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Governi, mobilitatevi! L’obesità sfiora l’ONU

8 Luglio 2011
Governi, mobilitatevi! L’obesità sfiora l’ONU

Un vero e proprio manifesto, che riconosce la natura sempre più globale ed endemica della obesità, e che chiede a tutti i governi e le organizzazioni internazionali di prender parte insieme ad azioni di base per combattere il sovrappeso e le malattie non trasmissibili che ne risultano. Se la IASO è l’unica organizzazione internazionale ad occuparsi di obesità, vanno fatti più sforzi per approcciare globalmente il problema. La richiesta forte che è venuta in questi giorni, chiede all’ONU di farsi portavoce presso la OMS per iniziare  alcune azioni condivise tra gli Stati nazionali, come un codice internazionale di pubblicità alimentare destinate ai bambini, e come una serie di azioni di offerta alimentare nutrizionalmente adeguate e ad adeguato impatto ambientale. Il progetto StanMark (StanMark project here) ovvero la approvazione di standard di marketing per le pubblicità destinate ai bambini, è arrivato alle sue conclusioni, con la pubblicazione dei Principi di Marketing per i Bambini.

Tali principi richiedono di ridurre la esposizione ai bambini di pubblicità che promuovono il consumo di alimenti alti grassi, zuccheri e sale. Il progetto ha inoltre individuato principi di marketing responsabile  e prova a aumentare gli standard volontari attualmente proposti dalla industrie. Un altro risultato della IASO, la stesura di “risultati sull’obesità “Obesity outcomes” (– IASO’s Obesity Outcomes Statement), entro la azione di supporto alle Nazioni Unite.

Mentre per l’autunno 2011 è stato promesso una sorta di Manuale di accompagnamento ( Manual for Monitoring Marketing of Food to Children) per conto della Consumers International (che raccoglie 220 organizzazioni dei consumatori in 115 paesi). Suo obiettivo: supportare stati nazionali e ONG a raggiungere le raccomandazioni della OMS, controllando attivamente cosa dice la TV e la pubblicità sul cibo spazzatura.

 Il marketing per i bambini è stato da anni al centro di un infuocato dibattito. Che ancora oggi non è cessato, se  è vero che la organizzazione non governativa Interagency Working Group ha chiesto una azione comune negli Usa su standard per gli alimenti commercializzati ai bambini e adolescenti, dando luogo ad una petizione con raccolta di firme (vedi sotto per firmare). Purtroppo tali standard sono restrittivi e le grandi corporation del cibo -che spendono circa 2 miliardi di dollari ogni anno per promozionare cibi per lo più poco sani- stanno facendo un fuoco incrociato per diluirne la portata.

L’aspetto drammatico, stando ad una ricerca appena pubblicata, è che poi, anche quando assicurati corretti standard di marketing alimentare, di comunicazione sulle diete e sulla salute pubblica nonché corrette Linee Guida per una sana alimentazione, la popolazione americana sta continuando ad ingrassare e a mangiare di più. Certo, il sovrappeso ha una sua inerzia sia fisiologica che di comportamenti- ci vuole tempo per smaltire i kili e le abitudini non si perdono dalla sera alla mattina. Ma fa impressione vedere che nonostante l’evoluzione delle politiche pubbliche in merito, la situazione di certo non migliora e oggi l’americano medio consuma 570 calorie al giorno in più che negli anni ’70. E questo, nonostante il pasto medio sia diminuito. Ma se aumenta la frequenza dei piccoli spuntini (snack, bibite), come è stato messo in evidenza- il gioco è fatto.

StanMark project – see here

Universal Marketing Standard

IASO’s Obesity Outcomes Statement

Please write to the IWG today (petizione su pubblicità ai bambini in USA)