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Soia e riduzione del colesterolo, EFSA si esprime

9 Febbraio 2012
Soia e riduzione del colesterolo, EFSA si esprime

Si erano mossi la European Natural Soyfood Manufacturers Association (ENSA), la European Vegetable Protein Federation (EUVEPRO) e la Soya Protein Association (SPA): il bottino era ghiotto, una indicazione salutistica con riservatezza d’uso (sotto il regime di proprietà intellettuale garantito a norma dell’articolo 14 del Reg. 1924/2006) circa l’utilità delle proteine della soia nel diminuire la frazione di colesterolo LDL e colesterolo totale.

Nonostante EFSA abbia riconosciuto come ben identificato il nutriente alla base della richiesta, e nonostante abbia riconosciuto pure la validità della riduzione del colesterolo HDL nel limitare il rischio di malattie cardiache, gli studi forniti (23 trial randomizzati e controllati ed 12 meta-analisi sugli stessi; più 8 studi osservazionali e vari studi su animali e in vitro), le conclusioni sono che non è possibile al momento stabilire una relazione di causa-effetto tra proteine della soia e riduzione del colesterolo.

EFSA ha criticato gli studi presentati per metodologia inadeguata, solo 5 avevano un disegno sperimentale cross-over (che permette di controllare il gruppo con placebo), e tutte le persone sottoposte alla ricerca avevano livelli di partenza elevati di colesterolo cattivo LDL: mentre EFSA ha sempre dichiarato che il target di riferimento, per estendere la validità dei risultati, deve essere la popolazione generale (sana e senza problemi di sorta). Inoltre, solo 4 dei 23 studi presentavano effetti statisticamente significativi di riduzione del colesterolo LDL, laddove 14 studi non riportavano tali effetti pur alle stesse dosi (tra i 20 ed i 40 grammi al giorno di proteine di soia).

La meta-analisi considerata inoltre non propone nessun studio nuovo rispetto a quelli individualmente proposti e che risultano inficiati. Inoltre, le ulteriori meta-analisi (11) non sembrano essere state disegnate per valutare l’effetto delle proteine della soia ma piuttosto degli isoflavoni della soia.

In aggiunta, relativamente al meccanismo di azione in base al quale le proteine della soia possano ridurre il colesterolo, i richiedenti indicano l’effetto di peptidi di derivazione digestiva poi in circolazione, ed in grado di esercitare un effetto benefico a livello epatico sulla produzione di colesterolo. Tuttavia, gli studi su ratti portati a testimonianza non sarebbero sufficienti per EFSA; in ragione del diverso metabolismo lipidico dei ratti rispetto all’uomo.

Il parere definitive di EFSA non permetterebbe insomma di continuare ad usare l’indicazione salutistica circa il colesterolo: che pure è attualmente utilizzata in alcuni paesi Europei. E’ la seconda volta che EFSA boccia il parere sulle proteine della soia e riduzione del colesterolo.

Ma l’industria non sembra intenzionata a desistere: infatti sono state paventate azioni in tutte le sedi legali, oltre a sfruttare appieno il periodo di 30 giorni entro il quale sono concessi commenti.