Alla fine anche il PPE ha votato a favore, riducendo gli scontenti a 15. E il gruppo del Parlamento Europeo ENVI sulla Sicurezza Alimentare e Salute Pubblica ha consegnato un testimone di tutto rilievo alla votazione plenaria, prevista la settimana prossima, e che difficilmente sovvertirà il voto del comitato ristretto.
Insomma, il Parlamento Europeo sembra meno incline al rifiuto della Lista Unica delle indicazioni nutrizionali e salutistiche, sebbene varie siano state le critiche sollevate.
Lo status privilegiato che sarebbe accordato a vitamine e minerali, e invece la scarsa considerazione per alimenti tradizionalmente noti per proprietà di mantenimento del benessere di specifiche funzioni dell’organismo umano sono stati uno dei principali motivi della contesa. Ma anche il fatto che per tali vanti nutrizionali è stato richiesto lo stesso onere della prova di più delicate e meglio remunerate (come proprietà intellettuale) indicazioni sulla riduzione del rischio di sviluppare alcune malattie. Garantendo stesse barriere all’entrata ma diversi benefici. Insomma, le regole del gioco non sarebbero le stesse per tutti, una delle critiche ricorrenti, in particolare da parte dei rappresentanti dell’industria delle sostanze botaniche.
Una volta che il Parlamento avrà adottato in Plenaria la Lista Unica, le aziende che hanno continuato a usare indicazioni di salute non approvate da EFSA dovranno rimuoverle entro 6 mesi di tempo.