Il Comitato permanente per la catena alimentare e il benessere animale ha presentato una relazione a Bruxelles sul virus Schmallenberg.
Tale morbo riscontrato in allevamenti di bovini e caprini in numerose regioni di tre stati membri (Germania, Paesi Bassi e Belgio) prende il nome dalla località tedesca dove è stato segnalato per la prima volta nella tarda estate dello scorso anno, dopo che in alcuni bovini erano stati riscontrati sintomi come ipotermia, elevato calo della produzione lattea, diarrea. Tali sintomi si erano risolti dopo pochi giorni.
Al momento, secondo il Comitato, la trasmissione del virus Schmallenberg agli essere umani con effetti nocivi alla salute non può essere esclusa, sebbene sia considerato alquanto improbabile che il virus possa provocare danni all’uomo.
Sempre secondo l’organismo comunitario al momento sono stati individuati e messi in quarantena 86 allevamenti nei tre paesi membri interessati.
I rappresentanti del Comitato fanno sapere che il virus sembra venga trasmesso attraverso punture di insetto, ma non è ancora chiara la concentrazione geografica del focolaio. Tuttavia, secondo gli stessi esperti la situazione deve essere continuamente monitorata e rivalutata sulla base dei dati emergenti, convenendo sulla necessità da parte delle autorità competenti di procedere ad ulteriori indagini e analisi, mentre debbono essere rafforzati i servizi di assistenza veterinaria per far fronte ai rischi associati al nuovo virus.
In Italia, il Ministero della Salute ha trasmesso una nota nella quale comunica che le autorità sanitarie Tedesche, Olandesi e Belghe stanno effettuando ulteriori indagini che permettano di confermare il nesso di causalità tra i sintomi osservati negli animali e la presenza del virus Schmallenberg.
Il Ministero invita pertanto a porre attenzione a tutti i fenomeni di natimortalità, malformazioni e aborti in bovini o ovi-caprini gravidi nel periodo di attività dei vettori -dalla primavera all’autunno. Qualsiasi sospetto dovrà essere tempestivamente segnalato da parte del servizio veterinario al competente Ufficio III della Direzione Generale della Sanità animale e dei Farmaci Veterinari e al Cesme.