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Rigetto dello studio Seralinì sul MON810: 5000 firme raccolte e cresce la letteratura contraria agli OGM

29 Aprile 2014
Rigetto dello studio Seralinì sul MON810: 5000 firme raccolte e cresce la letteratura contraria agli OGM

Succede a chi si oppone agli OGM: in passato, ricercatori che avevano mostrato effetti avversi degli organismi geneticamente modificati, come Arpad Putzsai negli anni ‘90, ma anche il messicano Chapela sono stati bersaglio di critiche costruite ad arte, screditati e “puniti” per la loro indipendenza: e sembra che recentemente tale sorte sia toccata a Eric Gilles Seralinì.

Chapela aveva osato dimostrare che il mais nativo messicano fosse via via sempre più contaminato da varietà GM di importazione, con grave attentato della sovranità alimentare messicana, e contrariamente alle pretese delle multinazionali. Il suo studio del 2001 (su Nature) gli costò la carriera accademica.

                      

Arpad Putzai, del Rowett Institute, si mise in mezzo alla commercializzazione di una patata GM mostrando effetti avversi nei ratti alimentati con essa.Chi si mette contro gli OGM insomma viene “condannato” da un apparato scientifico che ha sempre maggiori problemi di indipendenza, e che invece risulta sempre più spesso legato a doppio filo ai finanziamenti delle grandi multinazionali sementiere. Ne avevamo dato notizia, con la rivista Food and Chemical Toxicology che aveva deciso –dopo pressioni dell’industria- di “annullare” la pubblicazione dello studio di Seralinì, “troppo critica” verso il mais MON810.

                                                                               

L’European Network of Scientists for Social and Environmental Responsibility (ENSSER) aveva pienamente supportato la pubblicazione dello studio di Eric Gilles Seralinì, giudicando inopportuna e antidemocratica la volontà di ritrattare lo studio, sulla base di motivazioni poco chiare e comunque estranee ai presupposti necessari per la ricusazione (frode o uso malizioso dei dati, o conclusioni assolutamente inaffidabili). Da qui l’idea di boicottare l’editore Elsevier, che aveva permesso- tramite il Food and Chemical Toxicology journal- di buttare nel macero uno studio perfettamente valido. A distanza di alcuni mesi, le firme a supporto della pubblicazione dello studio di Seralinì sono arrivate a quota 5000, con 1300 scienziati.

La ritrattazione della pubblicazione riguarda infatti da vicino soprattutto la libertà della scienza da condizionamenti esterni, più che il solo rango dello studio così violentemente criticato. Allo scopo è stato creato un sito, The Sparc, che mette in mostra la letteratura scientifica “per la sopravvivenza del pianeta e delle persone”, studi come quello di Seralinì.

The Institute of Science in Society Science Society Sustainability http://www.i-sis.org.uk/.