?Taglio varia da 33,3% tessile al 48,2 % alimentare fino al 79,1% auto
In controtendenza all’andamento generale crollano del 29,4 per cento le esportazioni di prodotti Made in Italy in Russia ma il taglio sale al 48,2 per cento per i prodotti agroalimentari che sono direttamente colpiti dall’embargo posto da Putin. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sui dati relativi al commercio estero dell’Istat nel primo quadrimestre del 2015 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Se i settori piu’ colpiti sono chiaramente quelli interessati dall’embargo scattato il 6 agosto 2014 che ha sancito il divieto all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi ma anche pesce, perdite di quote di mercato considerevoli si registrano – sottolinea la Coldiretti – anche in altri importanti comparti. Nel primo quadrimestre le esportazioni italiane sono calate dal 33,3 per cento per il tessile al 79,1 per cento per gli autoveicoli. Nell’agroalimentare si sommano anche i danni indiretti dovuti alla perdita di immagine e di mercato provocata dalla diffusione in Russia di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy Lo stop alle importazioni di frutta, verdura, salumi e formaggi dall’Italia ha infatto provocato in Russia – conclude la Coldiretti – un vero boom nella produzione locale di prodotti Made in Italy taroccati, dal salame Italia alla mozzarella “Casa Italia”, dall’insalata “Buona Italia” alla Robiola Unagrande, ma anche la mortadella Milano o il parmesan Pirpacchi tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin.