Le api sono sotto attacco da molte direzioni. La "moria delle api" è diventato nel corso degli ultimi anni uno dei misteri più sfidanti per la comunità scientifica: parassiti come la Varroa, agenti infettivi, trattamenti fitosanitari e cambiamenti ambientali sono solo alcuni dei fattori di stress noti. Ma come questi fattori funzionano in combinazione? Ed è possibile mettere a punto un modello per prevedere come influiranno su una colonia di api in un dato luogo in un determinato momento? Una cosa sembra ormai certa: l’origine multifattoriale del fenomeno oggetto di studio.
Efsa, progetto Must BEES
L’EFSA ha avviato un importante progetto pluriennale e multidisciplinare, che consideri la valutazione congiunta del rischio di molteplici fattori di stress in colonie di api. L’EFSA lavorerà con la Commissione europea, gli Stati membri, le altre agenzie dell’UE e gli enti di ricerca.
La sfida
Stando al portavoce di Efsa, la sfida -definita enorme- in corso dipenderà da due elementi. Da un lato, la necessità di dati affidabili e armonizzati sulla reale presenza di agenti infettivi (virus e batteri) negli alveari, così come di residui di alcune classi di pesticidi. Poi, il modello matematico per elaborare i dati fornendo una simulazione realistica di quanto potrebbe accadere.

Progetto BEEHAVE
In precedenza Efsa aveva prodotto il modello BEEHAVE, che simula le dinamiche dell’alveare a partire da disponibilità di cibo (polline e nettare), fattori ambientali, condizioni atmosferiche e altri aspetti. Tuttavia il modello nella sua forma attuale non è ancora adatto per l’uso nelle valutazioni di regolamentazione dei rischi. Va così incluso un modulo per i pesticidi, per gli agenti infettivi aggiuntivi come Nosema, e un elemento in grado di misurare le interazioni tra questi agenti infettivi, parassiti, condizioni climatiche e del paesaggio.