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Ogm, la svolta in Europa: Stati liberi di vietarne la coltivazione

12 Giugno 2014
Ogm, la svolta in Europa: Stati liberi di vietarne la coltivazione

E’ una vera e propria svolta: dopo una situazione che sembrava irrimediabilmente bloccata, finalmente gli Stati europei potranno decidere di vietare la coltivazione di OGM per motivi non necessariamente connessi alla sicurezza alimentare o ambientale.

Doppio stallo

Lo stallo fino ad oggi era in buona parte imputabile alle barocche regole UE, che prevedono una maggioranza di almeno 2/3 degli Stati membri (con voti proporzionali alla popolazione) per approvare una mozione normativa sulla coltivazione degli OGM.

                    

Ma oltre a questo punto, l’altro stallo riguardava una proposta circa il superamento della validità dei soli motivi di sicurezza alimentare e ambientale (Direttiva 2001/18 e Reg 1829/2003(CE)), quindi il contesto “quadro” entro il quale approvare o meno gli OMG.

In base ad una proposta del 2011,  si suggeriva che andassero trovate altre strade rispetto alla normativa attuale (incentrata solo su salvaguardia ambiente e salute : articoli 16 e 18 della Direttiva 2002/53 e articolo 34 del reg. 1829/2003): per tutelare meglio le scelte etiche e politiche dei cittadini europei.

Ma nel voto odierno, solo Belgio e Lussemburgo si sono astenuti, ed è passata così la proposta danese che permette di correggere il “vuoto” normativo. Il passaggio è il primo di un negoziato che interesserà il Parlamento Europeo appena insediato.  Tonio Borg, commissario alla Salute e Consumatori, ha riferito: “siamo all’inizio di un viaggio, in una situazione eccellente, e sono sicuro che la presidenza italiana lavorerà per approvare il testo in seconda lettura del Parlamento.” Ci si attende che il dossier possa essere approvato entro la fine dell’anno.

Doppia tutela

In base alla proposta, se la Commissione boccia l’autorizzazione alla coltivazione di una varietà GM, gli Stati membri dovranno recepire tale orientamento negativo, considerato vincolante. Nel caso invece la CE approvi, gli Stati saranno liberi – per motivi diversi dalla salute e ambiente- di usare clausole nazionali. Le basi legali diventano solide, evitando contenziosi e incertezze lunghi e che non fanno l’interesse delle imprese.

“Compromesso”

Il testo su cui è stato raggiunto l’accordo viene considerato un compromesso dal Ministro Galletti: “molti paesi volevano una soluzione meno stringente, altri più stringente, come l’Italia”. In ogni caso, è passata la linea cara all’Italia. In seguito il ministro ha twittato soddisfatto dell’accordo: "Su #ogm in Ue vince la linea italiana. Orgogliosi dell’accordo raggiunto. #Libertàdiscelta per gli stati e l’italia dice no agli #ogm". "