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Docificanti artificiali, l’industria USA non è pronta ad abbandonarli

29 Agosto 2013
Docificanti artificiali, l’industria USA non è pronta ad abbandonarli

Dopo l’approvazione dei glicosoidi steviolici in Europa (2011) e USA (2008), è stato approvato un derivato dell’aspartame da EFSA, l’advantame.  La corsa a dolcificanti di nuova generazione insomma è partita da qualche tempo. Il montare della "globesity", la pandemia globale di obesità e sovrappeso, unita a dubbi sulla sicurezza alimentare dei precedenti doclificanti storici (due su tutti: aspartame e saccarina) sono le due molle principali che hanno stimolato questo rinnovato impegno dell’industria alimentare.

Advantame, i vantaggi

Il potere dolcificante maggiore dovrebbe consentirne un uso più limitato ed una minore esposizione tossicologica, ma i metaboliti derivati sono gli stessi dell’aspartame: metanolo in particolare,  che dovrebbe però originare dall’advantame in misura del tutto trascurabile rispetto all’assunzione dietetica con alimenti.

Il Panel dedicato (ANS) considera il dolcificante 37.000 volte più dolce del saccarosio comune, e 100 volte più dolce dell’aspartame, ma né tossico né cancerogeno alle dosi d’uso. La Dose Giornaliera Accettabile è stata fissata  a 5 mg al giorno, valore allineato a quello del Codex Alimentarius-JEFCA (il comitato dedicato alla valutazione degli additivi). L’impresa che produce l’advantame è la stessa Ajinomoto dell’aspartame, e il dossier è stato sottoposto ad EFSA nel 2010. EFSA aveva chiesto però dati ulteriori tra cui uno studio su coniglio. Studi su cani, topi e ratti sono stati predisposti per la valutazione, oltre che sull’uomo. La sostanza sarebbe scarsamente assorbita dal corpo umano.

Intanto, EFSA dovrà pubblicare una nuova e competa rivalutazione dell’aspartame, attesa per novembre.

Colpi di coda

Ma c’è chi non desiste. E proprio Coca Cola sta battagliando per promuovere una immagine positiva della sicurezza dell’aspartame, negli USA; dove ha acquistato pagine a pagamento su alcuni dei più diffusi quotidiani (USA Today, Atlanta Journal Constitution, Chicago Tribune) dopo il calo delle vendite delle bibite senza zucchero, del 3% per il 2012 a confronto con un -1% per la Coca Cola normale. Coca Cola dichiara che l’aspartame è sicuro, come confermano “oltre 200 studi”. Questo nonostante in Giappone, ad esempio, Coca Cola già usi derivati della pianta Stevia Rebaudiana come dolcificanti al posto dell’aspartame. Che senso hanno tali dichiarazioni, viene da chiedersi, anche in ragione di nuovi sostituti disponibili?

 Intanto, e in prima battuta, il battage cerca di prevenire eventuali contraccolpi da oltreoceano parte di EFSA, qualche mese prima della opinione di novembre sull’aspartame, dopo anni di dibattito. In un mondo globalizzato, e con una credibilità e riconoscibilità globale di EFSA, non si conoscono gli effetti sul mercato USA di un’eventuale opinione nel senso della revisione delle DGA al ribasso (o di una sua squalifica più sostanziale).

 Poi, e forse ancora prevalente rispetto all’obiettivo precedente: difendere l’aspartame in questa fase può voler dire difendere anche il dolcificante derivato, l’advantame, che rilascia pure come metaboliti metanolo e felinalanina, e che è prodotto proprio dalla stessa azienda. Sebbene le due sostanze siano tossicologicamente assai diverse, anche come dosi di impiego (e quindi come risultato tossicologico), i consumatori probabilmente non capirebbero tutta la differenza tra aspartame e advantame, "cugini chimici" della stessa azienda. Questioni di marketing insomma si profilano all’orizzonte.

I consumatori: percezione tossicologica,  tra dolcificanti naturali e sintetici

La percezione di sicurezza alimentare dei consumatori USA sembrerebbe allora valutare la linea di confine tra dolcificanti naturali e invece sintetici, più che non motivazioni intrinseche di sicurezza vera e propria.

Motivo per cui, sebbene sostanze recentemente approvate sia in USA che in Europa, come i glicosoidi steviolici, possano essere derivati in via sintetica, riescono in realtà a comunicare un differenziale positivo solo se estratti direttamente dalla pianta.

Questo a conferma che i dolcificanti "naturali" sono già percepiti positivamente dai consumatori. Ma mettere fuori gioco ora l’aspartame, potrebbe significare condannare un business allo stato nascente, quello dell’advantame.