In una serie di statement, il ricercatore francese dell’Università di Caen e a capo del gruppo di ricerca indipendente CRIIGEN, chiarisce a sicurezzaalimentare.it:
“Carrefour non ha mai supportato il nostro lavoro. Del resto, mi avrebbe fatto un favore, così facendo?”
Categorica quindi la smentita ad una serie di accuse che erano trapelate, tra cui anche sulla prestigiosa rivista americana Forbes, che aveva ricostruito la vicenda. In base all’accusa, il retail francese avrebbe commissionato di nascosto gli studi, con un finanziamento pari a 5 milioni di euro.
Di fatto, l’accusa del presunto conflitto di interessi di Seralinì e CRIIGEN era stata usata come un cavallo di battaglia dei detrattori. Curiosamente tali accuse venivano.. proprio da coloro che supportavano la valutazione del rischio tradizionale degli OGM in Europa: questa sì in palese conflitto di interessi, con l’industria che propone i dossier: che è al contempo giocatore (attore economico con forti interessi ) e arbitro (dovendo fornire una prova della sicurezza dei prodotti che intende commercializzare, e quindi, pagando direttamente i propri studi).
Curiosamente, quindi, anche immaginando come vera per un istante l’imputazione a CRIIGEN, le stesse aziende sementiere dovrebbero essere tagliate fuori dall’attuale sistema di Risk Assessment. E l’accusa si ritorcerebbe contro gli stessi soggetti che la sollevano, svelandone il gioco.
Una retorica molto debole e controversa, quindi, alla prova dei fatti.
Il Consorzio Ceres
Seralinì coglie invece l’occasione per spiegarci un aspetto troppo presto dimenticato: la sua ricerca, in quanto a capo di un ente indipendente, ha certamente bisogno di fondi. Ma per garantire il massimo dell’indipendenza, si è costituita una società, CERES, con 50 donatori anonimi, per lo più, al fine di evitare proprio l’accusa di conflitto di interessi. Due attori, Malongo e Cocorette hanno volute affermare la propria partecipazione, sebbene non abbiano un interesse diretto nella promozione degli OGM o di prodotti non-GM.
Seralinì chiarisce inoltre: “CERES significa “Consumatori e Imprese Responsabili”. Non penso abbiano creato un sito per lo scopo.
Il resto è spiegato a chiare lettere nei ringraziamenti nel famoso paper del 2012, ripubblicato per Springer Open:
“ringraziamo Michael Antoniou per l’assistenza nella traduzione dall’inglese, la redazione e I commenti costruttivi sulla bozza. Ringraziamo sinceramente l’associazione CERES, per la ricerca sulla qualità del cibo, e che rappresenta più di 50 aziende e donazioni private, così come la Fondazione Leopold Mayer pour le
Progrès de l’Homme, the French Ministry of Research, and CRIIGEN per il loro supporto.”
Mentre, circa la parte di Dichiarazione di Conflitti di Interesse,
“The author(s) declare that they have no competing interests, and that, in contrast with regulatory assessments for GMOs and pesticides, they are independent from companies developing these products.”