Arriva negli usa il nuovo piatto per la dieta ideale che valorizza l’importanza della frutta che purtroppo crolla nei consumi degli italiani in quantità del 9 per cento insieme agli altri componenti della dieta mediterranea come i prodotti ittici (- 8 per cento), gli ortaggi (-3 per cento), l’extravergine (- 2 per cento), la pasta (- 2 per cento) e il vino (-1 per cento). E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea relativi al primo trimestre del 2011 in occasione della presentazione di “my plate" il piatto nutrizionale nuovo concept per comunicare agli americani un corretto stile alimentare che manda in “pensione” dopo due decenni la piramide alimentare, sotto la spinta dalla first lady Michelle Obama per il quale meta’ dell’alimentazione quotidiana deve essere dedicata a frutta e verdura.
Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di un esplicito riconoscimento della dieta mediterranea che si fonda sul consumo abbondante di frutta e verdura, olio di oliva e di un buon bicchiere di vino che ha consentito agli italiani di conquistare un record nella longevità con 84,3 anni per le donne e 79,1 anni per gli uomini nel 2010, anno in cui la dieta n mediterranea è stata riconosciuta come patrimonio immateriale dell’Unesco anche per l’impatto rilevante sulla salute. In dieci anni – precisa la Coldiretti . la speranza di vita media in Italia è aumentata di 1,5 anni per gli uomini e di 2,1 anni per le donne, collocando il nostro paese ai vertici europei. Secondo recenti studi pubblicati sul British Medical Journal analizzati dal team di Francesco Sofi, nutrizionista dell’Università di Firenze, la dieta mediterranea – sottolinea la Coldiretti – riduce del 13 per cento l’incidenza del Parkinson e dell’Alzheimer, del 9 per cento quella per problemi cardiovascolari e del 6 per cento quella del cancro.
Tutti i prodotti cardine della dieta mediterranea vedono – evidenzia la Coldiretti – l’Italia ai vertici mondiali nella produzione. Il Belpaese è, infatti, il primo produttore mondiale di pasta e vino, mentre nell’olio occupa la piazza d’onore, pur essendo il primo esportatore. Ma l’Italia è anche il primo produttore europeo di frutta e ortaggi, oltre che il primo a livello mondiale di kiwi, uva, carciofi, il secondo per pesche e nettarine, carrube, nocciole, il terzo con cavolfiori e broccoli, pere, il quarto su lattuga e cicoria, mandorle, ciliegie, castagne. Primato nelle esportazioni anche per le conserve di pomodoro, di cui lo Stivale è anche il terzo produttore a livello mondiale.
Se in Italia l’abbandono della dieta mediterranea sta provocando preoccupanti conseguenze in Italia soprattutto nelle giovani generazioni dove – riferisce la Coldiretti – il problema del sovrappeso e dell’obesità riguarda un terzo dei bambini, dati incoraggianti si registrano all’estero dove volano i prodotti della dieta mediterranea Made in Italy. Il boom della dieta mediterranea all’estero è confermata dalle ottime performance del Made in Italy con le esportazioni ch fanno registrare un aumento del 13 per cento nel 2010 rispetto all’anno precedente . Molto positive – rileva la Coldiretti – le performance dell’ortofrutta fresca (+21 per cento in valore all’export), dell’olio d’oliva (+14 per cento) e del vino (+12 per cento), mentre la pasta(voce assai importante del made in Italy sulle tavole straniere con 1,8 miliardi di euro) fa segnare una sostanziale stabilità a dimostrazione della tenuta complessiva del made in Italy a tavola nonostante la crisi globale. Ma il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea – conclude Coldiretti – rappresenta anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi e si conferma il vero motore della vacanza Made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale.