Non accenna a cessare il dibattito sul Transatlantic Trade Investment Partnership (TTIP). In particolare, con ben due interrogazioni scritte, il Parlamento europeo sta facendo sentire la sua voce.
Al centro dell’interesse, sia il grado di controllo democratico che i parlamenti nazionali avranno nella ratifica dell’accordo, sia più precise questioni circa gli aspetti di sicurezza sanitaria che riguardano l’agricoltura europea.
E il rischio sarebbe- una volta aggirati i margini di controllo democratico delle istituzioni- di dare troppo potere alle multinazionali. In particolare, nel promuovere cause legali agli Stati, senza adeguata tutela dei tribunali nazionali.
Un altro aspetto controverso riguarda poi i controlli per assicurare aspetti sanitari e fitosanitari solo… da parte degli “esportatori” erodendo la sovranità di chi importa.
Tante le incertezze insomma di un negoziato tutto da chiarire.

Le interrogazioni, i testi
Con interrogazione del 16 febbraio, Dietmar Köster dei social-democratici con titolo “applicazione provvisoria del CETA”, ci si domanda:
“Molti cittadini europei sono preoccupati per le conseguenze degli accordi di libero scambio CETA e TTIP.
Recentemente è emerso che, a seguito di un ‘applicazione provvisoria’ decisione delle sezioni del Consiglio europeo del CETA diventerà vincolante in base al diritto internazionale, anche se non sono stati approvati dai parlamenti degli Stati membri dell’Unione europea.
1. Quali sezioni del contratto sono coinvolte?
2. questi includono le disposizioni in materia di ISDS?”
Va ricordato che l’ISDS (Investor State Dispute Settlement) è un meccanismo giudiziale controverso, che vedrebbe la possibilità di privati- per lo più multinazionali- di intentar causa ai governi, proteggendo i propri presunti investimenti, e aggirando i tribunali nazionali. Insomma, un tribunale esterno, peraltro opaco, accusato da più parti di forti conflitti di interesse e di una giustizia che rischia di essere nell’interesse esclusivo di pochi potentati industriali e finanziari. Gli USA sono forti sostenitori dello strumento, pure difeso dalla Commissione Barroso. Se in passato l’ISDS era un modello di diritto pubblico per tutelare le aziende dallo strapotere governativo, facilitando investimenti e prosperità, oggi rischia di diventare invece un arma nelle mani di pochi, contrastando politiche pubbliche a tutela dei cittadini.

Ma vi è un’altra interrogazione sul TTIP: sempre i socialdemocratici, con Jude Kirton-Darling nella domanda Subject: ‘Provisional application’ of the CETA E-002068-15 del 6 febbraio scorso, mette in luce l’erosione di possibilità di controlli su aspetti qualificati di standard di Sicurezza alimentare da parte dei soggetti europei. Una vera ulteriore erosione di sovranità.
“La proposta del testo dell’UE sulle misure sanitarie e fitosanitarie (SPS), che è stato presentato dalla Commissione al 7 ° round di Negoziati del Commercio e degli Investimenti di Partenariato Transatlantico (TTIP), si differenzia notevolmente dal capitolo SPS concordato con il Canada nel testo finale dell’accordo economico e commerciale globale (CETA). In particolare, la proposta di TTIP contiene un articolo aggiuntivo sul ‘eliminazione delle misure di controllo ridondanti’ (articolo 8), in cui si afferma che ‘le parti riconoscono a vicenda autorità competenti come la responsabilità di assicurare che gli stabilimenti, impianti e prodotti ammissibili per le esportazioni soddisfare le esigenze sanitarie o fitosanitarie applicabili della parte importatrice ‘.
Inoltre, l’articolo 9 sulla ‘Audit e di verifica’ limita drasticamente il diritto di ciascuna delle parti di condurre audit o la verifica delle altre parti programmi di controllo, come il testo afferma che la parte importatrice ‘si impegna a fare affidamento su controlli e verifiche intraprese da l’autorità competente della parte esportatrice ‘. Tuttavia, il testo del CETA non contiene tale limitazione.
· La Commissione conferma che tali disposizioni potrebbero limitare la capacità delle autorità UE ad eseguire direttamente i requisiti SPS UE sulle importazioni statunitensi?
· Le innovazioni contenute nella proposta TTIP riflettono un cambiamento di approccio della Commissione dalla conclusione dell’accordo CETA?