Primo piano
PIEMONTE
PESTE SUINA: NECESSARI INTERVENTI IMMEDIATI DELLE ISTITUZIONI
Urgente erogare fondi del Decreto Sostegni e accelerare su abbattimenti cinghiali
“E’ urgente che il Ministero della Salute e quello delle Politiche Agricole diano attuazione al Decreto Sostegni Ter affinché vengano garantiti ed erogati in tempi brevi i fondi stanziati a favore delle imprese che devono far fronte alle prescrizioni delle Asl, investendo per tutelare gli allevamenti dalla Peste Suina Africana. Come serve una forte pressione dell’assessorato alla Sanità affinché l’assessorato all’Agricoltura predisponga quanto prima nuovi piani di contenimento dei cinghiali attuando un efficace depopolamento che, per la nostra Regione, significa arrivare ad abbattere circa 50 mila cinghiali. Un obiettivo raggiungibile solo con regole nuove e omogenee in tutta la Regione”, è quanto affermano Roberto Moncalvo Presidente di Coldiretti Piemonte e Bruno Rivarossa Delegato Confederale rispetto ai punti più urgenti da affrontare vista l’emergenza in atto, esposti durante l’incontro con l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.
Nello specifico, il decreto Sostegni Ter istituisce il “Fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza”, con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2022 ed il “Fondo di parte corrente per il sostegno della filiera suinicola”, con una dotazione di 35 milioni di euro per l’anno 2022.
“Servono politiche coordinate a livello ministeriale e regionale per superare e snellire le procedure al fine di agevolare l’attività delle imprese che in questo momento sono, anche se ricordiamo che fortunatamente non ci sono contagi nei nostri allevamenti, fortemente toccate dalla problematica poiché, come abbiamo già denunciato, ci sono già macelli che, in via cautelativa, non stanno ritirando nessuna partita di suini provenienti dal Piemonte. Dunque, non solo servono le risorse per far fronte ai danni economici provocati dalla macellazione dei capi, ma anche per sostenere le aziende nel periodo in cui non potranno rinnovare il proprio allevamento”, concludono Moncalvo e Rivarossa.
Dal Territorio
EMILIA ROMAGNA, BENE RICHIESTA REGIONE AMPLIAMENTO AREE PER VINI DA TAVOLA
“La richiesta presentata dalla Regione al Ministero di ampliare le aree con vigneti e produrre fino a 400 quintali per ettaro di uva per quanti più Comuni possibile viene incontro alle nostre istanze avanzate già a inizio 2021 alla Regione stessa e rappresenta un passo avanti importante per il settore vitivinicolo dell’Emilia-Romagna. Permette infatti di tutelare le produzioni della nostra filiera dall’invasione di vini generici stranieri”.
Ha commentato così Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna la richiesta presentata da viale Aldo Moro al Ministero di ampliare le aree vitate in cui sarà possibile produrre in deroga a condizione che almeno il 25% dei viticoltori che hanno coltivato uva per vini generici in quei territori dal 2015 al 2019, abbia avuto una resa maggiore ai 300 quintali per ettaro.
“La nostra regione – ha detto Bertinelli – è caratterizzata da un tessuto produttivo diversificato che comprende la produzione di vini a DO e IG di alto profilo, ma anche di vini senza DOP o IGP (cosiddetti vini comuni) che hanno registrato, complice anche la pandemia, un aumento di vendite nella grande distribuzione. Penalizzarne la produzione avrebbe lasciato spazi di mercato liberi alla concorrenza di produzioni di profilo analogo, ma provenienti dall’estero”.
PUGLIA, XYLELLA: INDENNIZZI AD AGRICOLTORI CONTRO AVANZATA MALATTIA
Nella lotta all’insetto vettore la ‘sputacchina’ per arrestare l’avanzata della Xylella fastidiosa è indispensabile, per scongiurare il fallimento Piano anti Xylella, prevedere il rimborso dei costi da sostenere per le pratiche di prevenzione fitosanitaria obbligatorie, prima che partano inesorabilmente anche nel 2022 le multe comminate dai Carabinieri Forestali. E’ quanto ha chiesto Coldiretti Puglia all’Assessorato regionale all’Agricoltura, sottolineando che tra gli indennizzi previsti dal Piano d’azione regionale, sono indicati i “costi derivanti dall’attuazione delle misure di controllo ed eradicazione”, per cui è fondamentale indennizzare anche le pratiche di prevenzione fitosanitarie nelle aree delimitate dove si applicano le misure di eradicazione e, nell’ambito dell’area delimitata “Salento”, nella zona cuscinetto e nella zona contenimento. Secondo Coldiretti Puglia, serve anche una stretta sulla salvaguardia, perché in merito alla sorveglianza non è specificato né il numero delle piante da monitorare né il periodo, oltre alla necessità di allargare le misure di contenimento, non solo ai 20 Km. al di sotto dell’area contenimento “Salento”, ma su tutta la Piana degli Olivi Monumentali.
“Agli agricoltori viene imposto un obbligo che è a tutti gli effetti un servizio pubblico di tutela e protezione del resto del territorio italiano ed europeo da un pericolosissimo agente da quarantena. Così come gli enti pubblici beneficiano di finanziamenti per l’attività obbligatoria, anche e soprattutto gli imprenditori agricoli hanno bisogno di rimborsi per sostenere le pratiche di prevenzione fitosanitaria”, dichiara Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia.
La Puglia è la prima regione produttiva italiana e soprattutto gli oliveti specializzati della così detta Conca barese e, ancor di più, del nord barese rappresentano oltre il 50% di olio extravergine italiano, i 10 chilometri di linea di intervento, 5 per la zona cuscinetto e 5 per l’area del contenimento, rappresentano uno sbarramento di salvaguardia non solo per l’olivicoltura regionale, ma per tutta l’olivicoltura italiana ed europea.
Va attivato un pressing stringente su tutti gli enti pubblici, perché le pratiche fitosanitarie obbligatorie – incalza Coldiretti Puglia – devono essere eseguite da tutti i proprietari/conduttori di terreni agricoli e dai proprietari/gestori (privati o pubblici, compresi i comuni) delle superfici agricole non coltivate, aree a verde pubblico, bordi delle strade, canali, superfici demaniali.
“Serve l’impegno di tutti gli enti pubblici e degli hobbisti che hanno anche la possibilità di avvalersi della Legge di Orientamento per affidare le lavorazioni nelle aree pubbliche e demaniali alle imprese agricole che hanno mezzi e conoscenze del territorio tali da agire tempestivamente e efficacemente sul territorio”, insiste Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia.
Considerata la presenza nel territorio regionale di piccoli proprietari – aggiunge Coldiretti Puglia – che svolgono l’attività agricola in forma occasionale, non organizzata, i cosiddetti hobbisti, è opportuno e doveroso verificare e razionalizzare le procedure e le modalità di attuazione di tali interventi anche con l’ausilio di produttori agricoli professionali, che possano svolgere tale servizio per terzi.
Infatti, l’affidamento dei lavori agli imprenditori agricoli e dei servizi – spiega Coldiretti Puglia – costituisce senz’altro un vantaggio per il Comune, considerando sia la possibilità di affidamenti diretti per superare i tempi lunghi e incerti degli appalti; sia la maggiore flessibilità nell’espletamento dei servizi; sia la cura con cui gli stessi imprenditori agricoli assolverebbero i compiti se rivolti alle frazioni dagli stessi abitate; sia – infine – l’esperienza e la conoscenza dei luoghi e delle caratteristiche dell’ ambiente che sarebbe di ausilio agli hobbisti.
Anche la stessa ARIF, per l’esecuzione coatta delle lavorazioni non fatte dai soggetti interessati nell’ambito del controllo e dell’eradicazione della Xylella fastidiosa – conclude Coldiretti Puglia – potrebbe con apposite convenzioni, incaricare le imprese agricole professionali in grado di eseguire le operazioni necessarie.
Così come Coldiretti Puglia ritiene indispensabile che sulle pratiche degli innesti per salvare gli ulivi monumentali vadano sostenute le imprese agricole, accompagnandole con un sostegno economico per almeno 5 anni attraverso il potenziamento del prossimo Avviso Pubblico sull’art. 8 del Decreto Interministeriale Xylella e una eventuale misura compensativa del prossimo PSR.
LOMBARDIA, CIMICE ASIATICA: DA PERE A SOIA MILIONI DI DANNI NEI CAMPI
Con la sua capacità di colpire oltre 300 specie di piante, la cimice asiatica rappresenta ormai un flagello per le campagne della Lombardia dove negli ultimi anni ha provocato milioni di danni con perdite produttive dalle mele alle pere, dal mais alla soia. È importante quindi non abbassare la guardia, dando continuità all’azione di monitoraggio e contrasto e garantendo un adeguato sostegno alle aziende colpite. È quanto afferma la Coldiretti Lombardia in merito a quanto annunciato dall’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi in occasione del pagamento dell’ultima tranche di risarcimenti alle aziende agricole.
La “cimice marmorata asiatica” è un insetto arrivato dalla Cina ed è particolarmente pericolosa perché in Italia non ci sono nemici naturali e perché – sottolinea la Coldiretti – è particolarmente prolifica con il deposito delle uova almeno due volte all`anno con 300-400 esemplari alla volta. Le punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. La lotta alla cimice asiatica è particolarmente difficile perché si muove molto per invadere sempre nuovi territori da saccheggiare ed è resistente anche ai trattamenti fitosanitari.
Dalla cimice asiatica alla Popillia japonica, dal tarlo asiatico alla diabrotica, dal cinipide del castagno alla Drosophila suzukii, sono sempre di più le specie aliene che distruggono i raccolti della Lombardia, favorite dai cambiamenti climatici sempre più evidenti. Secondo le ultime stime a livello nazionale – conclude la Coldiretti – salgono a oltre un miliardo i danni causati dall’invasione di insetti e organismi alieni arrivati nelle campagne italiane con gravissimi effetti sul piano ambientale, paesaggistico ed economico.
TOSCANA, VIA LIBERA A 3 MLN VIAGGIATORI UE DOPO CRACK DA 100 MLN PER AGRITURISMI
Il superamento dell’obbligo del tampone per i viaggiatori provenienti dai 27 Paesi dell`Unione Europea con il “green pass” riguarda circa 3 milioni di viaggiatori che hanno attraversato il confine per venire in Italia nell’anno prima della pandemia. E’ quanto afferma Coldiretti Toscana in riferimento alla nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza in vigore dal primo febbraio che rappresenta una boccata di ossigeno per il turismo che ha registrato, per il solo settore dell’agriturismo in Toscana, un crack da oltre 100 milioni di euro nel 2020 rispetto all’anno prima della pandemia. Nonostante gli italiani la stagione per il settore agrituristico si era chiusa con un pesante – 41,2% su base regionale nei confronti del quale ha inciso il – 66,7% di presenze straniere.
Si tratta di una misura importante dopo che lo scorso anno si è verificato un crollo del 55% degli arrivi dall’Unione Europea rispetto a prima della pandemia secondo l’analisi della Coldiretti su dati Bankitalia. A pesare sui flussi turistici sono stati soprattutto – sottolinea Coldiretti – proprio i turisti stranieri bloccati alle frontiere dall’avanzare dei contagi e dalla misure di restrizione adottate ma a calare sono state anche le presenze nazionali nelle festività di fine anno mentre risultati risultati più positivi si sono registrati nel periodo estivo. “Abbiamo registrato un crollo di circa 400 mila arrivi di turisti stranieri nelle nostre strutture nel 2020. – spiega Luca Serafini, Presidente Terranostra Toscana – Se contiamo che i soli stranieri incidono per il 57% sul totale degli arrivi comprendiamo bene la difficoltà di un settore in gravissimo affanno. Le misure di sostegno del turismo rurale messe a disposizione fino a qui, che sono frutto del lavoro di Coldiretti a livello nazionale e regionale, sono state importanti ma non sono sufficienti in questo prolungato contesto emergenziale. Servono altri sostegni ed altre misure ad hoc che”.
I vacanzieri dall’estero in Italia, e così in Toscana, sono strategici per l’ospitalità turistica soprattutto nelle mete più gettonate anche perché – continua Coldiretti – hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Si stima peraltro che 1/3 della spesa turistica sia destinata proprio all’alimentazione per consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi e acquisto di vino e specialità alimentari da riportare a casa, secondo le stime della Coldiretti. Gli agriturismi in Toscana, che contano 5 mila strutture autorizzate e 90 mila posti a letto, sono il simbolo dell’accoglienza rurale e del turismo all’aria aperta. “Il superamento dell’obbligo del tampone, che per molti ha rappresentato un grande limite, porta con se il significato di un ritorno ad una graduale normalità che stiamo ottenendo grazie al piano vaccinale. – conclude Serafini – Vogliamo continuare ad essere fiduciosi per il futuro e per la nostra terra consapevoli che il turismo rurale rappresenta una fetta importante dell’accoglienza e dell’identità del nostro Made in Tuscany”.
MOLISE, SVILUPPO E AMBIENTE: INCONTRO PRESIDENTE CONSORZIO BONIFICA VENAFRO
Il razionale utilizzo dell’acqua per le produzioni agricole mirante ad uno sviluppo sostenibile e proficuo del settore primario. Di questo ed altro si è parlato nel corso di un recente incontro che il Delegato Confederale ed il Direttore regionale di Coldiretti Molise, Giuseppe Spinelli e Aniello Ascolese, hanno avuto con il Presidente del Consorzio di Bonifica della Piana di Venafro, Raffaele Cotugno, nella sede dell’ente a Venafro.
Il colloquio ha fornito anche l’occasione al Presidente Raffaele Cotugno per illustrare ai dirigenti di Coldiretti l’attività dell’ente. Così, partendo dall’approvazione del Bilancio di previsione del 2022, passando per il programma triennale dei lavori, quello biennale degli acquisti e forniture di servizi e l’elenco annuale dei lavori, la discussione si è spostata sulle recenti modifiche apportate allo Statuto dell’Ente. Largo spazio è stato poi riservato alla disamina dei nuovi compiti affidati ai Consorzi di Bonifica, sempre più impegnati oltre che nel sostegno dell’agricoltura anche nella tutela dell’ambiente, visti i cambiamenti climatici in atto, e dei bisogni delle comunità locali.
Durante l’incontro il Delegato Spinelli ed il Direttore Ascolese hanno poi prospettato al presidente Cotugno la possibilità di arricchire la gamma di produzioni dell’area. Un’operazione, questa, che richiederebbe tuttavia la necessità di fornire acqua agli agricoltori durante tutto l’anno e dunque necessiterebbe di un rapporto sinergico fra imprese e Consorzio nonché un supporto da parte della Regione per il crescente impegno economico che deriverebbe da tale operazione.
A tal proposto, il Presidente Cotugno, valutando positivamente l’idea di Coldiretti, ha riferito che molti imprenditori dell’area sono interessati alla coltivazione del pomodoro da industria, stringendo accordi con industrie di trasformazione e dando vita ad una specifica filiera produttiva, confermando in tal modo la disponibilità da parte del Consorzio di garantire, nei modi e nei tempi opportuni, i volumi di irrigazione necessari alla coltura.
CALABRIA, IL PIL AUMENTA (+ 6,5%) MA NON PER L’AGRICOLTURA
La stima preliminare dell’Istat del Pil relativo al IV trimestre 2021 segna un + 6,5%. Per definizione al momento, come segnala l’istituto di statistica, riguarda il territorio nazionale e non la copertura e il dettaglio territoriale, atteso tra circa due mesi, che potrebbe riservare ulteriori preoccupazioni con sorprese negative per la Calabria. In controtendenza rispetto all’andamento generale, il valore aggiunto cala solo per l’agricoltura e la pesca per effetto del combinato tra il balzo nei costi di produzione, dall’energia ai fertilizzanti, dalle macchine agli imballaggi fino ai mangimi per alimentare il bestiame e dei cambiamenti climatici. Sull’agricoltura e la pesca pesano anche le difficoltà della ristorazione con vini e cibi invenduti nei locali svuotati. Il bilancio agricolo è stato sconvolto nel 2021 – sottolinea– anche da un andamento climatico del tutto anomalo come purtroppo accade da tempo con il risultato del crollo della produzione. L’aumento dei costi energetici riguarda anche il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi ma ad aumentare sono pure i costi per l’acquisto delle macchine agricole e dei pezzi di ricambio per i quali si stanno verificando addirittura preoccupanti ritardi nelle consegne.
Il rincaro dell’energia – continua la Coldiretti – si abbatte poi sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica per i vasetti dei fiori all’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli per legumi e marmellate. Da non sottovalutare – annota Coldiretti –che nello stesso tempo, però, è aumentato il numero di famiglie in povertà assoluta, benché a un ritmo più lento rispetto agli anni neri della crisi pandemica e per questo, servono politiche redistributive.
Serve – conclude la Coldiretti – responsabilità della intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle e continuare a garantire le forniture alimentari alla popolazione con i persistenti contagi che mettono a rischio gli scambi commerciali. “Il tema delle difficoltà economiche e finanziarie delle imprese agricole ed agroalimentari calabresi è evidente e perciò – dichiara Franco Aceto Presidente di Coldiretti Calabria – vi è l’esigenza di somministrare le necessarie cure attivando subito percorsi che consentano di ristrutturare il debito e/o di rinegoziare i mutui con rata di restituzione più bassa e a lunga scadenza. Questa operazione permette di ottenere una serie di vantaggi economici e finanziari che si riverberano positivamente sugli investimenti”.
SARDEGNA, SOLIDARIETÀ A STEFANO ARZU SIMBOLO DI UNA AGRICOLTURA ALLO STREMO
Domani mattina una delegazione di Coldiretti Sardegna guidata dal presidente e direttore regionale Battista Cualbu e Luca Saba e dal presidente e direttore della Federazione locale Nuoro Ogliastra Leonardo Salis e Alessandro Serra saranno a Talana per portare la solidarietà dell’Organizzazione agricola al socio e dirigente Stefano Arzu dopo essere stato costretto a denunciare pubblicamente, con il gesto estremo di consegnare i propri animali al sindaco di Talana, la grave difficoltà che sta vivendo a causa del mancato ricevimento del Premio unico e del benessere animale dei suini che sta mandando in corto circuito una azienda modello in un momento particolarmente difficile per tutto il mondo agricolo.
Stefano Arzu, persona onesta e generosa oltre che un lavoratore instancabile, rappresenta un modello per Coldiretti che lo ha sempre portato ad esempio per la sua determinazione, coraggio e intuizione di aver dato vita nel periodo più nero della suinicoltura sarda massacrata dalla peste suina africana ad un allevamento in semibrado nel massimo rispetto di tutte le prescrizioni sulla biosicurezza.
Negli ultimi anni ha lottato e portato avanti la propria azienda con grande passione nonostante sia stato tartassato dalle continue limitazioni e blocchi di movimentazione dei propri animali per casi di peste suina estranei alla sua azienda che aveva l’unica colpa di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Blocchi che gli hanno causato ingenti perdite dovute alla mancata vendita dei suini (causando oltre la mancata vendita anche ulteriori spese di mangime e lavoro).
Non solo da alcuni anni Stefano Arzu ha ritardi per alcune anomalie non imputabili né all’azienda agricole e neppure al Centro di assistenza agricola Coldiretti Nuoro Ogliastra che ha presentato la domanda e sta seguendo da mesi negli uffici di Argea la sua pratica, come quella di tanti altri soci che si trovano nelle stesse condizioni. A questo si è aggiunto anche il ritardo nel percepire il benessere animale dei suini del 2021.
Cifre importanti per una azienda dai numeri importanti e liquidità vitali per un’azienda suinicola che arriva anche da due anni neri a causa del Covid, perché il settore è tra quelli che maggiormente ha risentito delle prescrizioni per limitare la diffusione del virus.
Stefano domenica ha denunciato questo stato di cose aggravato dal rincaro indiscriminato di tutte le materie prime a cominciare dai mangimi (oltre il 40%) energie elettrica (80%), gasolio (50%) ecc., che stanno mettendo in seria difficoltà la tenuta di migliaia di aziende agricole e della trasformazione e lo ha fatto mettendoci la faccia, vista la sua riconosciuta generosità, anche a nome di tutti i colleghi dei vari settori agricoli.
“Tutto il comparto agricolo, da quello dell’allevamento a quello agricolo, sta vivendo momenti di forte crisi e difficoltà a causa del rincaro prezzi, della pessima annata e di una cieca ed elefantiaca burocrazia che sta raggiungendo livelli assurdi e paradossali – denuncia il presidente di Coldiretti Sardegna Battista Cualbu -. Stanno mettendo in crisi anche realtà prime sconosciute a questi temi come la Cooperativa di Arborea che ieri lo ha denunciato pubblicamente”.
“Per questo – continua il direttore Luca Saba – abbiamo chiesto e continuiamo a sollecitare (mettendoci a disposizione), la Regione con a capo l’assessorato all’Agricoltura ed Argea a prendersi carico e risolvere in tempi velocissimi le varie anomalie delle pratiche e dei vari sistemi ed algoritmi, in particolare in questo momento, in cui le aziende sono allo stremo”.
“A maggior ragione – dicono Cualbu e Saba – non capiamo l’uscita improvvida e non documentata dell’Assessora all’Agricoltura, che anziché attivarsi per risolvere il caso particolare e con esso quello generale (come nelle intenzioni di Arzu) si è avventurata a dare risposte personali con dati sbagliati (le aziende di cui parla Arzu sono due) che hanno avuto anche la doppia colpa di mettere in discussone l’onestà dell’allevatore”.
“Sono momenti in cui serve buon senso e operatività e la collaborazione di tutti – affermano i dirigenti di Coldiretti Sardegna -. Il rincaro prezzi, la pessima annata e la burocrazia sta colpendo in modo indistinto tutto il comparto agricolo, per questo servono interventi immediati, a cominciare dallo sblocco delle pratiche comunitarie. Come sempre saremo di stimolo alla Giunta con le nostre proposte concrete ma saremo anche inflessibili perché il tempo è scaduto per tutti e si rischia sul serio di mettere in ginocchio migliaia di aziende agricole”.
Domani mattina Coldiretti Sardegna sarà a Talana, insieme ai colleghi del settore suinicolo, dal suo socio Stefano Arzu.
PUGLIA, SCUOLA: AL VIA EDUCAZIONE ALIMENTARE PER BAMBINI IN CLASSE E IN FATTORIA
Al via l’educazione alimentare a scuola in Puglia con l’agrididattica in classe e in campagna, frutto dell’intesa sottoscritta tra il Ministero dell’istruzione e la Confederazione Nazionale Coldiretti. E’ quanto annuncia Coldiretti Puglia, in occasione del primo Consiglio dei Ministri che ha rinnovato le misure anti Covid in scadenza ma con un graduale allentamento delle restrizioni ed un ritorno alla normalità, a partire da domani quando si metterà mano agli interventi per semplificare le norme sulla scuola.
“L’Ufficio Scolastico della Puglia, sensibile ai temi della sana e corretta alimentazione, ha invitato gli istituti scolastici di ogni ordine e grado ad aderire al nostro percorso formativo che consente l’integrazione tra le lezioni di educazione alimentare in classe con attività esperienziali complementari come le visite nelle fattorie didattiche, nei mercati di Campagna Amica e negli orti urbani”, ha annunciato Floriana Fanizza, leader nazionale e regionale di Coldiretti Donne Impresa.
Per aiutare tutto il sistema scolastico e le famiglie ad alimentare al meglio le giovani generazioni e l’intero nucleo familiare, da anni il Progetto di Educazione alla Campagna Amica ha agevolato l’incontro tra i bambini e i prodotti agricoli ‘fatti’ dagli agricoltori. In Puglia negli ultimi 10 anni – riferisce Coldiretti Puglia – sono stati coinvolti nel progetto delle masserie didattiche 200mila bambini e 480 scuole, di cui il 70% nella fascia d’età compresa fra i 4 e gli 11 anni, dalla scuola materna alla primaria e il 30% studenti più grandi medie e superiori.
Il progetto per lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare riguarda le lezioni di agridattica a scuola, con la necessità di garantire al contempo che nelle mense scolastiche siano somministrati agli studenti pasti preparati con prodotti agricoli del territorio a Km0, quando più di un pugliese su quattro (28%) ha una valutazione negativa dei pasti serviti nelle mense scolastiche dove si stima ne vengano consumati 90 milioni all’anno per 585.000 studenti, nella sola refezione della scuola dell’obbligo.
L’obiettivo è ‘culturale’ e consiste nel tentare di cambiare abitudini di consumo sbagliate che si sono diffuse ovunque, formando consumatori consapevoli sui principi della sana alimentazione e della stagionalità dei prodotti. “I percorsi virtuosi sull’approvvigionamento delle mense scolastiche con il cibo a Km0 dovranno diventare prioritari alla ripresa dell’attività didattica in presenza. Una netta maggioranza del 71% dei genitori ritiene che le mense dovrebbero offrire i cibi più sani per educare le nuove generazioni dal punto di vista alimentare mentre solo il 12 per cento ritiene che dovrebbero essere serviti i piatti che piacciono di più”, insiste Fanizza.
Necessaria la collaborazione tra Coldiretti Puglia, Campagna Amica ed il Servizio Tutela Consumatori della Regione Puglia per l’istituzione di un Osservatorio regionale che monitori e promuova l’uso di prodotti locali nelle mense scolastiche e nella ristorazione collettiva che incide con le mense scolastiche sulla qualità della vita, dell’alimentazione e di conseguenza sulla salute di migliaia di studenti in età evolutiva.
Per assicurare il miglior rapporto prezzo/qualità, ma anche per educare le nuove generazioni, la Coldiretti sollecita a privilegiare negli appalti delle mense scolastiche i cibi locali e a km 0 che valorizzino le realtà produttive locali e riducano i troppi passaggi intermedi dietro i quali più elevato è il rischio di frodi e sofisticazioni, valorizzando i fondamenti della dieta mediterranea e ricostruire il legame che unisce i prodotti dell’agricoltura con i cibi consumati ogni giorno e fermare il consumo del cibo spazzatura.
LUCCA, SAN VALENTINO: CON CARO-GASOLIO FIORITURA IN RITARDO NELLE SERRE
Il caro gasolio rischia di “ritardare” la fioritura dei fiori di San Valentino. A lanciare l’allarme sono i floricoltori della Versilia che in queste settimane devono fare i conti, salatissimi, con il boom dei costi energetici con rincari fino al 50% per il riscaldamento delle serre che ospitano in questo periodo produzioni tricolori tipiche come il ranuncolo, la fresia, gli anemoni, i gigli, le calle e le gerbere che si regalano, insieme alle rose e ai tulipani, il giorno di San Valentino. Il caro bollette investe come uno tsunami il florovivaismo che stava tentando la lenta e faticosa ripresa dopo il calo consumi provocato dalla pandemia. “L’emergenza energetica – spiega Andrea Elmi, Presidente Coldiretti Lucca – si riversa non solo sui costi di riscaldamento delle serre, ma anche su carburanti per la movimentazione dei macchinari, sui costi delle materie prime, fertilizzanti, vasi e cartoni. Il comparto, sicuramente tra i più importanti comparti per numeri e fatturati della costa e della piana di Lucca, è in forte difficoltà nonostante gli effetti dei rincari non si siano ancora pienamente manifestati”.
Il caro bollette si sta divorando gli utili, già molto fragili, del florovivaismo. “Produrre lo stesso fiore – spiega Cristiano Genovali, Presidente Affi, associazione floricoltori e fioristi italiani – ci costerà il 20% in più che è il nostro margine di guadagno. Il gasolio per riscaldare le serre solo in questa settimana è aumentato del 15% e per produzioni tipiche di questo periodo, che hanno bisogno di essere scaldate per fiorire, è un disastro”.
Con il prezzo del gasolio alle stelle nelle serre i floricoltori sono costretti ad “abbassare” la temperatura, per consumare meno gasolio o energia elettrica, ritardando il ciclo vegetativo di alcune varietà che per fiorire hanno bisogno di 15-20 gradi con il rischio, oltre che di favorire gli attacchi dei funghi patogeni, di non arrivare in tempo ai consumatori per la festa di San Valentino. Un momento della stagione, quello della ricorrenza degli innamorati, che per il settore è molto importante. “Con i ritardi di fioritura – spiega ancora Genovali – corriamo il rischio di avere meno fiori italiani in commercio per il periodo di San Valentino favorendo varietà che arrivano dall’estero. Spesso – spiega ancora – si tratta di prodotti ottenuti dallo sfruttamento come nel caso delle rose dal Kenya per il lavoro sottopagato e senza diritti e i fiori dalla Colombia dove ad essere penalizzate sono le donne”.
Da qui l’importanza di preferire in un momento difficile per l’economia nazionale le produzioni Made in Italy – conclude la Coldiretti – scegliendo l’acquisto di fiori tricolori, direttamente dai produttori o da punti vendita che ne garantiscano l’origine, per sostenere le imprese, l’occupazione e il territorio.
ASTI, PESTE SUINA: SCARICO DI RESPONSABILITÀ DELL’ASSESSORATO ALL’AGRICOLTURA
Coldiretti evidenzia un atteggiamento grave dell’Assessore all’agricoltura Protopapa e del direttore Balocco che in una semplice lettera, per fornire indicazioni rispetto all’impiego di gabbie e recinti di cattura, con lo scopo di limitare il disturbo dei suini selvatici, di fatto scaricano la responsabilità ai vari soggetti sul territorio, dalle province fino agli enti di gestione delle aree protette, rispetto alle azioni da mettere in atto per il depopolamento dei cinghiali in un momento così critico per il diffondersi della Peste Suina Africana.
“Mentre il lavoro nell’area infetta procede con l’attività sinergica tra il commissario per l’emergenza della Peste Suina Africana, Angelo Ferrari, direttore dell’Istituto sperimentale Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, Giorgio Sapino, commissario nel territorio della provincia di Alessandria e l’assessore alla Sanità, Luigi Genesio Icardi, tutto tace nella restante parte della Regione dove si deve mettere in atto con urgenza il depopolamento per arrivare ad abbattere 50 mila cinghiali, come, per altro, hanno già iniziato a fare i territori della Lombardia e dell’Emilia Romagna confinanti con l’area infetta” sottolineano il presidente Coldiretti Asti Marco Reggio e il direttore Diego Furia. “Se l’assessorato all’Agricoltura crede che sia valido il motto «armiamoci e partite», siamo completamente fuori strada. Serve un’azione forte di tutta la Giunta regionale affinché i provvedimenti che abbiamo chiesto fin da subito, a tutela della suinicoltura piemontese, diventino realtà al più presto” concludono Reggio e Furia.
ALESSANDRIA, CON CLICK DAY AL VIA A MANODOPERA STRANIERA ‘SALVA RACCOLTI’
E’ scattato oggi, primo febbraio, il click day per l’ingresso di 42mila lavoratori stagionali stranieri che in una buona parte saranno impegnati in agricoltura dove gli occupati a tempo determinato rappresentano il 90% del totale.
Lo rende noto Coldiretti Alessandria nel sottolineare che l’appuntamento per gli stagionali segue quello del 27 gennaio 2022 per l’assunzione di lavoratori non stagionali e lavoratori autonomi secondo quanto fissato dal Decreto flussi 2022 che riguarda complessivamente quasi 70mila lavoratori stranieri.
“La possibilità di ingresso è importante per salvare i raccolti e garantire con la ripresa dei contagi Covid l’approvvigionamento alimentare in un settore che resta ancora fortemente dipendente dal contributo dei lavoratori stranieri nonostante la crescita di interesse tra gli italiani – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Con la piena ripresa delle attività agricole è facile prevedere l’accentuarsi della mancanza di lavoratori necessari nelle campagne in un momento in cui con la pandemia da Covid si è aperto uno scenario di incertezza, accaparramenti e speculazioni che spinge la corsa dei singoli Stati ai beni essenziali come l’energia e il cibo”.
In questo contesto l’apertura delle frontiere agli stranieri rischia però di essere vanificata dal fatto che molti braccianti provenienti da Paesi extracomunitari non possono lavorare in quanto sono vaccinati con il siero russo Sputnik o con quello cinese Sinovac, che non sono riconosciuti in Italia ed in Europa.
Un limite che va superato anche considerando il fatto che un prodotto agricolo su quattro viene raccolto in Italia da mani straniere che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura.
“Si tratta soprattutto di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Bianco -. Ma per salvare le produzioni Made in Italy occorre anche dare la possibilità a percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter essere impiegati nei campi attraverso una radicale semplificazione del lavoro agricolo. Un provvedimento che interesserebbe almeno 25mila italiani in un momento in cui tanti lavoratori sono in cassa integrazione e le fasce più deboli della popolazione sono in difficoltà”.
In provincia di Alessandria negli anni scorsi sono stati oltre 2.500 lavoratori con contratti stagionali, di questi il 90% impiegati nei vigneti, circa 500 le aziende che hanno usufruito dei voucher. In questo contesto va segnalato che le difficoltà agli spostamenti dei lavoratori alle frontiere per effetto della pandemia, ha ridotto la presenza di lavoratori stranieri ed aumentato quella degli italiani che sono tornati a considerare il lavoro in agricoltura un’interessante opportunità.
Per favorire un cambio generazionale in un momento di crescente interesse per il lavoro in campagna a contatto con la natura è importante introdurre strumenti di flessibilità che consentano ai giovani italiani di fare un’esperienza in agricoltura dove accanto alle figure tradizionali come potatori di alberi da frutta, vigneto o ai trattoristi venga affiancata la sfida della rivoluzione digitale con gli investimenti in droni, gps, robot, software e internet per combattere i cambiamenti climatici, salvare l’ambiente e aumentare la sostenibilità delle produzioni.
Per cogliere questa opportunità e garantire l’adeguata copertura degli organici necessari a salvare i raccolti è urgente dunque adottare con strumenti concordati con i sindacati, che consentano anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi per questo Coldiretti chiede un piano per la formazione professionale e misure per ridurre la burocrazia e contenere il costo del lavoro con una radicale semplificazione che possa garantire flessibilità e tempestività di un lavoro legato all’andamento climatico sempre più bizzarro.
MACERATA, 10MILA CHILI DI CIBO ALLE FAMIGLIE POVERE DALL’INIZIO DELLA PANDEMIA
Circa 1800 chili di generi alimentari di altissima qualità delle aziende agricole italiane in dono alle famiglie in difficoltà economiche. Coldiretti Donne Impresa Macerata, Giovani Impresa e i mercati di Campagna Amica della provincia hanno lavorato assieme per sostenere la comunità in questa perdurante crisi pandemica. I pacchi, allestiti con prodotti agroalimentari 100% Made in Italy come pasta, legumi, passata di pomodoro, prosciutto, mortadella, farina, formaggi, latte, olio extravergine di oliva, carne in scatola, biscotti per bambini e omogeneizzati, sono stati consegnati in collaborazione a Croce Rossa e Anffas di Macerata, Banco Alimentare di Tolentino, Protezione Civile del Comune di Recanati e ai Servizi Sociali Unione Montana Monti Azzurri di San Ginesio che ci hanno supportato nella individuazione e si occuperanno della distribuzione tra le famiglie meno abbienti. “La campagna di solidarietà prosegue – dicono da Coldiretti Macerata – con gli agricoltori che fin dall’inizio sono stati in prima linea per contrastare la crisi economica innescata dall’emergenza sanitaria. Non ci siamo mai fermati e non lo facciano nemmeno ora nonostante tutte le difficoltà legate ai rincari e all’inflazione”. In due anni di pandemia Coldiretti Macerata tra Spesa sospesa e i pacchi della solidarietà ha donato circa 10mila chili di prodotti tipici Made in Italy, a chilometro zero e di altissima qualità alle fasce più deboli della popolazione, colpite dalle difficoltà economiche.
CUNEO, CLIMA: NELLA GRANDA DUE MESI DI SICCITÀ E CALDO ANOMALO
Si è chiuso ieri un gennaio da record con temperature massime che, in molte giornate, hanno toccato valori da primavera inoltrata e con una totale siccità che, evidenzia Coldiretti Cuneo su dati Arpa, consolida uno dei periodi secchi più lunghi registrati in Piemonte negli ultimi 63 anni. Nella Granda, in particolare, il mese di gennaio ha proseguito il trend negativo del 2021 che, con un totale annuo di soli 585 mm di acqua, è stato il terzo più arido della Granda, dopo il 2017 (con 490 mm di pioggia) e il 1997 (con 492 mm).
È da Natale che sulle campagne cuneesi non scende una goccia di pioggia, ma precipitazioni significative non si registrano dall’8 dicembre 2021, ossia da quasi due mesi. E i modelli meteo ad oggi non prevedono pioggia né neve fino a metà febbraio.
Questa prolungata scarsità di precipitazioni incide negativamente sui bacini cuneesi, in condizioni di siccità severa, con quelli di Tanaro e Stura di Demonte maggiormente in sofferenza. A preoccupare è lo scarso potenziale idrico stoccato sotto forma di neve sull’arco alpino, che in Piemonte fa registrare un -57.6%. Sono questi, ricorda Coldiretti Cuneo, gli effetti di un andamento climatico anomalo che condiziona la vita sia nelle città con l’innalzamento dei livelli di inquinamento sia nelle nostre campagne, dove sono a rischio le coltivazioni che avranno bisogno di acqua per crescere al risveglio vegetativo favorito da un inverno mite.
“La siccità è diventata la calamità più rilevante per l’agricoltura italiana con danni stimati in media in un miliardo di euro all’anno soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. I cambiamenti climatici hanno modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale che geografica delle precipitazioni, anche se l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto. Per risparmiare l’acqua, aumentare la capacità di irrigazione e incrementare la disponibilità di cibo per le famiglie è stato elaborato e proposto, insieme ad Anbi, un progetto concreto immediatamente cantierabile nel PNRR” spiega Roberto Moncalvo, Delegato Confederale di Coldiretti Cuneo.
“Questo intervento strutturale – aggiunge Fabiano Porcu, Direttore di Coldiretti Cuneo – prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi a basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti, progettualità già avviata e da avviarsi con procedure autorizzative non complesse, in modo da instradare velocemente il progetto e ottimizzare i risultati finali. L’idea è di ‘costruire’ senza uso di cemento per ridurre l’impatto l’ambientale laghetti in equilibrio con i territori, che conservano l’acqua per distribuirla in modo razionale ai cittadini, all’industria e all’agricoltura, con una ricaduta importante sull’ambiente e sull’occupazione”.
Per maggiori informazioni visitare il sito web https://cuneo.coldiretti.it
BERGAMO, CLIMA: IN CAMPAGNA È SOS SICCITÀ; RISERVE IDRICHE A – 65%
Con le riserve idriche che mediamente fanno segnare un – 65%, gli agricoltori bergamaschi temono lo spettro della siccità, una situazione che interessa tutto il territorio lombardo.
Il livello idrometrico del fiume Po al Ponte della Becca (Pavia) è sceso a -3 metri, più basso che a Ferragosto ed è rappresentativo della situazione di sofferenza in cui versano tutti i principali corsi d’acqua al Nord.
Il lago d’Iseo ha una percentuale di riempimento del 19% e anche lo stato delle riserve idriche è preoccupante, con i bacini di riferimento per l’agricoltura bergamasca che, rispetto alla media del periodo 2006-2020, fanno segnare un calo importante: – 75% per il bacino del Brembo, -59 % per il bacino del Serio e -61% per il bacino dell’Oglio. (Analisi di Coldiretti Bergamo sull’ultimo bollettino ARPA Lombardia).
La mancanza di acqua e neve desta preoccupazione – spiega Coldiretti Bergamo – soprattutto in vista delle prossime semine. Anche le colture in campo avranno bisogno di acqua per crescere al risveglio vegetativo favorito da un inverno mite.
“Speriamo che si verifichi un’inversione di tendenza – dice il direttore di Coldiretti Bergamo Carlo Loffreda – altrimenti andremo sicuramente incontro a grosse difficoltà. La siccità purtroppo è causa di danni rilevanti, sia per quanto riguarda la quantità sia la qualità dei raccolti”.
Coldiretti sottolinea che i cambiamenti climatici hanno modificato soprattutto la distribuzione sia stagionale sia geografica delle precipitazioni anche se l’Italia resta un Paese piovoso con circa 300 miliardi di metri cubi d’acqua che cadono annualmente dei quali purtroppo appena l’11% viene trattenuto.
Nella nostra provincia – evidenzia Coldiretti Bergamo – possiamo contare sulla positiva esperienza della cava Moschetta di Pontirolo Nuovo, un bacino che si estende su una superficie di 380.000 mq, per un volume totale di circa 5,5 milioni di metri cubi di acqua, che consente di andare in soccorso alle rogge di Treviglio quando è necessario. Si tratta di un esempio concreto del progetto sostenuto da Coldiretti nazionale e ANBI.
SIENA, OLTRE 3500 KG DI PRODOTTI AGROALIMENTARI PER LE FAMIGLIE DEL TERRITORIO
Oltre 3500 kg di prodotti agroalimentari di qualità vengono distribuiti in questi giorni da Coldiretti Siena alla Caritas diocesana, a sostegno delle famiglie che ne hanno più necessità. Pacchi in consegna anche a suor Nevia per la mensa di San Girolamo e alle parrocchie della provincia.
Si rinnova così l’iniziativa che porta in prima linea Coldiretti Siena contro un’emergenza economica che cresce in modo preoccupante, soprattutto dall’arrivo della pandemia.
Per aiutare a combattere le nuove povertà e affrontare la crescente emergenza alimentare, direttamente dagli agricoltori di Campagna Amica si trova l’iniziativa della spesa sospesa, che va ancora avanti con successo e che rappresenta una buona pratica per gli altri ma anche contro lo spreco alimentare.
Ogni martedi mattina in Piazza Amendola (8.30 -12.30) e ogni sabato mattina in via Frajese (8.30-12.30), chi andrà a fare la spesa dagli agricoltori di Coldiretti potrà lasciare qualcosa per chi ha più bisogno. E si tratta di un dettaglio importante: laddove con maggiore facilità si privilegiano per queste iniziative cibi a lunga scadenza e confezionati, qui si possono donare i prodotti di alta qualità del territorio senese: frutta, verdura, formaggi, pane potranno essere acquistati e lasciati “sospesi”.
ASTI, GREEN PASS: DA OGGI VIA LIBERA A 61,5 MLN VIAGGIATORI UE
Il superamento dell’obbligo del tampone per i viaggiatori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea con il “green pass” riguarda oltre 61,5 milioni di viaggiatori che hanno attraversato il confine per venire in Italia nell’anno prima della pandemia. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute, Roberto Speranza, in vigore dal primo febbraio.
“Rappresenta una boccata di ossigeno per il turismo che ha registrato un crack di oltre 10 miliardi di euro nel 2021 rispetto a prima della pandemia, con la mancanza di viaggiatori stranieri che è stato uno degli elementi di maggiore criticità” sottolinea Marco Reggio presidente Coldiretti Asti.
Si tratta di una misura importante dopo che lo scorso anno si è verificato un crollo del 55% degli arrivi dall’Unione Europea rispetto a prima della pandemia secondo l’analisi della Coldiretti su dati Bankitalia.
“A pesare sui flussi turistici sono stati soprattutto – sottolinea Diego Furia direttore Coldiretti Asti – proprio i turisti stranieri bloccati alle frontiere dall’avanzare dei contagi e dalle misure di restrizione adottate ma a calare sono state anche le presenze nazionali anche nelle festività di fine anno mentre risultati più positivi si sono registrati nel periodo estivo”.
“I vacanzieri dall’estero in Italia sono strategici per l’ospitalità turistica soprattutto nelle mete più gettonate anche perché – sottolinea il Direttore Furia – hanno tradizionalmente una elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir. Si stima peraltro che 1/3 della spesa turistica sia destinata proprio all’alimentazione per consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi e acquisto di vino e specialità alimentari da riportare a casa, secondo le stime della Coldiretti”.
Gli arrivi dall’estero sono determinanti anche per gli agriturismi dove gli stranieri – concludono Reggio e Furia – rappresentavano oltre il 40% delle presenze totali prima della pandemia.
RIMINI, 120 MLN STANZIATI DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER INVESTIMENTI
“I 120 milioni di euro stanziati a bando entro metà febbraio a sostegno di progetti di sviluppo di aziende agricole e agroalimentari rappresentano una conferma di come l’agricoltura riceva molte attenzioni da parte della Regione, con la quale è dialoghiamo costantemente, interfacciandoci con l’Assessorato all’agricoltura e non solo”. Commenta così Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, i provvedimenti illustrati oggi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi che prevedono due bandi, con risorse europee del Psr, dove verranno stanziati rispettivamente 58,5 milioni di euro per il primo (‘Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema’) e 59,3 milioni per il secondo (‘Investimenti rivolti a imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema’).
“I rapporti con le Istituzioni sono fondamentali e costanti – ha proseguito Bertinelli – perché la nostra è una terra di eccellenze, con 45 prodotti a denominazione, fra dop e igp. Il nostro è un comparto che necessita di costanti politiche a sostegno poiché l’agricoltura è un volano importate di tutta la filiera per l’economia del nostro territorio”. Guido Cardelli Masini Palazzi Presidente di Coldiretti Rimini ricorda: “la nostra provincia si distingue nella classifica dell’Emilia Romagna per produzioni d’eccellenza, ben venga quindi l’approccio regionale volto a sostenere l’impegno del nostro comparto”.
VARESE, PREZZI: “FIAMMATA” SU BENZINA E GASOLIO E 85% MERCI VIAGGIA SU GOMMA
Mentre l’85% delle merci per arrivare sugli scaffali viaggia su strada, l’aumento dei prezzi dei carburanti spinge l’inflazione, taglia la spesa delle famiglie e riduce la competitività delle imprese. E’ quanto afferma la Coldiretti Varese sugli effetti del nuovo aumento di gasolio e benzina che ha raggiunto il massimo da settembre 2013. L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce – sottolinea la Coldiretti – il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi, mentre aumentano i costi per le imprese.
“A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti – puntualizza il presidente di Coldiretti Fernando Fiori – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura secondo una analisi della Coldiretti su dati Ismea. Impossibile non fare un paragone con la vicina Svizzera, dove solo poco più del 60% delle merci viaggia su gomma e dove si è incentivata molto l’intermodalità ferroviaria”.
Costi che si aggiungono al vortice di rincari delle materie prime che stanno mettendo in difficoltà il settore agricolo, con ripercussioni pesanti anche per la filiera ortoflorovivaistica, particolarmente strategica per la provincia di Varese: un tema che nei giorni scorsi il presidente Fiori ha approfondito sulle reti Mediaset con un’intervista trasmessa da Tg5, Tg4 e Studio Aperto.
In questo scenario pesa il deficit logistico italiano per la carenza infrastrutturale per il trasporto merci, che costa al nostro Paese oltre 13 miliardi di euro all’anno, con un gap che penalizza il sistema economico nazionale anche rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea.
In Italia il costo medio chilometrico per le merci del trasporto pesante è pari a 1,12 €/km, più alto di nazioni come la Francia (1.08 €/km) e la Germania (1.04 €/ km), ma addirittura doppio se si considerano le realtà dell’Europa dell’Est: in Lettonia il costo dell’autotrasporto è di 0,60 €/km, in Romania 0.64 €/km; in Lituania 0,65 €/km, in Polonia 0.70 €/km secondo l’analisi di Coldiretti su dati del Centro Studi Divulga (www.divulgastudi.it).
In queste condizioni è importante individuare alternative green come previsto dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) sul Recovery plan elaborato dalla Coldiretti per sviluppare le bioenergie in Italia e concorrere concretamente a contrastare il cambiamento climatico. In tale ottica occorre investire per realizzare nuove produzioni come il biometano agricolo Made in Italy “dalla stalla alla strada” per raggiungere l’obiettivo di immettere nella rete 6,5 miliardi di metri cubi di gas “verde” da qui al 2030. Partendo dall’utilizzo degli scarti delle coltivazioni e degli allevamenti – sottolinea la Coldiretti – è possibile arrivare alla realizzazione di impianti per la distribuzione del biometano a livello nazionale per alimentare le flotte del trasporto pubblico come autobus, camion e navi oltre alle stesse auto dei cittadini.
In questo modo sarà possibile generare un ciclo virtuoso di gestione delle risorse, taglio degli sprechi, riduzione delle emissioni inquinanti, creazione di nuovi posti di lavoro e sviluppo della ricerca scientifica in materia di carburanti green. Gli impianti di biogas in Italia – conclude la Coldiretti – oggi producono 1,7 miliardi di metri cubi di biometano ma è possibile arrivare entro il 2030 a 6,5 miliardi con la trasformazione del 65% dei reflui degli allevamenti.
COMO-LECCO, TURISMO: NO TAMPONE PER CHI ARRIVA DA UE DOPO FIRMA AL MINISTERO
Arriva una boccata di ossigeno per il settore turistico lariano: l’avanzare della campagna vaccinale in tutta Europa e l’utilizzo del green pass permettono finalmente di allentare le limitazioni sugli spostamenti; è quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla nuova ordinanza firmata dal Ministro della Salute Roberto Speranza che prevede il superamento dell’obbligo del tampone per i viaggiatori provenienti dai Paesi dell’Unione Europea con il green pass.
“Si tratta di una misura estremamente importante dal momento che i turisti europei rappresentano una quota molto importante dei viaggiatori stranieri sul lago di Como e nelle località turistiche delle due province di Como e Lecco” osserva il presidente della federazione Coldiretti, Fortunato Trezzi. “Un allentamento che darà respiro a uno dei settori più colpiti dalla pandemia, che nel 2021 ha registrato un crollo degli arrivi da oltreconfine rispetto al periodo pre-Covid. Si tratta quindi di un importante passo avanti per iniziare ad allentare le pressioni su uno dei settori più colpiti dalle limitazioni legate al Covid”.
Negli ultimi due anni, a pesare sui flussi turistici sono stati soprattutto i turisti stranieri bloccati alle frontiere, che peraltro sono anche i più strategici per l’ospitalità lariana nelle mete più classiche, perché hanno tradizionalmente un’elevata capacità di spesa per alloggio, alimentazione, trasporti, divertimenti, shopping e souvenir.
“Confidiamo sul fatto che i nuovi arrivi saranno determinanti per garantire una ripartenza duratura ai nostri agriturismi, in cui gli arrivi dall’estero costituivano almeno il 40% delle presenze prima del Covid e che, purtroppo, l’anno scorso hanno realmente lavorato a pieno regime solo nei mesi di luglio e agosto, penalizzati anche dalla paura per nuove chiusure; questo avrà tra l’altro un impatto determinante anche sulla ristorazione, altro settore fortemente penalizzato, perché si stima che 1/3 della spesa turistica sia destinata proprio all’alimentazione per consumi in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi e acquisto di specialità alimentari da riportare a casa, pratica che nel comprensorio lariano ha sempre visto protagonisti i formaggi, in particolare quelli d’alpeggio, ma anche salumi e il vino prodotto sulle alture che affacciano sul lago di Como e in Alta Brianza”.
VENEZIA, LA NUOVA PAC E PREMIAZIONE AGRICOLTORE CHE PUNTA ALLA SOSTENIBILITA’
Si è tenuto via webinar questa mattina un incontro organizzato da Coldiretti Venezia sulla nuova politica agricola comunitaria, sistema che andrà in vigore dal Gennaio 2023 per 5 anni. Ad aprire il convegno è stato Giovanni Pasquali, direttore di Coldiretti Venezia che ha ripercorso le tappe fino ad ora concluse. A dicembre 2021 infatti il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali ha presentato alla Commissione Europea il suo Piano Strategico Nazionale mentre si concluderà a giugno 2022 il processo di valutazione da parte della Commissione Europea. L’approfondimento è stato illustrato dal prof. Frascarelli, docente di Politica Agroalimentare dell’Università di Perugia, presidente di Ismea, tra i massimi esperti di Pac in Italia che ha delineato il percorso e i principali cambiamenti rispetto all’attuale programmazione. “Per l’Italia è previsto uno stanziamento importante pari a 7,1 miliardi di euro, contro i 7,4 miliardi della precedente pac. Una perdita di 300 milioni – sottolinea Frascarelli – ma inizialmente il taglio era maggiore, data l’esigenza europea di sviluppare anche altre politiche. Dalla nuova Pac pronunciata in 1512 pagine emergono questi principali obiettivi: la salvaguardia dell’ambiente, la conservazione di paesaggi e di biodiversità, il sostegno al ricambio generazionale e la digitalizzazione delle imprese, ai quali si aggiunge l’obiettivo legato all’innovazione. “Se dovessi riassumere in poche parole la nuova pac – afferma il prof. Frascarelli- direi che all’agricoltore viene chiesto in partenza il rispetto incondizionato delle norme sociali che riguardano i contratti e la sicurezza sul lavoro, ma soprattutto, gli vengono richiesti miglioramenti in termini produttivi che non possono esulare da quelli ambientali. Insomma all’agricoltore viene richiesto un risultato che deve essere visibile dalla collettività”.
Nel complesso, particolari sostegni sono previsti per la zootecnia, per determinate colture proteiche e leguminose di cui l’Europa è deficitaria come la soia ma anche per colture come la barbabietola, con un occhio particolare agli strumenti di carattere ambientali riassunti nei cosiddetti ecoschemi. Frascarelli ha spiegato quindi nel dettaglio l’architettura della nuova politica agricola dando alle 200 persone collegate in webinar l’occasione di vedere alcune simulazioni che hanno reso più semplici i nuovi concetti.
A chiudere l’incontro è stato l’intervento del Presidente di Coldiretti Venezia, Andrea Colla che ha ricordato la centralità del settore primario e quanto sia necessario sostenerlo “Abbiamo inteso l’importanza per la nuova Pac del biologico e della sostenibilità nel futuro, ma contiamo che anche il piano regionale di sviluppo rurale che verrà elaborato nei prossimi mesi, tenga in giusta considerazione la centralità della figura dell’agricoltore, quale custode di un territorio in particolare quello veneziano, caratterizzato da un’importante vocazione turistica con milioni di presenze all’anno”.
PARMA, DONNE IMPRESA: INCONTRI INFORMATIVI PER LE IMPRENDITRICI AGRICOLE
Con il nuovo anno è ripartita l’attività di Coldiretti Donne Impresa Parma con gli incontri tecnico/sindacali rivolti alle imprenditrici agricole del Forum iscritte a Coldiretti, per un aggiornamento puntuale su tematiche d’interesse per il settore agricolo.
Si è iniziato con il webinar “Legge di Bilancio 2022 e Nuovi Bandi del PSR”, nel quale si sono esaminate le misure della nuova legge Finanziaria e le novità in essa contenute, per passare poi ad una carrellata sui nuovi bandi previsti dal Piano di Sviluppo Rurale (PSR 2014-2022) e il Bando Inail. Per l’approfondimento di questi argomenti sono intervenuti il Responsabile del Servizio fiscale/tributario di Coldiretti Parma Maurizio Ramazzotti e il Responsabile del Servizio Sindacale di Coldiretti Parma Filippo Anelli.
“Riprendiamo il nostro ciclo di incontri – ha sottolineato la Responsabile Coldiretti Donne Impresa Parma Mara Pratissoli all’apertura dei lavori– con una rosa di temi molto importanti, con l’intento di conoscere in tempo utile tutte le novità e le opportunità che possiamo trarre, come imprese agricole, da questi provvedimenti. Ringraziamo per la partecipazione le numerose imprenditrici agricole presenti al webinar, il Direttore della Federazione Marco Orsi che ci ha sostenuto nella realizzazione di questo incontro e i relatori. Il nostro obiettivo è quello di poter offrire a tutte le nostre socie occasioni per informarle sulle azioni e iniziative messe in campo da Coldiretti per la tutela dei nostri interessi ed aggiornarle su normative e leggi che riguardano da vicino la nostra professione agricola”.
La Responsabile provinciale insieme alla Coordinatrice provinciale Paola Ferrari, hanno, inoltre, aggiornato le presenti sul concorso “Lo sviluppo sostenibile e l’educazione alimentare” rivolto alle scuole, evidenziando la massiccia partecipazione di alunni e insegnanti nonostante le difficoltà che la scuola sta ancora attraversando a causa della pandemia. “Il numero degli alunni iscritti al concorso – ha evidenziato Mara Pratissoli – è addirittura aumentato rispetto a quello dello scorso anno e abbiamo già iniziato, con il supporto e il coordinamento di Paola Ferrari, le uscite nei mercati di Campagna Amica e le lezioni on line con gli alunni sull’importanza di leggere bene le etichette dei prodotti e sul consumo consapevole. A breve riprenderemo gli incontri con l’Istituto Agrario Bocchialini di Parma e vi coinvolgeremo per portare vostre testimonianze come imprenditrici agricole e fattorie didattiche”.
PAVIA, CINGHIALI: BENE DELEGA ABBATTIMENTI PER AGRICOLTORI DANNEGGIATI
Con almeno novemila assalti in dieci anni tra campagne e strade provocati dai cinghiali in Lombardia, ogni iniziativa che può aiutare ad arginare l’azione distruttiva di questi animali è importante. Così Coldiretti Pavia commenta positivamente la delibera approvata dalla Regione su proposta dell’assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi Fabio Rolfi, che stabilisce la possibilità per gli agricoltori che subiscono danni causati dai cinghiali di indicare due operatori abilitati al contenimento dell’animale sui propri terreni.
“Ringraziamo l’assessore Rolfi per l’attenzione con cui guarda a questa problematica – sottolinea Stefano Greppi, Presidente di Coldiretti Pavia – testimoniata da questa ulteriore misura. La situazione nelle nostre campagne è ormai insostenibile in varie aree: i cinghiali stanno mettendo a rischio la tenuta stessa delle aziende agricole, a causa delle devastazioni che provocano alle colture in campo: dal fieno, la cui qualità è compromessa dall’andirivieni di questi animali”. Non vengono infatti risparmiati – spiega Coldiretti Pavia – neanche il riso e le vigne, dove le piantine più piccole vengono sradicate mentre il frutto maturo viene mangiato.
Questi animali – continua Coldiretti Pavia – sconvolgono l’equilibrio ambientale di vasti ecosistemi territoriali in aree di pregio naturalistico, senza dimenticare il pericolo per la sicurezza delle persone sulle strade e nei centri abitati, oltre al rischio di diffusione di malattie come dimostrato dai primi casi di peste suina africana (PSA) riscontrati su cinghiali in Piemonte e Liguria ma anche in Germania, Belgio e Paesi dell’Est Europa, che rappresentano un grave campanello d’allarme per i nostri allevamenti di maiali. La Peste Suina Africana – precisa Coldiretti Pavia – può colpire cinghiali e maiali ed è altamente contagiosa e spesso letale per questi animali, ma non è, invece, trasmissibile agli esseri umani.
Secondo le ultime stime – continua Coldiretti Pavia – a livello nazionale il numero di cinghiali ha superato i 2 milioni di esemplari. “Non c’è più tempo da perdere – dice ancora Stefano Greppi –Serve un’azione sinergica su più fronti per mettere in campo interventi decisivi e riportare sotto controllo la gestione di questi animali, sia a livello numerico che spaziale attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette. La delibera appena approvata – conclude il Presidente di Coldiretti Pavia – prevede anche il potere sostitutivo di Regione nei confronti di quegli Ambiti territoriali e Comprensori alpini di caccia in aree non idonee al cinghiale che non dovessero predisporre nei tempi stabiliti i piani di intervento”.
ASTI, PESTE SUINA AFRICANA: SERVONO INTERVENTI URGENTI
“E’ urgente che il Ministero della Salute e quello delle Politiche Agricole diano attuazione al Decreto Sostegni Ter affinché vengano garantiti ed erogati in tempi brevi i fondi stanziati a favore delle imprese che devono far fronte alle prescrizioni delle Asl, investendo per tutelare gli allevamenti dalla Peste Suina Africana. Come serve una forte pressione dell’assessorato alla Sanità affinché l’assessorato all’Agricoltura predisponga quanto prima nuovi piani di contenimento dei cinghiali attuando un efficace depopolamento che, per la nostra Regione, significa arrivare ad abbattere circa 50 mila cinghiali. Un obiettivo raggiungibile solo con regole nuove e omogenee in tutta la Regione”, è quanto affermato da Coldiretti Piemonte rispetto ai punti più urgenti da affrontare vista l’emergenza in atto, esposti durante l’incontro con l’assessore alla Sanità Luigi Genesio Icardi.
Nello specifico, il decreto Sostegni Ter istituisce il “Fondo di parte capitale per gli interventi strutturali e funzionali in materia di biosicurezza”, con una dotazione di 15 milioni di euro per l’anno 2022 ed il “Fondo di parte corrente per il sostegno della filiera suinicola”, con una dotazione di 35 milioni di euro per l’anno 2022.
“Servono politiche coordinate a livello ministeriale e regionale per superare e snellire le procedure al fine di agevolare l’attività delle imprese che in questo momento sono, anche se ricordiamo che fortunatamente non ci sono contagi nei nostri allevamenti, fortemente toccate dalla problematica poiché, come abbiamo già denunciato, ci sono già macelli che, in via cautelativa, non stanno ritirando nessuna partita di suini provenienti dal Piemonte. – sottolineano Marco Reggio presidente Coldiretti Asti e Diego Furia direttore Coldiretti Asti – Dunque, non solo servono le risorse per far fronte ai danni economici provocati dalla macellazione dei capi, ma anche per sostenere le aziende nel periodo in cui non potranno rinnovare il proprio allevamento”.
FORLÌ-CESENA, 120 MLN STANZIATI DALLA REGIONE EMILIA ROMAGNA PER INVESTIMENTI
“I 120 milioni di euro stanziati a bando entro metà febbraio a sostegno di progetti di sviluppo di aziende agricole e agroalimentari rappresentano una conferma di come l’agricoltura riceva molte attenzioni da parte della Regione, con la quale è dialoghiamo costantemente, interfacciandoci con l’Assessorato all’agricoltura e non solo”. Commenta così Nicola Bertinelli, Presidente di Coldiretti Emilia Romagna, i provvedimenti illustrati oggi dal presidente della Regione, Stefano Bonaccini e dall’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi che prevedono due bandi, con risorse europee del Psr, dove verranno stanziati rispettivamente 58,5 milioni di euro per il primo (‘Investimenti in aziende agricole in approccio individuale e di sistema’) e 59,3 milioni per il secondo (‘Investimenti rivolti a imprese agroindustriali in approccio individuale e di sistema’).
“I rapporti con le Istituzioni sono fondamentali e costanti – ha proseguito Bertinelli – perché la nostra è una terra di eccellenze, con 45 prodotti a denominazione, fra dop e igp. Il nostro è un comparto che necessita di costanti politiche a sostegno poiché l’agricoltura è un volano importate di tutta la filiera per l’economia del nostro territorio”. Massimiliano Bernabini Presidente di Coldiretti Forlì-Cesena ricorda: “la nostra provincia si posiziona al secondo posto della classifica dell’Emilia Romagna per produzioni d’eccellenza, ben venga quindi l’approccio regionale volto a sostenere l’impegno del nostro comparto”.
Appuntamenti
MILANO: COLDIRETTI INCONTRA ON LINE GLI IMPRENDITORI AGRICOLI DEL LODIGIANO
Mercoledì 2 febbraio
Si tiene domani, mercoledì 2 febbraio 2022, il terzo webinar dedicato ai soci della Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza. Si tratta di una serie di incontri voluti dalla Federazione interprovinciale per approfondire le novità tecniche, fiscali, economiche e sindacali che investono l’agricoltura e che si svolgono solo su piattaforma digitale per agevolare la partecipazione degli imprenditori nonostante il perdurare della pandemia da Covid 19.
Infatti, come già lo scorso anno – precisa la Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza – anche nel 2022 la necessità di ridurre al minimo il rischio di diffusione del coronavirus ha suggerito di organizzare da remoto i tradizionali incontri annuali. L’appuntamento del 2 febbraio è riservato ai soci delle zone di Lodi e di Codogno e si tiene a partire dalle ore 15. In precedenza gli aggiornamenti avevano coinvolto gli agricoltori dell’area metropolitana di Milano e della provincia di Monza e Brianza.
Oltre ai temi di carattere generale, agli approfondimenti dedicati alle normative nazionali e all’ultima legge di Bilancio, gli incontri servono anche a discutere argomenti riguardanti gli specifici territori in cui è suddivisa la Federazione Coldiretti di Milano, Lodi e Monza Brianza, contrassegnati da realtà aziendali spesso diverse, dalla zootecnia da latte e carne al florovivaismo, dalla suinicoltura all’agriturismo.
Il 2 febbraio partecipano in streaming il presidente della Coldiretti interprovinciale Alessandro Rota e il direttore Umberto Bertolasi, oltre a Luigi Simonazzi (responsabile economico), Giovanni De Lillo (responsabile fiscale), Guido Campagnoli (responsabile CAA) e Lucrezia Perduca (responsabile tecnico). I soci possono intervenire in diretta con commenti e domande utilizzando l’apposita piattaforma web.
ROVIGO: WEBINAR “COVER CROPS E SOVESCI. DINAMICHE ED EFFETTI DEL LORO IMPIEGO”
Mercoledì 2 febbraio
In arrivo un altro incontro on line promosso dall’Associazione Polesana Coldiretti Rovigo rivolto a soci e interessati dal titolo “Cover crops e sovesci. Dinamiche ed effetti del loro impiego” previsto per mercoledì 2 febbraio alle 17:30 on line sulla piattaforma Google Meet.
Per la gestione e l’incremento della fertilità e la salute del terreno, da tempo si ricorre a nuove tecniche. Tra queste ci sono appunto l’utilizzo delle cover crop, colture utilizzate per non lasciare scoperti i terreni agricoli, a esempio durante l’inverno, che non hanno come scopo la raccolta di un prodotto da vendere, ma piuttosto forniscono servizi agroecologici al terreno e il sovescio che è una pratica agronomica che consiste nella semina di una coltura erbacea, destinata ad essere totalmente interrata o trinciata, in funzione fertilizzante della coltura che la succede. I benefici sono tantissimi, ne parlerà il relatore del webinar Nicola Rosso che tratterà, per l’appunto, la gestione di cover crops e sovesci utili alla fertilità del terreno. Introdurrà l’incontro il direttore Silvio Parizzi e concluderà il presidente Carlo Salvan.
Per partecipare si può chiedere il link per il collegamento web chiamando il numero 0425/201931 oppure scrivendo a organizzazione.ro@coldiretti.it o contattando gli uffici di Coldiretti.
Coldiretti Rovigo ha inoltre previsto un altro appuntamento: l’8 febbraio si farà un focus sulla coltura della barbabietola da zucchero in collaborazione con Coprob.