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MRSA nei suini: valutazione dei fattori di rischio di diffusione

10 Giugno 2010
MRSA nei suini: valutazione dei fattori di rischio di diffusione

EFSA ha pubblicato recentemente una valutazione dei fattori che potrebbero maggiormente contribuire alla diffusione di MRSA negli allevamenti di suini all’interno dell’Unione Europea, sia quelli da riproduzione che da produzione.

L’MRSA è una forma di Staphylococcus aureus resistente alla meticilina, ed è quindi sottoposta al monitoraggio di EFSA sia per quanto riguarda le zoonosi sia per il rischio di insorgenza, diffusione, e trasferimento di resistenza antimicrobica attraverso la catena alimentare. Lo studio in questione è la seconda parte di un rapporto sull’insorgenza e la prevalenza di MRSA nel territorio comunitario europeo, la cui prima parte, incentrata sull’effettiva presenza di MRSA negli allevamenti della CE, è stata pubblicata da EFSA il 24 novembre 2009; questa seconda parte è appunto incentrata sull’analisi dei fattori di rischio relativi alla diffusione della zoonosi.

Le principali evidenze rilevate all’interno del rapporto sono:

  • Non vi è alcuna evidenza, secondo le attuali conoscenze, che l’MRSA possa essere trasmessa all’uomo tramite il consumo o la manipolazione di alimenti contaminati.
  • Nella maggior parte dei casi l’MRSA viene trasmessa tramite il contatto diretto o indiretto fra esseri umani. Vi può essere trasmissione da animale a uomo, principalmente per alcune specifiche categorie a rischio, ovvero allevatori/agricoltori, veterinari e loro familiari.
  • La dimensione dell’allevamento influisce negativamente sui rischi di diffusione dell’MRSA. Lo studio afferma che un allevamento da riproduzione con 400 o più suini da riproduzione presenta un fattore di rischio almeno doppio rispetto ad un allevamento con 100 suini da riproduzione o meno.
  • Altro importante fattore di rischio sembra essere la movimentazione degli animali. Potenziali cause di diffusione infatti sia il commercio di suini da riproduzione fra i vari Stati membri dell’UE sia lo spostamento di capi fra allevamenti da riproduzione e da produzione all’interno del medesimo Stato. Probabile che la correlazione positiva riscontrata fra la presenza della zoonosi fra i due diversi tipi di allevamento all’interno dello stesso Stato indichi un particolare rischio della mobilitazione di animali fra una tipologia di allevamento e l’altra.

Si può quindi rilevare come particolare attenzione debba essere tenuta da chi per lavoro si trova a stretto contatto con animali che potrebbero essere infetti.

maialiAltra importante considerazione è che allevamenti più ridotti presentano un fattore di rischio estremamente inferiore rispetto ad altri più grandi, come quelli a carattere di produzione industriale.

Rischio di diffusione inferiore anche per gli allevamenti autoctoni, non caratterizzati da una forte importazione, esportazione o spostamento di animali da riproduzione.

Staphylococcus aureusIl rapporto sottolinea come finora sia stata analizzata solo una serie limitata di fattori di rischio potenzialmente associati alla diffusione di MRSA, e come sia necessaria la cooperazione dei vari Stati membri per una più esaustiva raccolta ed analisi dei dati, per poter meglio delineare le eventuali misure da prendere per contrastare la diffusione della zoonosi.

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