E’ stato formalizzato il passaggio all’Ombudsman: la Commissione europea è stata accusata di conflitto di interessi in quello che dovrebbe essere il primo studio realmente indipendente sugli OGM. Ma – l’accusa viene dalla ONG Testbiotech- sembrerebbe che il board del progetto GRACE- Genetic Risk Assessment and Communication of the Evidece– sia in palese conflitto di interessi.
Detto in modo diretto: buona parte dei ricercatori che dovrebbero valutare in modo neutrale la tossicità di una dieta a base di OGM e glifosate nei roditori, nei fatti hanno profondi- e non dichiarati- legami finanziari con l’industria sementiera. Il che potrebbe ovviamente inficiarne l’indipendenza di giudizio: si tratterebbe in qualche modo di ricercatori “pro-OGM”, se non altro in quanto pagati dalle aziende che dovrebbero giudicare.

Nel dettaglio, circa la metà degli studiosi appartengono a enti come l’International Life Science Institute (ILSI), l’Internationla Society ofr Biosafety Research, e il Public Research and Regulation Initiative, tutte iniziative finanziate dall’industria. I ricercatori si trovano quindi implicati in attività di ricerca e collegate- workshop, seminari- come relatori, pagati dall’industria. Facile capire quale può essere quindi la loro predisposizione- l’accusa.
Testbiotech aveva anche accusato i risultati del progetto GRACE di non tenere nella debita considerazione i valori ematici del sangue e le dimensioni del pancreas dei ratti oggetto di studio. Ma GRACE aveva risposto nel dettaglio. E rilanciato, chiedendo a Testbiotech di partecipare ad incontri in cui dibattere in modo trasparente.
Testbiotech aveva accusato anche la rivista Archives of Toxicology– su cui erano stati pubblicati i risultati preliminari- di aver facilitato la pubblicazione dei dati, in virtù di relazioni personali con gli stessi gruppi industriali.
Ora l’Ombudsman dovrà decidere se aprire un’inchiesta, che potrebbe portare la Commissione a dover rispondere.
Efsa e le regole di indipendenza
Efsa intanto sta aumentando sempre più la propria trasparenza, mettendo a disposizione del pubblico più ampio il proprio tesoro segreto: il “data warehouse”, il magazzino di dati –anche industriali– che sono serviti come base per emettere valutazioni sulla sicurezza dei prodotti destinati a essere commercializzati.
Un passo in avanti notevole, che però mette semmai a nudo come tali dati siano in origine di derivazione degli stessi soggetti che intendono ricavarvi profitto. Anche questo un conflitto di intessi notevole, che non cessa di causare critiche all’indipendenza dell’ “Autorità Indipendente”.

Direttiva 2015/412: promuovere la ricerca indipendente
Una novità è poi arrivata- almeno a parole- dalla direttiva che consente agli Stati UE di vietare la coltivazione di OGM sui propri territori. Nella direttiva 412 si spiega- al considerando 19- che “la Commissione e gli Stati membri dovrebbero garantire la messa a disposizione delle risorse necessarie per la ricerca indipendente sui rischi potenziali che possono insorgere a seguito dell’emissione deliberata o dell’immissione in commercio di OGM e fare in modo che i ricercatori indipendenti abbiano accesso a tutta la documentazione pertinente, nel rispetto dei diritti di proprietà intellettuale.”