L’agricoltura italiana ha valori da primato nel rispetto delle tradizioni e nella salvaguardia dell’ambiente con oltre 50mila imprese agricole biologiche su un milione di ettari ed il record comunitario di 182 prodotti a denominazione di origine. E’ quanto ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini al Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio nell’esprimere apprezzamento per le parole del Santo Padre Benedetto XVI che, in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione, ha riconosciuto il lavoro agricolo "come elemento fondamentale della sicurezza alimentare e, quindi, come una componente integrale dell’attivita’ economica", e per questo ?deve poter disporre di un sufficiente livello di investimenti e di risorse?.
Le parole del Papa sono per noi motivo di grande responsabilità e ci rafforzano nel nostro impegno a difesa dell’identità e dei valori dell’agricoltura in Italia e nel mondo dove ad ogni Paese evono essere garantiti credito e investimenti adeguati se si vuole continuare a sfamare una popolazione che aumenta vertiginosamente, si devono applicare regole chiare per evitare che sul cibo si inneschino speculazioni vergognose, occorre garantire trasparenza e informazione ai consumatori ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che occorre investire nell’agricoltura delle diverse realtà del pianeta, dove servono prima di tutto politiche agricole regionali che sappiano potenziare le produzioni locali con la valorizzazione delle identità territoriali per sfuggire all’omologazione che deprime i prezzi e aumenta la dipendenza dall’estero.
L’aumento degli affamati nel mondo che hanno superato il miliardo avviene nonostante si sia verificato un drastico calo dei prezzi dei prodotti agricoli, con le quotazioni internazionali che sono dimezzate in un anno da 10 dollari per bushel (0,37 dollari al chilo) del 2008 a poco più di 5 dollari per bushel (0,18 dollari al chilo), perché – denuncia la Coldiretti – per effetto della speculazione i prezzi dei prodotti alimentari derivati come pane e pasta hanno continuato ad aumentare nei paesi ricchi ed in quelli poveri. L’emergenza alimentare – conclude la Coldiretti – non si risolve con i prezzi bassi all’origine per i produttori perche’ questi non consentono all’agricoltura di sopravvivere e, con la chiusura delle imprese, destrutturano il sistema che non è piu’ in grado di riprendersi anche in condizioni positive.