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La Commissione non ha bisogno di “scientific adviser”, dice capo di Efsa

4 Dicembre 2014
La Commissione non ha bisogno di “scientific adviser”, dice capo di Efsa

Dopo diverse discussioni, circa il ruolo di uno "scientific adviser" per la Commissione Europea, una dichiarazione forte. Bernard Url, direttore esecutivo di Efsa, sollecitato dalle domande di Julie Girling, deputata britannica forte sostenitrice dell’attuale scientific adviser.

Url ha risposto: "non credo ci sia bisogno di un adviser scientifico alla Commissione, o meglio, è una scelta politica se averlo o meno. In ogni caso, le istituzioni UE sono già dotate di sufficiente copertura scientifica e apparati per poter rispondere in caso di sollecitazioni".

Glover archived site

Il dibattito sulla necessità di un consulente scientifico ad hoc è sorta dopo che, con la Commissione Barroso, Anne Glover era stata nominata in tale ruolo. Esprimendo posizioni molto tranchant su temi delicati e divisivi per l’opinione pubblica, come ad esempio gli OGM, che supportava in modo molto netto.

Inoltre, non si capiva la portata degli interventi della Glover, spesso su materie in cui la valutazione del rischio già era armonizzata – con possibile confusione da parte dei consumatori UE e con ruolo Efsa sminuito.

"Per Juncker non credo serva un ruolo di consigliere scientifico", ha affermato Url. Su vari temi, come le nanotecnologie, la clonazione, gli OGM, Efsa si è infatti espressa al netto di opinioni politiche o personali- ed è bene che la scienza rimanga indipendente.

Sebbene Url abbia giudicato utile da un punto di vista del policy making la funzione della Glover, ha poi anche scartato l’idea che tale funzione vada mantenuta.

Juncker aveva precedentemente deferito Anne Glover dal suo insediamento, insieme al ruolo dello scientific adviser.