente le autorità responsabili con i numeri di emergenza disponibili. Dal momento che – conclude la Coldiretti Puglia – un elevato numero degli incendi è opera di piromani o di criminali interessati alla distruzione dei boschi, occorre collaborare con le autorità responsabili per fermare comportamenti sospetti o dolosi favoriti dallo stato di abbandono di campi e boschi.

 

EMILIA ROMAGNA, PERA IGP: BENE REGIONE CON 2,3 MLN DI AIUTO ALLA NUOVA AOP

“È positivo l’interesse concreto dimostrato dalla Regione, attraverso l’annuncio dell’Assessore all’agricoltura, Alessio Mammi, alla nuova Associazione di organizzazioni di produttori della pera Igp dell’Emilia-Romagna, in un momento nel quale il comparto frutticolo, dopo aver subito danni gravissimi per diverse stagioni di seguito, si sta preparando a ripartire”. È questo il commento di Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, al sostegno annunciato da viale Aldo Moro al progetto di rilancio di un prodotto di eccellenza come la pera, del quale nella nostra regione viene prodotto il 70% della produzione nazionale.

“I 2,3 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per i prossimi due anni – ha proseguito Bertinelli – rappresentano un sostegno importante per i produttori che negli ultimi tre anni hanno dovuto fare i conti con la cimice asiatica, la maculatura bruna e le gelate del 2020 e di quest’anno, che hanno compromesso ulteriormente i raccolti, il tutto in piena pandemia”.

 

LOMBARDIA, COVID: CON ZONA BIANCA STOP COPRIFUOCO PER QUASI 1700 AGRITURISMI

Sono circa 10 milioni i lombardi che da lunedì 14 giugno ritornano in zona bianca, con il livello minimo di restrizioni. E’ quanto afferma la Coldiretti Lombardia nel sottolineare che le riaperture riguardano anche i quasi 1700 agriturismi attivi in regione che potranno dire addio al coprifuoco.

Un’opportunità importante per queste strutture – spiega la Coldiretti Lombardia – che sono spesso situate in aree rurali lontane dalle città e quindi raggiungibili in tempi più lunghi dagli ospiti provenienti dai centri urbani. Inoltre – continua la Coldiretti regionale – grazie al passaggio in zona bianca gli agriturismi potranno ripristinare le tavolate all’aperto e negli spazi interni aumentare il numero di posti allo stesso tavolo, pur nel rispetto del metro di distanza tra uno e l’altro.

“Il graduale ritorno alla normalità coincide con l’arrivo della stagione estiva che ci auguriamo possa rappresentare davvero la ripartenza definitiva – commenta Massimo Grignani, presidente di Terranostra Lombardia, l’associazione per l’agriturismo e per l’ambiente promossa da Coldiretti – Il comparto degli agriturismi ha sofferto molto le misure anti contagio che l’emergenza Covid ha imposto, con perdite fino al 90% del fatturato. Ora guardiamo con fiducia ai prossimi mesi, anche con il ritorno dei turisti italiani e stranieri”.

Secondo l’indagine Coldiretti/Notosondaggi – conclude la Coldiretti Lombardia – quasi un italiano su cinque (17%) ha scelto di trascorrere le vacanze estive 2021 in campagna, parchi naturali e oasi, tra verde ed enogastronomia, coniugando la voglia di normalità con la garanzia di stare in sicurezza senza rischiare gli affollamenti.

 

PIEMONTE, LAVORO MINORILE: STOP IMPORT DA PAESI CHE NON RISPETTANO BAMBINI

“L’Unione Europea deve bloccare le importazioni di prodotti alimentari che sfruttano i bambini e garantire che dietro tutti i cibi che arrivano sulle tavole ci sia un percorso di qualità che riguarda la tutela dei minori, oltre che del lavoro, dell’ambiente e della salute”. E’ quanto affermano Roberto Moncalvo presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa delegato confederale nel commentare il nuovo rapporto realizzato dall’Organizzazione internazionale del Lavoro (Ilo) e dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (Unicef).

Dal Sudamerica all’Asia fino all’Africa, l’agricoltura è il settore in cui si concentra oltre il 70% dell’insieme dei bambini e adolescenti costretti a lavorare, cioè 112 milioni in totale, di cui una larga parte è rappresentata dalla fascia di età tra i 5 e gli 11 anni.

“In Piemonte, dopo Rice to Love, realizzato dal giornalista Stefano Rogliatti, in cui abbiamo raccontato le dinamiche che stanno dietro alla coltivazione ed al commercio di riso in Myanmar, abbiamo voluto continuare con un’operazione di trasparenza, sempre con Rogliatti, per far vedere cosa accade nei luoghi di produzione della nocciola turca nel periodo della raccolta e per raccontare la vera situazione a cui i raccoglitori, tra cui moltissimi minori,  sono obbligati per la sopravvivenza –spiegano Moncalvo e Rivarossa-. Così è nato Né Tonda Né Gentile, un documentario unico nel suo genere che fotografa condizioni sociali di forte disagio e realtà produttive estremamente diverse da quelle italiane e piemontesi. Lo sfruttamento minorile è un fenomeno intollerabile che la crisi causata dalla pandemia rischia, purtroppo, di rendere ancora più diffuso, per questo serve un cambio di passo –concludono – a livello comunitario, a partire da una maggiore attenzione agli accordi commerciali con quei Paesi dove si sfrutta il lavoro minorile. E’ importante consentire ai cittadini scelte di acquisto consapevoli estendendo a tutti gli alimenti l’obbligo di indicare in etichetta la provenienza, entrata in vigore nel febbraio 2018, che pone l’Italia all’avanguardia in Europa. In tal senso è necessario accelerare sull’etichettatura dei trasformati della frutta, come succhi e marmellate”.

 

VENETO, ISTAT: A TAVOLA 1/3 BUDGET VACANZE, È RECORD

Il cibo nell’estate 2021 si appresta a diventare la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa destinato per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per souvenir o specialità enogastronomiche. E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti diffusa in occasione dell’analisi Istat sull’estate 2021 che evidenzia un netto contenimento nelle spese per alloggio e trasporto che rappresentano le altre voci principali del bilancio per le vacanze. Un italiano su tre (33,3%) – sottolinea la Coldiretti – sceglie di fare una vacanza a chilometri zero restando all’interno della propria regione ma ben il 92,2% ha comunque già deciso di rimanente all’interno dei confini nazionali con un conseguente risparmio sulle spese di viaggio. All’insegna del contenimento dei costi anche la scelta dell’alloggio con ben il 32,4% che – continua la Coldiretti – va in case di proprietà ma c’è anche un 3,1% che sceglie il campeggio e il 3,3% l’ostello. Con la riapertura totale della ristorazione dopo un lungo periodo di lockdown si prepara invece un ritorno estivo in grande stile per le tavolate a pranzo e cena di italiani e stranieri. Con il green pass Ue possono venire in Veneto più di 5 milioni di turisti europei che prima della pandemia erano arrivati in vacanza durante l’estate. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti Veneto sulla base dei dati dell’Osservatorio Statistico Regionale in riferimento alla firma finale delle istituzioni Ue sul regolamento che istituisce il digital green pass, in vigore dal primo luglio. Uno scenario che fa prevedere una spesa per mangiare da 30 miliardi di euro per le vacanze 2021 con il cibo che – sostiene la Coldiretti – rappresenta per molti turisti la principale motivazione del viaggio in un Paese come l’Italia che è l’unico al mondo che può contare sui primati nella qualità, nella sostenibilità ambientale e nella sicurezza della propria produzione agroalimentare. Un cambiamento importante dopo che la spesa in vacanza per il cibo lo scorso anno per la pandemia Covid è crollata del 58%, il minimo da almeno un decennio e gli effetti – conclude la Coldiretti – si sono fatti sentire sull’intera filiera agroalimentare dove sono coinvolte 70mila industrie alimentari e 740mila aziende agricole lungo la filiera impegnate a garantire le forniture per un totale di 3,6 milioni di posti di lavoro.

 

CUNEO, EDUCAZIONE AL CIBO: CRUCIALE PER IL FUTURO DELL’ITALIA

Stagionalità, tutela della biodiversità e dell’ambiente, attenzione allo spreco di cibo, scelta consapevole di ciò che si porta a tavola: questi e tanti altri i temi cardine del progetto “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare” con il quale Coldiretti Donne Impresa con Campagna Amica entrerà nelle scuole piemontesi, in particolare dell’infanzia e primarie, a partire dall’anno scolastico 2021/2022, con lo scopo di accrescere nei giovani la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari, per una sana alimentazione e un comportamento corretto a tavola e negli acquisti. Tale attività è stata presentata settimana scorsa durante il webinar “L’educazione civica e lo sviluppo sostenibile – Il mondo agricolo come opportunità per la scuola”.

“L’educazione al cibo delle nuove generazioni è cruciale per il futuro del nostro Paese in un momento in cui l’emergenza Covid ci ha messo di fronte a sfide mai immaginate prima sul fronte della salute, della sicurezza e dell’economia”. È quanto afferma Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo, in occasione della 1° Festa dell’educazione alimentare nelle scuole a cui ha partecipato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella tenuta presidenziale di Castelporziano.

“Negli ultimi 20 anni abbiamo fatto crescere con le nostre imprese la rete dei servizi educativi per l’infanzia – spiega Moncalvo – ed ora le 250 fattorie didattiche piemontesi possono accogliere scuole e gruppi scolastici o famiglie, in sicurezza nei grandi spazi aperti delle campagne italiane, offrendo percorsi didattici o ricreativi sull’ambiente rurale, il lavoro degli agricoltori, l’origine dei prodotti alimentari e la vita degli animali. Un percorso educativo che ha permesso di coinvolgere, a livello nazionale, oltre mezzo milione di bambini ogni anno aiutandoli a formare il gusto e l’attenzione alla distintività e alla biodiversità contro l’omologazione a tavola. L’educazione alimentare, è diventata e resterà cruciale nella visione e nel lavoro quotidiano di Coldiretti assieme a quello degli agricoltori italiani e, ci auguriamo, sempre più di tutta la filiera agroalimentare”.

Il progetto segue il protocollo sottoscritto nel 2019 tra il Ministero dell’Istruzione e Coldiretti che consente di mettere a sistema una serie di attività per le scuole, trasformandole in un’offerta formativa organica di ampia portata e di fresca attualità.

“Vogliamo – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – che i nostri bambini crescano bene, imparino a riconoscere il giusto cibo e a difendersi da quello che nuoce. La dieta mediterranea, che ci consente di avere uno dei popoli più longevi del pianeta, deve rimanere un patrimonio inscalfibile del nostro Paese e dell’umanità. L’emergenza Covid ha fatto affiorare sia il tema del necessario rafforzamento della sovranità alimentare del nostro Paese, sia l’esigenza di una progetto lungimirante e pragmatico per un modello di sviluppo sostenibile, a partire dal cibo che da tutti i punti di vista dovrà essere in linea con il progetto di transizione ecologica che abbiamo davanti”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

PUGLIA, +20% INCASSI CON PASSAGGIO ZONA BIANCA; AL VIA CERIMONIE E AGRIWEDDING

Il passaggio in zona bianca significa un incremento del fatturato nel sistema della ristorazione pari a circa il 20%, i cui effetti si fanno sentire a cascata sull’intero sistema agroalimentare con ben oltre 100mila chili di vino e cibi invenduti dall’inizio della pandemia a causa delle limitazioni. E’ quanto stima la Coldiretti Puglia, nel sottolineare che con il nuovo cambio di colore salgono a circa 22mila i bar, le pizzerie, i ristoranti e 900 agriturismi situati nelle regioni in zona bianca dove salta il coprifuoco e si allungano le tavolate con un significativo incremento dell’ospitalità e degli incassi, dopo un anno particolarmente difficile. L’anticipo di una settimana della fine del coprifuoco, con l’arrivo della bella stagione e la ripresa del turismo, è un cambiamento importante che – sottolinea la Coldiretti Puglia – consente l’aumento del tempo per le consumazioni al tavolo e in alcuni casi anche la possibilità di più turni. “Sono 4 milioni i pugliesi che tornano in zona bianca, dove non ci sarà più il coprifuoco e sono anticipate le riaperture delle attività previste tra il 1 giugno e il 1 luglio”, afferma Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. Le nuove regole prevedono che in zona bianca all’aperto non ci siano limiti di persone ai tavoli, tra i quali deve esserci comunque il distanziamento di un metro – aggiunge Coldiretti Puglia – mentre nei bar e nei ristoranti al chiuso potranno sedere allo stesso tavolo massimo sei persone salvo che siano tutti conviventi.

“Siamo pronti a ripartire anche con le cerimonie per matrimoni, battesimi e comunioni nei nostri agriturismi, che spesso situati in zone isolate della campagna in strutture con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto dove le distanze si misurano in ettari, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza”, afferma Filippo De Miccolis, presidente di Terranostra Puglia, associazione agrituristica di Coldiretti.

Le limitazioni causate dal Covid – precisa la Coldiretti Puglia – hanno colpito soprattutto i 900 agriturismi in Puglia perché situati nelle aree rurali lontani dalle città e quindi raggiungibili in tempi più lunghi dagli ospiti provenienti dai centri urbani con una perdita di fatturato stimata in oltre 100 milioni di euro.

Prospettive incoraggianti – continua la Coldiretti regionale – si hanno anche per il turismo straniero grazie all’arrivo del green pass e al netto miglioramento della situazione dei contagi. Una importante inversione di tendenza dopo che la spesa in vacanza per il cibo lo scorso anno per la pandemia Covid – sottolinea la Coldiretti regionale – è scesa del 58%, al minimo da almeno un decennio.

Con il superamento del coprifuoco sarà favorito anche il ritorno dei vacanzieri dall’estero in Puglia che è strategico per l’ospitalità turistica nelle mete più gettonate – afferma la Coldiretti regionale – e ad essere avvantaggiate saranno soprattutto le città d’arte, che sono le storiche mete del turismo dall’estero, ma anche gli agriturismi della Puglia dove gli stranieri secondo Campagna Amica rappresentano tradizionalmente oltre la metà degli ospiti, con il cibo che è diventato la voce principale del budget delle famiglie in vacanza con circa un terzo della spesa di italiani e stranieri destinato alla tavola per consumare pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche, senza dimenticare i souvenir.

 

MODENA, PERA IGP: BENE REGIONE CON 2,3 MLN DI AIUTO

“È positivo l’interesse concreto dimostrato dalla Regione, attraverso l’annuncio dell’Assessore all’agricoltura, Alessio Mammi, alla nuova Associazione di organizzazioni di produttori della pera Igp dell’Emilia-Romagna, in un momento nel quale il comparto frutticolo, dopo aver subito danni gravissimi per diverse stagioni di seguito, si sta preparando a ripartire”. È il commento di Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, al sostegno annunciato da viale Aldo Moro al progetto di rilancio di un prodotto di eccellenza come la pera, del quale nella nostra regione viene prodotto il 70% della produzione nazionale.

“I 2,3 milioni di euro messi a disposizione dalla Regione per i prossimi due anni – ha proseguito Bertinelli – rappresentano un sostegno importante per i produttori che negli ultimi tre anni hanno dovuto fare i conti con la cimice asiatica, la maculatura bruna e le gelate del 2020 e di quest’anno, che hanno compromesso ulteriormente i raccolti, il tutto in piena pandemia”.

 

SONDRIO, ARRIVA L’ASSEGNO TEMPORANEO PER LE FAMIGLIE CON MINORI

Dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2021 i nuclei esclusi dagli assegni familiari (Anf) otterranno un bonus-ponte d’importo variabile da 30 euro a 217,8 euro mensili per figlio minore “che potrà essere richiesto anche per il tramite del Patronato Epaca di Sondrio, che resta a disposizione del pubblico presso la sede di Sondrio in largo Sindelfingen, gli uffici zona di Morbegno, Tirano e Bormio e i recapiti territoriali” come conferma il responsabile del servizio, Cristian Tarabini.

A stabilire e normare il bonus è il decreto-legge «Ponte», approvato la scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri. La misura è volta ad aiutare le famiglie che non hanno diritto agli ANF (es. lavoratori autonomi) nelle more dell’avvio dell’assegno unico: i dipendenti che già percepiscono gli ANF dovranno invece fare domanda come gli altri anni.

Requisiti – Per accedere all’assegno “ponte”, il nucleo familiare del richiedente deve essere in possesso di un ISEE inferiore a 50.000 euro annui. Inoltre, il richiedente deve rispettare uno dei seguenti requisiti:

  1. a) essere cittadino italiano o di uno Stato membro dell’Unione europea, o suo familiare titolare del diritto di soggiorno;
  2. b) essere cittadino di uno Stato non appartenente all’Unione europea, in possesso del permesso di soggiorno Ue per soggiornanti di lungo periodo o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca di durata almeno semestrale;
  3. c) essere soggetto al pagamento dell’imposta sul reddito in Italia;
  4. d) essere domiciliato o residente in Italia e avere i figli a carico sino al compimento del diciottesimo anno d’età;
  5. e) essere residente in Italia da almeno 2 anni, anche non continuativi, oppure essere titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato o a tempo determinato di durata almeno semestrale.

La misura e la domanda – L’assegno viene corrisposto per ciascun figlio minore in base al numero dei figli stessi e alla situazione economica della famiglia attestata dall’ISEE; in particolare, gli importi risultano decrescenti al crescere del livello dell’ISEE. La domanda deve essere presentata in modalità telematica all’Inps entro il 30 giugno. Per le domande presentate entro settembre spettano gli arretrati maturati da luglio.

 

ALESSANDRIA, POMODORO INDUSTRIA: PIU’ ETTARI, INCOGNITA CONSEGUENZE MALTEMPO

Aumentano gli ettari coltivati a pomodoro da industria sul territorio alessandrino, almeno un +15% passando dai 2.173 del 2020 (produzione totale di 1.671.200 quintali) agli oltre 2.300. Per la campagna 2021 rimane al momento l’incognita delle brinate sulle semine precoci di aprile che potrebbero aver causato un danno irreversibile e quindi una decrescita della produzione media stimata in 800 quintali ad ettaro.

“Anomalie meteo, fitopatie, Covid, competitori europei e mondiali, mercati e consumi: sono molti gli interrogativi all’orizzonte ma, grazie al clima ottimale di queste settimane e le irrigazioni di soccorso, le previsioni fanno ben sperare per qualità e quantità – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. La provincia di Alessandria è la zona che ha sviluppato la vocazione più spiccata per la coltivazione del pomodoro da industria di tutto il Piemonte. Per il raccolto 2021 ci si attende un grado Brix nella media per un’attività che ha significative ripercussioni sul nostro territorio, una coltura che è sempre stata sinonimo di garanzia”.

Intanto, suscita preoccupazione il fatto che in poche settimane sul territorio nazionale salga nuovamente alla ribalta delle cronache un sequestro di derivati del pomodoro di importazione, con problematiche, evidenziate dalle indagini, di residui non consentiti e, di conseguenza, di sicurezza alimentare.

Nei primi due mesi del 2021, dagli ultimi dati disponibili, continua la crescita delle importazioni in Italia di derivati del pomodoro che già nel 2020 avevano fatto segnare un +6% rispetto a 2019. Infatti, a gennaio e febbraio sono cresciute le importazioni di pomodoro totali (+23%), in particolare dalla Cina (+38%), accompagnate anche dall’aumento delle provenienze dalla Spagna, dal Portogallo, dalla Turchia e dall’Egitto.

Analizzando gli ultimi dati del commercio mondiale completi (Un Comtrade 2019) emerge come la Cina abbia esportato, nel periodo preso in esame, 932.688 tonnellate di derivati del pomodoro, che hanno avuto come principali destinazioni la Russia (79.209 tonnellate), il Ghana (63.614 tonnellate) e l’Italia (58.428 tonnellate).

“Rischiamo che l’immagine e l’economia di una filiera che rappresenta un’eccellenza del made in Italy, vengano compromesse da pochi soggetti che non rispettano le regole di etichettatura e quelle relative alla sicurezza alimentare – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. La crescita delle importazioni rappresenta un elemento di evidente aumento del rischio e pertanto devono essere incrementati i controlli a tutela degli operatori corretti e di tutti i consumatori”.

Ricordiamo che risale al febbraio 2018 l’entrata in vigore dell’obbligo di etichettatura di origine per la passata di pomodoro.

“Un risultato importante ottenuto grazie al pressing Coldiretti che riguarda da vicino anche la produzione della nostra provincia: i derivati del pomodoro sono, infatti, il condimento più apprezzato dalle famiglie italiane con, nell’ordine, le passate, le polpe, il pomodoro a pezzi, i pelati e i concentrati”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.

 

PUGLIA, COVID: VACCINATI MIGRANTI STRANIERI NEI CAMPI; GREEN PASS SALVA RACCOLTI

Accelera in Puglia la campagna anti-Covid con le vaccinazioni della popolazione che vive e lavora in campagna e dei braccianti extracomunitari dei campi. E’ quanto rendo noto la Coldiretti Puglia che ha organizzato le prime vaccinazioni aziendali per le aziende agricole del territorio e per i lavoratori extracomunitari di Ghetto Out – Casa Sankara presso l’hub vaccinale di Coldiretti a Foggia.

“Garantire sicurezza ai migranti anche sul fronte sanitario è stato il nostro obiettivo prioritario, perché stiamo offrendo servizi diversificati ai braccianti agricoli per integrarli al meglio. Per noi sono tutt’altro che ‘invisibili’, anzi sono divenuti parte integrante del lavoro in agricoltura. Al nastro di partenza anche i punti vaccinali di Molfetta, Lecce e Taranto, aperti a tutte le nostre aziende agricole e ai loro lavoratori”, ha detto il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia.

In Puglia è ottenuto da mani straniere più di ¼ del Made in Italy a tavola, con oltre 38mila lavoratori stranieri che forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore – aggiunge Coldiretti Puglia – con oltre 973mila giornate di lavoro fornite da lavoratori stagionali stranieri solo in provincia di Foggia, il 27,61% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.

E’ stato creato un percorso dedicato ad accoglienza, triage, 2 postazioni vaccinali e area osservazione, con la procedura di prenotazione che ha previsto l’individuazione degli elenchi su liste raccolte da Coldiretti Foggia dalle aziende agricole della provincia che hanno presentato la richiesta di vaccinazione.

La somministrazione delle dosi in campagna è una opportunità resa possibile dalla estensione del piano vaccinale alle categorie produttive che ha visto la Coldiretti protagonista a tutela della salute dei propri dipendenti e associati su tutto il territorio regionale.

Coldiretti Puglia ha predisposto con la Regione Puglia e le ASL competenti a livello provinciale il piano operativo per le vaccinazioni per accelerare la campagna vaccinale nelle aree rurali, dove ha già 12 hub ritenute ‘eleggibili’ della Protezione Civile nazionale. Coldiretti ha raccolto l’appello del commissario generale Figliuolo per garantire in tempi rapidi la vaccinazione degli imprenditori, dei loro familiari e dei dipendenti delle aziende associate, perché la battaglia contro il virus – aggiunge Coldiretti Puglia – è la priorità numero uno per uscire da una crisi sanitaria, sociale ed economica che deve vedere le forze sociali al fianco delle Istituzioni.

“Il certificato verde per i braccianti extracomunitari è importante per consentire la libera circolazione dei lavoratori – ha aggiunto Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Foggia – in un momento in cui sono in pieno svolgimento le campagne di raccolta della frutta e della verdura e tra poco inizierà la vendemmia e poi la raccolta delle olive”.

La comunità di lavoratori agricoli europei più presente in Italia – spiega Coldiretti – è quella rumena con 98.011 occupati ma tra gli europei ci sono tra gli altri soprattutto polacchi e bulgari. Si tratta di lavoratori che spesso da anni collaborano per garantire professionalità ed esperienza alle imprese agricole italiane e che ogni anno attraversano il confine per poi tornare nel proprio Paese. In questo contesto – sostiene la Coldiretti – è necessario superare il ritardo accumulato per l’emanazione del decreto flussi 2021 che dovrebbero portare nelle campagne pugliesi altri 5mila lavoratori extracomunitari ma anche le difficoltà burocratiche che ostacolano l’impiego dei lavoratori italiani in una situazione di difficoltà in cui si trovano altri settori economici. Una esigenza che si è fatta stringente con il calendario delle raccolte – insiste Coldiretti Puglia – che si intensifica con l’avanzare dei periodi di raccolta, dopo fragole, asparagi, carciofi, ortaggi in serra, ci saranno le grandi raccolte di ciliegie, albicocche, pesche e percoche fino all’uva da tavola, con la scalarità delle diverse varietà fino a settembre.

L’obiettivo del piano di vaccinazioni della Coldiretti è quello di garantire la sicurezza delle forniture alimentari alla popolazione sull’intera rete di oltre 100mila aziende agricole, stalle, agriturismi e più di 5mila imprese di lavorazione alimentare, dove non si è peraltro mai smesso di lavorare nonostante l’emergenza pandemica.

 

COMO-LECCO, BREXIT E “VARIANTE INDIANA” RISCHIANO DI AFFOSSARE IL TURISMO

Con la quarantena nei confronti dei cittadini provenienti dalla Gran Bretagna si rischia di dire addio ai turisti inglesi in viaggio nelle province lariane: sarebbe un colpo di coda che si aggiunge a una bilancia in negativo già emersa dopo il primo semestre dalla Brexit, con un calo generalizzato di oltre il 40% delle importazioni del Regno Unito dai Paesi Ue. Non solo: la bilancia è negativa anche per quanto riguarda l’import agroalimentare da parte dell’Inghilterra rispetto ai prodotti alimentari comunitari (-25%), e ancor più per l’export britannico di cibo verso l’Unione Europea (addirittura il -75%).

Ma a preoccupare il territorio lariano, nell’immediato, sono gli effetti sul fronte turistico: i rischi del forte aumento dei casi di variante indiana prospettati dal premier Mario Draghi, che imporrebbe l’adozione di nuove misure restrittive e di quarantena per gli arrivi dal Regno Unito: una estate senza inglesi – sottolinea la Coldiretti – costa 1,5 miliardi all’Italia per le mancate spese nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.

Le mete privilegiate sono le città d’arte ma – precisa la Coldiretti lariana – gli inglesi apprezzano molto anche i nostri laghi ed Alpi e prestano particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza: si teme quindi una ricaduta negativa anche per gli agriturismi, peraltro dopo un avvio di stagione difficilissimo per le chiusure dovute alla pandemia.

Gli effetti rischiano di farsi sentire anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio.

La Gran Bretagna si classifica al quarto posto tra i partner commerciali del Belpaese per cibo e bevande dopo Germania, Francia e Stati Uniti. Dopo il vino, con il prosecco in testa, al secondo posto tra i prodotti agroalimentari italiani più venduti in Gran Bretagna ci sono – conclude la Coldiretti – i derivati del pomodoro, ma rilevante è anche il ruolo della pasta, dei formaggi, salumi e dell’olio d’oliva e, in particolare, il flusso di Grana Padano prodotto anche con il latte munto nelle due province di Como e Lecco.

 

CUNEO, ALPEGGIO: VIA LIBERA ALLE MANDRIE OLTRALPE

“Grazie alla sinergia ed alla grande attenzione generatasi con l’Assessore regionale alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, ed il suo staff, finalmente si è ottenuta la possibilità di portare ad alpeggiare, per il 2021, i capi in Francia, certamente nel pieno rispetto delle regole inerenti alle vaccinazioni, dettate dalle ASL”, è quanto afferma Roberto Moncalvo Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo nel commentare l’importante risultato ottenuto da Coldiretti grazie all’intesa tra Francia e Italia, per quanto riguarda le mandrie in alpeggio nel territorio francese.

“Dopo i nostri ripetuti e decisivi contatti con la Regione ed il Ministero – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – si è sbloccata questa situazione di stallo dando così la possibilità ai margari, sentendo preventivamente le ASL locali competenti, di poter raggiungere nelle prossime settimane, come da tradizione, gli alpeggi oltre il confine italiano”.

Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it

 

AVELLINO, COVID19: AL VIA VACCINI TRA AGRITURISMI E CANTINE

Irpini pronti a vaccinarsi in centri realizzati all’interno delle strutture agricole. Oggi il taglio del nastro a Montoro, presso l’azienda multifunzionale GB Agricola, che produce l’apprezzatissima cipolla ramata, prodotto agroalimentare di eccellenza e fiore all’occhiello del territorio. Il centro vaccinale, nato grazie alla disponibilità dell’ASL di Avellino, è stato ubicato all’interno dell’agriturismo dell’azienda guidata da Nicola Barbato. Da martedì apertura di un altro centro vaccinale presso il Radici Resort della storica azienda vitivinicola Mastroberardino a Mirabella Eclano, per poi proseguire – compatibilmente con la disponibilità di personale sanitario e vaccini – in altre strutture che la Coldiretti Avellino ha già messo a disposizione.

Presenti questa mattina al taglio del nastro del centro vaccinale “agricolo” di Montoro la direttrice generale dell’ASL di Avellino Maria Morgante, la consigliera regionale per le pari opportunità Rosetta D’Amelio, l’assessore alle politiche sociali del Comune di Montoro Maria Rosa Lepre e l’intera dirigenza di Coldiretti Avellino, con il presidente Francesco Acampora, il direttore Salvatore Loffreda e la codirettrice Maria Tortoriello. Ospite speciale Veronica Barbati, delegata nazionale di Coldiretti Giovani Impresa.

Le prenotazioni per i vaccini, rivolte a tutto il mondo agricolo – coltivatori diretti, imprenditori, operai e loro familiari – si potranno effettuare presso tutti gli uffici zona della Coldiretti di Avellino, disseminati sul territorio provinciale. Si tratta di una grande opportunità – commenta Coldiretti Avellino – che l’ASL mette a disposizione degli agricoltori, cogliendo pienamente la disponibilità delle imprese a contribuire in maniera attiva e gratuita nell’aiutare il proprio territorio ad uscire dall’incubo del covid il più rapidamente possibile, rimettendo in moto l’economia, la vita sociale, i rapporti tra le persone e i progetti di sviluppo che l’agricoltura irpina stava già solidamente cogliendo. Sarà un impegno corale e convinto nella consapevolezza che solo la rapida chiusura della campagna vaccinale potrà riportare serenità, mettendo a frutto anche gli insegnamenti che questa tragedia ha trasmesso per sempre.

 

VARESE, CRESCE SPESA ALL’ARIA APERTA. CON IL CALDO, EXPLOIT DI FRUTTA E VERDURA                                                              

La voglia di libertà fa volare la spesa nei mercati all’aperto con il commercio ambulante che registra un balzo del 61% delle vendite mentre in controtendenza il calo maggiore con una riduzione del 10% si verifica per le piccole botteghe alimentari.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio ad aprile, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: dati che trovano conferma anche nella provincia prealpina, dove la fine della zona rossa ha segnato anche il ritorno dei turisti che, sempre più spesso, approfittano di una visita sul territorio per acquistare i prodotti alimentari “made Varese”.

Intanto, l’arrivo del caldo – con temperature che hanno superato i 30 gradi nel fine settimana in diverse zone della provincia – hanno spinto gli acquisti di frutta e verdura (protagoniste indiscusse della dieta estiva e light) verso il primo boom stagionale.

Ad influenzare l’andamento degli acquisti sono stati l’allentamento delle restrizioni e degli spostamenti ma anche i vincoli posti alla ristorazione che hanno contribuito al valore positivo della spesa alimentare sia su base mensile che annuale. A cambiare per l’emergenza Covid – continua Coldiretti Varese – è stata la mappa della spesa delle famiglie con una decisa svolta green che ha favorito l’acquisto di prodotti considerati più salutari e più vicini al territorio per sostenere l’occupazione e l’economia locale.

Una spinta importante giunge dagli AgriMercati presenti sul territorio che restano attivi lungo il corso dell’anno (l’apertura è al mattino). Oltre al duplice appuntamento a Varese (il giovedì in piazza Giovine Italia, il venerdì allo stadio di Masnago), a Induno Olona l’AgriMercato si svolge ogni primo, terzo, quarto e quinto sabato del mese nel rione San Cassano. Infine, a Gallarate il Mercato di Campagna Amica si tiene ogni martedì mattina in via Torino.

 

BRESCIA, SCUOLA: EDUCAZIONE AL CIBO CENTRALE PER FUTURO ITALIA

“L’educazione al cibo delle nuove generazioni è cruciale per il futuro dell’Italia, in un momento in cui l’emergenza Covid ci ha messo di fronte a sfide mai immaginate prima sul fronte della salute, della sicurezza e dell’economia”. E’ quanto ha affermato il Presidente Nazionale e di Coldiretti Brescia Ettore Prandini in occasione della 1° festa dell’educazione alimentare nelle scuole che si è svolta ieri, venerdì 11 giugno, a Castelporziano, a cui ha partecipato anche un gruppo di bambini bresciani provenienti dalla scuola primaria di Ghedi e di Novagli di Montichiari. 

“Negli ultimi 20 anni Coldiretti ha lavorato per trasformare ciò che veniva chiamata “materia prima agricola” in “cibo”, non limitandosi a rappresentare gli interessi dei produttori agricoli italiani ma costruendo un ponte fra produttori e consumatori, fra interessi particolari e interessi generali dell’Italia” ha evidenziato Prandini nel sottolineare come “di pari passo abbiamo fatto crescere con le nostre imprese la rete dei servizi educativi per l’infanzia in Italia con oltre tremila fattorie didattiche che possono accogliere scuole e gruppi scolastici o famiglie, in sicurezza nei grandi spazi aperti delle campagne italiane, offrendo percorsi didattici o ricreativi sull’ambiente rurale, il lavoro degli agricoltori, l’origine dei prodotti alimentari e la vita degli animali. Una rete che nella stagione pandemica ha garantito un contributo determinante alle famiglie, in particolare bisognose, in termini di accoglienza e di offerta di servizi socio-educativi, anche nelle aree più svantaggiate del Paese”.

“Oggi ci troviamo a Roma, dal Presidente della Repubblica Mattarella, per ripercorrere un percorso nato a Brescia – precisa Massimo Albano direttore di Coldiretti Brescia –  che ha registrato un enorme successo ed è stato replicato a livello nazionale. Questa manifestazione mostra l’importanza di educare le nuove generazioni ai valori dell’agricoltura e agli stili di vita sani, per crescere consumatori consapevoli e colmare il distacco tra città e campagna. Una sfida che vogliamo portare avanti, anno dopo anno, in questo progetto che rappresenta il fiore all’occhiello delle nostre attività sul territorio”.

Il mondo della scuola è sempre più attento ai temi legati all’ambiente e alla sane alimentazione a partire dall’educazione civica: “In questo anno di complessità – precisa Federica Di Cosimo referente scuola dell’ufficio territoriale di Brescia – il progetto è andato avanti cambiando forma e facendo ancora una volta la differenza. Sapere cosa mangiamo, qual è il rapporto con il territorio e quali aziende lavorano per garantirci una sana e corretta alimentazione è un percorso educativo davvero arricchente. I ragazzi fanno esperienza, incontrano i produttori e conoscono anche le possibilità professionali che questo settore offre. Essere qui oggi, insieme al Presidente della Repubblica, per parlare di cibo giusto ed educazione dei ragazzi è un onore che supera ogni aspettativa”.

Protagonisti della mattinata i ragazzi bresciani della scuola primaria: “ho imparato un sacco di cose nuove – precisa Ginevra della scuola di Novagli di Montichiari –  e ho fatto anche conoscenze con bambini di altre scuole, i laboratori sono stati molto belli e interessanti” con un pensiero in grande da parte di Sara di Ghedi: “mi piacerebbe tantissimo poter incontrare il Presidente Sergio Mattarella, fargli un po’ di domande e anche divertirmi facendo dei laboratori didattici con lui”.

“In questi anni abbiamo fatto passi importanti: nel 2019 nelle scuole primarie è partita la prima Campagna nazionale di educazione alimentare e dello sviluppo sostenibile in sinergia con gli Uffici scolastici regionali e reti di soggetti pubblici e privati del mondo sanitario, dell’Università e della ricerca, dello sport mentre nel 2020 c’è stato l’inserimento di moduli formativi sull’educazione alimentare e il modello di agricoltura e sviluppo sostenibile nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica” conclude  Prandini nel sottolineare che “la qualità della vita dei nostri bambini e delle nostre famiglie inizia a tavola. Vogliamo che i nostri bambini crescano bene, imparino a riconoscere il giusto cibo e a difendersi da quello che nuoce. Vogliamo che la prerogativa della dieta mediterranea, che ci consente di avere uno dei popoli più longevi del pianeta, rimanga patrimonio inscalfibile del nostro Paese”.

 

LIGURIA, LAVORO MINORILE: STOP IMPORT DA PAESI CHE NON RISPETTANO BAMBINI

Dal pomodoro cinese alle fragole dall’Argentina, dal riso birmano alle nocciole turche, dal pesce del Ghana fino ai gamberetti tailandesi: sugli scaffali dei supermercati italiani ed europei sono presenti un gran numero di prodotti extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento del lavoro minorile, che finiscono sulle tavole per effetto di una globalizzazione senza regole. E’ quanto denuncia la Coldiretti, sulla base della lista dei prodotti ottenuti dallo sfruttamento dei bambini stilata nella “List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor” del Dipartimento del Lavoro Usa per il 2020.

Dal Sudamerica all’Asia fino all’Africa 112 milioni di bambini e adolescenti sono costretti a lavorare nella produzione alimentare, secondo elaborazioni Coldiretti sui dati dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro. Con gli accordi commerciali l’Unione Europea ha favorito l’importazione agevolata, anche in Italia, di prodotti agroalimentari che sono ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, e a preoccupare ora è anche l’accordo di libero scambio che l’Unione Europea sta trattando con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) su alcuni dei quali gravano pesanti accuse del Dipartimento del lavoro Usa per sfruttamento del lavoro minorile

“Sono un numero inconcepibile, – affermano il presidente di Coldiretti Liguria Gianluca Boeri e il Delegato Confederale Bruno Rivarossa –  i minori che, ancora oggi, vengono impiegati per la coltivazione o la produzione di molti cibi che finiscono sulle nostre tavole, a volte addirittura spacciati per italiani grazie alla mancanza dell’obbligo dell’etichettatura d’origine che interessa ancora circa un quinto della spesa alimentare.  E’ necessario che tutti i prodotti che entrano nei confini nazionali ed europei rispettino gli stessi criteri, garantendo che dietro gli alimenti in vendita sugli scaffali ci sia un analogo percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro e la salute. Consigliamo di preferire sempre, per le proprie scelte d’acquisto, la filiera corta direttamente in azienda, bottega o presso i mercati di Campagna Amica Liguria, per essere sempre sicuri della qualità e provenienza, sostenendo, allo stesso tempo, economia e occupazione territoriale. È necessario inoltre un cambio di passo a livello comunitario, a partire da una maggiore attenzione agli accordi commerciali con quei Paesi dove si sfrutta il lavoro minorile ed, infine per consentire ai cittadini scelte di acquisto consapevoli, è fondamentale estendere a tutti gli alimenti l’obbligo di indicarne in etichetta la provenienza”.

 

PUGLIA, GIORNATA LAVORO MINORI: BLACK LIST DA FIORI ECUADOR A POMODORO CINESE

Dai fiori dell’Ecuador al pomodoro cinese dalle fragole dall’Argentina ai gamberetti tailandesi, gli scaffali dei supermercati italiani ed europei sono invasi dalle importazioni di prodotti extracomunitari ottenuti dallo sfruttamento del lavoro minorile che finiscono sulle tavole per effetto di una globalizzazione senza regole, con lo sfruttamento del lavoro di 112 milioni di bambini nelle campagne. E’ la denuncia di Coldiretti Puglia, sulla base della lista dei prodotti ottenuti dallo sfruttamento dei bambini stilata nella “List of Goods Produced by Child Labor or Forced Labor” del Dipartimento del Lavoro Usa per il 2020, in occasione della Giornata contro il lavoro minorile che si celebra il 12 giugno.

“Le imprese agricole tricolore che non riescono spesso a farsi riconoscere un prezzo equo dei prodotti agricoli che non vada al di sotto dei costi di produzione, e di questi la voce più incidente è il lavoro, devono assistere impotenti al comportamento di soggetti che approfittano della disponibilità di manodopera a basso costo sul mercato internazionale e, per di più, devono affrontare il “caporalato bianco” della competizione tra prodotti italiani e stranieri, agevolati questi ultimi da forme di “dumping sociale e sanitario” che consente loro di ottenere il miglior prezzo possibile sul mercato, anche attraverso lo sfruttamento minorile”, denuncia Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.

Dal Sudamerica all’Asia fino all’Africa sono milioni i bambini e gli adolescenti sono costretti a lavorare nella produzione alimentare, oltre il 70% del totale, secondo elaborazioni Coldiretti sui dati dell’Ilo, l’Organizzazione internazionale del lavoro. Minori che vengono impiegati per la coltivazione o la produzione di molti cibi che finiscono sulle nostre tavole – denuncia la Coldiretti –, a volte addirittura spacciati per italiani grazie alla mancanza dell’obbligo dell’etichettatura d’origine che interessa ancora circa un quinto della spesa alimentare.

Riso, conserve di pomodoro, olio d’oliva, ortofrutta fresca e trasformata, zucchero di canna, rose, olio di palma, sono solo alcuni dei prodotti stranieri che arrivano in Italia che sono spesso il frutto di un “caporalato invisibile” che passa inosservato – insiste Coldiretti Puglia – solo perché avviene in Paesi lontani, dove viene sfruttato il lavoro minorile, che riguarda in agricoltura circa 112 milioni di bambini sottoposti a rischi per la salute, veri e propri moderni “schiavi”.

In realtà l’Unione Europea – sottolinea la Coldiretti – non solo lascia entrare senza ostacoli sul proprio mercato prodotti alimentari ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, ma in alcuni casi li agevola attraverso accordi commerciali preferenziali. Si tratta di un comportamento che dietro l’obiettivo del libero commercio nasconde spesso – precisa la Coldiretti – precisi interessi economici che speculano sul lavoro anche minorile.

Senza dimenticare che “sfruttamento” nei confronti degli imprenditori agroalimentari è avvalersi – conclude Coldiretti Puglia – impunemente del cosiddetto “italian sounding”, comportamento molto subdolo e difficile da individuare che priva i nostri produttori agricoli di miliardi di euro e l’intero settore di milioni di posti di lavoro regolare.

Con gli accordi commerciali l’Unione Europea ha favorito l’importazione agevolata di prodotti agroalimentari che sono ottenuti dallo sfruttamento dei bambini, dai broccoli del Guatemala alle rose del Kenya. A preoccupare – continua la Coldiretti – è l’accordo di libero scambio che l’Unione Europea sta trattando con i Paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela) su alcuni dei quali gravano pesanti accuse del Dipartimento del lavoro Usa per sfruttamento del lavoro minorile per prodotti che arrivano anche in Italia. Se per l’Argentina – spiega la Coldiretti – sono segnalati preoccupanti casi dalla produzione di uva, fragole, mirtilli e aglio, per il Brasile le ombre riguardano l’allevamento bovino e quello di polli, oltre alle banane, al mais e alò caffè, mentre per il Paraguay problemi ci sono per lo zucchero di canna, i fagioli, la lattuga.

 

SARDEGNA, MUSICA E CIBO A KM 0 A FAVORE DELLE FAMIGLIE INDIGENTI

500 kg di pasta alle Comunità sociali sarde. È il frutto dell’iniziativa “La Sardegna aiuta la Sardegna” promossa dalla cantante Alice Marras in collaborazione con Coldiretti e Campagna Amica Sardegna e la Cooperativa Isola sarda.

Il progetto, avviato durante il locdown di marzo aprile 2020, consiste in una raccolta fondi attraverso la vendita del cd della cover del brano “Love’s in need of love today” del celebre artista internazionale Stevie Wonder, in cui si trasmette un forte messaggio di solidarietà e si invita a “donare il nostro amore, prima che sia troppo tardi”.

Il video della canzone, a cui hanno partecipato 40 artisti sardi tra cantanti e musicisti apprezzati a livello internazionale, è stato realizzato in pieno lockdown tra marzo e aprile 2020.

“Con questo progetto – spiega la cantante Alice Marras ideatrice dell’iniziativa – abbiamo voluto sensibilizzare e richiamare l’attenzione sugli effetti negativi contingenti nella nostra isola, in cui molte attività commerciali e tantissime famiglie sono state profondamente colpite economicamente dal blocco imposto dalle manovre di contenimento del covid-19, ma anche sui disagi che il post emergenza lascerà nei prossimi mesi”.

L’iniziativa si inserisce all’interno della “spesa sospesa contadina” promossa in tutti i mercati di Campagna Amica che si ispira all’usanza campana del caffè sospeso, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo e che non ha i mezzi per saldare il conto. I clienti dei mercati o della spesa a domicilio (che Campagna Amica sta effettuando in tutta la Sardegna) aderiscono all’iniziativa acquistando qualcosa in più da donare a chi è in difficoltà. Grazie alla “spesa sospesa contadina” ogni settimana Campagna Amica, grazie alla collaborazione dei clienti e delle aziende agricole, raccoglie centinaia di kg di prodotti a km0 destinati alle famiglie meno abbienti.

I fondi raccolti dalla campagna di beneficienza “La Sardegna aiuta la Sardegna” sono stati destinati all’acquisto di 500 kg della pasta Solo sardo, prodotta con grano 100% locale della Cooperativa solo sardo composta da soli cerealicoltori sardi. Perché l’iniziativa aveva il doppio obiettivo di aiutare le persone in difficoltà e contribuire a supportare la filiera agricola locale.

Nei giorni scorsi Campagna Amica ha consegnato la pasta alla parrocchia di Settimo San Pietro, a una Casa famiglia, la Comunità per minori Il Gabbiano, una mensa poveri e la Parrocchia San Sebastiano, tutte di Oristano; alla Casa delle Divina Provvidenza di Sassari, alla Cooperativa sociale Il sogno di Sassari gestite da don Gaetano Galia, che gestisce diverse comunità per detenuti e minori; alle suore salesiane della parrocchia di San Domenico Savio di Nuoro e alle comunità gestite da don Francesco Mariani sempre a Nuoro. “Abbiamo partecipato volentieri a questa lodevole iniziativa di Alica Marras – dicono da Coldiretti Sardegna -. Come Organizzazione con la Comunità di Campagna Amica, vista la grave crisi economica abbiamo intensificato le attività con il coinvolgimento della nostra rete solidale composta da numerose associazioni caritatevoli ed amministrazioni comunali, oltre che professionisti. Non possiamo restare indifferenti davanti a questa grave crisi economica che ha allargato notevolmente le famiglie in difficoltà economica coinvolgendo anche settori prima estranei a questo fenomeno”.

In tutti i mercati di Campagna Amica è sempre attiva la spesa sospesa e grazie ad una rete nazionale, con la partecipazione delle più rilevanti realtà economiche, si stanno continuando a distribuire dei pacchi agroalimentari solidali, con i prodotti delle aziende agricole italiane.

 

PISA, FAUNA SELVATICA: INCONTRO CON POLIZIA SU ASPETTI TECNICI

Un incontro tecnico e collaborativo per prepararsi alla grande svolta nelle campagne pisane. Il provvedimento approvato dalla Giunta Regionale sul contenimento soprattutto degli ungulati consentirà infatti agli agricoltori muniti di tesserino venatorio di intervenire direttamente per difendere raccolti e vigneti. Un provvedimento fortemente sostenuto da Coldiretti atteso ora all’ultimo miglio. “Ringrazio per la collaborazione la Polizia Provinciale e dell’ispettore Fabrizio Calamai, dei rappresentanti Coldiretti in ATC e tutti i tecnici intervenuti – spiega Fabrizio Filippi, Presidente Coldiretti Pisa nonché Presidente Coldiretti Toscana – per averci fornito altri chiarimenti in merito agli aspetti tecnici. Nelle campagne ci sono grandi aspettative da questo provvedimento che finalmente mette in condizione gli agricoltori di autotutelarsi, direttamente e con rapidità, dai danni da ungulati. Potranno intervenire direttamente sugli ungulati sotto il coordinamento della polizia provinciale per abbattere cinghiali ma anche nutrie, storni e piccioni”.

Il canale di gestione degli interventi diretti da parte degli agricoltori sarà, come già comunicato, quello del portale di Artea. La logica è quella della semplificazione con un ulteriore riduzione dei tempi di azione ed un intervento diretto degli agricoltori. L’agricoltore, una volta individuato il poligono colturale, richiede la possibilità di fare gli interventi di controllo ed in maniera diretta. “Lo potranno fare i proprietari e conduttori di fondo con porto d’armi. – ha ribadito Filippi – La gestione di questa novità sarà anche informatizzata per avere un quadro sempre chiaro ed aggiornato di coloro che potranno intervenire e soprattutto dove. La sicurezza è un aspetto importante che deve restare al centro insieme alla funzionalità dell’intervento che siamo sicuri darà sicuramente risposte in termini di contenimento del fenomeno”.  “Noi siamo pronti – conclude Filippi – per attivare tutti i nostri canali, anche informativi e se necessario formativi, per renderla applicabile e efficace nel più breve tempo possibile”.

 

ALESSANDRIA, COVID: OBESITÀ, UN BAMBINO SU TRE È IN SOVRAPPESO

“Un bambino su tre è obeso o in sovrappeso con una tendenza aggravata dalla pandemia, dove i lunghi periodi trascorsi in casa hanno portato ad aumentare il consumo di cibi spazzatura e bevande zuccherate e a ridurre l’attività fisica, con più ore passate davanti alla tv e al pc. I lockdown e le misure di prevenzione con la chiusura a più riprese delle scuole in un anno e oltre di Covid hanno impattato pesantemente sulla salute dei minori ancor più che sugli adulti, che tra le esigenze lavorative e la possibilità di fare attività fisica almeno individuale, sono riusciti ad assorbire meglio i problemi causati dalla permanenza forzata tra le mura domestiche”.

Commenta così il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco quanto emerge da un’analisi della Coldiretti diffusa in occasione della 1° festa dell’educazione alimentare nelle scuole.

I bambini e gli adolescenti, infatti, hanno subito tutti gli effetti negativi del blocco degli spostamenti, con il risultato di aver consumato un pasto in più, spesso a base di cibi spazzatura e bibite gassate, ridotto il consumo di frutta e verdura, incrementato di ben 5 ore il tempo passato davanti allo schermo tra televisione, internet, videogiochi e didattica a distanza, secondo uno studio dell’Università di Buffalo in collaborazione con l’Università di Verona. Ridotta anche l’attività fisica, soprattutto per i minori che vivono nei grandi centri urbani e che nella maggior parte dei casi non hanno avuto a disposizione lo “sfogo” di un giardino o uno spazio verde.

Ma con l’isolamento indotto dal Covid a preoccupare sono anche in Italia i 2,3 milioni di adolescenti che si trovano a fare i conti con i disturbi dell’alimentazione, in una situazione che la pandemia ha sicuramente contribuito a rendere più grave. Si tratta di patologie che si manifestano prevalentemente a partire dai 12 anni ma che negli ultimi tempi sono giunte ad interessare minori anche dagli 8 anni in su.

“Proprio per aiutare i piccoli italiani a mangiare meglio e a prevenire patologie nell’età dello sviluppo ma anche in quella successiva Coldiretti è scesa in campo con la prima festa dell’educazione alimentare – aggiunge il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. L’evento rientra nel progetto di “Educazione alla Campagna Amica” che con la riapertura delle scuole coinvolgerà ben 120mila bambini delle scuole elementari e medie in tutta Italia con lezioni in programma nelle fattorie didattiche e nei laboratori del gusto organizzati nelle aziende agricole e in classe”.

Molte le scuole della provincia di Alessandria che saranno coinvolte nella progettualità, in particolare dell’infanzia e primarie, a partire dall’anno scolastico 2021/2022, con lo scopo di accrescere nei giovani la cultura del cibo e delle tradizioni alimentari, per una sana alimentazione e un comportamento corretto a tavola e negli acquisti.

L’obiettivo è quello di formare dei consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti per valorizzare i fondamenti della dieta mediterranea, ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura, aggravato dal Covid.

“Occorre creare le condizioni per una crescita qualitativa nell’alimentazione dei nostri figli che sono stati forse le vittime principali dei problemi causati dalla pandemia, da questo punto vista il tema dell’educazione alimentare delle nuove generazione diventa cruciale con la necessità di qualificare anche l’offerta delle mense scolastiche con cibi locali a km 0 che valorizzano le realtà produttive nazionali e garantiscono genuinità e freschezza”, concludono Bianco e Rampazzo.

 

BRESCIA, AGRITURISMO: IN ZONA BIANCA STOP COPRIFUOCO PER OLTRE 340 AGRITURISMI

Sono circa 10 milioni i lombardi, tra cui i bresciani, che da lunedì 14 giugno ritornano in zona bianca, con il livello minimo di restrizioni. E’ quanto afferma Coldiretti Brescia nel sottolineare che le riaperture riguardano anche gli oltre 340 agriturismi attivi nell’estesa provincia che potranno dire finalmente addio al coprifuoco.

“Il graduale ritorno alla normalità coincide con l’arrivo della stagione estiva che ci auguriamo possa rappresentare davvero la ripartenza definitiva – commenta Tiziana Porteri, presidente di Terranostra Brescia, l’associazione per l’agriturismo e per l’ambiente promossa da Coldiretti – il comparto degli agriturismi ha sofferto molto le misure anti contagio che l’emergenza Covid ha imposto, con perdite fino al 90% del fatturato. Ora guardiamo con fiducia ai prossimi mesi, anche con il ritorno dei turisti italiani e stranieri”.

“Un’opportunità importante per queste strutture – aggiunge Samuele Rossini coordinatore Coldiretti di Terranostra Brescia – grazie al passaggio in zona bianca gli agriturismi potranno ripristinare le tavolate all’aperto e negli spazi interni aumentare il numero di posti allo stesso tavolo, pur nel rispetto del metro di distanza tra uno e l’altro”.

Secondo l’indagine Coldiretti/Notosondaggi – conclude Coldiretti Brescia – quasi un italiano su cinque (17%) ha scelto di trascorrere le vacanze estive 2021 in campagna, parchi naturali e oasi, tra verde ed enogastronomia, coniugando la voglia di normalità con la garanzia di stare in sicurezza senza rischiare gli affollamenti.

 

Appuntamenti

 

BASILICATA: PROGETTO FORMATIVO PER SCUOLE SU L’EDUCAZIONE ALIMENTARE

Oggi

Verrà presentato domani il progetto formativo “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare”, proposto da Coldiretti Donne Impresa Basilicata, e che coinvolgerà dopo la pausa estiva le scuole della regione.  A partire dalle ore 15, sarà possibile seguire l’evento sulla pagina facebook di Coldiretti Basilicata. Dopo i saluti del presidente regionale della confederazione agricola lucana, Antonio Pessolani, previsti gli interventi di Floriana Fanizza, responsabile nazionale di Coldiretti Donne Impresa, Francesco Fanelli,  assessore regionale alle Politiche Agricole, Raffaella Irenze, responsabile regionale Coldiretti Donne Impresa, Laura Mongiello, componente del CTS del MIUR per l’Educazione Alimentare, Claudia Datena, dirigente titolare dell’USR Basilicata e Antonietta Moscato, referente regionale Educazione alla Salute in ambito scolastico  dell’ USR Basilicata. L’incontro sarà moderato dal direttore di Coldiretti Basilicata, Aldo Mattia. “Il progetto si pone l’obiettivo di integrare l’apprendimento tradizionale, con gli usuali metodi didattici, con strumenti pratici, in modo tale da trasmettere agli studenti conoscenza ed esperienza attraverso la realtà che li circonda – spiega Raffaella Irenze, responsabile regionale Coldiretti Donne Impresa – il fine sarà la riscoperta identitaria di un rapporto uomo-natura che può costituire una delle chiavi di volta dello sviluppo sostenibile e del conoscere consapevole. In concreto il progetto consisterà in un breve percorso che terrà in debita considerazione la delicata situazione che vivono in questo momento i bambini, gli insegnanti, il personale scolastico e i genitori, che rispetti le norme di sicurezza e che sappia cogliere le curiosità, interpretare le esigenze e declinare i contenuti, seppur complessi nel significato, in maniera chiara e coinvolgente”.

 

PADOVA, “AZIENDA PULITA”: SERVIZIO RACCOLTA RIFIUTI DA AZIENDE AGRICOLE

Martedì 15 giugno

Proseguono gli appuntamenti “Azienda Pulita” il servizio pubblico di raccolta dei rifiuti provenienti dalle aziende agricole. Dopo i primi due turni tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, domani, martedì 15 giugno, il centro di raccolta è allestito a Pozzonovo, nell’area del Consorzio Agrario del Nordest, dalle 8.30 alle 12. Gli agricoltori che aderiscono al servizio e devono consegnare i rifiuti devono prenotarsi al numero verde 800 051477 e ovviamente dovranno seguire le norme di distanziamento sociale e di protezione individuale indossando la mascherina. Una volta arrivati al Consorzio Agrario riceveranno tutte le indicazioni per lo scarico della merce. Il calendario, messo a punto con la Provincia, il Consorzio Agrario, la Camera di Commercio di Padova e le organizzazioni agricole, in collaborazione con Elite Ambiente, prevede i prossimi appuntamenti il 17 giugno ad Abano, il 22 a San Pietro in Gù, il 24 a Correzzola e il primo luglio a Cittadella.

La novità di questa edizione di “Azienda Pulita”, spiega Coldiretti Padova, è l’ampliamento delle categorie di rifiuti che possono essere smaltiti in tutta sicurezza, ad esempio i materiali che contengono amianto, come le lastre di copertura in eternit, ma anche le batterie e gli accumulatori usati per le recinzioni elettrificate, come i rifiuti plastici impiegati nei silos, nelle mangiatoie e per le trappole sessuali usate in agricoltura biologica

Le aziende agricole aderenti oggi sono più di ottomila e ogni anno vengono organizzati in tutta la nostra provincia circa 40 punti di raccolta ai quali si affianca il servizio “porta a porta”. Attraverso un percorso semplificato, sicuro ed economico le nostre aziende agricole sono in grado di consegnare in tutta sicurezza e nel rispetto della normativa i rifiuti, generando un circolo virtuoso.

Il primo servizio organizzato di raccolta di rifiuti agricoli in Italia, grazie al quale è possibile riciclare oltre il 90 per cento dei rifiuti raccolti, risale al 1999, su iniziativa di Provincia di Padova, Camera di Commercio di Padova, organizzazioni agricole Coldiretti, Cia e Confagricoltura con la collaborazione di Elite Ambiente e del Consorzio Agrario del Nordest.

 

VENETO: PRESENTAZIONE DEL ROMANZO “L’OLIVETO DELLE MONACHE”

Venerdì 18 giugno

Come in “Beate” la recente fiction di successo andata in onda su Ra1, così nell’ultimo libro di Nunzio Primavera “L’Oliveto delle Monache” si parla di imprenditrici fuori dal comune, di rete di donne e di emancipazione femminile. Coldiretti al tema dedica un doppio appuntamento in presenza in due eventi in provincia di Padova per la presentazione del romanzo singolare e avvincente, dedicato all’intraprendenza rosa, vero traino del cambiamento. Un tributo alle donne delle campagne italiane, vero motore della nuova agricoltura. Venerdì 18 giugno l’autore sarà a Selvazzano Dentro, alle ore 21.00 in piazzetta Eugenio Maestri: dopo il saluto del sindaco Giovanna Rossi il colloquio con la giornalista Stefania Mastellaro. Sabato 19 giugno Nunzio Primavera sarà ospite al Mercato Coperto di Campagna Amica Padova, in via Vicenza 23, alle 10, insieme a Suor Francesca, direttrice dell’Ufficio Pastorale Sociale del Lavoro della Diocesi di Padova.

L’amico giornalista dopo due saggi sulla riforma agraria e la storia di Coldiretti, debutta con un romanzo e ci regala una testimonianza preziosa e lucida – spiega Chiara Bortolas di Donne Impresa Coldiretti – attraverso un racconto in cui emergono soprattutto le donne che, grazie a spiccate capacità creative e professionali cercheranno di risolvere problemi in apparenza insormontabili. E’ anche l’omaggio a chi, come tante nostre imprenditrici agricole, dedica la vita e le proprie energie al lavoro nei campi, a contatto con la natura, con una particolare attenzione all’ambiente, alla qualità dei prodotti, all’etica del lavoro. Da questo romanzo emergono molti spunti di riflessione da approfondire durante l’incontro: dall’accesso al credito alla parità di genere, dalla fiscalità al diritto di proprietà, dallo sfruttamento al riscatto sociale.

Sono oltre 200mila le donne imprenditrici in agricoltura con una presenza in tutti i settori, dall’allevamento al florovivaismo, dall’agriturismo alla coltivazione di frutta e verdura. E’ quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti su dati registro delle imprese. Il protagonismo femminile ha rivoluzionato l’attività agricola come dimostra l’impulso dato dalla loro presenza nelle attività di educazione alimentare ed ambientale con le scuole, le agritate, gli agriasili, le fattorie didattiche, i percorsi rurali di pet-therapy, gli orti didattici, ma anche nell’agricoltura di precisione e a basso impatto ambientale, nel recupero delle piante e degli animali in estinzione fino nella presenza nei mercati di vendita diretta di Campagna Amica oltre che nell’agriturismo.

Ma la forza delle donne è anche nella capacità di mobilitazione per iniziative di solidarietà come il progetto “Prima le mamme e i bambini” con il quale le imprenditrici agricole della Coldiretti stanno raccogliendo per la costruzione in Africa di un reparto di maternità e di una scuola per neo ostetriche a Rumbek, in Sud Sudan sostenendo il Cuamm Medici con l’Africa. Una rete femminile collegata a un simbolo: un cuscino a forma di cuore realizzato dalle sarte artigiane cucendo insieme due tessuti, uno Made in Italy l’altro Wax africano la cui imbottitura è in fibra naturale di mais e ortica.

Una mobilitazione dall’Italia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna alla Svizzera, alla quale hanno già aderito personaggi della cultura come la senatrice a vita Liliana Segre, dello sport come la nuotatrice Francesca Dallapé e la sciatrice Marta Bassino e dello spettacolo come Natasha Stefanenko, Elisabetta Gregoraci, Luisa Rizzitelli, Stefania Petyx di Striscia la Notizia e la ballerina Samanta Togni.

La trama

“L’oliveto delle monache” di Nunzio Primavera, edizioni Pendragon.

Il monastero della Madonnella del Monte, l’eremo delle monache benedettine in Sicilia, è un luogo sacro, un’isola nell’isola attorno alla quale, all’ombra degli ulivi, che offrono un nettare pregiatissimo, si dipanano le sorti di una variegata compagine di figure, agitate, com’è naturale nell’esistenza, dalle più controverse tensioni: con accenti vividi e veristi Nunzio Primavera, dalla prosa ampia e ricca, tratteggia una commedia umana solida e intensa, appassionante, raffinata, elegante, suadente.

 

AVELLINO, VACCINI: RESORT DI MASTROBERARDINOAPRE IL SECONDO HUB VACCINALE

Martedì 15 giugno

Si apre domattina a Mirabella Eclano il secondo hub vaccinale del mondo agricolo presso il Radici Resort della storica azienda vitivinicola Mastroberardino, sostenuto nella fase organizzativa da Coldiretti Avellino e realizzato grazie all’impegno dell’ASL Avellino.

“Siamo stati tra i primi a proporre questa iniziativa su scala nazionale – commenta Piero Mastroberardino –  attendendo con ansia che si sbloccasse questo procedimento. Siamo lieti che tante persone siano già riuscite a vaccinarsi, ma ci fa piacere mettere a disposizione la nostra azienda anche per gli altri. È importante dare corso al programma di vaccinazione a beneficio dell’intera comunità, con l’auspicio che si possa superare al più presto questa emergenza. Al momento siamo in una frase transitoria e molta parte della popolazione porta ancora i traumi del congelamento delle attività. Alcune categorie hanno particolarmente sofferto la pandemia ed è importante farsi carico soprattutto di chi ha bisogno di ritrovare l’equilibrio nel proprio lavoro e nel rapporto con gli altri. È stato un fenomeno talmente devastante che occorre una enorme reazione corale.”

La partenza dell’hub di Mirabella segue il taglio del nastro l’azienda multifunzionale GB Agricola di Montoro.  Le prenotazioni per i vaccini si possono effettuare presso tutti gli uffici zona della Coldiretti di Avellino, presenti sul territorio provinciale. Soddisfazione per la grande partecipazione è stata espressa dal presidente di Coldiretti Avellino, Francesco Acampora, e dalla codirettrice Maria Tortoriello.

 

LECCE: PRIMO ACCORDO PER CREDITI DI CARBONIO DA ULIVI RESISTENTI ANTI XYLELLA

Martedì 15 giugno

Primo accordo per ‘guadagnare’ crediti di carbonio piantumando ulivi resistenti alla Xylella per salvare l’ambiente e avviare un percorso virtuoso di formazione e ricostruzione dell’agricoltura green in provincia di Lecce. E’ quanto annuncia Coldiretti Puglia, che domani 15 giugno 2021, alle ore 10,00, presso la Federazione provinciale in Via Bari 17 a Lecce, siglerà la convenzione ‘Il futuro è un albero’, con il presidente di Coldiretti Puglia, Savino Muraglia, il presidente di Coldiretti Lecce, Gianni Cantele, i direttori regionale e provinciale di Coldiretti, Pietro Piccioni e Gerardo Forina, l’amministratore unico della Castiglia, Donatello Simeone, insieme al dirigente Cesare Tinelli, la referente dell’azienda agraria dell’Istituto Tecnico Agrario di Istruzione Secondaria Superiore “Presta  Columella” di Lecce, Fernanda Solazzo con il prof. Vincenzo Mello.

I crediti di carbonio, o carbon credits, rappresentano un strategia sostenibile orientata alla promozione di progetti di tutela ambientale e climatica – spiega Coldiretti Puglia – con l’obiettivo di riduzione o assorbimento dei gas ad effetto serra, i gas responsabili del riscaldamento climatico globale.                                                                                    

L’agricoltura pugliese è tra le più green d’Europa ed è all’avanguardia di un nuovo modello economico circolare, per cui è indispensabile il contributo del settore – aggiunge Coldiretti Puglia – al percorso di transizione energetica della regione, orientato alla sostenibilità ambientale con la produzione di energia green, la tutela del suolo, dell’acqua e dell’aria, quali leve di competitività e nel contempo di presidio e salvaguardia dei territori, in particolare nelle aree più a rischio del Paese.

 

RAVENNA: SECONDO VENERDI’ CON L’AGRI-TALK DEL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA

Venerdì 18 giugno

Venerdì 18 giugno 4 chiacchiere rurali in città con agriaperitivo: in programma confronto sul tema del benessere consapevole post-pandemia in compagnia della cooperativa Centotrentasette.it e di Matanji Essential & Natural Food

Proseguono gli ‘Agri-talk’ del venerdì al Mercato di Campagna Amica Ravenna, via Canalazzo 59 (piazza dei Carabinieri, Ravenna).

Venerdì prossimo, 18 giugno, a partire dalle ore 18 agriaperitivo e confronto in piazzetta sul tema “Il benessere consapevole, prendersi cura di se stessi: dall’agricoltura al cibo, dalla salute all’ambiente”. Interverranno Paolo Fois, fondatore cooperativa Centotrentasette – La Formazione del Benessere e Mattia e Angelica del laboratorio di cibo naturale Matanji Essential & natural Food. Ingresso gratuito previa prenotazione. Ricordiamo anche l’appuntamento del 25 giugno dedicato al tema “Oltre la pandemia, ripartire dai paesi, dalla poesia, dalla campagna. Reading con lo scrittore e paesologo Franco Arminio da “Lettera a chi non c’era, parole dalle terre mosse” (Bompiani Ed.) Prenotazioni via WhatsApp al 353 4176457 oppure campagnamicaravenna@gmail.com

 

VENETO: STAGIONE ESTIVA: TORNANO I CONCERTI … IN CAMPAGNA!

Domenica 20 giugno

Ampi spazi nel verde, pic nic sul prato, concerto e proiezione in diretta della partita Italia – Galles per la classificazione ai campionati europei: è questa la formula scelta da Coldiretti per l’avvio della stagione degli spettacoli musicali. L’iniziativa è dei giovani e delle donne di Coldiretti che lanciano la sfida di un’estate all’aria aperta, in sicurezza, all’insegna della solidarietà. La ripresa dei concerti, la voglia di evasione e il ritorno alle esibizioni passa anche attraverso la disponibilità di verde pubblico e privato. Coldiretti ha così organizzato un evento aperto al pubblico per sostenere gli artisti, i cantanti la cui attività è stata sospesa a causa della pandemia per molti mesi. Sullo sfondo l’entusiasmo, la solidarietà e la capacità organizzativa di Coldiretti, un mix perfetto per la“La Festa d’Estate” in programma domenica 20 giugno dalle ore 16.00 nel parco di villa contarini a Piazzola sul Brenta (pd). Per tutto il pomeriggio e la serata, sono attesi ospiti di ogni età, famiglie, coppie e tutti coloro che vorranno unirsi a questa giornata di condivisione nel segno della solidarietà a sostegno dei Medici con l’Africa Cuamm. Chiara Luppi testimonial del progetto #solodalcuore ha risposto all’appello e con la sua band sarà l’intrattenitrice delle prime due ore di spettacolo. Dalle ore 18.00 tutti i partecipanti già forniti di plaid e agribag potranno tifare per la qualificazione dell’Italia ai campionati europei seguendo la partita contro il Galles. Subito dopo l’esibizione finale del gruppo emergente “Beat Regeneration”. Durante l’evento gli organizzatori hanno predisposto tutto l’occorrente per garantire il confort necessario: dall’acqua alla birra agricola fino ai vini dei Colli Euganei, dai panini alla frutta a kmzero fino agli snack spezza fame, “le ciopete” padovane (pop corn) fino al gelato di produzione locale. C’è posto anche per la beneficenza – commentano i promotori Valentina Galesso e Matteo Rango rispettivamente di Donne e Giovani Impresa – al nostro fianco scendono in campo anche i volontari del Cuamm Medici con l’Africa, l’associazione guidata da Don Dante Carraro a cui rivolgiamo il nostro impegno, soprattutto in questa fase delicata dove i recenti fatti di cronaca ci hanno spronato a raddoppiare gli sforzi per aiutare il personale sanitario in una terra così fragile ma affamato di vita”.

“Nel pieno rispetto delle disposizioni e regole anti Covid vigenti, con il consueto e accattivante “stile Coldiretti” – dicono entrambi i promotori – il puntuale patrocinio del Comune di Piazzola Sul Brenta e la collaborazione di numerose aziende agricole e non del territorio la manifestazione si pone come un’occasione di incontro, in un contesto informale e di ritrovata serenità, anche con le realtà istituzionali ed economiche regionali e provinciali, un segno concreto di ripartenza accompagnato dalla passione e dalla positività  del mondo agricolo, in un proficuo confronto tra generazioni”.

Per prenotazioni contattare la segreteria organizzativa di Coldiretti Padova, tel. 049 8997311, mail:padova@coldiretti.it

 

VARESE: CRESCE SPESA ALL’ARIA APERTA ALL’AGRIMERCATO

Martedì 15, Giovedì 17, Venerdì 18 giugno

La voglia di libertà fa volare la spesa nei mercati all’aperto con il commercio ambulante che registra un balzo del 61% delle vendite mentre in controtendenza il calo maggiore con una riduzione del 10% si verifica per le piccole botteghe alimentari.

E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio al dettaglio ad aprile, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente: dati che trovano conferma anche nella provincia prealpina, dove la fine della zona rossa ha segnato anche il ritorno dei turisti che, sempre più spesso, approfittano di una visita sul territorio per acquistare i prodotti alimentari “made Varese”.

Intanto, l’arrivo del caldo – con temperature che hanno superato i 30 gradi nel fine settimana in diverse zone della provincia – hanno spinto gli acquisti di frutta e verdura (protagoniste indiscusse della dieta estiva e light) verso il primo boom stagionale.

Ad influenzare l’andamento degli acquisti sono stati l’allentamento delle restrizioni e degli spostamenti ma anche i vincoli posti alla ristorazione che hanno contribuito al valore positivo della spesa alimentare sia su base mensile che annuale. A cambiare per l’emergenza Covid – continua Coldiretti Varese – è stata la mappa della spesa delle famiglie con una decisa svolta green che ha favorito l’acquisto di prodotti considerati più salutari e più vicini al territorio per sostenere l’occupazione e l’economia locale.

Una spinta importante giunge dagli AgriMercati presenti sul territorio che restano attivi lungo il corso dell’anno (l’apertura è al mattino). Oltre al duplice appuntamento a Varese (il giovedì in piazza Giovine Italia, il venerdì allo stadio di Masnago), a Induno Olona l’AgriMercato si svolge ogni primo, terzo, quarto e quinto sabato del mese nel rione San Cassano. Infine, a Gallarate il Mercato di Campagna Amica si tiene ogni martedì mattina in via Torino.

 

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