ARTICOLO | Archivio

Obesi sin da piccoli: genitori, fate attenzione

8 Agosto 2013
Obesi sin da piccoli: genitori, fate attenzione

La leggenda: “più cibo, più altezza”

Mangia che devi crescere”, è il refrain che si continua a dire (e con apprensione da parte di tante mamme e nonni) all’ora del pasto. Convinti che il cibo in eccesso alla fine serva per quando poi il bimbo si sviluppi in altezza, e che un po’ di ciccia in più non faccia così male, o magari sia sintomo di buona salute. Ma le cose potrebbe non essere proprio così. E uno studio tedesco ora getta nuova luce sul fenomeno: i bambini in apparente sovrappeso a 5 anni, mantengono tale condizione fisica anche dopo essere cresciuti e sviluppati  in altezza (a 10 anni). Il team, che ha osservato 3121 partecipanti appartenenti a due coorti di studio infantili, relative a vari aspetti di interazione ambientale, genetica e allergenica (GINIplus e LISAplus): e ha cercato infatti di prevedere l’Indice di Massa Corporea dei bambini di 10 anni partendo dai dati (e Indice di Massa Corporea) a 5 anni.

… Ma i bambini non sono piccoli adulti

Già oggi si sapeva che la prevalenza di sovrappeso ed obesità in età infantile si riflette poi in una permanenza della condizione nell’età adulta. Ma i bambini non sono piccoli adulti, e stabilire l’Indice di Massa Corporea per i bambini non è scontato.

Una delle difficoltà deriva dal fatto che l’Indice di Massa Corporea, valido per fotografare la situazione degli adulti, va letta con discrezionalità per i bambini, che seguono “curve di crescita” diversificate, e che richiedono la supervisione del medico per un parere discrezionale (familiarità, costituzione, alimentazione, etc) sullo stato di adeguatezza del peso. Il che probabilmente ha contribuito negli ultimi decenni, a considerare “normale” un aumento del peso dei bambini anche da parte dei medici.
Fino ad accorgersi, ad un rapido confronto con gli altri paesi, che i ragazzi in età scolare dai 9 agli 11 anni in Italia avevano una “predisposizione” al sovrappeso addirittura pari al 36% del totale: primo posto tra tutte le nazioni europee. Gli ultimi risultati dell’indagine “Okkio alla Salute” dichiarano un lieve miglioramento, come sottolineato. Ma non c’è da abbassare la guardia.

I risultati

Ora, in base ai risultati dello studio tedesco, pubblicato sull’European Journal of Clinical Nutrition, i bambini che presentavano un IMC eccessivo a 5 anni, avevano 15 volte più probabilità di essere sovrappeso una volta arrivati ai 10 anni rispetto ai bambini con IMC normale. Con risultati peggiori per le femmine. L’età scolare insomma diventa fondamentale per lo sviluppo ed il mantenimento di un corretto peso corporeo. Ed è quindi qui che bisogna intervenire se si vogliono adulti in buona salute.

Cose note?

Altri fattori che sono risultati predittivi del peso corporeo a 10 anni: l’educazione dei genitori, il reddito familiare e la madre fumatrice.
Tutti aspetti “confermati” in qualche modo: in particolare, educazione e il reddito sono da tempo notoriamente correlati sia con peggiore alimentazione in quanto tale, sia con il sovrappeso dei bambini.

Rilevante il ruolo poi del peso alla nascita: e qui potrebbero entrare in gioco, oltre alla inevitabile alimentazione materna, aspetti legati agli interferenti endocrini, da qualche tempo sotto osservazione. Ad esempio, il Bisfenolo A (che avrebbe un ruolo già sul feto). Il fumo materno sembra poi associato ad una maggiore prevalenza di sovrappeso nelle femmine.

Un primo, impressionante risultato, è che ben il 76,8% delle femmine ed il 68,1% dei maschi “previsti” inizialmente in sovrappeso confermavano poi il peso a distanza di 5 anni: il che significa che il potere predittivo del modello è interessante (con un 23,2% e un 31,9% di falsi positivi, cioè previsti ma non diventati obesi).

Ma è anche vero che solo un 37% per le femmine ed un 38% dei maschi riscontrati in sovrappeso a 10 anni sono stati previamente previsti.   Questi dati vanno interpretati da un lato come una buona “consistenza interna” del modello rispetto alle ipotesi e alle previsioni teoriche (assumptions di ricerca), e a una solo discreta capacità di spiegare la realtà esterna là fuori (il totale dei bambini sovrappeso a 10 anni): sulla base del ridotto numero di variabili utilizzate.

Fattori sociali ed economici

Lo studio pone ancora una volta all’attenzione aspetti che non sono strettamente alimentari, ma più in generali sociali ed economici, e che sembrano confermare il ruolo di mediatori indiretti rispetto al risultato di salute finale. Può sembrare paradossale, ma intervenire su cultura e reddito è davvero fondamentale per limitare i rischi della predisposizione all’obesità .

I risultati dell’osservatorio italiano “Okkio alla Salute”, che si focalizza sullo stato di salute dei bambini, a partire dalla variabile del peso corporeo, evidenziano per l’ultimo anno un 22,1% di sovrappeso tra i bambini di 8-9 anni, rispetto al 23,2% del 2008/2009. Così come il numero di bambini obesi  è calato da 12% a circa 10%.  E la somma di obesi e sovrappeso restituisce una cifra del 32%, contro il quasi 36%  di qualche anno fa. Incoraggiante. Tuttavia, se si considerano le abitudini alimentari nel loro insieme, ancora molto rimane da fare. Più di un bambino su 5 oggi non consuma frutta né verdura. Ed un buon 43% beve bibite zuccherate. Un ulteriore 9% dei bambini salta la colazione, e il 31% non fa una colazione nutrizionalmente adeguata.