Il sequestri effettuati confermano l’efficacia dell’azione delle forze dell’ordine per fermare le infiltrazioni criminali nelle campagne dove l’ecomafia con il racket, il pizzo e gli altri fenomeni malavitosi sviluppa a danno dell’agricoltura italiana un giro di affari di 7,5 miliardi di euro. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il sequestro di beni per un valore complessivo di oltre di 16,7 milioni di euro, tra cui terreni, aziende ed attrezzature agricole, da parte del Gico della Guardia di Finanza a Bernardo Riina, 72 anni, cugino del capo di Cosa Nostra Totò Riina. Si tratta – sottolinea la Coldiretti – di una risposta concreta agli affari sporchi sui cibi della mafia e della camorra denunciati dagli archivi di Wikileaks secondo i quali la camorra fa affari anche con "importazioni a basso costo", "dalle mele cariche di pesticidi della Moldova al sale del Marocco infestato da “E. coli" fino alle “ fabbriche illegali che fanno mozzarella usando latte in polvere boliviano". L’azione delle forze dell’ordine va accompagnata con interventi strutturali sul piano istituzionale per garantire la tracciabilità delle informazioni come la prevista approvazione per la prossima settimana alla Camera dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Per la criminalità organizzata l’agricoltura è una forma di investimento ma anche di risorse attraverso – precisa la Coldiretti – furti di attrezzature e mezzi agricoli, racket, abigeato, estorsioni, o con il cosiddetto pizzo anche sotto forma di imposizione di manodopera o di servizi di trasporto o di guardiania alle aziende agricole, danneggiamento delle colture, aggressioni, usura, macellazioni clandestine, truffe nei confronti dell’Unione europea e caporalato. Tra i fenomeni preoccupano – conclude la Coldiretti – le intromissioni nel sistema di distribuzione e trasporto dei prodotti alimentari, carne e ortofrutticoli sopratutto, che mettono anche a rischio la sicurezza alimentare delle produzioni oltre a danneggiare gli operatori sotto il profilo economico.
17 Gennaio 2011
MAFIA – Per l’ecomafia un business da 7,5 miliardi di euro. Dalle forze dell’ordine una risposta concreta a Wikileaks (15-01-2011)