ARTICOLO | Archivio

Contrasto alle frodi, i primi dati del Network UE

20 Maggio 2015
Contrasto alle frodi, i primi dati del Network UE

E’ stato appena pubblicato il primo report del Network per le frodi alimentari  (FFN) dell’Ue: creato nel 2013 a seguito della frode legata alla presenza di Dna equino in alcuni prodotti alimentari non dichiarato in etichetta ("Horsegate"), è composto dai 28 organi di collegamento nazionali designati dai paesi membri (più Islanda, Norvegia e Svizzera) con la finalità di garantire l’assistenza transfrontaliera e la cooperazione fra Stati sulle questioni che riguardano pratiche potenzialmente ingannevoli e fraudolente nel settore dei mangimi e degli alimenti.

Quali i risultati preliminari?

Nel corso dell’anno il coordinamento ha coperto 60 casi. Il 25% delle presunte violazioni ha riguardato la non confomità dell’etichettatura (ad esempio sulla scadenza o sulla presenza di ingredienti), il 22% ha riguardato la falsificazione o sostituzione di certificazioni e documentazioni, il 17% la sostituzione di una specie di valore superiore con una specie di valore inferiore; il 10% la presenza di sostanze proibite; l’8% trattamenti o processi vietati; il 7% prodotti proibiti o non adatti al consumo umano; il 5% la contraffazione, il 3% l’adulterazione; l’1% l’assenza del numero di registrazione ufficiale; il 2% altro. 

I prodotti a base di carne sono stati i prodotti alimentari per i quali c’è stato un maggiore scambio di informazioni nell’ambito del network, seguiti dai prodotti ittici e dal miele. Dai dati raccolti, non è possibile trarre conclusioni statistiche sulle frodi alimentari nell’Unione europea sia perchè alcuni scambi di informazioni possono avvenire anche al di fuori del network, sia perchè i dati del network non tengono conto dei casi puramente nazionali, che non hanno ricadute transfrontaliere e quindi non vengono comunicati all’FFN.

Oltre allo scambio di informazioni, il Food Fraud Network funziona anche come luogo di discussione sul coordinamento e sulle priorità dell’azione UE in materia di frodi alimentari.

In questo senso il FFN sta collaborando con la Commissione europea per la creazione un sisema informatico di allerta sulle frodi, basato sul modello Rasff, che, pur in assenza di rischi sanitari, proprio in occasione dello "scandalo carni equine" era stato utilizzato per la condivisione di informazioni sulle frodi permettendo di rintracciare e ritirare i prodotti dal mercato. 

Il nuovo sistema informatico "Administrative Assistance and Cooperation (AAC) System" prevede una fase di test interni alla Commissione europea sulla versione pilota prevista per il primo semsetre 2015 e una succesiva fase di test fra alcuni Stati membri.

Il Sistema AAC dovrebbe essere operativo entro la fine del 2015.

Ma un tema delicato riguarda la armonizzazione normativa circa la definizione stessa di fenomeni fraudolenti: definizione che non trova una casa comune in Europa. Si auspica che presto questo aspetto possa essere corretto. Ad oggi infatti gli Stati membri- ad esempio, tramite sistema RASFF- decidono in modo discrezionale i motivi del ritiro di prodotto, con standard anche diversi tra Paese e Paese europeo. Un fenomeno fraudolento è infatti in quanto tale un attentato alla sicurezza alimentare oppure un problema solo commercial? La mancata tracciabilità indica cibo insicuro (almeno in via potenziale) o invece tale mancanza di sicurezza va meglio fondata? Domande per le quali ancora non vi sono risposte. E che si spera possano presto essere date.