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OGM – Cosa sono, cosa si rischia

27 Novembre 2009
OGM – Cosa sono, cosa si rischia

Cos’è un OGM

OGM è una sigla che sta per organismo geneticamente modificato, definizione con cui si intende un essere vivente dal patrimonio genetico modificato tramite l’utilizzo di tecniche di ingegneria genetica, e che quindi ha subito tramite esse l’aggiunta, l’eliminazione o comunque la modifica di elementi genici.

Vi è dunque una distinzione fondamentale fra organismi il cui genoma ha subito modifiche tramite tali tecniche e quelli il cui genoma si è modificato spontaneamente o a seguito di interventi non riconosciuti dalla normativa come appartenenti alle suddette tecniche. Spesso inoltre “geneticamente modificati” viene utilizzato come sinonimo di “transgenici”; la transgenesi è l’inserimento nel genoma di un dato organismo di un gene proveniente da un organismo di specie diversa, ed è solo una delle tipologie di possibili OGM; essi possono essere originati semplicemente dalla sottrazione o dalla modifica di qualche gene, o dall’inserimento di geni estratti da altri organismi della stessa specie.

Le tecniche di ingegneria genetica riconosciute dalla legislazione europea (Direttiva 2001/18/CE) sono le seguenti:

·      tecniche di ricombinazione del materiale genetico, tramite cui si ottengono nuove combinazioni attraverso l’utilizzo di un vettore di molecole di DNA, RNA o loro derivati, successivamente inserite in un organismo ospite, nel quale non compaiono per natura, ma in cui hanno la possibilità di replicarsi in maniera continua;

·      tecniche che comportano l’introduzione diretta in un organismo di materiale ereditabile preparato al suo esterno, come la microiniezione, la macroiniezione e il microincapsulamento;

·      fusione cellulare o tecniche di ibridazione per la costruzione di cellule vive, che presentano nuove combinazioni di materiale genetico ereditabile, ottenute attraverso la fusione di due o più cellule con metodi non naturali.

Non si parla quindi di OGM nel caso di mutazioni genetiche insorte naturalmente, ed eventualmente replicatesi per un vantaggio da esse apportato dal punto di vista della selezione della specie e dell’adattamento all’ambiente; ma neppure nel caso di interventi dovuti all’uomo, come ad esempio la millenaria tecnica dell’incrocio, anche fra specie diverse, ottenuto tramite la riproduzione sessuale, o il volontario ottenimento di mutazioni genetiche tramite tecniche come irradiamento o coadiuvanti chimici. Le principali differenze consistono, da un lato, nel fatto che tramite l’ingegneria genetica si va ad agire noi sui fenotipi, ovvero sui tratti fisici esteriori, ma sui genotipi, le caratteristiche genetiche, e dall’altro sul tipo di cambiamento che si vuole ottenere, molto più orientato e determinato a priori nel caso di OGM.

Possibili rischi.

Fin dai primi esperimenti di ingegneria genetica, nei primi anni ’70 del secolo scorso, ci si è interrogati sui possibili rischi di tali tecniche. Come abbiamo visto in precedenza, altri tipi di mutazione genetica dovuti all’uomo hanno caratteristiche assai diverse. Innanzi tutto si basano su tratti fisici esterni, quindi visibili; inoltre, perlomeno nel caso degli incroci, sono stati perfezionati nel corso di diverso tempo, e comunque nell’impossibilità di agire indiscriminatamente e con assoluto “libero arbitrio” da qualsiasi propensione “naturale”, pur nella sua devianza dalla norma. Il tipo di modifica genetica ottenuto tramite l’ingegneria, invece, agisce in modo diretto sui geni, in modi e con possibili effetti a lungo raggio che la scienza stessa considera impossibili da prevedere con esattezza.

Perplessità che a maggior ragione si ripresentano e moltiplicano riguardo la loro avvenuta introduzione e utilizzo nell’ambito agroalimentare, dove ci si interroga e si dibatte su possibili rischi per la salute umana e animale, l’ambiente, la loro eventuale difficile coesistenza con colture non-OGM e l’impatto economico-sociali di una loro introduzione in zone rurali, in particola modo nei paesi in via di sviluppo. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha pubblicato un documento guida per la valutazione dei possibili rischi dovuti all’inserimento di OGM nell’ambiente, tra cui:

  • rischi ambientali relativi a cambiamenti nell’interazione tra pianta modificata e ambiente biotico, tra cui persistenza e invasività, induzione di resistenza negli insetti infestanti cui le piante sono resistenti, interazioni con organismi non-target (ad esempio, effetti su api e altri insetti non infestanti, con conseguenze sulla biodiversità);
  • possibili rischi per la salute umana o animale, tra cui effetti tossicologici causati da proteine sintetizzate dai geni inseriti, o tossicità di costituenti diversi dalle proteine, allergenicità, cambiamenti nel valore nutritivo e trasferimento di resistenza agli antibiotici.

Il dibattito su bilancio complessivo costi/benefici e sulle reali implicazioni future del loro effettivo utilizzo è molto acceso, a livello internazionale e nazionale, e spacca non solo la comunità scientifica e i diversi attori dello scenario agroalimentare, ma anche lì opinione pubblica e dei consumatori. Secondo l’ultimo sondaggio di Eurobarometro, in ogni caso, la maggioranza dei cittadini europei si dichiara totalmente contraria al loro utilizzo (il 55% complessivo).

Questo dibattito e le relative conseguenze saranno oggetto di diversi contributi all’interno del sito, a cominciare dalla normativa vigente.