Piccolo scarabeo dell’alveare: valutato il rischio di diffusione

25 Gennaio 2016
Piccolo scarabeo dell’alveare: valutato il rischio di diffusione

Il parassita delle api noto come “piccolo scarabeo dell’alveare”(SHB) potrebbe sopravvivere in tutti gli Stati membri  dell’Unione europea e diffondersi rapidamente su grandi distanze, ma solo nel caso gli alveari infestati venissero spostati.

E’ quanto si apprende in base alla più recente valutazione condotta dall’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA). Il parassita che attacca api mellifere, bombi e api senza pungiglione, è presente nel sud Italia dal settembre 2014 (Sicilia e Calabria).

In base ai modelli matematici per prevedere la potenziale diffusione del parassita da zone infestate a zone indenni, ci vorrebbero oltre 100 anni all’SHB per spostarsi naturalmente dalla Calabria in Abruzzo (circa 250 km). Lo spostamento artificiale degli alveari infestati accelererebbe il processo in modo notevole.

Efsa raccomanda che le restrizioni allo spostamento di api da miele, bombi e prodotti da zone infestate a zone indenni vadano mantenute, onde evitare che il parassita si diffonda ulteriormente nell’UE. Efsa suggerisce misure idonee per contrastare la diffusione, a partire da buone pratiche igieniche, controllo visivo e uso di piretroidi se necessario

L’Italia ha messo in atto misure a livello regionale e nazionale per contenere, indagare e, se possibile, eradicare l’SHB, con distruzione degli apiari infetti e la restrizioni alla movimentazione di colonie e di taluni prodotti, sottoprodotti e attrezzi per l’apicoltura. La Commissione europea ha inoltre imposto restrizioni sugli scambi commerciali all’interno dell’UE: in particolare le colonie e le api regine non devono lasciare le zone soggette a restrizioni.

Nuove rilevazioni di SHB eseguite in Calabria nei mesi di settembre e ottobre 2015 indicavano che l’infestazione non è ancora debellata