“Condividere un pasto con amici, familiari o colleghi è una attività comune…. È allora importante capire come, perché e con chi ci troviamo a mangiare, per intendere come possa condizionare i nostri comportamenti”.
Con queste premesse, Suzanne Higgs e altri ricercatori inglesi hanno cercato di mettere ordine in un campo di studi molto promettente: quello degli stimoli ambientali- e nel caso specifico, sociali- sulle nostre modalità di mangiare.
La premessa è che il contesto sociale condiziona fortemente la nostra attività di alimentazione. La presenza di “norme sociali” quando si mangia in compagnia è indubbia. Si pensi alla accettabilità o meno di svariati cibi a seconda delle culture di appartenenza (alcuni cibi, come i formaggi francesi con muffa, venivano considerati insalubri dagli americani appena sbarcati in Normandia nella seconda guerra mondiale…). O ancora, al ruolo guida di chi per primo ordina al ristorante, fornendo un riferimento- e quindi, una qualche “norma sociale” rispetto a ciò che sia desiderabile od opportuno mangiare.
Insomma: mangiamo in modo diverso a seconda delle persone cui ci accompagniamo; e poi ancora, diversamente mangiamo in compagnia… rispetto a quando siamo soli. Tendiamo a convergere con le scelte alimentari dei nostri compagni, in modo adattivo, e troviamo questo di estrema soddisfazione.

Ma non solo: proviamo a “sincronizzare” addirittura i gesti mentre si mangia, e a cambiare le nostre preferenze alimentari.
Se questo aspetto pro-sociale ha una sua spiegazione evidente in termini di …psicologia evolutiva e di consolidamento del gruppo, potrebbe avere anche un ruolo chiave nello sviluppo- o poi nella prevenzione- dell’obesità.
I ricercatori sottolineano così che la sintonizzazione reciproca in questi termini avviene sia con sconosciuti che con persone ben conosciute; a prescindere dal reale stato di fame o di più ampie scelte alimentari. Inoltre i bambini tendono a copiare i genitori e compagni di giochi.
Le attese degli altri sono in ogni caso solo uno degli aspetti che sembrano condizionare le scelte alimentari.
Altri stimoli ambientali, come la dimensione della confezione o l’altezza a livello dello scaffale si rivelano predittive delle modalità di consumo.
Certamente- concludono i ricercatori- un cambiamento complessivo dei comportamenti alimentari- come ad esempio uscire da modelli sbagliati e adottare modelli sani- dovrà tenere in considerazione il contesto sociale. Agendo più che sui singoli, sulle collettività-mediatori imprescindibili delle scelte alimentari.
Higgs, S. (2015). Social norms and their influence on eating behaviours. Appetite, 86, 38-44.