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Regno Unito, da oggi nuovo sistema etichettatura

19 Giugno 2013
Regno Unito, da oggi nuovo sistema etichettatura

 Da tempo annunciato, è finalmente diventato realtà il nuovo sistema “ibrido” di etichettatura alimentare nel Regno Unito. Tale sistema, appoggiato già dalle principali catene della distribuzione (si stima una copertura del 60% del mercato) e dalle maggiori aziende alimentari, prevede una informazione sul davanti (“front of the pack”), in modo da consentire ai consumatori una scelta rapida e mirata.  Nel Regno Unito, i costi dell’obesità e malattie da errata alimentazione sono stimati intorno ai 5 miliardi di sterline all’anno, cifra considerevole: 61% degli adulti sono sovrappeso od obesi, così pure un terzo dei bambini. Negli ultimi anni l’Inghilterra ha dato prova di saper ben orchestrare iniziative di tipo pubblico-privato, come la campagna sulla riduzione del sale. Le attese nei confronti della nuova etichettatura sembrano quindi elevate.

Front of pack label

Lo schema, che prevede una informazione nutrizionale mista, si appoggia:

–          Su una indicazione visiva forte di tipo “semaforico” (con il contenuto di ogni nutriente chiave sottolineato da un bollino di colore verde, rosso o giallo: a rendere immediatamente percepibile la salubrità del cibo); i nutrienti “colorati” sono: grassi, grassi saturi, sodio/sale, zuccheri.

–          Su una tabella nutrizionale accompagnata dalle Assunzioni di Riferimento (quanto 100 grammi o millilitri del prodotto contribuiscono al raggiungimento della quantità giornaliera“raccomandata” per un adulto, considerando un requisito energetico pari a 2000 kilocalorie/giorno).

Lo schema si basa su studi che hanno dimostrato una buona ricezione da parte dei consumatori: le due strade- una più immediata, l’altra più “razionale”- dovrebbero fornire uno spettro di informazioni utili. Questo nelle intenzioni. Purtroppo, vi sono dei rischi evidenti. Vediamone alcuni.

I dubbi: quali nutrienti?

Come lamenta un consumatore sul sito del The Telegraph, con la nuova etichettatura si rischia di diffondere alcuni messaggi paradossali. Ad esempio, lo sgombro (pesce grasso, ma con alto contenuto di omega 3 e polinsaturi “buoni”) indica 2 bollini rossi ed un giallo; mentre il pane bianco, 3 bollini verdi. Il messaggio che passa, a tutti gli effetti- è “mangia più pane bianco e meno pesce”.

Lo stesso olio extravergine di oliva, dovrebbe essere fortemente penalizzato (nonostante il valore simbolico di alfiere della dieta mediterranea!) con almeno due bollini rossi. In generale, cibi pronti trasformati, che possono essere riformulati a piacere dei produttori per “incontrare” i requisiti del nuovo sistema, sono avvantaggiati. Ma siamo sicuri che la validità nutrizionale di un alimento venga correttamente comunicata?food labels with more than one system, such as traffic lights and guideline daily amounts

Europa in alto mare

Ma non è solo un problema di selezione dei nutrienti, che necessariamente forniscono una fotografia parziale e riduttiva dell’alimento. Il problema vero è nel cuore della normativa europea. In base ad un chiarimento in merito al Reg. 1169/2011, Food Information to Cosumers, le Assunzioni di Riferimento (la seconda parte delle informazioni) non sono da intendersi come obiettivi nutrizionali da raggiungere, o come riferimenti nutrizionali (documento “Questions and Answers” della Commissione Europea dello scorso 31 gennaio 2013). D’accordo. Ma allora cosa sono? Non occorre essere uno psicologo cognitivista per capire che quello che viene comunicato è un messaggio al consumatore medio.

Risvolti di filiera

Ma vero è che il nuovo sistema di etichettatura può essere usato come l’ennesimo strumento da parte della distribuzione per selezionare i produttori, diminuendo il potere negoziale già basso della parte agricola. O escludendo i prodotti tradizionali, che ottengono punteggi bassi con il nuovo schema (come latticini), o più prosaicamente, diminuendone il costo trasferendo i tagli a monte (impresa agricola).

Le maggiori imprese del Food inoltre hanno la possibilità di avere uno strumento di marketing in più , magari facendo un po’ di “nutrition washing”, ovvero, etichettando come sani alimenti in fondo poco sani, e che sembrano tali solo perché esteriormente rispettano “soglie” di nutrienti.

La National Farmers’Union (NFU) UK ha da tempo espresso le proprie riserve sul tema. Debora Cawood, responsabile Filiera Alimentare NFU, ha affermato in merito: “L’inclusione di informazioni nutrizionali in etichetta può essere utile ai consumatori, per decidere quali alimenti possono adattarsi ad uno stile di vita sano. Ma immagini semplicistiche a base di semafori non sembrano un modo efficace. L’approccio è ultra-semplificato e porta ad alcune anomalie, in quanto fuorviante. Per esempio, un frullato di frutta viene classificato come giallo in merito al contenuto di zuccheri (in ragione di zuccheri naturalmente presenti), mentre una bibita senza zucchero, che fornisce nessun elemento nutritivo, può  essere classificata come "verde". "

Ironia in rete

Tra i tanti commenti divertenti, riportiamo quelli più sagaci: "Why not have a label that simply says "no crap inside!""? (perchè no ad un’etichetta dove si dica semplicemente “no schifo dentro”?, si chiede un internauta. O ancora, “sono curioso di vedere come le mie preferite marche di lardo si comportano rispetto alla nuova etichetta”. Ci sono poi quelli che mettono in discussione la capacità della nuova etichetta di essere realmente presente sul mercato. Se infatti oggi è la data che segna l’avvio del nuovo schema, c’è da chiedersi quanto effettivamente tra diversi mesi sarà diffuso il sistema. Infine “besarion”, un commentatore, lancia il messaggio: “Good Food is not processed, it is Fresh and Full of Goodness. Take the ‘Super’ off Supermarkets and put it on Farmer’s Markets.” (“Il buon cibo non è trasformato, è Fresco e Pieno di Bontà. Lascia il “Super” fuori dal Supermercato, e mettilo nei Farmers’ Markets”).