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FISCO – MAXIEVASIONE; Contro le frodi sul latte serve l’etichetta ( 01-06-2010)

1 Giugno 2010
FISCO – MAXIEVASIONE; Contro le frodi sul latte serve l’etichetta ( 01-06-2010)

FISCO: MAXIEVASIONE; COLDIRETTI, CONTRO FRODI LATTE SERVE ETICHETTA

In una situazione in cui tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro in vendita sugli scaffali sono “spacciati” come Italiani, ma contengono latte proveniente da mucche straniere è evidente la necessità di stringere le maglie della legislazione per rendere piu’ agevoli i controlli e togliere spazio alle frodi e agli inganni. E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere soddisfazione per l’operazione della Guardia di Finanza su una evasione fiscale che riguarda società di commercializzazione di milioni di litri di latte  per buona parte di provenienza estera. Dalle frontiere italiane sono passati in un anno – sostiene la Coldiretti – ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. Il risultato è che – precisa la Coldiretti – tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall’estero ma nessuno lo sa perché non è obbligatorio indicarlo in etichetta. Secondo l’indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (97 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. Colmare questo ritardo – continua la Coldiretti – è un grande responsabilità nell’interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e della trasparenza e competitività dell’intero sistema Paese. Al furto di identità dell’agricoltura italiana la Coldiretti, di fronte all’inerzia delle istituzioni, intende reagire con il progetto per la realizzazione di una filiera agricola tutta italiana per arrivare ad offrire attraverso la rete di Consorzi Agrari, cooperative, farmers market, agriturismi e imprese agricole prodotti alimentari al cento per cento italiani firmati dagli agricoltori al giusto prezzo. Negli ultimi anni con la mobilitazione a favore della trasparenza dell’informazione, la Coldiretti è riuscita a ottenere l’obbligo di indicare la provenienza per carne bovina, ortofrutta fresca, uova, miele latte fresco, pollo, passata di pomodoro, extravergine di oliva ma ancora molto resta da fare e l’etichetta resta anonima per circa il 50 per cento della spesa dai formaggi ai salumi, dalla pasta ai succhi di frutta.

L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI

Cibi con l’indicazione di provenienza

E quelli senza

Carne di pollo e derivati

Pasta

Carne bovina

Carne di maiale e salumi

Frutta e verdura fresche

Carne di coniglio

Uova

Frutta e verdura trasformata

Miele

Derivati del pomodoro diversi da passata

Passata di pomodoro

Formaggi

Latte fresco

Derivati dei cereali (pane, pasta)

Pesce

Carne di pecora e agnello

Extravergine di oliva

 

Fonte: Elaborazioni Coldiretti