Nel 2008 l’Italia è stata capofila in Europa per l’eolico con l’installazione di 1.010 megawatt eolici che ha permesso di raggiungere una capacita’ totale di 3.736 megawatt. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento all’inchiesta sul coinvolgimento della mafia nella realizzazione dei parchi eolici in Sicilia.
La forte crescita dell’eolico in Italia – sottolinea la Coldiretti – è stata certamente favorita da una forte incentivazione finanziaria con contributi pubblici che sono stati erogati in modo squilibrato rispetto alle altre forme di energia rinnovabili come ad esempio le biomasse che presentano in Italia enormi potenzialità.
Le forti incentivazioni economiche insieme alla mancanza di corrette procedure di individuazione dei territori e di assegnazione dei finanziamenti rappresentano – sostiene la Coldiretti – un terreno fertile per la criminalità che trova nell’eolico una nuova opportunità di business nelle campagne.
L’abbondante flusso di denaro, oltre ad alimentare l’interesse della criminalità, ha favorito in molte aree la realizzazione di insediamenti di torri eoliche che deturpano spesso il paesaggio e costituiscono un ostacolo allo sviluppo di una economia di qualità che – conclude la Coldiretti – si fonda sulla valorizzazione dell’ambiente, del paesaggio e dell’agricoltura tradizionale.