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Olio extravergine più tutelato

15 Febbraio 2013
Olio extravergine più tutelato

 

Sull’obbligo di indicare in etichetta con caratteri visibili la provenienza delle olive utilizzate l’Unione Europea si allinea finalmente alla normativa approvata in Italia con la legge salva-olio.

E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l’approvazione, da parte del Comitato di gestione Ocm unica, delle modifiche ai regolamenti europei per l’olio d’oliva che confermano e rafforzano sul piano comunitario il valore della “Norme sulla qualità e la trasparenza della filiera degli oli di oliva vergini” in vigore in Italia dal primo febbraio, nonostante le pressioni delle lobby.

Lo stesso obbligo previsto dalla normativa comunitaria di far uso di imballaggi che non consentano il riempimento con altre qualita’ di olio rispetto a quelle indicate in etichetta nei ristoranti, sul bancone dei bar e nei servizi di catering è già contemplato dalla legge nazionale che sancisce una vera rivoluzione sulle tavole per il condimento piu’ amato dagli italiani : dall’introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento all’importante riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo che consentano di smascherare i furbetti dell’extravergine, dall’estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine all’introduzione di sanzioni aggiuntive come l’interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli, dal rafforzamento dei metodi investigativi con le intercettazioni al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali.

Grazie alla nuova legge la Coldiretti ha avviato l’operazione trasparenza con veri e propri blitz nei punti vendita con l’obiettivo di raccogliere campioni di bottiglie di olio delle diverse dimensioni e fasce di prezzo da analizzare in laboratori pubblici dal punto di vista chimico ed organolettico per verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato in etichetta e il reale contenuto.

Le anomalie saranno denunciate alle autorità di controllo che, grazie all’entrata in vigore della nuova legge devono intervenire con ispezioni e analisi documentali nelle aziende coinvolte. Si tratta di porre fine a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni, svelando il “mistero” delle tante anomalie di un mercato dove alcuni oli sono venduti a prezzi che non coprono neanche i costi di raccolta delle olive in Italia ma con etichette che riportano la bandiera tricolore in bella evidenza. Un danno gravissimo per un Paese in cui l’’olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato – sottolinea la Coldiretti – in circa 14 chili a testa. L’Italia è il secondo produttore mondiale di olio di oliva con circa 250 milioni di piante e una produzione di oltre mezzo milione di tonnellate e puo’ contare su 40 oli extravergine d’oliva Dop/Igp. Il fatturato del settore – conclude la Coldiretti – è stimato in 2 miliardi di euro con un impiego di manodopera per 50 milioni di giornate lavorative.

"Salva Olio", ricapitolando.

Riprendendo brevemente gli aspetti essenziali del decreto "Salva Olio" pubblicato in GU lo scorso 31 gennaio, e quindi direttamente applicabile dal primo febbraio, qui di seguito le principali novità introdotte:

– l’indicazione dell’origine dell’olio extravergine deve essere ben visibile, e mai inferiore ai 1,2 millimetri (ma in deroga, può assumere dimensioni del carattere della denominazione di vendita) (art. 1 comma 2);

-le miscele di oli devono essere indicate con carattere a contrasto cromatico (art. 1 comma 4);

– i risultati dei controlli e analisi degli oli EV di oliva con menzione "Italia" (o riferimenti all’italianità), saranno resi pubblici e mensilmente aggiornati nel portatel del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (art. 3);

– oli che anche solo evocano l’italianità ma che non possiedono olive italiane sono considerati come pratica commerciale ingannevole (Codice del Consumo) (art. 4);

– marchi che fanno riferimento ingannevole a zone geografiche non possono essere registrati e decadono automaticamente per illiceità; si fa riferimento inoltre ad un reato (natura penale), in base all’articolo 517 del codice penale (art. 6); inoltre, tra le sanzioni, pubblicazione su almeno due quotidiani nazionali della sentenza sul reato, a spese del condannato;

– TMC (termine minimo di conservazione) stabilito a massimo 18 mesi, al fine di preservare le condizioni organolettiche cui i consumatori accedono all’olio extravergine;

– nei ristoranti e catering, obbligo di dispositivi anti-rabbocco nelle bottiglie (art.7)

– viene riconosciuto un ruolo alla Antitrust (Autorità Garante Concorrenza e Mercato) al fine di impedire le intese o pratiche concordate tra imprese del settore e volte a fissare prezzi o qualità, restringendo la concorrenza o falsando il mercato (art. 8), con relazione annuale al Parlamento;

– la vendita sottocosto viene fortemente limitata ed è soggetta a precise condizioni (comunicazione al comune almeno venti giorni prima e solo una volta all’anno). Vietato il sottocosto per gruppi commerciali con quota >10% della superficie commerciale complessiva della provincia di riferimento; 

sono rafforzati i poteri di indagine sui flussi commerciali delle importazioni, in particolare con un monitoraggio sul cosiddetto "traffico di perfezionamento attivo", che spesso ha funzionato da boccaporto per olio estero poi "trasformato" miracolosamente in italiano; così come le norme sul segreto circa le importazioni agroalimentari  (facilitando e rendendo di fatto obbligatorio scambio informazioni tra uffici sanità marittima, aerea e frontaliera e forze deputate ai controlli circa frodi alimentari) (art. 8 e 9).

La legge "salva olio" Mongiello è inoltre intergrata rispetto alle disposizioni del Decreto Sviluppo, che prevedono valore legale del Panel Test per verificare la natura di "extravergine"; e la soglia di allerta a 30 mg per alchil esteri in caso di prodotto con menzione "Italia" (il valore massimo è di 75 mg, ma si è visto negli anni che il valore medio per oli extravergini italiani è circa a 10mg). In presenza di valori oltre i 30 mg insomma, scatterà per 12 mesi una serie di controlli ed ispezioni da parte delle autorità preposte al fine di garantire una corretta indicazione dell’origine.