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I rischi del cibo importato: rapporto UE previsto entro l’anno

16 Novembre 2010
I rischi del cibo importato: rapporto UE previsto entro l’anno

La Commissione europea ha in previsione la pubblicazione di un rapporto sui rischi relativi all’importazione di cibo da Paesi terzi prima della fine dell’anno.

Eric Poudelet, direttore dell’unità per la sicurezza della filiera alimentare presso la Direzione generale della salute e della tutela del consumatore (DG SANCO), ha detto lo scorso 27 ottobre, presso il Comitato per l’Ambiente, la Salute pubblica e la Sicurezza alimentare del Parlamento europeo, che il rapporto si occuperà del nuovo sistema di orientamento dei controlli di frontiera introdotto lo scorso anno, basato sul rischio relativo sia al prodotto stesso che al paese di provenienza.

Col nuovo sistema, l’EU istituisce, in un allegato al regolamento continuamente aggiornato, la percentuale di importazioni di un particolare prodotto (spesso frutta secca o spezie) da uno specifico Paese terzo che le postazioni di ispezione al confine degli stati membri dovranno verificare. Le percentuali vengono stabilite in relazione all’esperienza con le importazioni maturata sulla base dei rapporti derivanti dal Sistema di Allerta Rapido per Alimenti e Mangimi europeo (RASFF), così come dai rapporti di ispezione effettuati dall’Ufficio sugli Alimenti e la Veterinaria della Commissione. Come segnalato dal nostro sito, l’ultimo aggiornamento risale al mese scorso.

Poudelet che le ispezioni sulle importazioni da Paesi terzi tendono a focalizzarsi sui prodotti “a rischio” come quelli di origine animale, i prodotti caseari o il miele, piuttosto che su beni considerati meno rischiosi come lo zucchero. Il rapporto è mirato ad aprire il dibattito sul sistema e dare la possibilità di discutere su come possa essere rafforzato come i posti di frontiera possano agire in migliore sinergia, soprattutto in quelle aree maggiormente trascurate in quanto ritenute mento rischiose.

Anche la Commissione si è dichiarata interessata a valutare quello che Poudelet ha definito “il triangolo” fra rischio, prodotto e paese di origine. Egli ha tenuto però a precisare che il rischio rappresentato da un particolare paese d’origine era un “giudizio più politico che scientifico”. Ha inoltre aggiunto “sappiamo che alcuni paesi sono assolutamente sul nostro stesso piano, dal punto di vista dei controlli di sicurezza sul cibo, ma altri sono molto lontani da questi standard”.