Xylella fastidiosa: il parere appena prodotto in condizioni di urgenza da Efsa su richiesta della Commissione europea sembra ipotizzare- sulla base di un mero limitato di studi- che alcuni funghi non sarebbero necessari ad attivare il batterio.
Un parere che non sembra mettere in dubbio l’attuale piano di policy della Commissione europea, con la decisione volta all’eradicazione degli ulivi nel Salento.
Lo scenario
La Commissione europea ha recentemente ricevuto le informazioni scientifiche e tecniche da una ONG italiana, Peacelink, che sostiene che Xylella fastidiosa non sia la causa del deperimenti degli ulivi nel Sud Italia. L’ONG sostiene che la X. fastidiosa sarebbe solo un elemento endogeno, presente in olivi, ma non è attiva o meno aggressiva di funghi, come Pleurostomophora richardsiae, Phaeoacremonium aleophilum e Neofusicoccum parvum, che infettano le piante e creano le condizioni per lo sviluppo di X. fastidiosa.

Allo stesso tempo, l’ONG sostiene che le possibilità di trattamento esistono per il trattamento di tali funghi, compresa la potatura di piante infette, e il trattamento del terreno
Questa informazione mette in discussione la strategia di controllo globale dell’UE, che si basa sulla valutazione del rischio fitosanitario recentemente pubblicato dall’EFSA che raccomanda la rimozione di piante infette.
La Commissione europea ha allora chiesto un parere urgente all’Efsa, che mai fino ad oggi si era occupata dell’eziologia della CODIRO (sindrome del diseccamento rapido del’ulivo).
Le domande poste ad Efsa dalla Commissione
QUESITO 1: all’EFSA viene chiesto di analizzare le informazioni scientifiche e tecniche fornite insieme con la affermazione che X. fastidiosa non è la causa del deperimento dell’olivo in Sud Italia, ma solo un elemento endogeno presente negli alberi e che le ragioni del CODIRO siano una serie di funghi, come Pleurostomophora richardsiae, Phaeoacremonium aleophilum e Neofusicoccum parvum -che infettano le piante e creano le condizioni per lo sviluppo di X. fastidiosa.
RISPOSTA:
- NON CI SONO EVIDENZE CHE XYLELLA SIA UN "ELEMENTO ENDOGENO" O BATTERIO ENDOFITA CHE SIA E SIA STATO PRESENTE IN OLIVI PER UN TEMPO CONSIDEREVOLE SENZA CREARE DANNI O CODIRO
- INOLTRE NON VI È ALCUNA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA CHE FUNGHI TRACHEMICOTICI SIANO GLI AGENTI CAUSALI PRIMARI DEL CODIRO.
- CI SI ATTENDONO ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUL L’IMPORTANZA RELATIVA DEI VARI AGENTI ASSOCIATI CON IL CODIRO QUANDO GLI STUDI E LE RICERCHE DI INOCULAZIONE ATTUALMENTE IN CORSO SARANNO COMPLETATI.

QUESITO 2: L’EFSA è incaricata di valutare se le informazioni fornite sostengano la tesi secondo cui esistono possibilità di trattamento di tali funghi, compresa la potatura di piante infette, e il trattamento del terreno.
RISPOSTA:
· IL GRUPPO DI ESPERTI NON HA RACCOMANDATO UNA STRATEGIA DI CONTROLLO SPECIFICA: CIÒ È NELLA COMPETENZA DELLE AUTORITÀ EUROPEE E NAZIONALI.
· NON CI SONO PROVE PUBBLICATE CHE LA GESTIONE DELLE MALATTIE FUNGINE POSSA RIDURRE L’INSEDIAMENTO, LA DIFFUSIONE E L’IMPATTO DI X. FASTIDIOSA, INDIPENDENTEMENTE DALLA CONSTATAZIONE CHE UNA MIGLIORE GESTIONE DEI FRUTTETI IN GENERALE È BENEFICA PER LA SALUTE DELLE PIANTE.
· TUTTAVIA, L’EFSA CONDIVIDE LE PREOCCUPAZIONI PER LA SITUAZIONE DEGLI ALBERI DI OLIVO NELLE ZONE COLPITE, E COMPRENDE PIENAMENTE LA NECESSITÀ DI ULTERIORI RICERCHE SULLE POTENZIALI OPZIONI PER RIDURRE IL RISCHIO E DANNI CAUSATI DA X. FASTIDIOSA.

Analisi Efsa, come è stata condotta
· Una revisione sistematica o esaustiva di tutta la letteratura pubblicata su questi temi non è stata condotta. Il materiale fornito con la richiesta fa riferimento a tre questioni distinte:
i. Due pubblicazioni scientifiche relative al "Deperimento dell’olivo" nelle Province di Foggia e Barletta-Andria-Trani (Carlucci et al., 2013b, 1015)
ii. Un articolo scientifico in cui si discute il potenziale insediamento di X. fastidiosa in oliveti del bacino del Mediterraneo (Carlucci et al., 2013a)
iii. Due video e due certificati di analisi del terreno, che si riferiscono a trattamenti agronomici e fitosanitari su oliveti nel Salento (Puglia)
Inoltre, presso l’EFSA a Parma il 15 aprile 2015 si è tenuta una audizione del primo autore dei documenti citati, Prof. Antonia Carlucci dell’Università di Foggia, per le specie fungine tracheomicotiche associate al deperimento degli ulivi in Puglia.
– Le indagini hanno mostrato che gli ulivi sintomatici erano generalmente colpiti da un complesso di parassiti, tra cui X. fastidiosa, varie specie fungine appartenenti ai generi Phaeoacremonium e Phaeomoniella e il rodilegno giallo, Zeuzera pyrina (Nigro et al., 2013).
– Diversi patogeni fungini, come ad esempio Verticillium dahliae, sono stati segnalati per essere associati con bruscatura fogliare e sintomi di deperimento degli olivi
– Carlucci et al. (2013a, 2013b, 2015) hanno studiato l’associazione tra deperimento degli olivi e funghi tracheomicotici in Puglia. Essi hanno scoperto, che tali funghi sono spesso associati al deperimento dell’olivo, compresi i sintomi di imbrunimento fogliare e defogliazione, appassimento di germogli apicale, disseccamento di germogli e rami, imbrunimento del legno e la formazione di cancri sulla corteccia, e potrebbero essere coinvolti nella sindrome del disseccamento rapido dell’olivo. Questi studi sono stati focalizzati sulle specie fungine associate con il disseccamento rapido dell’olivo, senza includere dei test per il rilevamento di batteri patogeni.
Ulteriori Risultati
· Il ruolo specifico di X. fastidiosa nella sindrome resta da capire
· Osservazioni preliminari mostrano che X. fastidiosa si trova anche nelle piante di olivo più giovani, in assenza degli altri organismi (Martelli, 2014)
· Il ceppo presente in Italia è molto omogeneo e identico a una variante che infetta oleandro in Costa Rica
· In conclusione, in tutti gli articoli scientifici forniti in questa richiesta e in altre referenze bibliografiche esaminate non vi è alcuna dimostrazione scientifica o dichiarazione che potrebbe sostenere l’affermazione che X. fastidiosa non è la causa del CoDiRO in provincia di Lecce, Sud Italia ma solo un elemento endogeno presenti negli alberi, che non è attiva o meno aggressivo di una serie di funghi, come Pleurostomophora richardsiae, Phaeoacremonium aleophilum e Neofusicoccum parvum, infetta le piante e crea le condizioni per lo sviluppo di X. fastidiosa.
· Ciò non esclude che tali funghi sono in grado di produrre bruscature fogliari e disseccamenti in alberi di ulivo e che possano svolgere un ruolo insieme ad altri agenti
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